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Al Teatro Stabile di Napoli va in scena l’encomio del Vate abruzzese nel 150° anniversario della nascita.

Foto Pino Le Pera

Foto Pino Le Pera

Fino a domenica 13 aprile il Mercadante ospiterà uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini, per la regia di Francesco Sala, a cura della “RG Produzioni, Gabriele D’Annunzio 150″ ed elaborato con la collaborazione di Giordano Bruno Guerri, che realizza un’ode alla vita, alle passioni e agli eroismi del poeta e scrittore simbolo di un’intera stagione italiana: Gabriele D’Annunzio tra amori e battaglie. 
La pièce, che si srotola dinanzi agli occhi dello spettatore seguendo un criterio biografico e cronologico, sorprende il nostro D’Annunzio – le cui sembianze sembrano rivivere in sala grazie alla straordinaria somiglianza del Labini – al di qua del sipario, tutto intento in un canto d’esaltazione: si snocciolano – in pieno rispetto della musicalità tipica della lirica dannunziana – i temi dell’audacia, delle “vette da conquistare”, della fare della vita come si fa di un’opera d’arte.
E l’arte, a questo punto, può entrare in scena: il drappo rosso del sipario s’apre su un interno meraviglioso, in cui campeggiano tendaggi istoriati in porpore ed ori, e una poltrona regale incorniciata tra uno scrittoio di legno pregiato e un divano su cui si affastellano cuscini e drappi raffinati. Un grande quadro alla parete è vivo: al suo interno, alla console – che, nella bizzarria del lusso e nel bizantinismo estetico così cari al poeta, non stona, ma aggiunge un elemento di straniante raffinatezza decadente – opera un moderno dj (Antonello Aprea), che dal vivo musica la scena con Beethoven, Liszt, Wagner e Joséphine Baker.
Immerso in tutta questa grandiosa e rovinosa bellezza, accarezzato dalla musica, il nostro rivive il suo rapporto con le donne: nella rievocazione del passato, un ruolo particolare è svolto dalla governante, la bella Amelie Mazoyer (Giorgia Sinicorni), presto rinominata Aelis, il cui ruolo scenico non è secondario; ella mette in moto la scena nelle vesti di narratrice, colmando lo iato tra i diversi eventi della vita del Vate con la sua presenza e con le sue parole.

Foto Pino Le Pera

Foto Pino Le Pera

Maria Hardouin d’Altemps – moglie di D’Annunzio e presto allontanatasi per i tradimenti del marito -, Eleonora Duse (Viola Pornaro) – la “Divina” del teatro italiano a cavallo tra ‘800 e ‘900, la “Ghisola” del poeta abruzzese – e Luisa Baccara – presto chiamata Smikrà, giovane pianista, eterna amante – si alternano in un tourbillon di languori, di altezze artistiche e carnali lascivie, accompagnando il Vate nel suo percorso umano, politico e poetico; esse sono quasi sempre sullo sfondo – affini alle meravigliose e inutili tappezzerie del Vittoriale degli Italiani -, ad eccezione della Duse, il cui nome Gabriele griderà nella sua ora di morte, il cui amore è tale che “nessuna donna mi ha mai amato come Eleonora”. 
E l’autopromozione, la scrittura, il “Memento audere semper”, il teatro – mostro che divora -,  l’interventismo e la guerra, la musica e la presa di Fiume, “La Pioggia nel Pineto” e il Vittoriale sono le pagine di questa vita straordinaria e sempre edace verso se stessa, la cui lode troneggia in ogni parola, in ogni abito, in ogni gesto della messinscena.
L’allestimento e i costumi, curati da Marta Crisolini Malatesta, colgono nel segno e avvincono lo sguardo, per l’accuratezza e il gusto. L’opera, di carattere chiaramente encomiastico, lascia lo spettatore, al netto di uno spettacolo ben realizzato e ben drammatizzato, dinanzi ad un interrogativo irrisolto: se la vita, pur eccezionale, è ormai conclusa, a che giova una sua cronologica riproposizione teatrale che esalti il dannunzianesimo già celebre e conosciuto, ovvero, caro Gabriele, cosa puoi dirci che tu non abbia già detto?

 Antonio Stornaiuolo

Teatro Mercadante
Piazza Municipio, Napoli
Orario spettacoli teatrali:
Feriali ore 21.00 – Festivi ore 18.00  – Sabato ore 19.00
Info e prenotazioni: 081 551 33 96 – biglietteria@teatrostabilenapoli.it  – http://www.teatrostabilenapoli.it/

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