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Lo spettacolo, andato in scena nell’ambito della rassegna Il Teatro Cerca Casa, svela, con ironia nera, paure, rimpianti e dolori di una vita al femminile, in un dialogo che è in realtà una confessione ad alta voce.

Foto Cesare Abbate

Foto Cesare Abbate

Nella splendida cornice di Palazzo Spinelli, immerso nel cuore della città, il 16 marzo è stato rappresentato, nell’ambito della rassegna Il Teatro Cerca Casa (prossima data 21 marzo), Passacantando, un monologo scritto e diretto da Vincenzo Salemme e interpretato da Antonella Cioli.
L’assolo è tratto da un’ampia raccolta di storie al femminile scritte da Salemme in cui la ricerca tematica è totalmente concentrata sull’universo femminile che viene indagato in profondità, mettendo a nudo sentimenti celati spesso  dalla donna stessa, ritratta nei canonici ruoli appartenenti ad una società patriarcale ormai in disfacimento.
Salemme riesce a sviscerare una condizione umana, quella femminile, a cui lui non appartiene, dimostrando una sensibilità ed un’intelligenza rare. Difatti, la protagonista disegnata dal drammaturgo  sembra figlia di una penna femminile, poiché incarna la vita di una donna comune, attraverso cui vengono alla luce i drammi vissuti da tutte le donne: i dolori soffocati, la solitudine fisica e psichica, i grandi rimpianti, la maternità negata e le tortuose relazioni d’amore. Non a caso lo spettacolo ha inizio al buio, in un black-out che rimanda simbolicamente ai sentimenti nascosti che la protagonista tiene rinchiusi per sé.
Emma, una casalinga napoletana, si ritrova sola in casa divenendo preda delle sue paure e della solitudine che l’attanaglia, ma l’incontro casuale con la solitudine di un uomo muto, che riesce ad ascoltarla magnificamente, la porta ad affrontare e ripercorrere il suo passato e, inconsapevolmente, a modificare il suo presente.
I temi trattati all’interno del monologo sono gravosi e su tutti il più toccante è quello dell’aborto, volontario e spontaneo, ma il regista riesce, attraverso l’ironia che lo contraddistingue, le interruzioni telefoniche e i momenti cantati, ad allentare la tensione e dare più ampio respiro alla recitazione, che ne risulta così alleggerita.

Foto Cesare Abbate

Foto Cesare Abbate

Emma ci viene presentata rinchiusa in casa, come una carcerata di cui ella stessa è carnefice, vittima delle sue insicurezze, incapace di agire e di affrontare il mondo; usa solo il telefono come unico strumento per rimanere in contatto con l’esterno, in una visione della vita simile a quella spesso interpretata da Annibale Ruccello, autore al quale sicuramente Salemme deve aver guardato nell’ambito della sua formazione.
Antonella Cioli, per la quale Salemme ha scritto il testo, trascina gli spettatori in una recitazione magistrale sviluppando, attraverso tutte le sfaccettature del linguaggio fisico prima ancora che parlato, ogni sfumatura, ogni lieve cambiamento umorale, ogni tipo di turbamento, ansia e disperazione provato. L’annullamento di una netta distinzione tra luogo dell’azione scenica e platea, tipica delle rappresentazioni de’ Il Teatro Cerca Casa, amplifica l’immedesimazione e fa sì che siano visibili tutte le tensioni dell’attrice: dai nervi tesi di una mano, alle lacrime che solcano il volto.

Se la messinscena di uno spettacolo teatrale in un salotto smorza necessariamente la finzione scenica, da un lato limitando scenografie e costumi e dall’altro inficiando la riproposizione di una tranche de vie, ciò non accade per Passacantando, anzi. Il monologo ambientato da testo nella cucina di una casa qualunque, è più che restituito all’interno dell’appartamento privato: non è la rappresentazione a sembrare decontestualizzata, ma piuttosto è la ristretta platea a sembrare essere entrata di soppiatto a spiare una scena quotidiana di una donna comune.
Nessun’altra scenografia poteva restituire meglio lo spazio di un salotto autentico, di una casa che si percepisce realmente vissuta; come del resto, nessun costume di scena poteva vestire meglio la Cioli dei panni che ella stessa ha scelto di indossare, prendendoli dal suo guardaroba come avrebbe fatto nella vita reale di una tranquilla serata estiva.
Passacantando, grazie al profondo e brillante testo e l’accorta regia di Salemme, alla interpretazione perfetta della Cioli, ma soprattutto aderendo alle caratteristiche intrinseche della rassegna Il Teatro Cerca Casa, è un insieme di elementi che combaciano eccellentemente e creano una performance unica nel suo genere, che merita di essere vissuta più che vista.

Alessia Santamaria

Il Teatro Cerca Casa
Sito:http://ilteatrocercacasa.it/site/
Info:info@ilteatrocercacasa.it

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