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L’amore (non più) giovane tra le paranoie e i desideri d’oggi: al Teatro dell’Orologio di Roma, fino al 29 marzo, la purezza registica di Massimiliano Farau plasma la tagliente scrittura di Duncan Macmillan.

Foto Manuela Giusto

Foto Manuela Giusto

Le emozioni nascono nei polmoni. Parlano nei respiri, nei sospiri, nei silenzi, seguendo il ritmo del cuore. Riempiono l’aria che separa i corpi, gli sguardi, i gesti, immortalati in una dimensione “altra”, distante e inedita. Quella che con Lungs, in scena dal 17 al 29 marzo, si adagia sulla piccola sala Gassman del Teatro dell’Orologio e abbraccia il pubblico nello stile schietto e asciutto dello scrittore e regista Duncan Macmillan, uno dei nomi più incisivi della drammaturgia contemporanea inglese. Un testo che entra nelle pieghe nascoste dell’amore di due trentenni le cui ansiose riflessioni sulla possibilità di avere un figlio, in un mondo, quello di oggi, di indipendenze negate, di sicurezze sbiadite, di fiducie fratturate, si alternano a deliranti discussioni ambientaliste, a isteriche congetture filosofiche e nevrotici scambi di paure e sogni.
Sono un Uomo (Davide Gagliardini), aspirante musicista di successo, e una Donna (Sara Putignano), prossima a diventare dottoressa, “almeno sulla carta”: esistenze come tante, comuni, trattenute in quei momenti saturi di preziose banalità quotidiane (tra sorrisi e litigi, abbracci e lacrime, complicità e distanze) che raccontano il presente con un’onestà spietata, una sincerità cruda, un’ironia spiazzante.

Foto Manuela Giusto

Foto Manuela Giusto

È un percorso di rincorse vibranti spogliato su una scena completamente vuota, la cui essenzialità estrema e il minimalismo ruvido disegnano un tempo e uno spazio, dilatati e sfuggenti, che la regia affilata di Massimiliano Farau riempie di contatti sfiorati, di incontri sospesi, di scontri sfumati d’ironia.
Agli interpreti, egli affida la responsabilità di essere eterea e densa fisicità pulsante di un fervore emotivo raffinato e sfrontato. E il rigoroso talento recitativo, unito alla “generosità smisurata” – come ha sottolineato lo stesso Farau nella nostra intervista qui – della coppia Putignano-Gagliardini si traduce in un dinamismo poetico e seducente che dà vita a un delicato e complesso duello di menti, di voci, di istinti, in una soavità intensa capace di staccare l’emozione dal petto – il loro, il nostro – e farla correre dentro i nervi, fin su, nella testa. E una volta lì, la mettono in pausa, a metà, per immergerla nel pensiero, per osservarla, da dentro, dissolversi in parole serrate e vorticose, dette e intuite, accennate o non trovate; per tradurla ai nostri occhi in una tangibile, epidermica drammaticità dell’anima stretta nell’affetto sincero per l’altro, nella tenerezza convulsa per una genitorialità ricercata, accarezzata, perduta; nel legame unico, immancabile, eterno, più della morte. Respiriamo, allora, questo misterioso brivido di coinvolgimento che resta fino a tardi, oltre lo spettacolo. Come un profondo soffio di commozione.

Nicole Jallin

Teatro dell’Orologio
Via dei Filippini, 17/a, Roma
orari: dal martedì al sabato ore 21.15 – domenica ore 17.45
Contatti: 06 687 5550 – www.teatroorologio.com/

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