Manlio Boutique

Al teatro Mercadante Arturo Cirillo porta in scena l’opera di Georges Feydeau, consistente e ironica invettiva alla borghesia francese di inizio ‘900.

03_LA PURGA foto di marco ghidelli copiaArturo Cirillo porta in scena, al Teatro Mercadante, in scena fino al 15 dicembre, un’opera di Georges Feydeau (1862-1921), drammaturgo francese da sempre adorato in patria, rivalutato invece a livello europeo solo in tempi più recenti. Dopo aver rispolverato Molière con un bellissimo rifacimento de L’Avaro qualche anno fa, il regista si è dedicato alla riscoperta di quello che viene generalmente ritenuto il suo erede artistico, autore di un numero notevole di opere, capace di regalare dei bozzetti molto efficaci della borghesia del suo tempo.

La farsa in questione si intitola La Purga, è il ritratto colorito di una coppia borghese alle prese con la propria ignoranza e con il problema sostanziale di un figlio che non va di corpo. Sintesi che potrebbe lasciare di certo interdetti in merito allo spessore dell’opera, che invece è costruita in maniera geometrica, dotata di ritmi di scrittura notevoli ed originata dallo spirito irridente che l’autore non risparmiò mai, in nessuna delle sue produzioni, alla borghesia francese.

388_751_02 LA PURGA foto di marco ghidelliImpera una comunicazione tra due coniugi che tentano di ragionare partendo da due piani di realtà scollegati, in nessun modo aderenti, a siderale distanza l’uno dall’altro; al punto da rendere uno smottamento, lo scontro serio oltre l’ordinario quotidiano assolutamente impossibile: se accadesse nemmeno se ne accorgerebbero.

Una farsa che Arturo Cirillo, nelle sue note di regia, esalta per la riscontrata capacità di restare in equilibrio, sospesa sopra un senso di precarietà, con il costante rischio di precipitare nell’eccesso. E’ una pericolosità endemica degli scritti di Feydeau, un assunto imprescindibile per capire la verità nascosta dietro ogni sua opera: lo sforzo di essere frivola, pur esprimendo in modo silente molto più di quanto stia dicendo.

Non è quanto di meglio ci si potesse attendere da Cirillo e la sua squadra, abituati alle argute riletture dei classici cui eravamo stati abituati (oltre a Molière Cirillo si è interfacciato di recente con Shakespeare, una traduzione di Plauto firmata da Pasolini e non solo). Ma argomentare nel merito del grado di “altisonanza” dei nomi sarebbe improprio. Si potrebbe discutere, ad esempio, la scelta del regista e protagonista di portare in scena una della commedie più “mansuete”, meno caotiche di Feydeau, che ha sempre fatto della densità di personaggi sul palco un tratto caratteristico di tutta la sua produzione. Tuttavia, di questo tentativo che appare sperimentale resta la sostanza, cioè che la compagnia (Sabrina Scuccimarra, Rosario Giglio, Luciano Saltarelli, Giuseppina Cervizzi
) si conferma una compagine che porta con sé un carico di autorevolezza tale da rendere ragionevole anche una messinscena sorniona come questa.

    Andrea Parré

TEATRO MERCADANTE  e  RIDOTTO

Piazza Municipio – 80133 Napoli

www.teatrostabilenapoli.it

 

 

Print Friendly

Manlio Boutique