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In scena, al Teatro San Carlo di Napoli, i Pagliacci di Leoncavallo nel visionario allestimento di Daniele Finzi Pasca.

Foto Luciano Romano

Foto Luciano Romano

Un enorme telone, dal colore scarlatto, troneggia sulla scena. Su di esso si staglia imponente un dipinto raffigurante Ruggiero Leoncavallo, il popolare compositore italiano. È seduto al pianoforte, in un’atmosfera chiaroscurale, rarefatta. Le sue mani, per quanto possenti e vigorose, sfiorano leggere i tasti. Lo sguardo proteso verso l’alto, in un atteggiamento estatico, sembra voler afferrare, una ad una, le note che discendono dal cielo, quasi a formare un pentagramma di minute stelle danzanti che andranno a comporre una nuova melodia.

Così ci accoglie il Teatro San Carlo di Napoli che fino all’8 giugno ospiterà, per la seconda volta dopo il successo di critica e di pubblico riscosso nel 2011, una delle opere di certo più conosciute e rappresentative del melodramma verista italiano, ovvero Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo.

Nel visionario allestimento firmato da Daniele Finzi Pasca, l’opera, pur conservando il suo tradizionale impianto drammaturgico, diviene qualcosa di diverso, di avanguardistico, un esercizio di stile che ha avuto il coraggio di osare e di spingersi oltre i canoni espressivi e formali tipici del teatro d’opera. Forte della sua esperienza con il famoso “Cirque du Soleil”, il regista svizzero ha dato vita ad una felice commistione tra generi diversi, affiancando costantemente ai cantanti gli eccezionali artisti acrobati impegnati a esibirsi in mirabolanti evoluzioni circensi. Il tutto in un tripudio di colori, grazie ai bellissimi e variopinti costumi da pagliaccio realizzati per l’intero cast da Giovanna Buzzi, e alle scene create da Hugo Gargiulo che, servendosi di pannelli neri mobili posti sullo sfondo, ha saputo dar forma, di volta in volta, a cangianti e suggestivi spazi di luce.

L’esito finale della mise en scène è di una estrema ed elegante bellezza visiva e stilistica che affascina e seduce lo spettatore, distraendolo addirittura da tutto il resto, forse a detrimento, in alcuni momenti, del dramma che pure si sta consumando sulla scena.

La tragica vicenda, a tutti ben nota, della accecante gelosia che condurrà Canio, durante una rappresentazione, ad uccidere la moglie Nedda e il suo amante Silvio, in una perfetta sovrapposizione di finzione e realtà, viene così lasciata un po’ in ombra e il melodramma, in alcuni suoi passaggi cruciali, perde di incisività e spessore, non riuscendo a coinvolgere emotivamente il pubblico. Le diverse riflessioni sull’amore, sulla morte, sull’esile confine che separa la realtà dalla finzione teatrale vengono alfine consacrate sull’altare della messa in scena, in un trionfo della forma che finisce con lo schiacciare e appiattire ogni contenuto.

Ciononostante, lo spettacolo ha una sua forte identità che lascia il segno e la prova di tutti gli artisti, in particolare dei cantanti, è senz’altro da lodare.

Foto Luciano Romano

Foto Luciano Romano

Il Canio interpretato dal tenore Antonello Palombi si è distinto per un fraseggio vocale agile e sicuro, dal timbro squillante, sebbene qualche volta la voce perda di intensità e ampiezza, soprattutto nella tessitura più alta. Il suo Vesti la giubba è di sicuro il momento più alto ed emozionante dell’intero spettacolo. È qui che per la prima volta il regista decide di utilizzare l’acqua come ulteriore effetto scenico, invadendo completamente il palco sul quale si esibiscono gli artisti, anche sotto forma di pioggia nel finale, una pioggia, come afferma lo stesso Finzi Pasca, «che dall’alto porta doni inaspettati».

Alexia Voulgaridou è stata una Nedda dalle movenze delicate ed eteree che meglio di altri ha saputo mettersi in sintonia con i diversi artisti presenti in scena. La sua voce, che con grande intensità e sicurezza d’intonazione ha saputo muoversi tra molteplici registri espressivi, non ha mai mostrato momenti di incertezza e può di sicuro ritenersi tra le più interessanti voci femminili dell’attuale panorama lirico internazionale.

Una personale nota di merito va al Tonio impersonato dal baritono Claudio Sgura che, oltre ad esibire una voce dall’impasto corposo e incisivo, ha dimostrato di avere delle indubbie doti recitative.

Buone, infine, anche le prove di Luca Grassi (Silvio), soprattutto nel duetto con Nedda, e di Mert Sungu (Beppe), così come quella dell’intero Coro del Teatro San Carlo e dell’Orchestra magistralmente diretta dal Maestro Nello Santi.

Gli applausi a scena aperta di un pubblico entusiasta sono il giusto tributo ad uno spettacolo che ha saputo coniugare, in modo coraggioso, tradizione e modernità. Forse qualche melomane purista storcerà il naso, ma l’operazione compiuta merita la dovuta attenzione e induce a riflettere, ancora una volta, sui nuovi orizzonti a cui il teatro lirico ha saputo aprirsi negli ultimi anni.

Armando Mascolo

 

 

Repliche:
Martedì 27 maggio 2014 ore 18.00
Mercoledì 28 maggio 2014 ore 20.30
Venerdì 30 maggio 2014 ore 19.00
Sabato 31 maggio 2014 ore 20.30
Domenica 1 giugno 2014 ore  17.00
Mercoledì 4 giugno 2014 ore 20.30
Venerdì 6 giugno 2014 ore 20.30
Domenica 8 giugno 2014 ore  19.00

 

PAGLIACCI

Musica e Libretto: Ruggiero Leoncavallo

Direttore: Nello Santi
Maestro del Coro: Salvatore Caputo
Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Regia: Daniele Finzi Pasca
Creative Associate: Julie Hamelin
Coreografie: Maria Bonzanigo
Scene: Hugo Gargiulo
Costumi: Giovanna Buzzi
Disegno Luci: Daniele Finzi Pasca e Alexis Bowles

Personaggi e interpreti:
Nedda:  Alexia Voulgaridou (22, 27, 30 maggio, 1, 4 giugno) /Olga Mikitenko(28,31 maggio –8 giugno)/ Serena Daolio (6 giugno)
Canio:  Antonello Palombi (22, 27, 30 maggio) /Rafael Davila (28,31 maggio, 1,4,6, 8 giugno)
Tonio:  Claudio Sgura  (22, 27, 30 maggio, 1 giugno) /Alberto Mastromarino (28, 31, maggio, 4, 6, 8 giugno)
Beppe: Mert Sungu (22, 27, 30 maggio 1 giugno) /Fabrizio Paesano (28, 31 maggio, 6, 4, 8 giugno)
Silvio:  Luca Grassi (22, 27, 31 maggio, 4, 6, 8 giugno) / Vincenzo Taormina (28, 30 maggio, 1 giugno)

 

Teatro di San Carlo
via San Carlo, 98/F – 80132 Napoli
tel: +39 0817972111

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