Manlio Boutique

Curato da Giulio Baffi (che abbiamo intervistato), sarà presentato venerdì al San Ferdinando il volume con annesso il cd audio dedicato al testo di Eduardo De Filippo.

unnamed (1)Venerdì 20 dicembre 2013 alle ore 10.30, nel foyer del Teatro San Ferdinando di Napoli, sarà presentato il volume Sik-Sik l’artefice magico, a cura di Giulio Baffi per Guida Editori. Si tratta di un’inedita trascrizione dell’atto unico di Eduardo De Filippo a partire dalla messa in scena che il grande drammaturgo ne realizzò, proprio al Teatro San Ferdinando di Napoli, nel mese di maggio del 1979. Allegato al volume il cd audio che contiene la registrazione integrale dello spettacolo.
Alla presentazione, con l’autore Giulio Baffi e l’editore Diego Guida, interverrà l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele.

Alla vigilia della prima presentazione, in una breve intervista a QuartaParete, ecco cosa Baffi ci ha raccontato:

A distanza di 34 anni “ritorna in scena” l’originale Sik Sik l’artefice magico di Eduardo De Filippo grazie alla registrazione da lei fatta durante una replica al San Ferdinando di cui all’epoca era direttore, e oggi affiancata dal volume che ne trascrive la drammaturgia.
Quali emozioni, quali sentimenti l’hanno ispirata e accompagnata in questo lavoro di documentazione? E quali i suoi interventi sul testo?
Emozione fortissima in quei giorni, colmi di lavoro, di ammirazione, di partecipazione, di tensione, di divertimento,che mi sembrò e mi sembra bello mettere in comunione con i tanti che hanno amato e continuano ad amare il teatro id Eduardo De Filippo. Emozione fortissima in tutti questi anni rendendomi conto di essere in possesso di un documento unico e bellissimo. Emozione forte ora che il viaggio si compie e posso affidare a “tutti” quello che ho tenuto per anni solo per me.
Nessun intervento però da parte mia sul testo del Sik-sik che riporta fedelissimamente quanto avevo registrato durante lo spettacolo, e cioè le invenzioni che Eduardo stesso ritenne di mettere in scena per dare sempre maggior peso ad una drammaturgia già magnifica e divertentissima. È stato un lavoro lungo e faticoso perché ho dovuto scrivere tutto secondo le regole della grammatica e della sintassi della lingua napoletana, senza però tradire la lingua eduardiana.
Quello che ho scritto riguarda esclusivamente il capitolo in cui racconto i giorni in cui “ho incontrato Sik-Sik”. I giorni cioè in cui, giovane direttore del San Ferdinando, ho seguito il lavoro di Eduardo nella costruzione del suo spettacolo ed ho appreso da lui tanta parte del suo lavoro. E credo che siano cose belle da conservare nella nostra comune memoria.

Tanti gli spettacoli di cui lei è stato “osservatore” privilegiato, ma perché è in particolare di Sik Sik l’artefice magico in quel maggio del 1979 che ha voluto effettuare la registrazione, consentendone la sopravvivenza fino ai giorni nostri?
Perché quei giorni erano per me un documento eccezionale di abnegazione e di sapere. Eduardo aveva 79 anni, era malato ed affaticato oltremodo, eppure la sua energia, il suo sapere, il suo amore per il teatro vincevano ogni difficoltà facendogli costruire uno spettacolo strepitoso per tempi e temperamento, profondità di significati e divertimento. Non immaginavo che quello sarebbe stato l’ultimo spettacolo di cui avrei visto Eduardo protagonista in palcoscenico, eppure avevo chiarissima l’eccezionalità dell’avvenimento a cui stavo prendendo parte.

Portare a nuova vita classici della storia del teatro napoletano e non solo, farli conoscere soprattutto alle nuove generazioni, quanto è importante – secondo lei – oggi per ricucire la scollatura innegabile che da diverso tempo si è determinata tra il teatro e il pubblico.
Eduardo si rivolgeva costantemente ai giovani, le sue repliche erano affollate da giovani entusiasti, a loro regalava il suo sapere con entusiasmo. In suo nome io dedico questo lavoro a tutti quei giovani che allora lo applaudirono, ma soprattutto a tutti quelli che sono giovani oggi e possono ascoltare e leggere, entusiasmarsi ed amare il teatro in sua compagnia.

Fra pochi giorni il volume da lei curato sarà disponibile in tutte le librerie, e così un documento finora privato diverrà patrimonio di tutti. Quale è il commento che più le piacerebbe ascoltare da un lettore?
Spero che sia presto disponibile in tutte le librerie, per ora solo a Napoli a La Feltrinelli di Piazza dei Martiri, alla Ubik di via Benedetto Croce, presso Colonnese a via San Pietro a Maiella, Pisanti, Libri&Caffè al Teatro Mercadante, Dante&Descartes a Piazza del Gesù, Lieto, Mancini, Neapolis, Aricò, Papyria. Ma credo che questo libro avrà successo e sarà richiesto così da dover essere distribuito in tutt’Italia. Spero di sentire qualcuno che dica: «Che bello, lo farò leggere ed ascoltare anche i miei amici, lo conserverò come una cosa bella»

Ileana Bonadies

Print Friendly

Manlio Boutique