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In scena presso il Teatro Start/Intero 5 un gruppo di sostegno alle famiglie monogenitoriali di cui lo spettatore entra a far parte e in cui la Tragedia, vissuta con sprezzante umorismo, è sempre dietro l’angolo.

Fonte foto ufficio stampa

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Nella ristretta sala del Teatro Start/Interno 5 è in scena, fino al 17 maggio, lo spettacolo OPS! One Parent Show, un’intelligente sperimentazione teatrale scritta da  Alessandro Errico e diretta da quest’ultimo insieme ad Ettore Nigro per la produzione del Teen Thèâtre.
Lo spettacolo cavalca la scia della ricerca e delle esperienze novecentesche sul meta-teatro: la serata si svolge come una riunione, gestita da un moderatore, di un gruppo di auto-aiuto per le “problematiche di una genitorialità al singolare”, ma all’interno del gruppo vengono invitati a prendere la parola gli spettatori stessi, che travalicano così il loro ruolo passivo di astanti e rendono collettiva la trama dell’esperienza teatrale, mescolando vicende reali e vicende fittizie.
L’integrazione tra le vite della platea e la finzione di vita presentata dagli attori ha le sue radici in una particolare poetica teatrale, la quale scompone le strutture tradizionali per prendere in esame un meccanismo drammatico che esce dai confini del palcoscenico, giacché la vicenda rappresentata potrebbe essere di cronaca e i reali protagonisti sono presenti in scena e al contempo in platea.
La sperimentazione proposta da Errico e Nigro è particolarmente interessante anche sul piano drammaturgico: le storie narrate dagli attori nella seduta del One Parent Show rivisitano le più celebri tragedie greche – Medea, Edipo re, l’Orestea – in chiave contemporanea e con uno spirito goliardico. Se le numerosissime riproposizioni delle tragedie classiche, immancabilmente in scena ogni anno sui calendari dei più importanti teatri cittadini, ne hanno sempre evidenziato il carattere moderno, attraverso l’universalità dei temi e le problematiche irrisolte che l’umanità affronta da secoli, qui la contemporaneità è portata alla ribalta grazie ad una scrittura che fa perdere alle tragedie tutto ciò che è aulico, altisonante e tronfio a favore di una lingua popolare che, nel raccontare questi classici, li avvicina al pubblico trasformandoli con semplicità in vicende comuni, di cronaca nera e rosa, narrate come confidenze tra vicini e conoscenti.
La narrazione è all’insegna di una comicità ed un umorismo contagioso: grazie alla recitazione e alla caratterizzazione dei protagonisti, a tratti folcloristica e tagliata su personaggi napoletani estrapolati dal grande calderone di tipologie offerto dalla città, anche i momenti più drammatici e cruenti vengono vissuti tra battute e fraintendimenti, che generano una travolgente ilarità.

Gli attori – Maria Luisa Coletta, Silvio De Luca, Angela Garofalo, Raimonda Maraviglia, Monica Palomby, Elisabetta Bevilacqua e Giorgio Sorrentino – seppur chiamati ad un’interpretazione che non richiede grandi difficoltà, proprio per la natura tipicizzata dei personaggi proposti, si dimostrano caparbi e convincenti, soprattutto per la capacità di trascinare e divertire per tutta la durata della serata. Molti di loro sono inizialmente mescolati nella platea e calati nei loro ruoli sin dall’ingresso del pubblico in sala, espediente che da un lato enfatizza la ricerca meta-teatrale della rappresentazione, dall’altro dimostra la bravura degli attori ad intervenire non solo su battute scritte ma anche su un minimo di improvvisazione, senza mai uscir fuori dal personaggio.
Lo spazio della sala, o meglio del gruppo di sostegno, ideato da Fabiana Fazio, sembra tagliato perfettamente per il Teatro Start/Interno5: raccolto, piccolo, privo di palco, sipario e annessi risulta più che idoneo per un ipotetico luogo di incontri di questo tipo. La platea è disposta a cerchio ed è presente solo un piccolo palchetto rialzato, sul quale a turno vengono narrate, e talvolta inscenate, le storie di ogni “genitore al singolare”. Nella sua semplicità la scena risulta più che funzionale alla rappresentazione.

Senza la pretesa di affrontare le problematiche morali legate indissolubilmente alla tragicità greca, che viene qui rievocata in forma grossolana e abbozzata, Ops! One Parent Show è un’esperienza teatrale che, divertendo e stupendo la platea, mira a far riflettere sulla portata tragica degli eventi quotidiani e sull’incapacità del singolo di avvertire la tragicità delle cose: citando Ettore Nigro «sono caduto in una tragedia e non me ne sono accorto?».

Alessia Santamaria

 

Teatro Start/Interno 5
Via S. Biagio dei Librai, 21, Napoli
Info e prenotazioni: interno5start@gmail.com – info@interno5teatro.it
Tel.: 0815514981 – 3498773881
www.interno5teatro.it

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