Manlio Boutique

Variegata la programmazione di questa settimana teatrale pronta ad iniziare: ecco chi è di scena nell’articolo di QuartaParete dedicato alle anteprime.

unnamedElectriCity
Quando: dal 4 all’8 marzo
Luogo: Teatro Delle Palme
Orario: 21
Artistic director e choreographer: Anthony Heinl
Interpreti: Anthony Heinl,  Nadesja Casavecchia,  Chiara Morciano,  Eleonora Saba,  Chiara Verdecchia,  Roberto Tallarigo,  Davide Colletti,  Carim Di Castro
Trama: Temi universali e fenomeni che sono così belli e interessanti che trascendono l’età, la cultura, la lingua, e nazionalità. Fuochi d’artificio, stelle cadenti, le onde dell’oceano, creature sottomarine incandescente, il mondo animale , il virtuosismo di un atleta , un lampo brillante ……. e naturalmente magia e illusione! Il nostro pubblico è di ogni estrazione sociale. L’intento è quello di ispirare il pubblico, di ipnotizzarlo , e lasciarlo pieno di curiosità, stimolato, e più ottimista e più felice di prima.  Noi creiamo un esperienza che è accessibile, anche ai bambini, e cattura l’immaginazione di un pubblico che forse non sapeva che gli piacesse la DANZA. Usiamo e creiamo la tecnologia per trasportare il pubblico, per creare mondi fantastici e incredibili effetti visivi.  Gli interpreti sono attori, ginnasti, ballerini, illusionisti, contorsionisti, atleti e artisti. Una fusione perfetta di varie discipline per creare un indimenticabile, impatto visivo di esperienza: illuminazione futuristica, illusione, scenario interattivo, e una miscela dinamica di teatro fisico e danza atletica.
Info e prenotazioni: 0814104486

 

unnamed (1)Casanova
Quando: dal 4 all’8 marzo
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: 21
Autore: Ruggiero Cappuccio
Regia: Nadia Baldi
Interpreti: Roberto Herlitzka, Marina Sorrenti, Franca Abategiovanni, Carmen Barbieri, Giulia Odori, Rossella Pugliese
Trama: La notte tra il tre e il quattro giugno del 1798, Giacomo Casanova sospetta di dover morire. Il gentiluomo veneziano, chiamato ad incarnare il mito vivente della seduzione, è ospite da tredici anni nel castello di Dux, in Boemia, dove il conte di Waldestein gli ha assegnato il posto di bibliotecario di palazzo. Dalle prime ore dell’alba una sequenza di indizi che la sua intuizione mette in ordine sembrano annunciare l’avvicinarsi del passaggio fatale. Un maggiordomo gli annuncia l’imminenza di una festa da celebrare per il giorno seguente senza fornire alcuna motivazione. Al castello sono attesi ospiti provenienti da tutta Europa, è necessario che Casanova ceda il suo appartamento per essere destinato ad una destinazione più modesta. I fiumi della ragione sono in piena, la pioggia frusta le torri per dissolvere pochi minuti dopo nell’irradiazione di un sole improvviso, per tornare più violenta nel volgere di pochi secondi. Giacomo ha compiuto settantatre anni un mese prima, ha festeggiato il suo compleanno brindando a se stesso con un calice di acqua gelata, riflettendo la sua immagine in uno specchio opaco che sormonta il camino del suo studio. Da quel giorno è ammalato; e adesso trascina la sua valigia attraverso i vasti corridoi del castello di Dux, dove riecheggiano i mille passi di scrittori che lo precedono, lo indirizzano, gli consegnano chiavi che non aprono alcuna porta. La febbre lo assale con zaffate di brividi che si alternano a vampate perentorie. Intorno alla mezzanotte Casanova entra in una camera completamente avvolta dal buio. La porta dietro di lui si chiude e malgrado le sue proteste non è più possibile riaprirla. La progressiva assuefazione dei suoi occhi alla profonda penombra rivela la presenza silenziosa di undici donne che lo ricevono rapprese in una inquietante immobilità. Giacomo cerca di scalfire il loro mutismo: motteggia, aggredisce, provoca. Inizialmente solo una tra le signore velate, denominata La Straniera, gli parla, domandandogli chi sia. Accerchiato dal mistero inquisitorio delle singolari creature che lo circondano, Casanova nega di essere Casanova. Le altre donne che progressivamente accettano di parlargli producono un’atmosfera generale da tribunale del giudizio definitivo. Ma quali sono i reati contestati? Quale sarà la pena? Perché Casanova rifiuta di rivelare e pronunciare il proprio nome? Chi è La Straniera che lo tortura e lo esalta con i suoi silenzi e le sue parole? La creatura che invita il libertino a raccontare la sua fuga dal carcere dei Piombi e dalla vita stessa, non vuole rivelare la sua identità. Ne adombra molte e tutte vanifica e rinnega. Casanova intraprende il suo duello, si batte, racconta, parla di sé come se narrasse di un altro. Cerca di ricordare se ha mai visto prima d’ora la persona che gli sta di fronte.
Info e prenotazioni: 081 497 6267

 

unnamed (2)Almost famous – Ovvero Io e le donne
Quando: dal 5 all’8 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: 21; domenica ore 18
Autori: Rosaria De Cicco e Vincenzo Coppola
Interprete: Rosaria De Cicco
Trama: La De Cicco torna sul palco del Nuovo teatro Sancarluccio portando in scena una serie di monologhi dedicati interamente al mondo femminile tratti da testi di grandi autori italiani come: Annibale Ruccello, Maurizio De Giovanni, Pasquale Ferro, Annapatrizia Settembre e Massimiliano Virgilio. L’attrice dunque, accompagnata dalle musiche di Mariano Bellopede, si troverà ad interpretare diversi volti di donne che sono accomunate dall’essersi riuscite a liberare, in un modo o in un altro, da una forma di dipendenza e sottomissione vissuta nei confronti dei propri uomini. Tutto lo spettacolo sarà condito da una brillante comicità che però lascia anche spazio a momenti di drammatica riflessione.
Info e prenotazioni: 081 410 4467 – 081 544 8891

 

unnamed (1)Il più bel secolo della mia vita – (Ex “N.N. – Non è mai troppo tardi”)
Quando: dal 5 al 6 marzo
Luogo: Nest
Orario: 21
Autori e Regia: Alessandro Bardani e Luigi Di Capua
Interpreti: Giorgio Colangeli e Francesco Monatanari
Trama: Nel nostro paese c’è una legge, tutt’ora in vigore e unica in Europa, che vieta ai figli non riconosciuti alla nascita, detti in gergo: “N.N.”, di venire a conoscenza dell’identità dei genitori naturali se non dopo aver compiuto 100 anni. La commedia racconta l’incontro tra Giovanni e Gustavo, due N.N., rispettivamente di 30 e 99 anni e il loro divertente, ironico e dissacrante viaggio alla ricerca delle proprie origini. Giovanni non è stato riconosciuto alla nascita dalla mamma naturale. Lui come altri 400.000 in Italia. È, come si dice tecnicamente, un N.N. Ora che è grande vorrebbe esercitare il diritto di conoscere il vero nome della propria genitrice, ma questo non gli è possibile. Nel suo paese, c’è una legge (Legge n. 184 del 4 maggio 1983), unica in Europa, che vieta ad un N.N. di venire a conoscenza dell’identità dei genitori naturali, se non dopo aver compiuto Cento Anni. 100 anni. Giovanni non ci sta: in tanti come lui, stanno spendendo una vita senza sapere chi è la madre. Alla categoria N.N. e adottati appartengono anche nomi illustri come John Lennon, Marilyn Monroe, Qui Quo e Qua, Giovanni si batte anche per loro. E allora si impegna con la F.A.E.G.N. (Associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali) per far si che la legislazione italiana si allinei con gli altri paesi, e quella mattina, in uno degli incontri dell’associazione da lui organizzati, conosce Gustavo: un quasi centenario, NN come lui, che tra poco riuscirà finalmente a superare i limiti della legge, e a scoprire la verità sulla sue origini. Il problema è a che a lui non gliene frega niente. L’intervento di Gustavo alla riunione è l’inizio di un rocambolesco rapporto tra lui e Giovanni, in cui i due, specchio di ideali lontani, lasceranno reciprocamente un segno indelebile l’uno nell’altro. Una commedia dissacrante su due generazioni a confronto, punti di vista opposti che devono fare i conti con le stessa domande “chi sono?” “chi è mia madre?” “è meglio McDonald o Burger King?”
Info e prenotazioni: 349 781 8580 – 338 237 6132 – info.teatronest@gmail.com

 

la notte blu del tram_ph marco ghidelliStorie naturali e strafottenti – La notte blu del tram
Quando: dal 5 al 15 marzo
Luogo: Ridotto del Mercadante
Orario: 5, 8, 11, 12 e 15 marzo alle ore 21; 6, 10 e 13 marzo alle ore 18; 7 e 14 marzo alle ore 17
Produzione: Teatro Stabile di Napoli
Autore: Giuseppe Patroni Griffi
Regia: Pino Carbone
Interpreti: Francesca De Nicolais e Giovanni Del Monte
Trama: C’era una volta un ragazzino di tredici anni. Calpesta foglie secche per scaramanzia, cammina per strade isolate per godere del senso di pericolo, chiude gli occhi per non guardare il suo corpo che cresce. Un ragazzino con i calzoni troppo corti che cammina alla scoperta della sua sessualità, dei suoi giochi che diventano la sua vita, diventano i suoi sogni/incubi, diventano le sue preghiere e le sue bestemmie a se stesso. C’era una volta un uomo dalla voce rassicurante. Un uomo che appare grande, enorme, agli occhi del ragazzino. Un uomo che passeggia in su e in giù fingendo di ammazzare il tempo, che sa urtare sbadatamente tra le sue gambe, che sa fermarsi e fissare, che sa come sorridere, sa come accarezzare, sa come entrare nei sogni/incubi di un ragazzino. Una fiaba senza morale. Che non tiene conto del senso comune di moralità, e che soprattutto non vuole insegnarla a nessuno. Un racconto che diventa una storia, che diventa spazio in cui agire, che diventa corpo vivo. (Pino Carbone)
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=31&t=contatti

 

unnamed (3)Il Rosario
Quando: 6 marzo
Luogo: Teatro Arcas
Orario: 21
Autore: Federico De Roberto
Regia: Maria Rosaria De Liquori
Interpreti: Regina Brancaccio, Federica Totaro, Conny Cavaliere, Maria Rosaria De Liquori, Flavia Arelli e Dolores Russo con la partecipazione I Tammurianti di Michele Maione
Trama: Tutto ruota intorno alla figura chiave del matriarcato, di una donna che ha nella miticità della sua figura un forte elemento androgino: l’essere maschio del potere e l’idea femmina della dittatura. L’essere insieme donna e uomo la innalza ad antonomasia di potenza estrema, a figura bifronte che contemporaneamente come da la vita la distrugge. Le figlie della Baronessa, donne, soffocate da continue privazioni all’interno di quattro mura in cui non si “può” ridere, non si “può” amare, non si “può” vibrare. L’atmosfera è cristallizzata, apparentemente niente accade perché accade all’interno di questi personaggi, ed ecco che tutto accade in un attimo e tragicamente, fuori della loro casa,ma all’interno della loro famiglia. È questa, una storia di possessione e di miseria, di ideali frantumati ed avvelenati. Il progetto per raccontare attraverso ” i segni ” della cultura ” popolare ” il matriarcato, le oppressioni, le donne e la loro voglia di libertà. In questo rapporto madre/figlie è del tutto soffocata la complicità di genere. Le loro voci raccontano i suoni della memoria, suoni che talvolta sono dolci, talvolta lamenti e urla di dolore. La segregazione e l’esasperata costrizione impediscono l’esperienza vitale dell’amore. Gli echi dolorosi di queste donne, rimandano all’afflizione di quei popoli nei quali vige ancora l’oscura realtà della dittatura. (Maria Rosaria De Liquori)
Prenotazioni: 081 595 5531 – circoloarcas@gmail.com

 

unnamed (4)ResoCunto
Quando: dal 6 all’8 marzo
Luogo: ZTN
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18
Regia: Vittorio Passaro
Interpreti: Aurelio De Matteis, Ursula Muscetta, Laura Pagliara, Vittorio Passaro e Marco Serra
Trama: Una compagnia di guitti, dopo l’Unità d’Italia, si ritrova a dover recitare, come da tradizione della commedia dell’arte, in strada. La compagnia vuole raccontare la sua verità e, per farlo, mette in scena “Pascariello surdato cungedato” di Antonio Petito. La farsa, in un atto unico, si incentra sulla figura di Pascariello, giovane soldato in congedo che, per andare a trovare l’amata Mariella, affronterà numerose disavventure, arrivando persino a travestirsi da donna e ad essere scambiato per la madre di un bambino. Una macchina comica classica, quella del travestimento, ma sempre nuova, ricca di canzoni e innesti petitiani. Una denuncia dell’Unità d’Italia e dei suoi aspetti negativi. Un festa o, forse più semplicemente, un modo allegro per denunciare l’impossibilità di oggi di comunicare da parte degli attori, degli autori e dei registi, non ancora nella condizione di fare il loro mestiere. Lo spettacolo non ha però di queste pretese, preferisce piuttosto far ridere alla maniera dei commedianti dell’arte.
Prenotazioni: 339 429 0222

 

unnamed (6)L’amour fou. In memoria di Yves Saint Laurent
Quando: dal 6 all’8 marzo
Luogo: Teatro Il Primo
Orario: 21
Regia: Marco Sgamato
Interpreti: Gianni Caputo, Diane Patierno, Emanuela Coraelia de Rosa, Antonio D’Alessandro, Simona Perrella
Trama: “Ho perduto il testimone della mia vita, temo che ormai vivrò con minor cura di me stesso”. Con questa citazione di Plinio il giovane, si apre il romanzo epistolare di Pierre Bergé, compagno del celebre stilista Yves Saint Laurent, scomparso nel 2008 a seguito di un glioblastoma al cervello. Attraverso le sue lettere, scritte nell’arco di un anno, Pierre Bergé si immerge nei sofferti ricordi per evocare miserie, dolori e glorie passate di una personalità surclassante e terribile come quella del più famoso stilista francese della seconda metà del Novecento, inventore del prêt-à-porter femminile, amico del ’68, figlio di colonialisti, divenuto direttore della maison Dior già alla tenera età di diciotto anni. Solida spalla, Pierre accende i riflettori sul genio dell’haute-couture traviato dall’alcol e dalla droga, dall’esasperazione prodotta dalla solitudine , nonostante, l’amore pazzo che per cinquant’anni di vita ha permesso ai due di diventare persino i più famosi collezionisti d’arte del nuovo millennio. Circondato da opere di valore inestimabile quali Matisse, Picasso e Brancusi, Bergé decide di mettere all’asta i suoi 733 lotti, poiché senza Yves, tutta questa ricchezza perde qualsivoglia ragione di esistere.
Per prenotare: 081 592 1898 – 342 830 6707

 

Il chiodo fissoIl chiodo fisso
Quando: 7 marzo
Luogo: Santa Maria Capua Vetere  – Il Teatro cerca casa
Orario: 20:30
Autore: Manlio Santanelli
Regia: Antonio Grimaldi
Interprete: Annarita Vitolo
Trama: Il chiodo fisso è la storia di una giovane madre e di suo figlio ancora in fasce. Il racconto vive e si sviluppa nella mente di questa donna angosciata dalla inevitabile crescita del bambino. Le domande che ella si pone appartengono ad un universo razionale, finché non entra in gioco l’amore ossessivo per la “proprietà”. Come in una partita a flipper, la donna totalizza 100 punti per un figlio perfetto, 200 per un figlio bello, 300 per un figlio calciatore e pieno di successo; ma se cosi non fosse, ecco che la madre vestirà i panni di un’eroina pronta a tutto pur di vincere la sua sfida. Trasformista, risoluta, brillante, determinata, cadrà di fronte all’immagine di un’altra donna accanto al figlio. Rimane un’ultima pallina da giocare. Riuscirà a fare mille punti?!
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 
unnamed (11)Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia
Quando: 7 marzo
Luogo: via Toledo n. 55 – Napoli
Orario: 19
Produzione: L’Associazione Culturale NarteA
Testi e regia: Febo Quercia
Interpreti: Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Peppe Romano, Katia Tannoia; Musica: Andrea Avagliano
Trama: Non esistono doveri morali se non come vuoti termini coniati dalla società. Era il 4 marzo 1958 quando sulla Gazzetta Ufficiale fu pubblicata la legge Merlin per: “l’abolizione immediata della regolamentazione della prostituzione, norme più severe contro lo sfruttamento della prostituzione stessa, nonché la chiusura su tutto il territorio dei postriboli entro sei mesi”. Dal 1948 ad oggi, le “case chiuse” restano una tematica su cui l’opinione comune si divide, ma com’era la vita di queste veneri vaganti dell’epoca? Negli anni ‘50 Napoli contava circa 900 case di piacere: tra le umili lupanare dei Quartieri Spagnoli ai bordelli lussuosi di via Toledo non si trovavano solo donne di postriboli o meretrici tesserate, ma le storie di Napoli…perché la storia di un popolo passa anche attraverso le lenzuola stropicciate di alcuni letti. Prima della Merlin, nel 1860, il governo Cavour pubblicò un regolamento sulla prostituzione che fu esteso a tutte le province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione della sifilide nell’esercito piemontese in guerra, questa norma non fu applicata solo a scopi sanitari. Tale regolamento rappresentava infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della società. In particolare, si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da versare nelle casse statali. Mille ruffiani aprirono, in pratica, i cancelli dell’ “Apocalisse”, nascondendosi tra le pieghe dell’ipocrisia.
Prenotazione: 339.7020849 – 334.6227785.
 

unnamed (10)Non ti pago
Quando: 7 e 8 marzo
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: sabato ore 21; domenica ore 18:30
Autore: Eduardo De Filippo
Interpreti: Gabriella Cerino, Peppe Celentano, Massimo Masiello, Emilio Salvatore, Gennaro Monti, Marcello Cozzolino, Amedeo Ambrosino, Gaetano Gaudiero, Patrizia Zenga, Manuela Cervone, Claudia Coraggio e Tonia Carbone
Regia: Peppe Celentano
Trama: Non ti pago, la celebre commedia del maggiore dei De Filippo messa in scena per la prima volta dalla Compagnia “Teatro Umoristico I De Filippo”, l’8 dicembre del 1940 al Teatro Quirino di Roma con Eduardo nella parte di Ferdinando Quagliuolo e il fratello Peppino nel ruolo dell’antagonista Mario Bertolini (che nelle prime versioni si chiamava Procopio) La giusta valutazione dell’arte drammaturgica dei De Filippo cominciò a manifestarsi nella critica proprio a partire da questa opera; fondamentale fu il giudizio di Ennio Flaiano che qualche tempo dopo così si espresse: «Senza esagerare ci si accorge che sono più vicini loro alla letteratura di quanto non lo siano molti autori d’oggi al teatro». «Commedia del surreale e del sogno- scrive il regista Celentano nelle sue note- ma soprattutto della speranza, così è stata definita “Non ti pago” di Eduardo De Filippo scritta nel lontano 1940. Il testo raggiunge i limiti della follia, dal momento che è basato sulla credulità, sull’ignoranza, sulle superstizioni e credenze popolari. Eduardo racconta in tono grottesco il sentimento più vitale dell’uomo ossia la speranza. E grotteschi sono anche i motivi principali del racconto: il denaro, la successione, la cabala, il lotto, i fantasmi in bilico fra l’aldilà e l’aldiquà, l’anatema, l’esorcismo, l’invidia feroce per chi è più fortunato, la scaramanzia e tanti altri elementi che si dovranno collocare nel quadro di una cultura più moderna e attuale. Sono elementi vivi, che affondano le loro radici nella sfera del genere popolare, che l’autore ha vissuto nel suo presente, ma che consentono oggi a noi di riviverli nel nostro».
Info e prenotazioni: 081 544 2616

 

118087.jpg.origSogni e bisogni
Quando: fino al 15 marzo
Luogo: Teatro Diana
Orario: 21
Autore e Regia: Vincenzo Salemme
Interpreti: Vincenzo Salemmme, Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Susy Del Giudice, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Raffaella Nocerino
Trama: Rocco Pellecchia il protagonista della commedia è alle prese con un “ divorzio molto particolare: è un piccolo uomo, la sua piccola vita gli sembra una enorme salita, le sue piccole paure incubi ossessivi, ha una moglie che non lo ama più, ha due figli che non lo amano più,ha mille dubbi, mille sogni, mille piccoli bisogni, ma è in arrivo un grosso problema che lo costringerà a rivedere tutte le regole che hanno finora guidato la sua vita grigia e senza acuti; in un giorno di Agosto, mentre tutti sono in vacanza e lui è solo in casa  gli appare un signore ,che gli comunica di essere il padre dei suoi figli, il suo… che ha deciso di staccarsi dal corpo di Rocco perché è stanco della sua vita squallida, di quei giorni perduti a rincorrere il nulla, di quella assenza di piacere, di godimento, di eleganza, di coraggio.
Info e Prenotazioni: 081 556 7527 – www.teatrodiana.it

 

unnamed (23)Dignità autonome di prostituzione
Quando: fino al 15 marzo
Luogo: Teatro Bellini di Napoli
Orario  martedì, giovedì, venerdì e sabato alle ore 21; mercoledì, sabato e domenica alle ore 17
Ideazione: Luciano Melchionna dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna
Interpreti: Raffaele Ausiello, Chiara Baffi, Lorenzo Balducci, Patrizia Bollini, Giuseppe Brancaccio, Andrea Caiazzo, Betta Cianchini, Camillo Marcello Ciorciaro, Cinzia Cordella, Gianluca D’Agostino, Veronica D’Elia, Marika De Chiara, Sylvia De Fanti, Valentina De Giovanni, Carmine De Martino, Adelaide Di Bitonto, Antonella Elia, Sara Esposito, Clio Evans, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Emanuela Gabrieli, Giulia Galiani, Martina Galletta, Giuseppe Gaudino, Sebastiano Gavasso, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Alessandro Lui, Gennaro Maione, Veronica Mazza, Marianna Mercurio, Momo, Joan Negrié, Lavinia Origoni, Carla Petrachi, Carmen Pommella, Caterina Pontrandolfo, Daniele Russo, Paola Sambo, Simona Seraponte, Chiara Spoletini, Sandro Stefanini, Serenella Tarsitano, Adele Tirante, Giorgia Trasselli e Luigi Vuolo
Trama:  Torna a grande richiesta Dignità Autonome di Prostituzione, la “Casa chiusa” dell’Arte, dove gli attori – come prostitute – sono alla mercé dello spettatore.  Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano e si lasciano abbordare dai clienti/spettatori che – muniti di ‘dollarini’, il denaro locale acquisito con il biglietto d’ingresso, – contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una “Strana Famiglia” tenutaria della Casa. Conclusa la trattativa, il ‘cliente’ – uno, due o piccoli e grandi gruppi a seconda delle ‘perversioni’ – si apparta, con l’attore scelto, in un luogo deputato dove fruirà di una o più ‘pillole del Piacere': monologhi o performances del teatro classico e contemporaneo, per emozionare, far riflettere e divertire lo spettatore, in una formula che supera gli usuali confini degli spazi teatrali, invadendo camerini, uffici, bagni e ripostigli per regalare “uno stupore nuovamente sollecitato…”
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamedTre sorelle
Quando: fino al 15 marzo
Luogo: Teatro Mercadante
Orario:  il 3, 6, 10 e 13 marzo alle ore 21; il 4, 5, 11 e 12 marzo alle ore 17; 28 febbraio, 7 e 14 marzo alle ore 19; 19 e 1, 8, 15 marzo alle ore 18
Produzione: Teatro Stabile di Napoli
Autore: Anton Cechov
Regia: Claudio Di Palma
Interpreti: Paolo Serra, Sara Missaglia, Sabrina Scuccimarra, Gaia Aprea, Federica Sandrini, Gabriele Saurio, Andrea Renzi, Giacinto Palmarini, Paolo Cresta, Alfonso Postiglione, Massimiliano Sacchi, Enzo Mirone, Enzo Turin
Trama: In questo Tre sorelle i corpi cercano concretezza e vicinanza visiva nello sforzo ginnico che garantisca loro vitalismo reale, nel volo breve di una zanzara che contraddica le parole sulla morte, nella consapevolezza testarda di un corteggiamento amoroso. Si diradano e allontanano invece, in brindisi irreali, nell’inquietudine di maschere da carnevale, nell’azionare un corteggiamento inconsapevole e implicito alla morte. Fra loro passa silente, ma neanche troppo, la Storia. La Storia che in Tre sorelle sembra sventolare il vessillo verde opaco e volgare di Natasˇa, si avvolge intorno ai loro “costumi”, irrompe con naturalezza nel presente; sembra con la piccola fiamma di una candela poter bruciare il passato in un fuoco simile a quello di Mosca del ‘12 come dice Ferapont. Brucia Mosca nel ‘12, brucia il capoluogo di governatorato cechoviano e sempre “gente estranea” entra in città, nelle case e cucina i pasti citando Tolstoj, siano i francesi o sia Natasˇa. La storia (o la vita) passa fra corpi sospesi, inadeguati, comici, tragici, intenti ad occuparsi d’altro, fermi ad interrogarsi sul senso (come significato e direzione) della loro esistenza… e allora : “Il senso dove sta?”(Claudio Di Palma)
Per info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=31&t=contatti

 

unnamed (7)Massimo Circo
Quando: 7 e 8 marzo
Luogo: Teatro Civico 14
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 19
Interpreti: Fabio D’Addio, Francesco Paglino e Andrea Russo
Trama: Due uomini vagano con le loro valigie pieni di buoni propositi, idee e numeri improbabili con la speranza di trovare una luce per esibirsi, per sbarcare il lunario e portarsi a casa la “porpetta”. Una volta guadagnata la luce, tentano di afferrare il circo della umana natura dove la vita, l’amore, la morte, l’ira, l’abbandono, la rinascita si confondono fino a farli inciampare, malgrado loro, in brandelli di verità.
Info e prenotazioni: 0823 441 399 – 339 1873 346 – info@teatrocivico14.it

 

unnamed (3)Io, Raffaele Viviani
Quando: fino all’8 marzo
Luogo: Teatro Totò
Orario: 21
Autori: Antonio Ghirelli e Achille Millo
Regia: Antonio Ferrante
Interpreti: Gigi Savoia e Giuseppe Zeno, Lalla Esposito e Francesco Viglietti
Trama: Con questo spettacolo – si legge nella prefazione di Antonio Ghirelli –, composto esclusivamente di testi drammatici, poetici e musicali del grande autore-attore napoletano (gli estratti teatrali vi occupano la parte dominante), s’intende delineare un ritratto biografico di Viviani e al tempo stesso fornire un quadro completo della sua arte. Come Luigi Pirandello, Viviani lavorò sui personaggi e sulle situazioni del suo mondo poetico, prima sbozzandoli nel verso o nello “sketch” del varietà, quindi sviluppandoli più drammaticamente nella logica complessa della scena. Nella sostanziale aggressività al mondo reale, però, il suo teatro ricorda piuttosto quello di Bertolt Brecht. Identico è il suo approccio appassionato e furente alle ingiustizie sociali di una Napoli che, prima e dopo di lui, è stata descritta soltanto con i colori sfumati del patetismo mandolinistico; identica la geniale mescolanza di tragico e di comico, di recitato e di musicale, di lirico e di buffonesco. Perfino l’uso del dialetto, che nella tradizione napoletana restringe e soffoca il discorso, si dilata in Viviani alla riscoperta di una lingua genuinamente popolare, violenta, aspra, cupamente umoristica, disperatamente umana – come le vicende della gente semplice che essa aiuta a capire. Con il nostro spettacolo “Io, Raffaele Viviani” – conclude Ghirelli – abbiamo voluto disegnare il ritratto di un artista e di una città che contestano rabbiosamente la maschera convenzionale che si è voluta applicare sul loro volto. Ogni parola dello spettacolo è tolta dal teatro, dai versi, dalle pagine del grande poeta, come una ballata popolare, un’infernale tarantella di suoni e di voci che rassomigliano, insieme, ad un atto d’amore e ad una maledizione.
Info e prenotazioni:  081 564 7525  – www.teatrototo.it

 

unnamed (8)Nel campo delle viole
Quando: fino all’8 marzo
Luogo: Teatro Di Sotto
Orario: 21
Produzione: Resistenza Teatro
Autori: Ivan Scherillo, Diego Sommaripa, Marianna Grillo
Regia: Diego Sommaripa
Interpreti: Ivan Boragine, Sara Saccone, Salvatore Presutto, Claudia Gentile, Paolo Gentile, Alessandro Palladino e Fabio Brescia
Trama: Per il mio Nel campo Delle Viole ho optato per una scena essenziale con pochi oggetti ma tutti con un preciso significato, prediligendo molto l’uso della parola (frutto anche del intenso lavoro di tavolino) e del corpo, sfruttando a pieno tutto lo spazio scenico del meraviglioso Teatro Di Sotto. Così lo spettatore avrà un visione dello spettacolo su più punti fino a percepire un senso quasi voyeuristico. Nello Spettacolo avremo Simonetta Lamberti, Antonio Landieri e Salvatore Nuvoletta 3 Vittime innocenti della Camorra con la loro presenza il plot dello spettacolo sarà incentrato sul punto di vista delle vittime della malavita organizzata, che osserveranno- da un loro “aldilà” – le vicende terrene avvelenate dal crimine, dall’omertà e dall’inerzia morale. Consapevoli vittime di un sistema che scardina la base del vivere comune in modo pacifico, disseminandolo invece con sangue innocente e paura. Così I Nostri protagonisti daranno vita ad una ricostruzione fatta di unione e di speranza. All’interno di “NEL CAMPO DELLE VIOLE” , l’aspetto politico e l’indignazione civile ritrovano le loro radici profonde nei sentimenti più elementari: l’amore e la sofferenza, la rabbia, la solidarietà e il bisogno di giustizia. La messa in scena tocca più piani narrativi: parola, musica e immagini, si fondono e si contrappongono. Passando dai monologhi alle canzoni fino ad arrivare alle scene corali. Spostandosi dal reale al surreale, dalla morte alla vita. Ed è proprio la vita, nel più ampio significato, protagonista di questo spettacolo; la vita, con il gioco, la costruzione, simboli di una esistenza distrutta, non vissuta, ma negata. Non è la morte che si racconta ma la vita e il desiderio di viverla intensamente. La linea dello spettacolo è di coscienza e non di denuncia , da qui la scelta di far recitare gli attori a pochissima distanza dal pubblico tentando di far arrivare più forte il messaggio di riflessione.

 

unnamed (8)Malammore
Quando: 8 marzo
Luogo: Nostos Teatro
Orario: 20:30
Regia e Drammaturgia: Ilaria Cecere
Interpreti: Ilaria Cecere e Annamaria Palomba
Trama: Siamo a Napoli, o in qualche buio anfratto della provincia partenopea; c’è un altarino dedicato alla Madonna di Pompei che irradia sulla scena la luce livida di un neon rosa: feroce parodia della divina grazia che tutto accende e transustanzia eppure tutto è nero, irrevocabilmente a lutto. Suocera e nuora si alternano in un carosello per le stanze della stessa casa – la casa del figlio, la casa del marito – poco prima delle nozze, poco dopo un funerale, e mentre si svestono o si preparano a uscire dichiarano senza remore i propri crimini, l’odio nutrito e seminato, gli atti di devozione, le più amare ragioni. Una ha il potere, governa, è a capo della famiglia. L’altra è la pecora offerta in sacrificio per una nuova alleanza, o almeno così pare. Come ai tempi delle faide tribali, dei matrimoni feudali, due famiglie che si massacrino a vicenda è bene che diventino una, per massacrarne agevolmente altre. Non importa che non ci sia mai stato amore, che il sangue versato a secchiate non si possa dilavare con una marcetta nuziale. Due leggi si sfidano, si fanno guerra, come nella più classica delle tragedie: il libero arbitrio del corpo condannato, la volontà del singolo messo a tortura che si ribella a oltranza, contro la legge del sistema, i lugubri paramenti del potere, la necessità politica del compromesso. Poco importa che si tratti di donne di camorra, di famiglie destinate alla mattanza da una sanguinosa tara d’origine: il dramma è ancora quello di Antigone contro Creonte, il rifiuto inconciliato contro la dolorosa epifania del potere, il diritto alla vendetta contro la legge che addomestica l’odio.
Info e Prenotazioni: info@nostosteatro.it – 081 19 169 357 – 389 24 714 39

 

unnamed (9)Io sono M.M.
Quando: 8 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sanita’
Orario: 21
Interpreti: Cristina Donadio, Lalla Esposito e Giosi Cincontti al pianoforte
Trama: Marylin Monroe e Mia Martini, due donne apparentemente distanti anni luce l’una dall’altra eppure unite da uno stesso destino di straordinaria tragicità: grandiose sulla scena e fragili come bambine indifese nella vita, meritavano la felicità e invece… Lo spettacolo vuole essere il racconto in parole e musica di due solitudini, di due sguardi attraversati dalla stessa malinconia, di due anime sconfitte e annientate da un misterioso e incomprensibile mistero che non ha impedito di renderle indimenticabili.
Info e prenotazioni: 339 666 6426

 

unnamed (11)Il testamento di pietra
Quando: 21 marzo, 18 aprile e 20 giugno
Luogo: Museo Cappella Sansevero
Orario: ore 19 e ore 20
Produzione: Associazione Culturale Nartea
Autore: Febo Quercia
Interprete: Antimo Casertano,Raffaele Ausiello e Antonio Perna
Trama: Il percorso teatralizzato, attraverso monologhi e dialoghi, farà rivivere la figura del principe Raimondo Di Sangro, insieme ad altre importanti personalità legate alla storia del Museo, esaltandone la genialità e il modo di schernire l’ignoranza, senza tralasciare le leggende che da sempre lo riguardano. Un vero e proprio viaggio nel passato, tra mistero e alchimia, racconti e studi scientifici, attraverso quella ragione che permette all’uomo di raggiungere il disinganno e liberarsi dalle false verità. Gli ospiti parteciperanno alla “lotta” fra il genio di un uomo e l’ignoranza dei più, nel coinvolgente format teatralizzato di NarteA. 
Prenotazione obbligatoria: 339 702 0849 – 334 622 7785

Gabriella Galbiati

Print Friendly

Manlio Boutique