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Ritornano in scena, ospiti del Grand Hotel Parker’s, le storie ambientate nelle camere d’albergo per raccontare l’amore e le sue mille sfaccettature.

Foto Rosaria Piscopo

Foto Rosaria Piscopo

Continua il viaggio di Do not disturb negli alberghi napoletani. Dopo l’esordio a gennaio nel cuore di via Chiaia, la seconda tappa, dal 9 all’11 maggio, è stata al Grand Hotel Parker, un antico albergo di lusso in una delle strade più panoramiche di Napoli. È una perfetta location per ambientare le quattro storie nate dalla fantasia di Claudio Finelli e curate nella messa in scena da Mario Gelardi, ideatore anche della rassegna.

Quattro le coppie che questa volta vengono spiate nelle loro stanze: Carlo Caracciolo e Annalisa Direttore/Fabiana Fazio, Ivan Boragine e Ciro Esposito, Mario di Fonzo e Gennaro Maresca, Irene Grasso e Vincenzo Coletti. Entriamo nelle loro vite, e veniamo travolti dai loro racconti e dai loro discorsi senza sapere nulla su di loro prima di varcare la soglia della camera. Solo pian piano, accompagnati dal concierge interpretato da Coletti, scopriamo chi sono e perché sono lì, cosa fanno e in che relazione si trovano.

Le storie, strategicamente, sono molto bene costruite in modo da lasciare aperte diverse plausibili interpretazioni, ma la fantasia dell’autore, anche per le due nuove storie che in questa occasione hanno debuttato, supera sempre tutte le possibili letture che lo spettatore possa immaginare.
A prendere vita nello spazio ristretto e intimo della camera nella quale ci si intrufola cercando di essere il più possibile discreti, sono episodi iper-realistici, frammenti di quotidianità di sconosciuti, uomini e donne tenuti insieme dal filo sottile e fragile, ma al contempo indissolubile dell’amore; persone che con i loro sogni, le loro fragilità, i loro dubbi e le scelte che decidono di intraprendere richiamano molto verosimilmente la vita di ognuno di noi che è lì e li osserva. Uomini e donne che si ritrovano a condividere una stanza, un letto, una notte fatta di parole e stati d’animo diversi, e a seguito della quale sono portati poi ad agire e/o subire le scelte altrui, così che quella notte, una volta svanita, diventa metafora e crocevia di destini incrociatisi solo il tempo necessario per guardarsi dentro, mettere fuori le proprie fragilità e cercare di soddisfare i propri bisogni affettivi.

Foto Luino/Piscopo

Foto Luino/Piscopo

Suggestiva e di effetto la scelta di legare tra loro i due nuovi episodi – come gli altri caratterizzati da un colpo di scena finale che arriva inaspettato a palesare il reale significato del messaggio che si intende trasmettere – così dando l’idea che tutto stia accadendo in quel momento, dinanzi ai nostri occhi, mentre la vita nell’albergo scorre ignara, tra veri turisti che arrivano, le cameriere che rassettano, gli ospiti che cenano in terrazza, due sposi che festeggiano il loro matrimonio.

Come già apprezzato nella precedente occasione, confermata è la bravura, la spontaneità, la veridicità di ciascuno degli attori coinvolti, che senza apparente imbarazzo aggiungono valore, con efficacia, ad un testo drammaturgico calibrato in ogni sua componente che invita a riflettere su pregiudizi e preconcetti, abbattendo – o almeno provando a farlo – ogni discriminazione.

Il pubblico composto prevalentemente da giovani ne esce entusiasta, quasi meravigliato nello scoprire che si può fare teatro anche in luoghi non convenzionali, secondo una felice intuizione che declinata in modalità differenti, soprattutto a Napoli, negli ultimi anni, sta trovando piede con successo.
Che sia davvero questa la formula per avvicinare e invogliare nuovi spettatori e implicitamente indurli a ritornare a teatro? L’augurio è che la risposta sia affermativa.

Irene Bonadies

Grand Hotel Parker’s
Corso Vittorio Emanuele 135, Napoli
Per info: 339 666 6426 – organizzazione@nuovoteatrosanita.it

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