Manlio Boutique

Al Bellini di Napoli si sogna con lo spettacolo del clown russo Slava Polunin.

Fonte foto: ufficio stampa

Fonte foto: ufficio stampa

Slava’s Snowshow, in scena al Bellini fino al 23 marzo, non è una rappresentazione convenzionale e, di rimando, non potrà esserlo questa recensione. Partiremo quindi, stravolgendo la prassi, dalla conclusione: lo spettacolo di Slava è uno di quegli spettacoli che, almeno una volta, andrebbe visto. Andrebbe visto perché è qualcosa che va oltre i tradizionali schemi teatrali ma soprattutto perché ti scava dentro tirando fuori qualcosa di dimenticato: la primitiva gioia dell’infanzia. E così ecco che basta anche uno sketch di 30 secondi per far scendere le lacrime, per quante sono le risate, ed un altro per farne scendere altrettante per la commozione per qualcosa che si è perduto a causa del tempo e di una vita sempre più frenetica.

Slava Polunin inizia a studiare mimo, a San Pietroburgo, a soli 17 anni. Il suo percorso artistico risente dell’influenza di grandi maestri del genere come Chaplin, Marceau e Engibarov. Nel 1979 fonda la sua compagnia con l’intento di rivalutare la figura del clown. La sua tecnica fonde il teatro visivo con le arti circensi/clownesche. Nel 1988 approda in Inghilterra e il successo lo travolge dopo appena tre repliche, tanto che dopo appena cinque anni, nel 1993, unendo tutti gli sketch e le gag più famose del suo repertorio dà vita al suo Slava’s Snowshow, inizialmente conosciuto come Yellow. Yellow (giallo) prendeva il titolo dal suo personaggio d’esordio: Asisyai, un clown vestito da una enorme tuta gialla e due pantofole rosse che riflette tutti gli aspetti più rilevanti di quelli che Slava, considera suoi maestri, ovvero la poetica di Engibarov, la raffinata pantomima di Marceu, l’umanità e la comica amarezza di Chaplin.

Fonte foto: ufficio stampa

Fonte foto: ufficio stampa

Tutte queste influenze sono vive ancora oggi in questo spettacolo che tutt’ora non risente degli effetti del tempo, anzi, sembra quasi attingere, da quelli che sono gli attuali rappresentanti del genere come ad esempio Rowan Atkinson. E in effetti Slava’s Snowshow può essere definito uno spettacolo in itinere, in continuo aggiornamento; e forse proprio questa è la sua forza: il lavoro incessante di Slava nel portare in giro una messa in scena sempre vitale e mai ammuffita o ancorata a vecchi modelli.
E poiché la conclusione è stata esposta alla testa di questa recensione, non resta a questo punto altro da fare se non accordarsi ai molteplici commenti positivi spesi in questi anni; opinioni confermate dai numerosi premi vinti, nonché dalla luce negli occhi dei bambini e degli adulti (che diventano ancora più bambini dei primi) dopo la “fine” o quasi dello spettacolo.
Sì, perché Slava’s Snowshow ti travolge d’improvviso con l’ultimo sketch (che qui non sveliamo per non rovinare la sorpresa a chi ancora non ha assistito allo spettacolo) e, quando si assiste ai conseguenti saluti, solo allora si realizza con dispiacere che è davvero finita e bisogna abbandonare il teatro. Nulla di più sbagliato!

Gennaro Monforte

 

Teatro Bellini
Via Conte di Ruvo, 14 – Napoli
Info: 081 549 96 88
botteghino@teatrobellini.it
www.teatrobellini.it

Orari: feriali ore 21.00, domenica ore 19.00 e ore 21.00

Spettacolo indicato per i bambini di età superiore agli 8 anni.

Print Friendly

Manlio Boutique