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Consegnata la cittadinanza onoraria all’attore di origini casertane, protagonista al cinema così come a teatro di molti film e spettacoli di successo tra cui La grande bellezza e Le voci di dentro.

Cinema: cittadinanza onoraria Napoli a Toni ServilloToni Servillo è ufficialmente napoletano. Nella Sala dei Baroni in Castel Nuovo, con una suggestiva cerimonia, il Sindaco Luigi de Magistris gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Servillo, emozionato, ha attraversato la sala gremita di esponenti del mondo culturale cittadino (tra cui l’editore Tullio Pironti, lo scrittore Maurizio De Giovanni, il produttore Angelo Curti, lo scenografo Lino Fiorito, l’attrice Chiara Baffi, l’assessore Alessandra Clemente,  la moglie, anche lei attrice, Manuela Lamanna) e il primo da cui è stato accolto è stato l’assessore alla Cultura, Nino Daniele, che così ha esordito: «Sembra strano dover annunciare che Toni Servillo sia diventato ufficialmente napoletano, perché ciò  che è vero soltanto da oggi, per il conferimento della cittadinanza onoraria della città, è molto più vero, nei fatti, da tanti anni. I fatti sono quelli di un attore, teatrale e cinematografico, al quale il pubblico e la critica riconoscono capacità straordinarie, vorrei dire prodigiose. Ma c’è di più, per noi napoletani: per noi Toni Servillo si inserisce in quella galleria di grandi protagonisti del teatro e del cinema che la vita, la cultura, il pensiero, qualche volta lo strazio dell’essere napoletani, del vivere questa città durissima e meravigliosa non lo hanno soltanto interpretato, ma gli hanno dato carne, figura, parola». Quindi ha ricordato Eduardo De Filippo del quale si celebra quest’anno il trentennale dalla morte e ha fatto riferimento ai tanti «di quella Comedy in plein air, che sono riusciti a parlare a un pubblico talmente ampio da avere per confine i confini stessi del mondo». Ha concluso, infine, con il benaugurante «Viva Napoli, viva Toni Servillo».

Il privilegio della laudatio è andato allo scrittore Giuseppe Montesano: «Il viaggio nel teatro che ha portato qui Servillo regista e attore o, come  lui preferisce, capocomico, è cominciato negli anni ’70. È stato un viaggio senza compromessi, fatto con rigore, passione e con lingua non tagliata, e ha riportato Napoli nel ruolo che le spetta a livello europeo».

Il sindaco De Magistris, prima di leggere la delibera n. 233 del 10 aprile scorso con la quale è stata conferita la cittadinanza onoraria all’artista, ha sottolineato che la onorificenza non è solo un riconoscimento simbolico, ma conferisce anche responsabilità, e rivolto a Servillo ha affermato: «Ti chiediamo di esserci sempre vicino con spirito libero, di spronarci e di non farci mai addormentare, di risvegliare il senso di orgoglio e appartenenza dei napoletani, di liberarci dal vittimismo di molti concittadini. Ti preghiamo di raccontare Napoli nella sua complessità al di là dei luoghi comuni della pizza e mandolini. Napoli ‒ ha poi concluso ‒ vivrà sempre attraverso la musica, il teatro, la cultura, l’arte». Visibilmente commosso Servillo ha ringraziato e concluso il suo intervento con Napulicasse di Mimmo Borrelli, per poi firmare l’Albo d’Onore e leggere il suo breve ringraziamento: «Con emozione profonda e riconoscenza per questa città che amo». La consegna della pergamena e della medaglia d’oro del Comune Di Napoli da parte di de Magistris ha chiuso la cerimonia mentre i presenti tributavano al “neo napoletano” una prolungata standing ovation.

Mimmo Sica

 

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