Manlio Boutique

Sono molti i teatri napoletani che celebrano con degli spettacoli a tema le Quattro Giornate di Napoli, in occasione del loro 70esimo anniversario.

imageLottare per la libertà: Napoli ricorda, celebra e commemora chi, in quelle Quattro Giornate (27, 28, 29, 30 settembre, 1 ottobre 1943), ha combattuto e perso la vita per liberare la città dai nazisti e dagli alleati.

Per non dimenticare il sindaco Luigi De Magistris, l’assessore alla cultura Nino Daniele e il presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza Guido D’ Agostino, hanno pensato ad un programma degli eventi intitolato Vivere e far rivivere sul territorio cittadino l’orgoglio napoletano di settant’anni fa: 1943-2013 70° anniversario delle quattro giornate.  

Oltre alle numerose manifestazioni sparse per la città (LEGGETE QUI l’articolo di approfondimento e tutto il calendario) sono diversi i teatri in città che hanno aderito all’iniziativa.

Si parte con il Nuovo Teatro Nuovo che presenta lo spettacolo Napoli ’43, regia e testi di Enzo Moscato, con Enzo Moscato, Antonio Casagrande, Benedetto Casillo, Cristina Donadio, immagini sceniche Mimmo Paladino, luci Cesare Accetta, in scena sabato 28 e domenica 29 settembre (in replica fino al 13 ottobre).

Napoli ’43 è una suite aspra e armoniosa, la messa in scena è un “cunto leggendario” degli eventi, dei sentimenti e delle figure popolari dell’ epopea che i napoletani condussero nelle 96 ore del 28 settembre – 1 ottobre del 1943 liberando la città dall’esercito tedesco. Giornate memorabili che, come scrive lo storico Guido D’Agostino, “restano, nella tragica parabola del Nazismo, l’unica sconfitta popolare subìta dall’esercito tedesco nel mondo, come lotta e scelta di pace e con relativamente poche armi, e fecero di Napoli la prima città d’Europa per valore d’eroismo e per ferma riconquista della propria libertà”.

lenucciaProseguiamo con il Nuovo Teatro Sanità, con lo spettacolo Lenuccia, una partigiana del Sud, regia Aniello Mallardo, con Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credendino, in scena dal 28 al 29 settembre.

Esiste la storia di uomini illustri che hanno fatto la Storia, di persone straordinarie sopravvissute al logorio del tempo. Accanto ad essa e brulica la vita di piccoli ma grandi individui che talvolta, in occasioni uniche ed eccezionali, smettono i panni consunti dell’ordinario per assumere sembianze eroiche. Così accadde all’intero popolo napoletano durante le quattro giornate di Napoli, così fu per Maddalena Cerasuolo ovvero Lenuccia, all’epoca una giovane ragazza di 22 anni che offrì il suo sostegno umano e militare contro l’occupazione nazista. Grazie al suo coraggio, assunse un ruolo sempre più significativo all’interno della città e principalmente all’interno del suo quartiere, la sanità. Lenuccia è l’emblema della forza di tutti i napoletani che si sono ribellati, di tutte le donne che hanno impugnato le armi per i propri figli.

Continuiamo con il Teatro Diana dove, la Compagnia della palestra dell’attore presenta lo spettacolo per le scuole 1943-2013 laguerraintesta (le quattro giornate di napoli), regia di Giancarlo Cosentino, drammaturgia di Francesco Addeo. In scena da ottobre 2013 a magio 2014.

Commedia sul tema della seconda guerra mondiale che attraversa un anno terribile, il 1943, e quel suo tragico settembre che vide Napoli soccombere, resistere e reagire allo spietato assedio dei Nazisti con le drammatiche e spettacolari azioni di massa del popolo partenopeo in quelle che tutti conoscono come: “Le quattro giornate di Napoli”. Il percorso si sviluppa su binari paralleli, due tracce teatrali che si alternano e si incrociano in una linea narrativa che ripercorre e racconta, attraverso lo sguardo lucido di un Partigiano sia la sua vita ordinaria da “anziano” (Paolo di Gennaro ha 89 anni), con battaglie quotidiane di “vecchio pensionato” che quella del suo straordinario passato di giovane combattente ed eroe di guerra. Un’alternanza di situazioni che descrivono la nostalgica “guerra in testa” del glorioso ultimo Partigiano di Napoli e la sua vita di oggi di parente scomodo ed ingombrante per Anna, la nipote di 17 anni che è “rifugiata politica” a casa sua (genitori separati ed in guerra tra loro).La nipote, la teenager con la sua “guerra in testa” di adolescente-sbandata fa da contrappeso allo scorrere impetuoso di un treno di ricordi che il Partigiano ci mostra in più stazioni (quadri) dove fanno sosta e prendono vita: storie, persone, amici e testimonianze in sequenza cronologica, che ci raccontano e documentano quel settembre indimenticabile per la Nazione e per la città di Napoli.

foto21

Procediamo con ZTL, Zurzolo Teatro Live dove, La Carrozza d’Oro presenta Radio Libertà, racconto che ha il fascino di un’epopea di Alfredo Giraldi (scritto in collaborazione e con l’aiuto di Giuseppe Aragno), regia Luana Martucci, aiuto regia Pasquale Napolitano, con Alfredo Giraldi e Luana Martucci.

Concludiamo infine con il Teatro San Carlo che inaugura la stagione sinfonica 2013/2014 con il Concerto Sinfonico per Gesualdo da Venosa. In scena fino al 29 settembre.

Uno spettacolo interamente dedicato a Gesualdo da Venosa, programmato in chiusura del 2013 – a 400 anni dalla morte del madrigalista – il cui nome è fortemente legato alla città di Napoli, alle sue leggende e alla sua tradizione musicale.

Inoltre a Città della Scienza si terrà lo spettacolo Parole musica teatro per ricordare le Quattro Giornate.

Ma che cosa sono le Quattro Giornate e perchè sono così importanti?

Esecuzioni indiscriminate, saccheggi, rastrellamenti della popolazione civile, miseria e distruzioni causati dalla guerra, avevano messo in ginocchio l’intera città. In questo clima di tensione e rabbia crebbe il desiderio di liberarsi dall’invasore tedesco, tanto che si iniziò a pensare all’approvvigionamento delle armi. Il 23 settembre arrivò un manifesto del prefetto intimava la chiamata al servizio di lavoro obbligatorio per tutti i maschi di età compresa fra i diciotto e i trentatré anni, in pratica una deportazione forzata nei campi di lavoro in Germania. Chi non si presentava sarebbe stato fucilato. L’insurrezione popolare fu allora inevitabile: giovani, donne, bambini e uomini lottarono insieme, rischiando le proprie vita per liberare la loro città, la loro Napoli. Alla città partenopea andò il conferimento della medaglia d’oro al valor militare che consentì alle forze alleate di trovare al loro arrivo, il 1º ottobre 1943, una città già libera dall’occupazione nazista.

 

 

Carmela Pugliese

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly

Manlio Boutique