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Tra Miseria e Nobiltà, tra maschere e bugie, Galleria Toledo festeggia così il Natale.

 

unnamed (1)Dal 14 fino al 28 dicembre e con una ripresa che va dal 2 al 5 gennaio, Galleria Toledo offre al suo pubblico un classico della tradizione del teatro napoletano: Miseria e Nobiltà. La drammaturgia e la regia di Laura Angiulli sono mutuate dal sempiterno testo di Eduardo Scarpetta.

La storia è ben nota: è una vicenda di equivoci e d’inganni, con sullo sfondo una storia d’amore, anzi due, tra quattro giovani provenienti da diverse classi sociali, il pretesto per mettere in scena le varie e divertenti gag tra i protagonisti. Derivando la sua essenza dai precedenti illustri delle commedie antiche, in particolar modo da quelle plautine, in cui gli intricati intrecci erano risolti nello scioglimento finale, la commedia, scritta sul finir dell’Ottocento, mette in scena l’atmosfera amara di una Napoli sommessa alla povertà e all’insanabile divario tra le classi sociali, che trova il suo raccordo e il suo superamento solo nell’amore.

Il primo atto ha questa impronta, mettendo in risalto la fame, come assenza di cibo che è, nella condizione di ogni uomo, assenza del quid: la libertà di scelta. La libertà di scelta mancata per i miseri, costretti da un destino sventurato, la libertà di scelta mancata per i nobili, costretti dal volere altrui ad una condizione che mal tollerano. La reazione per uscir fuori da questa gabbia, non voluta e mai scelta, è differente, ed è qui che comincia a maturare il contrasto tra i protagonisti. La povera famiglia del basso napoletano si trova, per forza di cose e per avere un giovamento immediato e molto futile, a mascherarsi come famiglia del nobile marchesino che a sua volta è costretto a fingere per rubare l’approvazione in casa della sua amata ballerina, contro il volere paterno.

unnamed (2)Il secondo atto è caratterizzato dalla dicotomia maschera-bugia. Muovendosi elegantemente tra i rigidi dettami che impone il testo, con una regia delicata, femminile, che ha la sua forza nella semplicità dei dettagli, Laura Angiulli usa dei velati pretesti metateatrali per far sottendere al pubblico le sue intenzioni drammaturgiche e registiche. Nei primissimi minuti un doppio sipario divide lo sviluppo dello spettacolo da quella che sarà la recita dei poveracci che, indossando sul volto un naso, a ricordare quello di Pinocchio, mostrano la loro maschera nobile. A cambiare registro nella seconda parte ci sono anche i richiami al precedente cinematografico di Mario Mattioli del 1954, dove è forte il ricordo di un indimenticato Totò e al teatro di rivista della prima metà del secolo scorso. Pur non scaturendo una risata piena e scontata, che spesso deriva dall’entusiasmo del non-visto e dalla velocità del ritmo immediato della pellicola, a cui inevitabilmente rimanda la memoria di ogni spettatore, lo spettacolo di Laura Angiulli ha il suo buon esito nella forza della coralità dei suoi attori, alcuni dei quali impegnati  a ricoprire un doppio ruolo, e del suo capocomico. Laura Borrelli, Agostino Chiummariello, Alessandra D’Elia, Michele Danubio, Roberto Giordano, Stefano Jotti, Antonio Marfella, Nunzia Schiano, Tonino Taiuti, sono impeccabili in scena e sono la garanzia per la regista e per il pubblico che li vede vivere sulle tavole del palcoscenico per circa due ore.

Uno spettacolo di Natale, e non solo, da vedere e da ricordare per tener sempre a mente che nel teatro come nella vita “c’addà sta la miseria e c’addà sta la nobiltà”, gli estremi che permettono di mostrare la diversità delle emozioni e delle scelte di ogni uomo.

 

Antonella D’Arco

Galleria Toledo
Via Concezione a Montecalvario 34, Napoli
Tel: 081 425 037
E.mail: galleria.toledo@iol.it
Orario spettacoli: feriali ore 21.00/domenica ore 18.00
Biglietti: intero, 22 euro – ridotto (convenzionati e over 65), 17 euro – ridotto under 30, 15 euro

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