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Mercoledì 18 settembre, l’autore, vincitore di ben sette Premi Award, e del  Premio Capri per Teatro e Narrativa, ritorna all’Aquila, la sua città natale.

NewsExtra_161321Un ritorno molto atteso quello di Mario Fratti nella città che gli ha dato i natali e dalla quale, nel 1947, partì per trasferirsi prima a Venezia e poi a New York, dove si è affermato come uno dei migliori drammaturghi. Ritorna all’Aquila per presentare il suo primo romanzo Diario Proibito – L’Aquila anni Quaranta (Graus Editore), con la prefazione di Mario Avagliano. Un libro scritto cinquant’anni fa e che narra il periodo del fascismo e dei suoi risvolti.

La presentazione avrà luogo nell’auditorium Sericchi in via Pescara 2, a L’Aquila, con inizio alle ore 17. Alla presentazione parteciperanno, oltre all’autore, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, lo storico Walter Cavalieri, l’opinionista Annamaria Barbato Ricci, il presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria Walter Capezzali e Goffredo Palmerini, che coordinerà gli interventi.

In Diario Proibito – L’Aquila anni Quaranta, Fratti racconta, con la crudezza tipica della sua scrittura, immediata e diretta, tra realtà ed immaginazione creativa, gli anni difficili dopo l’8 settembre 1943 a L’Aquila, la fine del fascismo e poi della guerra, la riconquista della libertà ed i primi anni della democrazia. Dialoghi battenti, efferatezze, violenze e torture, lo stupro della dignità umana di quel periodo terribile per L’Aquila e l’Italia, insanguinate dall’occupazione nazista e dai repubblichini di Salò, attraversano il romanzo che si pone come un INNO ALLA LIBERTA’, una testimonianza letteraria del contributo degli aquilani alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, reso vivido anche con l’inserimento, in appendice, del dramma Martiri, atto unico dedicato ai Nove Martiri Aquilani, giovani in lotta per la libertà catturati e fucilati dai tedeschi nel 1943, dei quali Fratti era amico e coetaneo.

Le pagine del romanzo sono affollate da donne dai facili costumi, delatori, spie, approfittatori, antisemiti o gente che è pronta a mutare atteggiamento verso i fascisti o i ribelli a seconda dell’andamento della guerra. Sullo sfondo, e neppure tanto sullo sfondo, emerge anche un’altra Italia, quella dei partigiani animati da amor di patria che resistono fieri alle torture e di chi si oppone con coraggio alla barbarie nazista e fascista.

Come afferma il saggista Mario Avagliano: «Il protagonista di Diario proibito, come tutti, avrà la sua punizione terrena. La legge del contrappasso lo condanna alla paura che qualcuno possa scoprire quel “diario”, tutte le nefandezze descritte in esso e quella identità segreta, “nera” non solo dal punto di vista politico. Il “maggiore”, che era stato il suo capo militare, chiude il finale. È diventato un imprenditore e coltiva i propri interessi oliando i partiti che governano il Paese. Hanno tutti avuto la loro punizione, già da vivi. Fratti li osserva, li fotografa nella loro cruda umanità, nella loro misera quotidianità. Non hanno morale, non hanno etica. E la vita li condanna, li disintegra, senza bisogno di calcare la mano. Sono uomini persi, alla deriva. Senza dignità, l’unica cosa che salva un uomo, davanti alla storia».

Carmela Pugliese

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