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In prima nazionale debutta a Galleria Toledo la riscrittura dell’opera del Bardo ad opera della regista partenopea, quinto allestimento che il Teatro Stabile d’Innovazione dedica al drammaturgo inglese.

Foto Renato Esposito

Foto Marco Ghidelli

Del lavoro scritto e diretto da Laura Angiulli sulla famosa opera shakespeariana, in scena a Napoli a Galleria Toledo fino al 16 novembre,sono due gli aspetti che colpiscono senza però, purtroppo, vibrare l’“affondo”. Innanzitutto la costruzione di un suggestivo impianto scenico (a cura di Rosario Squillace), che inonda il palco di acqua e offre giochi di specchio e di riverberi luminosi sulla platea; in secondo luogo, la cura nell’interpretazione di Shylock (Giovanni Battaglia), personaggio che è reso carne ed emozione con rispettoso contegno.

Sono due operazioni efficaci perché restituiscono una piccola parte della meravigliosa ambiguità del testo dell’autore inglese, di questa commedia oscura, definibile come un’allegra bailamme da scampata tragedia.
Con l’espediente dell’allagamento della scena non solo viene rappresentata efficacemente la città lagunare, Venezia,nella quale è ambientata l’intera trama, ma viene offerta anche una metafora della natura dell’opera: l’acqua che bagna solo le galosce degli attori richiama, infatti, l’onnipresenza di un pericolo sempre imminente eppure già scampato.

Il pericolo scongiurato dalla commedia attraverso la vicenda che coinvolge in particolare il mercante di Venezia del titolo, Antonio (Stefano Jotti), e l’usuraio ebreo, Shylock, è quello che incombe, in realtà su di un’ intera civiltà, di cui Antonio è rappresentante emblematico.
Si tratta di una civiltà moderna in cui lo scambio monetario, lo stato-città e il diritto sono fondati sui valori cristiani dell’amore, della giustizia e della misericordia. Il pericolo, rappresentato dal demoniaco Shylock, consiste nel fatto che la brama dell’accumulo di ricchezze, l’amor proprio in senso egoistico, l’orgoglio, il giustizialismo e allo stesso tempo la legge arcaica della vendetta travolgano, come acqua alta, l’ordine ideale. La genialità di Shakespeare sta nell’aver colto e suggerito, nella struttura e nel tessuto della drammaturgia (a volte in alcune battute di Shylock), la possibilità che tale pericolo fosse connaturato proprio alla vocazione ideale di quella stessa civiltà.

Foto Renato Esposito

Foto Marco Ghidelli

Questa profondità nascosta è stata intuita ma non toccata dalla messinscena e da alcuni interventi drammaturgici, eppure il peso drammatico restituito a Shylock dalla voce densamente armonica di Battaglia avrebbe potuto aprire a soluzioni inedite ed illuminanti in tal senso.
Nello spettacolo l’ebreo finisce per emergere sopra tutti gli altri personaggi, proposti come stereotipi di una rivisitazione anglosassone della commedia dell’arte o come manichini anonimi; compreso il mercante, nonostante sia stato concepito dall’autore come primo portatore dell’istanza tragica presente nella storia in quanto debitore di un orribile pegno di carne.

Cercando d’essere più precisi dobbiamo specificare, qui, che elemento d’interesse dello spettacolo a cui si sta facendo riferimento, non risiede propriamente nell’ interpretazione di Battaglia, ma nello scarto che si crea tra il suo e gli altri personaggi (interpretati da Gianluca d’Agostino, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Maria Grazia Di Maria, Antonio Marfella, Fabiana Spinosa, Chiara Vitiello). Tale squilibrio interpretativo ridisegna, infatti, i personaggi conferendo centralità e risalto soltanto a Shylock; tuttavia, questo squilibrio è troppo poco esplicito, infecondo ed anche in una certa misura maldestro, ai nostri occhi, sul piano creativo, per poterlo attribuire con certezza ad una scelta registica consapevole. Infine, in ogni caso, nonostante le buone premesse, non potremmo ritenere le considerazioni effettuate finora come sufficienti a fare dello spettacolo una produzione vagamente corrispondente, sul piano estetico e culturale, a quella costituita dall’opera da cui prende origine.

Stefania Nardone

 


Galleria Toledo – teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario 34 – Napoli
contatti:  081425037 – galleria.toledo@iol.it – www.galleriatoledo.org – facebook.com / Galleria Toledo
orario spettacolida martedì a sabato ore 21.00- domenica ore 18.00
biglietti: da martedì a venerdì intero 15 euro; ridotto 12 euro; under 30  10 euro – sabato e domenica intero 20  euro; ridotto unico 15 euro

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