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Numerosi gli artisti napoletani tra i candidati. Lunedì 9 dicembre al Piccolo Teatro di Milano saranno decretati i vincitori.

unnamedTutto è pronto per il Premio Ubu.  Pochi giorni fa, infatti, sono stati resi noti gli artisti e gli spettacoli, selezionati attraverso un referendum tra 56 esperti e critici di teatro, che concorreranno al Premio.
Fondato nel ’79 dal critico ed editore Franco Quadri, il Premio Ubu rappresenta il riconoscimento più importante del teatro italiano. Giunto ormai alla 36° edizione, dopo la morte del suo fondatore viene organizzato dall’Associazione Ubu per Franco Quadri in collaborazione con il webmagazine Ateatro (www.ateatro.otg)

Molti gli artisti napoletani in nomination per il premio, tra questi: Valentina Vacca, Caterina Carpio, Peppe Servillo, Antonia Truppo e Antonio Gargiulo. Doppia nomination (miglior regia e spettacolo dell’anno) per il regista Antonio Latella, vincitore lo scorso con lo spettacolo Un tram che si chiama desiderio. Anche Mario Martone tra i candidati per la regia dello spettacolo La serata a Colono. Tra le altre nomination, doveroso segnalare Le voci di dentro, candidato come spettacolo dell’anno, e Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi come migliore novità italiana.

La serata di premiazione, presentata dall’attore Giuseppe Battiston, si svolgerà il 9 dicembre alle 18.30 al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Nel corso della cerimonia verranno consegnati oltre agli Ubu, il Premio Alinovi-Daolio a Maurizio Cattelan, e il Premio Rete Critica a Alessandro Sciarroni.
L’occasione servirà anche per presentare il volume Il teatro che credi di conoscere. Le carte patafisiche dell’Archivio Franco Quadri – Ubulibri, che raccoglie documenti della storia editoriale e critica di Franco Quadri e le testimonianze di Renata M. Molinari, Oliviero Ponte di Pino e Cristina Ventrucci.

Di seguito la lista dei candidati nelle varie categorie:

Spettacolo dell’anno
– Francamente me ne infischio di Linda Dalisi e Federico Bellini (Antonio Latella, StabileMobile-Compagnia Antonio Latella)
– Il panico di Rafael Spregelburd (Luca Ronconi, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa)
– Le voci di dentro di Eduardo De Filippo (Toni Servillo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa/Teatro di Roma/Teatri Uniti)

Regia
– Antonio Latella per Francamente me ne infischio
– Marco Martinelli per Pantani
– Mario Martone per La serata a Colono
– Luca Ronconi per Il panico

Scenografia
– Gianluca Amodio, con Marco Schiavoni per la videografia (RIII-Riccardo Terzo)
– Simone Mannino e Simona D’Amico (C’è del pianto in queste lacrime)
– Marco Rossi (Il panico)

Attore
– Carlo Cecchi (La serata a Colono)
– Filippo Dini (Il discorso del re)
– Mario Perrotta (Un bès – Antonio Ligabue)

Attrice.
– Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Vacca (Francamente me ne infischio)
– Mariangela Granelli (Materiali per Medea)
– Arianna Scommegna (Mater Strangosciàs)

Attore non protagonista
– Luigi Dadina (Pantani)
– Paolo Pierobon (Il panico)
– Peppe Servillo (Le voci di dentro)

Attrice non protagonista
Valentina Picello (Tre atti unici da Anton Cechov)
– Sandra Toffolatti (Il panico)
– Antonia Truppo (La serata a Colono)

Nuovo attore o attrice (under 30)
– Fabrizio Falco
– Antonio Gargiulo
– Riccardo Spagnulo
– Alice Spisa

Migliore novità italiana (o ricerca drammaturgica)
– Pantani di Marco Martinelli
– Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi
– Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo

Migliore novità straniera
– Banquo di Tim Crouch
– Clôture de l’amour di Pascal Rambert
– Hotel Belvedere di Ödön von Horváth
– Jucatùre di Pau Mirò
– Ribellioni possibili di Luis García-Aráus e Javier García Yagüe

Migliore spettacolo straniero presentato in Italia
– Lulu di Frank Wedekind (Robert Wilson, Berliner Ensemble)
– Odyssey di Simon Armitage (Robert Wilson, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, National Theatre of Greece )
– Onegin Commentaries di Alexander Pushkin (Alvis Hermanis, New Riga Theatre),
– Refuse the Hour di William Kentridge, Philip Miller, Dada Masilo, Catherine Meyburgh (Holland Festival, Festival d’Avignon, Romaeuropa Festival, Teatro di Roma, Onassis Cultural Center)
– Le retour di Harold Pinter (Luc Bondy, Odéon-Théâtre de l’Europe, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa)
– Schubladen (She She Pop, Hebbel am Ufer Berlin, Kampnagel Hamburg, FFT Düsseldorf, Brut Wien)

Segnalazioni per premi speciali
– Chiara Guidi per la pluriennale ricerca  –  condotta dall’interno della Socìetas Raffaello Sanzio  –  nell’ambito pedagogico e in quello della sperimentazione vocale e preverbale. Una ricerca capace di porre sempre nuove domande al mondo del teatro. E per i festival Màntica e Puerilia, la cui concezione si connota come laboratorio e condivisione del proprio processo creativo, in dialogo con differenti artisti e con portatori di altri saperi, laboratorio la cui stessa scrittura del programma assume la valenza drammaturgica della composizione di un’opera.

– Danio Manfredini per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere.

– Stefano Massini per il complesso dell’opera drammaturgica, la cui sapiente struttura e presa scenica immediata, sostenute da un limpido impianto epico, gli hanno conquistato l’interesse e il consenso della scena internazionale. In questa prospettiva si segnala in particolare la Lehman Trilogy, dove Massini affronta uno dei nodi cruciali del disordine globale. La trilogia, non ancora rappresentata in Italia, ha segnato all’estero risultati significativi per l’intera drammaturgia italiana.

Il ratto d’Europa ideato e diretto da Claudio Longhi con la produzione di Ert e Teatro Stabile di Roma per l’impegno nel reinventare la funzione sociale del teatro penetrando a fondo nella città con un progetto che  –  attraverso il coinvolgimento di scuole, associazioni e altre realtà del territorio  –  porta alla creazione condivisa di momenti spettacolari. Il risultato, frutto di un processo di conoscenza, rappresenta un’estensione dell’esperienza scenica come azione del teatro e dei cittadini intorno al tema europeo.

– Antonio Rezza e Flavia Mastrella per il lucido percorso di scavo nella crudeltà ottenuto attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva originale. Capaci di creare drammaturgia a partire da un disarmante trasformismo, e sempre concentrati sulle bassezze dell’umanità  –  intime e manifeste, individuali e collettive  – , i due artisti plasmano una materia dagli esiti estremamente comici e spiazzanti creando un linguaggio feroce che nella sua misteriosa iperbole riesce a toccare anche un grado nascosto della grazia.

 

Maggiori info su Ateatro http://www.ateatro.org/premioubu2013.asp e Associazione Ubu per Franco Quadri http://www.ubuperfq.it/fq/

Giulia Esposito

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