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L’assessore alla Cultura Nino Daniele e il direttore del Teatro Nuovo, Alfredo Balsamo, presentano lo spettacolo di Enzo Moscato che celebra le Quattro Giornate di Napoli.

 

moscatoIn occasione delle manifestazioni per celebrare il 70esimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, promosse dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, Enzo Moscato presenta il suo spettacolo Napoli ’43 al Teatro Nuovo di via Montecalvario, con immagine sceniche di Mimmo Paladino e un cast di 25 interpreti.

«Con questo evento scenico – dichiara Moscato- non voglio portare in scena le Quattro Giornate di Napoli in maniera documentaristica e realistica, come ha fatto il grande Nanni Loy nel suo film. Io non narro, io de-narro, faccio una decostruzione della grande epopea napoletana del ’43; una decostruzione sostenuta da filastrocche, frammenti, tracce sonore registrate della guerra, delle bombe, parole della tradizione partenopea e di questa zona, Montecalvario, che è casa mia perché io qui sono nato». Discontinuità e frammentazione sono due caratteristiche fondamentali nelle opere di questo grande regista partenopeo che l’assessore alla Cultura e al Turismo Gaetano  Daniele definisce «uno dei pilastri del teatro napoletano, con una forte generosità civile e contrassegnato da un forte amore per la sua città».

Non un caso, la scelta di eliminare dalla scena ogni rovina, orpello bellico o una qualsiasi testimonianza realistica, lasciando piuttosto posto ad uno spazio onirico, irreale, visionario dove si muovono figure morte due volte: nel passato, ma soprattutto nel presente perché «oggi giorno non vedi più la ribellione, la gente si è rassegnata, non lotta più, non c’è nessuna reazione nei confronti di ciò che non va» e continua Enzo Moscato «da umile operaio della scena, racconto di una sconfitta che paradossalmente si trova all’interno di una vittoria»; una sconfitta sublimata nel gesto storico dell’arrivo degli Alleati a Napoli che posero tra le mani dei napoletani tavolette di cioccolata in cambio delle loro armi. Un gesto emblematico, che racchiude in sé la somatizzazione dello spirito rivoluzionario, un far cadere le armi ed accettare sommessamente l’omologazione, il consumismo attuale.

Protagonista vero dello spettacolo è il DISAGIO creato a posta dal regista per smuovere la sensibilità dello spettatore; disagio potenziato dal buio del fondo della scena, quasi a creare un altrove, dove le figure escono ed entrano ad intermittenza, dal silenzio della scena. Un sentimento che non deve essere visto in maniera negativa ma, come afferma Moscato, «come un disagio positivo, perché il passato deve essere reintegrato nel presente e ciò è possibile proprio attraverso questo sentimento».

Un ruolo civile quello del teatro che, come asserisce il direttore del teatro Alfredo Balsamo «è anche un’ancora di salvezza per Napoli e Enzo Moscato e il suo cast di artisti sono consapevoli di svolgere un ruolo sociale e civile per questa città». Una città che vive un malessere diffuso e la politica è distaccata dal cittadino e, come afferma l’assessore Daniele «sta agli artisti, agli uomini di cultura e agli intellettuali trasformare l’indignazione del popolo in coraggio; l’arte e cultura come elementi di speranza. Ed è anche per questo che porteremo avanti lo spettacolo Napoli ’43 in un progetto, proiettato fino al 2014, che coinvolge le scuole, proprio per non dimenticare chi ha dato la vita perché stanco di subire soprusi; inoltre, dal 3 al 10 ottobre ci saranno reading dello spettacolo al Mercadante oltre che ad un gemellaggio con la città di Parigi».

                                                                                                                                               Carmela Pugliese

 

NUOVO TEATRO NUOVO
Via Montecalvario 16
Giorni e orari: sabato 28 settembre ore 21 / domenica 29 settembre ore 18.30
Mail: botteghino@teatronuovonapoli.it
Tel: 081 497 62 67

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