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Peppe Carosella e Margherita Di Sarno inscenano l’assassinio di una coppia per far rinascere l’Amore. Ancora in scena questo pomeriggio al Circolo Teatro Arcas.

Foto Rosa Scherillo

Foto Rosa Scherillo

Archivio Futuro ha presentato al Circolo Teatro Arcas Piccoli crimini coniugali, di cui Peppe Carosella è regista e attore al fianco di Margherita Di Sarno.
Il testo di Erich Emmanuel Schmitt è potentissimo e da sé è già dramma. Si tratta di un vero e proprio trattato sull’amore di coppia, dissacrante, pungente, pregno in ogni sua parola di filosofia, cinico e poetico, capace da solo di farsi interrogativi ai quali risponde con un sotteso senso della sacralità.
Nel buio della sala, un cono di luce illumina una poltrona, una scrivania e la libreria di un salotto, intellettualmente arredato. Questi istanti servono a presentarci i personaggi prima della loro apparizione sul palco e il luogo e gli oggetti, protagonisti-strumenti per la riconquista della memoria da parte di Gill, smarrita in seguito ad un incidente domestico.
Lisa e Gill sono una consolidata coppia che convive ormai da quindici anni. Apparentemente un bel quadretto familiare: lei, affascinante, seducente e fedele compagna, lui, distratto marito ma sempre presente quanto conta.
Da subito nello scontro-incontro di battute, brillanti e caustiche, però si comincia a delineare il sospetto che tra i due non tutto è come vogliono far sembrare.
Quando l’uomo a poco a poco si riappropria dei ricordi, si accorge che essi sono diversi e contrari rispetto al racconto della moglie, la sola di cui potersi fidare per capire chi è realmente.
È allora che il dubbio inizia ad insinuarsi prepotentemente e Lisa, meno sicura di sé, diventa sfuggente e titubante.
Tutto cambia: l’incidente domestico si trasforma in violenza consapevole, prima subita dalla donna, poi commessa da lei stessa sul suo compagno e la perdita di memoria si rivela una congettura da parte di lui, per riuscire a mettere a nudo le intenzioni di lei e farle confessare la sua colpa.
Ma, in realtà, di cosa è colpevole Lisa? Di essere “una donna con due cervelli”, quello moderno e quello arcaico e di non saper trovare coerenza nei suoi pensieri, avvolta dalla paura, dalla gelosia e dalla rassegnazione e banalità in cui Gill ha precipitato il loro amore.
Adesso il loro salotto sta disegnando un giallo intorno ai due, uno dei misteri che l’uomo narra nei suoi romanzi, forse un delitto, il più atroce. La bugia è l’arma di questo crimine perpetrato da entrambi. Assassini del loro sentimento, non si sono più donati ad esso, ma hanno preteso di prendere, afferrare e controllare il loro rapporto: lei, anestetizzandosi con l’alcool, lui, dimenticando che “amare a lungo è insensato”, sì, ma è anche la più grande avventura della sua vita.
Morire nel noi è l’atto necessario per la rinascita, quasi una resurrezione-rievocazione del loro primo incontro, di un passato su cui fondare l’eternità di un nuovo futuro insieme.
L’analisi del privato che ci regala la scrittura di Schmitt e la regia efficace e incisiva di Peppe Carosella che si serve di una brava e attenta Margherita di Sarno, non può lasciare indifferente il pubblico che, nonostante le singole vicende personali, in quanto umanità è collettivamente alla ricerca di un sogno in due condiviso.

 

Antonella D’Arco

 

Circolo Teatro Arcas
Via Veterinaria 63,Napoli
Tel: 081 595 5531
Orario Spettacoli: feriali ore 21.00; domenica ore 18.00

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