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Giuseppe Fiorello porta in scena al Teatro Diana la musica di Domenico Modugno, tra passato e presente.

 

Foto Pino Le Pera

Foto Pino Le Pera

Ha debuttato questo mercoledì Penso che un sogno così… in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 15 dicembre. Il tributo a Domenico Modugno, scritto da Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni, ha l’occhio attento di Giampiero Solari alla regia.
Dopo il cinema e la televisione, l’artista catanese riapproda al teatro con il racconto della sua infanzia, in brandelli di aneddoti personali che s’intersecano con le canzoni di Domenico Modugno, colonna sonora della vita dell’attore.
Un’unica luce in scena accompagna il protagonista nell’incontro col pubblico mentre intona le prime parole di Nel blu dipinto di blu, dietro di lui un pannello di tela dipinta nasconde i due chitarristi, Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, co-protagonisti nelle parti musicate della messinscena.
Da subito si è introdotti nell’infanzia di Giuseppe Fiorello che racconta del suo incontro, da bambino, col Lupinaro, un personaggio umbratile che, proprio per il suo carattere e le sue stravaganze, era considerato e conosciuto in paese come una persona “pericolosa”. Quel bambino, timido e introverso, Giuseppe, quasi inconsapevole, segue l’uomo fino alla sua casa e per l’aiuto prestatogli, portando le buste della spesa, viene ricompensato con un regalo preziosissimo: un vecchio disco su cui è incisa la voce di Mimì. D’allora in poi le parole e la musica del cantautore pugliese abbracceranno Giuseppe e la sua famiglia, ricordata e raccontata con amore. Un amore autentico per il padre, tangibile negli occhi e nella voce dell’attore, e colonna portante dello spettacolo che sembra muoversi tra tre protagonisti: Domenico, Giuseppe e suo padre appunto. Questo parallelismo tra i tre, che si alterna e si snoda negli episodi narrati, costruiti con una drammaturgia che mai scade nell’autoreferenzialità e nell’omaggio osannato, rimbalza sulle note delle musiche di Modugno.

Giuseppe Fiorello mostra in scena le sue molteplici abilità di artista, dando al pubblico prova della sua innata predisposizione al canto e alla musicalità, e con naturalezza si fa protagonista di un racconto che da personale, muovendosi sulla direttrice storica degli anni ’60, si fa anche collettivo. Per l’Italia, infatti, è il periodo del boom economico: quello che tra l’altro si traduce nell’apertura del polo siderurgico dell’Ilva a Taranto, amaro spaccato della vita economica e sociale del Paese tutt’oggi persistente, e che trova voce, nello spettacolo, nell’ancora valida verità delle canzoni, in dialetto e non solo, di Modugno.

La carrellata di parole e note è accompagnata dalla proiezione della Notte stellata di Van Gogh e del brano recitato da Totò in Uccellacci e Uccellini di Pier Paolo Pasolini, che diventa scenografia, insieme alle luci che scandiscono il registro delle emozioni derivate dal testo.

L’approdo al presente, e di conseguenza alla realizzazione del sogno, avviene quando Giuseppe incontra la signora Franca, l’inseparabile moglie di Mimì, in occasione dell’ingaggio per la fiction Volare – La grande storia di Domenico Modugno, da lui interpretata lo scorso febbraio. Inizialmente impaurito dal doversi confrontare con il grande artista, è la donna, però, a scacciar via ogni suo tentennamento, con la tenerezza e la forza che la contraddistinguono, e facendogli indossare la giacca color carta da zucchero – lo stesso delle nuvole di Volare – indossata da Mimì nel 1958 al Festival di Sanremo.
Il sogno portato in scena da Giuseppe Fiorello è il sogno inconfessabile di suo padre, è il sogno di Domenico, è il sogno di ogni ragazzo che amerebbe fare queste mestiere e ci prova con tutte le forze a vederlo realizzato. Del resto, cos’è un artista, se non una maschera che ha una storia da raccontare trasferendo amore ad un pubblico che è lì proprio per ascoltare le sue parole? Quel picciriddu timido, “che sapeva le cose, ma non sapeva come dirle”, ieri sera ha parlato al suo pubblico.

Antonella D’Arco

Teatro Diana
Via Luca Giordano 64, Napoli
Tel: 081 556 75 27  – 081 578 49 78
http://www.teatrodiana.it/

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