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La borghesia francese, e le sue inquietudini, raccontata attraverso la storia di due fratelli: il racconto di Maupassant rivive per la rassegna Il Teatro cerca casa.

Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo

Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo

Prendere un testo del naturalismo francese di fine Ottocento e trasporlo in opera adatta alla rappresentazione teatrale non era certo operazione semplice: eppure Massimiliano Palmese riesce perfettamente nell’intento, fornendo viva voce a Pierre e Jean, protagonisti del racconto omonimo di Guy de Maupassant. Grande è stato l’effetto prodotto sul pubblico presente in “sala” per uno degli ultimi appuntamenti della stagione de “Il Teatro cerca casa”, anche grazie alla prova eccellente di Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo, in totale complicità su un palco tutt’altro che convenzionale come il salotto di casa Bonadies.

Non un testo semplice, dicevamo: prima difficoltà era, infatti, rendere le voci di una pluralità di personaggi tramite il volto di due soli interpreti: a venire incontro alla scrittura è la regia, in questo caso, che offre dei riferimenti visivi allo spettatore (nella postura, nei gesti, nei movimenti che gli attori assumono) per permettere di cogliere distintamente il variare dei ruoli dei due protagonisti.
E così, ecco  susseguirsi sulla scena le disavventure dei Pierre e Jean Roland del titolo, tramite le voci non solo dei due giovani fratelli stessi ma anche della madre e della vedova ventitreenne Rose, primo motivo di attrito tra i due.
La profonda critica sociale al centro del testo originale di Maupassant lascia spazio, in questo caso, alla lucida ricostruzione del confronto tra i Roland, diversissimi in tutto, dall’aspetto al carattere: tanto calmo e diligente Jean quanto burbero ed irruente Pierre. La scoperta di una pesante eredità piovuta improvvisamente addosso al primo porta alla rottura del labile equilibrio interno della famiglia, anche a causa del vociare del microcosmo di Le Havre, cittadina francese che fa da sfondo all’azione (che potrebbe tranquillamente essere ambientata, va detto, in un qualsiasi paesino di provincia dell’Italia di oggi).

Gli attori insieme al critico Giulio Baffi

Gli attori insieme al critico Giulio Baffi

Col passare del tempo, emerge con sempre maggiore evidenza la centralità del personaggio di Madame Roland, madre dei due fratelli, che offre il climax dell’opera nel momento in cui rivela la vita parallela condotta tra le braccia di un maresciallo di Parigi, “de cuius” della sfortunata eredità e padre effettivo di Jean. Negli occhi di Ausiello (incaricato del non facile compito di rappresentare tale personaggio) vediamo scorrere le felicità, ormai passate, di una donna presentataci come “prudente e seria”, preoccupata ed angustiata dalla vita ordinaria di cui Pierre è sfortunato simbolo; ed allo stesso tempo riempita di gioia e speranza da Jean, emblema di tutto ciò che di buono è riuscita a trovare nella sua esistenza piena di angosce.

L’unica strada che resta per trovare un nuovo equilibrio è la definitiva separazione dei membri della famiglia Roland. Jean troverà il successo con l’eredità e l’amore in Rose, la vedova contesagli dal fratello; mentre Pierre proverà l’imbarco su un transatlantico, sì da allontanarsi dalla causa di tanto dolore. Gli individui sopravvivono alla crisi, evolvendosi e trasformandosi per far fronte alle difficoltà incontrate: la famiglia, invece, non può continuare ad esistere come nulla fosse: e qui si recupera il senso di critica sociale dell’opera di Maupassant, già capace sul finire dell’Ottocento di presagire il crollo delle istituzioni tradizionali, simbolicamente raffigurate dai Roland.

Notevole esercizio di riscrittura, splendida regia di Rosario Sparno (pur compressa dalle dimensioni ridotte del “palcoscenico”) e mirabile interpretazione attoriale: “Pierre e Jean” non può che raccogliere le critiche entusiaste di Giulio Baffi, penna di Repubblica, intervenuto a fine serata nell’angolo dedicato alla “critica live” ed il più umile plauso di chi vi scrive, insieme agli applausi dell’attento pubblico.

Antonio Indolfi

Il Teatro cerca casa
sito web: http://ilteatrocercacasa.it/
mail: info@ilteatrocercasa.it

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