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Gli intrighi di palazzo rivivono sul palco del Teatro Galleria Toledo che per l’occasione si trasforma in una corte feudale. In scena dal 12 al 23 marzo.

Fonte foto: sito web Galleria Toledo

Fonte foto: sito web Galleria Toledo

Quando ci si accomoda in sala la platea è al buio; le uniche luci sono sul palco, dove a fare da scenografia ci sono una sedia, un trono e un lampadario. Tutt’intorno, a formare due semicerchi, i posti per gli spettatori che sono invitati a sedere lì. Questo primo espediente registico si rivela subito vincente. Il pubblico è chiamato in causa come attante: passivo, nel ruolo di attento uditore della storia, attivo, come complice presenza per i monologhi di Riccardo che ad esso si rivolge direttamente.
Lo spettacolo Riccardo III-Invito a corte, tratto dall’ultima delle quattro opere teatrali sulla storia inglese di William Shakespeare, gode dell’adattamento drammaturgico e della regia di Laura Angiulli.
La vicenda narra gli eventi storici che portarono, in Inghilterra, alla sostituzione del potere dei Plantageneti con la dinastia dei Tudor, in cui torbidi assassinii e trame oscure si susseguirono in una società dilaniata ormai solo dai conflitti d’interesse.

La voce calda e affabulatrice di Giovanni Battaglia (in scena Riccardo III) seduce come cantore di se stesso e conferisce fascino al personaggio, “figlio dell’inferno”, dalla natura dichiarata spiccatamente malsana nel corpo e nella mente. La deformità fisica è preludio della sua perversione interiore di sangue e di peccato, che lo induce a perpetrare i più efferati delitti per la sua bramosia di conquista. Ciò nonostante egli è un uomo estremamente attrattivo nel suo lato oscuro. Attraverso l’arte della dissimulazione e la forza persuasiva delle parole, Riccardo III riesce a manipolare le sue stesse vittime che si alternano sul palco in accesi scontri e incontri. Talvolta come compagni nell’ordire inganni e raggiri, nel caso di Lord Buckingham (Stefano Jotti, chiamato a ricoprire tutti i ruoli maschili), fido consigliere poi tradito, talaltra in veri e propri combattimenti verbali, come nel colloquio con Lady Anna (Alessandra D’Elia, in tutti i ruoli femminili), di cui aveva ucciso il marito e il suocero, che da duello si trasforma in una danza di corteggiamento alla quale la donna cede.
Nel suo folle disegno di violenza Riccardo III agisce per riscattarsi da una condizione d’inferiorità, in cui è nato e che gli ha precluso sogni ed aspettative. Egli è innocente, benché macchiato di crimini, visti come atti necessari, dei quali non si sente artefice, ma semplice esecutore di ΰβρις altrui e prima di tutte della ΰβρις che lo ha condannato “schiavo della natura”. I conflitti esterni sono la proiezione di tale disagio e la lotta interiore, manifesta nel sonno con l’apparizione-incursione dei fantasmi di coloro a cui ha procurato la morte, è ben resa nell’intero spettacolo dai tagli di luci e ombre (a cura di Cesare Accetta). Riccardo, ombra di se stesso, rifugge la luce e teme persino il chiarore di un fiammifero che gli mostra il suo volto per quello che è. Da qui il suo personale cambiamento: ottenuto il potere ed indossata la corona, da cinico, spietato e malefico egli comincia a dubitare di tutti e tutto, mostrando le sue insicurezze, causa della sua imminente fine.

La messinscena, essenziale e curata nei dettagli, mostra come Laura Angiulli operi un lavoro di rinettatura su una scultura già prepotentemente completa nella sua espressività, quale il testo shakespeariano, dando ampio spazio ad esso, la cui bellezza estetica e formale viene esaltata dagli spazi raccolti e posta all’attenzione dello spettatore che riesce a seguire ogni parola di una scrittura, lontana e ridondante, grazie anche all’intensità e chiarezza degli interpreti, che ne fa cogliere il sottile senso sotteso.
Infine è da evidenziare la scelata di Galleria Toledo di far rientrare questo spettacolo nel circuito delle mattinate, raccogliendo consensi ed interessamento da parte dei ragazzi, in questo modo avvicinati alla poesia del teatro.

Antonella D’Arco

Galleria Toledo‎
Via Concezione a Montecalvario, 34 – Napoli
Tel: 081 425037
http://www.galleriatoledo.org/
Orario spettacoli: feriali ore 21.00; domenica ore 18.00; (mattinate dal 10 al 22 marzo ore 10.00)

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