Manlio Boutique

Puntuale arriva la guida di QuartaParete per conoscere tutti gli spettacoli in scena questa settimana in Campania. 

unnamed (13)Janara
Quando: 17 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: 21
Produzione: Caravan Teatro
Autore e Regia: Giovanni Del Prete
Interpreti: Francesca Iovine, Silvia del Zingaro e Vincenzo Oliva
Trama: Una trama senza trama. Uno spettacolo che, basato su una ricerca antropologica delle tradizioni popolari, sulle credenze e superstizioni del Sud Italia, cerca di far rivivere un passato, ancora presente in alcune zone, anche non remotissime, attraverso la magia della cattiveria, del male. Tutti attributi per credenza femminili. E la figura di donna che racchiude tutti questi elementi è la Janara. La janara, è la strega, e in ogni cosa gioisce della rabbia, dell’insoddisfazione, della zizzania, anche autoreferenziale. Come ogni magia di colore, agisce tramite simulacri umani e ombre, tramite figure e totem vitali, che rappresentano categorie antropiche, simboli di una umanità in cui stillare, a gocce di esperienza, il male. Nell’acronia, i luoghi si confondono diventando uno solo (quello teatrale), l’immaginazione passa da case abbandonate, vecchie, fatiscenti a campagne verdi e fertili, a intimi spazi di gioco per grandi e piccoli. Quindi non necessariamente cupi e bui, proprio perché il male si compie anche sotto la luce del sole, anche attraverso le parole di un bambino, così senza motivo. Riti, ritorni e richiami di un contesto che sfuma, dunque da afferrare non in una sola dimensione, ma in più realtà: possibili interazioni tra episodi che sfogliano la verità di tutti. Narrativamente, il male è un elemento fondamentale, è l’antagonismo, è l’ostacolo oltre il quale c’è la riuscita, la vittoria. In Janara, la catarsi è di segno meno, sfugge a connotazioni morali o religiose, e decide da sé, immagine dopo immagine, l’aura entro cui la manifestazione si consuma. La janara affascina, come il male subdolo canta una lingua viva e sprezzante, forte, in una sola parola, “necessaria”, proprio come una Janara vorrebbe essere definita.
Info: 081 410 4467 – 081  544 8891

 

Malorni-2L’uomo nel diluvio
Quando: dal 17 al 19 marzo
Luogo: Teatro Piccolo Bellini
Orario: 21:15
Autori e Regia: Simone Amendola e Valerio Malorni
Interprete: Valerio Malorni
Trama: Chi è l’uomo nel diluvio? In principio era Noè. Oggi siamo Noi. Perché la parola emigrazione non è mai stata così in voga come ora. Sotto questo diluvio. Con una narrazione originale, percorrendo la linea sottile che separa la verità della persona e quella del personaggio, lo spettacolo inscena una storia individuale che diventa collettiva, per una necessità condivisa di speranze, di possibilità da realizzare.
Il progetto nasce dall’ incontro con un’immagine di un libro per bambini, molto amato da mia figlia, la storia dell’arca di Noè. Nel libro vi è raffigurata la moglie del patriarca di fronte alla porta di casa, nell’atto di mangiarsi le unghie. Il marito, impegnato nella costruzione dell’arca, le ha dato il compito di scegliere e prendere tutto ciò che intende salvare dal diluvio, ma lei di fronte alla uscio di casa non entra, indugia, e si mangia le unghie. Di fronte al diluvio quotidiano che siamo chiamati a vivere, cerchiamo di costruire un’arca, in cui custodire ciò che ancora rimane, ciò che ancora sta.
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamed (11)Una pura formalità
Quando: dal 17 al 22 marzo
Luogo: Teatro Bellini di Napoli
Orario  martedì, giovedì, venerdì e sabato alle ore 21; mercoledì, sabato e domenica alle ore 17:30
Produzione: Compagnia Glauco Mauri – Roberto Sturno in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola
Interpreti: Glauco Mauri, Roberto Sturno, Giuseppe Nitti, Amedeo D’Amico, Paolo Benvenuto, Vezzoso e Marco Fiore
Trama:  Una pura formalità è una lunga misteriosa notte dove un uomo aiuta un altro  uomo  a  cercare  di  capire  quel viaggio a volte stupendo e a volte terribile che è la vita. Una squallida stanza di uno squallido Commissariato di Polizia. Si direbbe facile, in fondo, una stanza è una stanza. Ma c’è qualcosa di inquietante: tutto è sbilenco, una prospettiva irregolare, libri e faldoni ingrigiti dagli anni, sui muri misteriosi graffiti e un orologio senza lancette, come se    il    tempo    si    fosse    fermato… Quando il film uscì nelle sale nel 1994 fu accolto, per la sua inquietante novità, con una certa difficoltà da parte della critica. Oggi è considerato uno dei suoi film più belli in assoluto (lo stesso autore ne è convinto), un “piccolo capolavoro”, ne erano protagonisti Gérard Depardieu e Roman   Polanski   con   un  giovanissimo Sergio Rubini. Nell’allestimento teatrale, Roberto Sturno è lo scrittore Onoff e Glauco Mauri il Commissario. “L’intensità del racconto, il suo ritmo, illuminato da emozionanti colpi di scena, una  razionale  e  al  tempo  stesso commossa visione della vita – dice Glauco Mauri – mi hanno spinto, in pieno accordo con Tornatore, ad una libera versione teatrale. Già il film ha una sua struttura sospesa fra cinema e teatro e questo mi ha molto aiutato nel lavoro. E come negli “incontri” fortunati, la storia così magnificamente raccontata nel film, ha fatto germogliare in me emozioni inaspettate che diventavano sempre più mie…”
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamedL’uomo, la bestia e la virtù
Quando: dal 18 al 22 marzo
Luogo: Teatro delle Palme
Orario: mercoledì, venerdì e sabato ore 21; giovedì ore 17.30; domenica ore 18
Autore: Luigi Pirandello
Interpreti: Geppy Gleijeses, Lello Arena, Marinella Bargillli, Renata Zamengo   Mimmo Mignemi   Vincenzo Leto
Trama: Pirandello francamente comico ma con risvolti di grande impotenza e di amarezza di fronte ai soprusi di un uomo prepotente e dispotico perpetrati nei confronti di una moglie debole e trascurata e di un modesto professore di lei innamorato. Il pubblico, che forse non si aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e scollacciati, non accolse bene la prima rappresentazione dell’opera. Successivamente rivalutata dalla critica e dal pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all’ estero, da essere una delle più rappresentate della produzione teatrale pirandelliana. Il farsesco tema trattato dalla commedia è ben rappresentato dal titolo: l’uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù, quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia. Egli convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l’ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano rimanendo d’accordo con la signora Perella che: “Verrò domattina all’alba, davanti alla tua casa. Se è sì fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori qua, alla finestra della veranda.” Ma la mattina successiva nessun vaso di fiori appare alla finestra…
Info e prenotazioni: 081 410 4486

 

unnamed (1)La scuola
Quando: dal 18 al 29 marzo
Luogo: Teatro Diana
Orario: 18, 19, 20, 21, 24, 26, 27 e 28 marzo alle ore 21; 21, 25 e 28 marzo alle ore 17:30 e il 29 marzo alle ore 18
Autore: Domenico Starnone
Regia: Daniele Lucchetti
Interpreti: Silvio Orlando, Marina Massironi, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini
Trama: Lo spettacolo che divenne presto un cult, fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa; un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico. ‘Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico’ dice Silvio Orlando. A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi.Il testo è tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone. Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.
Info e Prenotazioni: 081 556 7527 – www.teatrodiana.it

 

VIOLA-DI-MARE_Isabella-Carloni_01_ph-Paolo-PortoViola di mare
Quando: dal 19 al 22 marzo
Luogo: Elicantropo Teatro
Orario: 21; tranne la domenica ore 18
Autore: Giacomo Pilati
Adattamento e Interprete: Isabella Carloni
Trama: Viola di mare racconta la storia di una donna, Pina, che alla fine dell’800, in un’isola siciliana, in piena vicenda garibaldina, si innamora di un’altra donna e per poter vivere questo amore proibito, sfuggendo alla furia di suo padre e alla grettezza del paese, accetta di vivere travestita da uomo per il resto della sua vita. Con la nuova identità Pina eredita anche il potere che prima era di suo padre. Adesso è lei, Pino, sull’isola, a comandare gli operai delle cave di tufo, e la bugia del suo corpo di maschio diviene l’unica verità, sigillata dall’omertà di tutti: sarà l’apparenza, d’ora in poi, a dettare le regole del gioco. In un mondo incapace di accogliere la diversità, Pina, per conquistare la sua libertà, sarà costretta a camuffare se stessa, a vivere ogni giorno come fosse una sfida. Il prezzo della sua ribellione sarà un irrimediabile esilio da sé. La sua vita diventa uno “stare sbilenco”, un continuo e rischioso camminare sul filo, un incespicare dentro abiti estranei, che le si appiccicano addosso come una seconda pelle, minacciando continuamente la ricerca di una sua identità. Ispirata a una vera vicenda siciliana, raccontata da Giacomo Pilati in modo avvincente nel suo romanzo Minchia di re, la storia di Pina riflette anche la Storia più grande del Risorgimento italiano. La menzogna del suo corpo travestito è anche la menzogna di un Paese che in quegli anni sta nascendo, fra promesse tradite e speranze disattese. Ma la ribellione di Pina, la sua sfida, il solco doloroso della sua vita divisa in due, saranno anche, per l’isola, segnale di un possibile cambiamento: un esempio di libertà che andrà a incidere sugli animi più della legge dei potenti, fatta di promesse e di catene.
Info e prenotazioni: 081 296 640 – 349 192 5942

 

unnamed (10)Relazione sulla verità retrograda dell’attore
Quando: 19 e 20 marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20:30
Autrice e Interprete: Chiara Guidi
Trama: Sto affinando una tecnica vocale basata sull’imitazione di tutto quello che è possibile udire con orecchio umano, senza distinzioni. La vastità enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte. Ho chiamato questa tecnica“molecolare”, perché soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. La piallatura culturale ed emotiva operata su tutte le inflessioni e i significati della voce umana, colloca quest’ultima accanto a tutte le frequenze del suono. Tutte le emissioni sonore dell’universo, attive o passive, si trovano così sullo stesso piano, come materie grezze da osservare freddamente. Il vocabolario si arricchisce di nuove parole e la scala melodica oratoria riproduce voci tratte dalle più piccole particelle sonore della terra. Qui ha inizio il cammino a ritroso verso la verità della voce umana, e verso la potenza classica della parola.
Info: 081 425 037 – 081 425 824 – http://www.galleriatoledo.org

 

unnamed (4)UNALAMPA
Quando: 20 marzo
Luogo: Teatro Arcas
Orario: 21
Regia e Autore: Roberto Azzurro
Interpreti: Roberto Azzurro e Fabio Brescia
Trama: Questa invettiva è divisa in sette canti. Sette urli, sette dolori, sette anche comici sberleffi. Insomma sette momenti di rabbiosa riflessione anche, punteggiati da musicalità note, da memorie imprescindibili di una napoletanità onorata ma ormai vecchia e stantia, che si crogiola e annega in una oleografia ormai soltanto nociva e deleteria. Centrale, poi, è il terzo canto, in cui convergono tutte le parole e i versi dei grandi scrittori che hanno fatto viaggiare Napoli nel mondo attraverso le loro opere di volta in volta teatrali, letterarie, poetiche e meravigliosamente musicali. Per finire nell’incendio/incubo/sogno, nell’auspicato martirio di liberazione, tra le lacrime e il comico sberleffo che ritorna imprescindibile. Questa volta UNALAMPA avrà due voci, due urli che si intersecheranno, sovrapporranno, incroceranno, in un unico tornado verbale, in una giostra impazzita e trascinante, in un delirio lucido e furente. Ci sono illustri predecessori che hanno al loro attivo prestigiose invettive, ci perdonino se ci infiliamo in punta di piedi – ma mica tanto – in un elenco di grande rilevanza, ma è irrinunciabile: è frutto di un giuramento, fatto una volta mentre ero imbottigliato nel traffico, a un incrocio, dove sono rimasto per circa un’ora e mezza – e non a Zurigo, chiaramente, ma a Napoli. Certo, pensai una volta liberatomi da quell’imbuto ferroso dell’ingorgo automobilistico – imbuto vivacizzato da un’umanità bestemmiante e anch’essa inveente e in più brutta e grassa, (mi chiedo dove siano i bei napoletani e le belle napoletane di una volta) – certo, pensai, è una fortuna che sia da considerarsi obsoleto o improprio l’uso che estende il verbo inveire ad azioni di una violenza che travalica le parole per sfociare in animosità fisica, altrimenti è certo che quando pronuncerò l’ultima terribile battuta della mia invettiva – da napoletano – contro Napoli e i Napoletani, e che titolerò “Unalampa”, è certo che la suddetta UNALAMPA rischierà di finire in rissa. O in festa, chissà. Noi napoletani siamo sempre così imprevedibili. (Roberto Azzurro)
Info e Prenotazioni: 081 594 4431 – 346 2100 916

 

unnamed (8)L’oasi
Quando: dal 20 al 22 marzo
Luogo: ZTN
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 19
Produzione: Teatro In Fabula
Regia: Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo
Interprete: Antonio Piccolo
Trama: “L’Oasi – spiegano i registi – rappresenta la storia di un artista in crisi per la mediocrità della sua vita che decide di allontanarsi da tutte le sirene del mondo, in cerca di silenzio e di indipendenza. Trasloca, così, in una casa di periferia, tutta bianca, circondata dal verde. L’ideale per rimettere a posto i propri pensieri e raddrizzare la strada di fronte a se. Ma l’isolamento si rivela molto presto un’illusione. In primis, l’osservazione della villetta affianco e del suo proprietario, poi le interferenze dei suoi cari che lo vanno a trovare, lo disturbano dai suoi propositi. E poi compare un topo. Grigio. Un topolino di campagna? Forse si. Ma incredibilmente tenace e intelligente. La sua resistenza a tutte le trappole e tutti i marchingegni ne ingigantisce l’importanza, tanto da trasformarsi da fuggitivo in persecutore. E i pensieri? Chi li rimette a posto? Dov’è l’isolamento? Dove il sogno di indipendenza?”
Prenotazioni: 339 429 0222 – 335 543 2067

 

11071776_1103043409721504_6991756900702924630_nVulio
Quando: dal 20 al 22 marzo
Luogo: Sala Ichos
Orario: 21; tranne domenica ore 18
Regia: Antonio Capuano
Interprete: Gea Martire
Trama: Con Vulìo Gea Martire porta in scena Maria Immacolata e gli interrogativi su cui ella non si capacita: se lo spirito ha sede nel corpo, avrà corpo anche lo spirito? E, di conseguenza, il corpo sarà fatto di spirito. Lei sente di avere uno di quei corpi ad alto tasso alcolico, nel senso che dà alla testa, e ignora gli inviti che le giungono da più parti di coltivare lo spirito poiché ritiene di non avere il pollice verde. Finché un tarlo comincia a rodere, sotto forma di fantasma: quella zia Angelina, che è stata un tarlo anche in vita con le sue litanie e le condanne da santa inquisizione. Ma i vivi si possono scansare, i morti no. Il tarlo rode, corrode, si ingrassa, può essere abbattuto solo da uno spirito ad altissima gradazione: puro. Si rende necessaria, dunque, l’espiazione: un viaggio a Lourdes in veste di dama di carità! Viaggio durante il quale non si può avere un’idea di quello che succederà, poiché trattasi di miracolo. Per il quale non basta un ex voto, ce ne vuole uno extra… ordinario.
Info e prenotazioni: 081 275 945 

 

unnamed (3)YOU CAN’T ALWAYS GET WHAT YOU WANT
Quando: 21 marzo
Luogo: Teatro Civico 14
Orario: 21
Autore, Regia e Interprete: Francesca Zanni con le musiche eseguite dal vivo da Valerio Piccolo
Trama: E’ l’11 luglio del 1982. Allo Stadio Comunale di Torino, dopo 12 anni di assenza, tornano a suonare in Italia i Rolling Stones. Lo stesso 11 luglio, allo Stadio Santiago Bernabeu di Madrid, dopo 12 anni dall’ultima finale, la nazionale italiana di calcio si gioca il titolo contro la Germania. Strane coincidenze… o sincronicità? Il concerto è stato anticipato al pomeriggio, per non creare sovrapposizioni con la partita. Mick Jagger canta avvolto nel tricolore e indossa la maglia numero 20, quella di Paolo Rossi. Il pubblico è in delirio. Poi Mick, dal palco, azzarda un pronostico: “vincerete 3-1”. E così fu. Una ragazzina di 14 anni attraversa l’Italia in autostop per andare a vedere il concerto del suo gruppo preferito. Sulle note delle più famose canzoni degli anni ’80 – riarrangiate per l’occasione – si snoda il racconto della sua adolescenza: il suo primo concerto, il suo primo bacio, quel passo che le farà attraversare il confine tra due età della vita e dopo niente sarà come prima. Il racconto di una struggente nostalgia per un periodo che non tornerà mai più… Il 12 dicembre 2012, al Madison Square Garden di New York, i Rolling Stones partecipano al concerto per le vittime dell’uragano Sandy e una ragazzina di 14 anni accompagna la mamma a vedere la sua band preferita: era dal 1982 che non li vedeva suonare dal vivo… Sono passati 30 anni. Il mondo ci è cambiato tra le mani, ma i sogni delle ragazze sono rimasti gli stessi. “You can’t always get what you want… but if you try sometimes, you just might find… you’ll get what you need…” Un racconto con musica, che coinvolge gli spettatori in un viaggio attraverso gli anni e le passioni, un viaggio che ognuno di noi ha fatto nella vita: quello che ci traghetta verso l’età adulta.
Info e prenotazioni: 0823 441 399 – 339 1873 346 – info@teatrocivico14.it

 

unnamed (12)Quadri di una rivoluzione
Quando: dal 21 al 22 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sanita’
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 18
Autore e Regia: Tino Caspanello
Interprete: Cinzia Muscolino, Francesco Biolchini, Tino Calabrò, Tino Caspanello
Trama: La scrittura del drammaturgo di Pagliara dà voce a tre uomini, ultimi resistenti di una lotta che li ha visti prima battersi e che ora li lascia chiusi dentro il recinto di uno stadio. A irrompere in quel luogo, che rappresenta il confine di una dimensione e al tempo stesso un limite da valicare, è una donna. Lei è l’emblema della realtà, la concretezza materiale del femminino, specchio di un sistema che si contrappone all’utopia sognata dai tre. Nel momento in cui il sogno comincia a dialogare con la società e a trovare il suo spazio di realizzazione all’interno di essa, inevitabilmente si assopisce, si snatura e si trasforma nella materia che aveva combattuto fino ad un istante prima.
L’intera vicenda non è altro che l’epilogo di unarivoluzione, una delle tante, che la proiezione della guerra perpetua che abita l’anima e la mente dell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo, come volontà di trasformazione del reale. In questa guerra intima ed interiore, l’essere umano matura la spinta necessaria ad infrangere le leggi sociali a favore di quelle naturali, fondate sui principi di amore, misericordia, rispetto e che hanno come obiettivo ultimo il raggiungimento della libertà di azione, di pensiero, di vita.
Info e prenotazioni: 339 666 6426 – info@nuovoteatrosanita.it – www.nuovoteatrosanita.it

 

111_arrevuotoFrankenstein o il bisogno di amore – Arrevuoto  10° movimento
Quando: 21 e 22 marzo
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 21
direzione artistica: Maurizio Braucci
da un’idea di Roberta Carlotto
direzione pedagogica:  chi rom e…chi no
Regia: Pino Carbone, Alessandra Cutolo, Christian Giroso, Nicola Laieta, Antonio Laurenti
Coreografie: Ambra Marcozzi, Linda Martinelli
musiche: Maurizio Capone, Antonella Monetti, Manuela Renno, Angelo Beneduce
guide pedagogiche: Emma Ferulano, Barbara Pierro, Simona Pierro, Biagio di Bennardo
Interpreti: Giusy Abbruzzese, Francesco  Accarino, Elisabetta Albero, Manuel Alessio, Claudia Astarita, Giuseppe Auriemma, Irene Avossa, , Lucia Bacio,  Alessio Bagliore, Robert Brezoe,  Federica Caiazzo, Sara Caiazzo, Domenico Caputo, Adriano Cinquegrana, Raffaello Coccia, Francesco Colace, Giulia Corcione, Assunta Cuomo, Susanna dell’Aversano, Federica D’errico, Marco De Gregorio, Gennaro  De Grosso, Domitilla De Luca Bossa, Antonio Pio De Roma, Serena De Simone, Annamaria Di Febbraro, Antonio  Di Napoli, Giulia Djuric, Luca Donati, Alessandra Errico, Alessia Esposito, Chiara Esposito, Alessio Fiola, Giuliana Gaeta,  Francesco Pio Gargiulo, Amelia Gaudino, Anna Giacobelli, Natalia Gualtieri, Natalia Gualtieri, Daniela Consiglia Guardascione, Nur Eldin Hasayen, Domenico Improta, Ceca Jovanovic, Davide Jovanovic, Alessio La Pasta, Eric Laurato,  Martina Leonardo, Mattia Leonese, Elsa Limatola, Francesca Lista, William Lopez, Luca  Mambella, Giusy Mango, Alessandra Marra, Marco Martella,  Emanuele Massa, Gennaro Mazzola, Sofia Mbow, Gennaro Monte, Rosaria Monterisi, Martina  Mormone, Naomi Michelino,  Davide Milanovic, Antonio Minauda, Gennaro Muto, Miriam Orfitelli, Chiara Ostuni, Mariapia Patierno, Raffaele Petrone, Michele Persico, Francesca Piccirillo, Federica Piccirillo, Simona Piccirillo, Mirta Vecchia, Martina Picciuto, Noemi Pinto, Vincenzo Prinno, Anna Prisco, Daniel Radosavljevic, Simone Reale, Salvatore  Rei, Settimio Roberto, Giovanni  Robustelli, Sergio  Romeo Di Tuosto, Marco Rumieri, Andrea Salzano, Francesco Salzano, Salvatore Samo, Michael Sanchez, Desireè Sousa Moreno, Salvatore Serpico, Roberta Serretiello, Giovanni Sifo, Gianluigi Signoriello, Tiziana Testa, Raffaele Trovato, Caterina Tudisco, Marcello Turitto, Salvatore Varriale, Eleonora Verde, Claudia Zancaglione, Rosa Zappalà, Alessandro Zarrella, Sofia Zurzolo
Trama: “Arrevuoto – teatro e pedagogia giunge al suo 10° anno di vita, il più tondo dei compleanni”, afferma Maurizio Braucci, curatore insieme a Roberta Carlotto del progetto, “e lo festeggia con un’altra rocambolesca avventura vissuta da adolescenti ed educatori nelle periferie e nel centro di questa cittàmetropoli così poco generosa con le ultime generazioni e con gli ultimi della scala sociale. Nei mesi passati gli adolescenti napoletani hanno contato tante, troppe tragedie e, alle solite occasioni e risorse giovanili sprecate dalla collettività, si sono aggiunte quelle che ci hanno fatto piangere e addolorare.  Chi sono questi giovani che sembrano esistere solo per riempire le pagine di cronaca o quelle della denuncia sociale? Li conosciamo davvero? Ciò che sappiamo di loro (e di noi attraverso di loro) è reale? Così, cercando sempre di andare al passo della realtà con il nostro progetto, ascoltando e fiutando per sentire cosa brucia nell’aria e dove battere il dente affinché ci si risvegli (dal sonno della ragione), per questo decimo anniversario abbiamo scelto di lavorare ispirandoci al Frankenstein di Mary Shelley, nell’adattamento teatrale che ne fece Peggy Webling. Frankenstein è ciò che ci spaventa perché lo vediamo descritto solo nell’ombra e nelle tinte fosche. È forse solo un mostro apparente che va in giro in cerca di aiuto e che vuole imparare a vivere ed è angosciato dal peso di ciò che avverte come una colpa: la propria diversità. Come ogni anno saranno i ragazzi di Arrevuoto a dare vita e parole al testo propostogli e, guidati dai registi e dagli educatori, infiammati dalla musica, metteranno in scena il loro Frankenstein, un mostro che certamente siamo stati noi tutti a creare e quindi preparatevi. Frankenstein è tornato, per cercare i suoi veri genitori!”
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=31&t=contatti

 

unnamed (7)Artemisia
Quando: 21 e 22 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 18
Autore: Mirko Di Martino
Interpreti: Titti Nuzzolese e Antonio D’Avino
Trama: A Napoli si conserva il dipinto più famoso di Artemisia Gentileschi, quel “Giuditta e Oloferne” che faceva impallidire i suoi contemporanei per la crudezza della rappresentazione; a Napoli, Artemisia visse trent’anni e morì in un giorno imprecisato del 1653. Ma quali tracce ha lasciato Artemisia a Napoli, oggi? Molto poche. Il nostro spettacolo parte da qui, da Napoli, dove Artemisia si è rifugiata molti anni prima: la pittrice è alla fine della sua carriera, stanca, disillusa. Senza alcuna spiegazione apparente, Artemisia viene costretta da un magistrato a raccontare ancora una volta i particolari di quel giorno del 1612 quando il pittore Agostino Tassi, amico e collega di Orazio Gentileschi, la violentò nella sua casa romana. La donna credeva di aver chiuso i conti con quella storia al termine del processo che condannò Agostino Tassi per stupro, ma scopre adesso che tutta la sua vita e la sua stessa opera ne sono state segnate troppo in profondità. Perfino la sua arte viene interpretata come un continuo ritorno sul tema della violenza e della vendetta, dello stupro e della castrazione. Artemisia credeva di essere diventata libera grazie all’arte, adesso scopre che era la sua prigione.
Info: 081 410 4467 – 081  544 8891

 

unnamed (8)Tifone
Quando: 21 e 22 marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20:30; tranne domenica alle ore 18
Autore: liberamente tratto da Joseph Conrad
Adattamento e Regia: Chiara Guidi
Interprete: Chiara Guidi e Fabrizio Ottaviucci
Trama: Nel capolavoro di Conrad l’equipaggio del piroscafo Nan-shan ha un compito: affrontare l’ira della natura sospingendo pazientemente la nave quasi perduta sopra la furia delle onde, diritta contro l’occhio stesso del vento, senza cercare di aggirarne con l’astuzia il furore. Il centro del tifone dov’è? –si chiede il capitano MacWirr, certo del fatto che per capire di che stoffa sia fatto un uragano occorra vederlo. L’arte della scrittura di Conrad viene dal mare e contiene in sé molto di più della vicenda che racconta. Dietro la superficie dei fatti il mare, il piroscafo, l’equipaggio, il capitano, il tifone stesso diventano figure che mettono in relazione il mondo esterno con il mondo interiore dell’autore, la tecnica del mare con quella della scrittura. Mettere alla prova la propria tecnica di fronte a una forza immane, traduce l’impresa analoga dell’arte di fronte all’assolutismo della realtà, e allo stesso modo Chiara Guidi, da sempre anima sonora della Socìetas Raffaello Sanzio, fra le più note compagnie di teatro contemporaneo sul palcoscenico internazionale, e Fabrizio Ottaviucci, pianista e compositore, mettono alla prova una tecnica vocale forgiata in una trentennale esperienza di scena, e un approccio musicale che rinnova il patto fra lo strumento e la voce umana.
Info: 081 425 037 – 081 425 824 – http://www.galleriatoledo.org

 

unnamed (13)In fondo agli occhi
Quando: 21 e 22 marzo
Luogo: Nest, San Giovanni a Teduccio (Na)
Orario: 20:30; tranne domenica alle ore 18
Di e con: Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Regia: César Brie
Trama: In fondo agli occhi è uno spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le  tematiche della crisi e della  malattia da questa  prodotta e derivata. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita. Chi è più cieco di chi vive, senza avere un sogno, una prospettiva davanti a sé, di chi essendone consapevole, non può far altro che cedere alla disperazione? Un paese cos’è in fondo se non le persone che al suo interno vivono e si muovono? Un paese non sono le case, non sono le chiese, né i bar o le istituzioni ma la gente che al loro interno abita e ne dà il valore. Un paese malato quindi è fatto da gente malata, come noi. Ma come raccontare tutto questo poeticamente, ironicamente, senza essere retorici o superficiali? Qui l’incontro con Cesar Brie: ”l’autobiografico e l’universale vanno di pari passo: quando mi parli precisamente di te, mi parli del tuo paese, quando mi parli del tuo paese mi parli esattamente di te”. L’illuminazione allora: la cecità, la malattia di Gianfranco, maniera autentica e necessaria, di condividere empaticamente il nostro tempo; metafora attraverso cui raccontare la crisi, in quanto fonte di dolore ma al contempo di opportunità  per rivalutare l’essenziale e mettersi in gioco in prima persona, svelando ciò che si è così come si è.
Info: info.teatronest@gmail.com – 3497818580 – 3317370289

 

unnamed (11)Il testamento di pietra
Quando: 21 marzo, 18 aprile e 20 giugno
Luogo: Museo Cappella Sansevero
Orario: ore 19 e ore 20
Produzione: Associazione Culturale Nartea
Autore: Febo Quercia
Interprete: Antimo Casertano,Raffaele Ausiello e Antonio Perna
Trama: Il percorso teatralizzato, attraverso monologhi e dialoghi, farà rivivere la figura del principe Raimondo Di Sangro, insieme ad altre importanti personalità legate alla storia del Museo, esaltandone la genialità e il modo di schernire l’ignoranza, senza tralasciare le leggende che da sempre lo riguardano. Un vero e proprio viaggio nel passato, tra mistero e alchimia, racconti e studi scientifici, attraverso quella ragione che permette all’uomo di raggiungere il disinganno e liberarsi dalle false verità. Gli ospiti parteciperanno alla “lotta” fra il genio di un uomo e l’ignoranza dei più, nel coinvolgente format teatralizzato di NarteA. 
Prenotazione obbligatoria: 339 702 0849 – 334 622 7785

 

Foto Cesare Abbate 1… da questo tempo e da questo luogo… 25 rose dopo…
Quando: 22 marzo
Luogo: Caserta – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  18
Autori e Interpreti: Cristina Donadio, e Luca Trezza
Regia: Cristina Donadio
Trama: … Non pensavo che sarebbe stato tanto difficile mettere in scena se stessi… Quando ho cominciato a lavorare a questo spettacolo dedicato ad Annibale Ruccello e Stefano Tosi a 25 anni dalla loro scomparsa, non ho avuto dubbi: quello che volevo era incontrarli  di nuovo, per una sera, in un teatro, o per meglio dire, su di un palco, luogo familiare  a tutti e  tre, dunque dovevo creare il pretesto perché ciò potesse accadere… Sono partita da un triangolo, figura geometrica che rispecchia il senso del nostro stato: tre individui, legati tra loro indissolubilmente da una linea immaginaria… da qui ho cominciato a mettere insieme ricordi, immagini, pensieri, frammenti di vita vissuta tra il prima… e il dopo… per  tessere una drammaturgia dentro cui infilare il nostro bizzarro incontro anniversario… Facendo ciò mi sono dovuta calare completamente in un  passato lungo 25 anni e man mano che scendevo più giù, ho trovato colori, sentimenti e stati d’animo che credevo rimossi e che invece ora sono lì, messi in scena e raccontati proprio a loro due in quella che è diventata una specie  di amorevole confessione…
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

unnamed (6)Che fare?
Quando: 22 marzo
Luogo: PompeiLab
Orario: 19
Autore, Regia e Interprete: Enzo Scipione
Trama: L’opera è tratta dal celebre romanzo di Ignazio Silone “Fontamara”. L’attore e regista, metterà in risalto, attraverso un monologo energico, accompagnato dalle musiche originali del testo, curate dal maestro Marco Massaro, la disperata esistenza dei ‘cafoni’ cioè di quei contadini che abitavano in un Italia meridionale di inizio novecento, fortemente arretrata. Senza allusioni e sottointesi mostrerà con quanta facilità i potenti di turno, riusciranno a raggirare gli abitanti del paese, con il solo uso della parola, privandoli così di ogni diritto, dall’accesso all’acqua alla libertà di voto. Tematiche queste di straordinaria attualità per far cogliere agli spettatori l’universalità del messaggio di Silone, cioè quello di lottare anche con gli strumenti della cultura affinché la vita sia migliorie per tutti e soddisfare perciò la fame di giustizia dell’uomo.  Infatti, proprio quando i cafoni diverranno coscienti della loro condizione si chiederanno che fare? E non a caso la rielaborazione del regista metterà come titolo questo interrogativo, come monito ad attivarsi, a non subire più ingiustizie e a riacquistare la dignità umana, consapevoli di dover soffrire poiché, come diceva Silone stesso “il dolore non sia più vergogna ma diventerà nome di rispetto e forse anche di onore”.
Info: info@pompeilab.com – www.pompeilab.com

 

unnamed (9)Il Nano Egidio – Una storia vera
Quando: 22 marzo
Luogo: Teatro Civico 14 – rassegna Sciapò
Orario: 19
da un’idea di Marco Ceccotti e Simona Oppedisano
Attori e Burattinai: Marco Ceccotti, Simona Oppedisano e Francesco Picciotti
Trama: Il misterioso collettivo del Nano Egidio ha creato uno spettacolo che è insieme un poliziesco-fantasy, una parodia di un noir e un elogio del surrealismo e del nonsense in chiave pop. Tutto ruota intorno a tre elementi cardine: i miti, il gioco e i telefilm. I miti sono tutte quelle figure che sono state in passato protagoniste di storie e racconti noti, ma anche tutti quei personaggi dell’immaginazione e dell’immaginario culturale, popolare e pop. Questi si rimettono in gioco sotto forma di pupazzi, burattini, giocattoli agendo in un mondo a loro nuovo, quello dei Telefilm. In questo modo il passato dei racconti orali, delle fiabe e delle folktales si incontra con il presente delle serie televisive e del cinema. Come ogni serie che si rispetti, è divisa in stagioni ed episodi: capiterà di incontrare l’ispettore Batman che indaga su un attentato alla vita del Nano Egidio; il Dottor Dotto che cura il povero nano da un grave avvelenamento; la Dottoressa Nuda (una Barbie) che diventa un’alleata nella lotta al male; oppure nuovi tipi di droghe prodotte da un cattivissimo muppet. Il tutto raccontato con la tecnica, lo stile, i temi e i cliché delle varie serie televisive note, passate e presenti.
Il Nano Egidio ci fa scoprire come in verità il “tutti vissero felici e contenti” non è altro che una bugia, un’illusione, una frase che si dice quando si è stanchi di raccontare una fiaba.
Info e prenotazioni:  +39 0823 441399 – info@teatrocivico14.it

 

unnamed (12)Venere in pelliccia
Quando: fino al 29 marzo
Luogo: Il Pozzo e Il Pendolo
Orario: sabato ore 21, domenica ore 18:30
Regia: Nico Ciliberti
Interpreti: Nico Ciliberti e Lucia Rocco
Trama: In un teatro, dopo una giornata di provini degli attori per la pièce che si sta per mettere in scena, si presenta un ‘attrice sfrenata e impertinente. È volgare, senza cervello, e  non si ferma davanti a nulla pur di ottenere il ruolo. La donna però riserva inquietanti sorprese. Man mano che il “provino” va avanti cresce l’intensità e di un passo a due ossessivo e conturbante.
Info e prenotazioni:  081 542 2088 – www.ilpozzoeilpendolo.it

Gabriella Galbiati

Print Friendly

Manlio Boutique