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Tante le novità e i debutti in programma questa settimana: nelle anteprime di QuartaParete ecco tutti gli spettacoli in scena. 

unnamed (8)La società. Tre atti di umana commedia – DEBUTTO
Quando: dal 7 al 12 aprile
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: ore 21:15; tranne la domenica alle ore 18
Autori e Regia: Lino Musella e Paolo Mazzarelli
Interpreti: Fabio Monti, Laura Graziosi, Lino Musella e Paolo Mazzarelli
Trama: Protagonisti della vicenda sono tre amici ed una donna straniera, che si trovano a dover gestire, in “società”, un locale lasciato loro in eredità. I migliori ideali, l’amicizia, il sogno di una gestione condivisa, non basteranno però ad evitare che la loro società finisca nel peggiore dei modi, assieme ai rapporti e agli ideali coltivati dai quattro per l’intera vita. L’aspetto tragico e quello comico saranno, come nei precedenti lavori del gruppo, in costante equilibrio fra loro, e sveleranno il volto infido e beffardo di un nemico intimo e invisibile, quel seme della discordia che si nasconde in ogni tentativo di società, e prima ancora in ogni uomo che dica “io”.
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamed (9)L’armonia perduta – Fiori giapponesi
Quando: dal 7 al 12 aprile
Luogo: Ridotto del Mercadante
Orario: martedì, mercoledì, giovedì e domenica alle ore 21; venerdì alle ore 18 e sabato alle ore 17
Produzione: Teatro Stabile di Napoli
Autore: Raffaele La Capria
Regia: Paolo Coletta
Interpreti: Mario Autore, Daniela Fiorentino, Massimiliano Foà, Mercedes Martini
Trama: Il centro dell’esplorazione è la famiglia. Dai cinquantacinque racconti dei Fiori giapponesi di Raffaele La Capria ne sono stati estratti dodici, che formano, intersecati tra loro, un’ulteriore drammaturgia. La storia è concentrica come i tre cubi della scena, fatti di confini di tende. Dietro si nascondono i pensieri, i ricordi rielaborati, gli incubi di un uomo. Egli scrive un diario, perché il tempo non cancelli con la propria corsa la sua vita. Vuole scrivere, deve scrivere. O, se non può, assoldare un Garante a spiarlo, che riporti ogni più piccolo particolare della sua esistenza: riflessioni sociali e politiche, pezzi di letteratura, avvenimenti del mondo. Tutto questo e le figure della propria famiglia sono dentro il suo diario; gente che passa, sempre trasfigurata da uno sguardo che oggi definiremmo inconscio. Uno specchio che assume le sembianze della moglie, della figlia, e di un ragazzo, che altro non è che il suo alter ego. Un flusso di coscienza in uno spazio mentale dove la successione del tempo non esiste più, si confonde e si accavalla. Dialogando con gli spettri dei propri incubi, per quest’uomo la più grande preoccupazione è passare attraverso la vita senza riuscire a fermarne i particolari, senza provare nessun sentimento.
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=31&t=contatti

 

706_1046Zio Vanja
Quando: dall’8 al 19 aprile
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 10, 14 e 17 aprile alle ore 21; 8, 9, 15 e 16 aprile alle ore 17; 11e 18 aprile alle ore 19; 12 e 19 aprile alle ore 18
Produzione:  Teatro Stabile di Napoli
Regia: Pierpaolo Sepe
Interpreti: Paolo Serra, Gaia Aprea, Federica Sandrini, Sara Missaglia, Giacinto Palmarini, Andrea Renzi, Diego Sepe e Fulvia Carotenuto
Trama: Il lavoro su Zio Vanja è un lavoro di indagine dell’umano. La rappresentazione del testo è legata strettamente al lavoro degli attori e al loro reale coinvolgimento emotivo e intellettuale. Non si può prescindere dalla loro disponibilità, dalla loro volontà di legarsi al personaggio e di farlo vivere sul palcoscenico, dalla loro capacità di creare relazioni intense e verosimili con il testo, con i colleghi. Čechov non consente alcuno spazio alla vanità di attori e registi; esige onestà, attenzione e cura e, quindi, i criteri rappresentativi non possono che fondarsi sul principio dell’essenzialità, quasi della nudità. Stiamo cercando di resistere a qualsiasi tentazione di spettacolarizzazione che sottragga potenza e poesia al testo. Stiamo cercando di raggiungere tutti i significati che il testo contiene cercando di restituirli con la forza e la grazia necessari. La storia e le problematiche che essa contiene pare non siano invecchiate e ci si ritrova, quindi, a parlare di noi, delle nostre piccole e meravigliose vite, delle nostre paure e dei nostri sogni, di tutto ciò che abbiamo perso, di tutto ciò che abbiamo avuto. Alla fine sembra trionfare la profonda immoralità delle nostre esistenze, l’incapacità di risollevarsi e di raggiungere una felicità, seppur apparente, e Cechov pare deriderci, raccontandoci come esseri patetici, ridicoli, mortificati e dolenti. Eppure a me piace scorgere, dietro la velenosa ironia, dietro le intelligenti architetture, una compassione fraterna di chi si duole e si strugge del proprio destino, della propria sorte e di chi, nei suoi racconti e nei suoi testi, ha versato tutte le sue lacrime. Forse davvero la vita ci ha ingannati, ma forse non poteva andare altrimenti. (Pierpaolo Sepe)
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=31&t=contatti

 

unnamed (1)Karenina – prove aperte d’infelicità
Quando: dal 9 al 12 aprile
Luogo: Teatro Ghirelli
Orario: ore 21 (venerdì), ore 19.00 sabato, ore 18.00 domenica
Regia: Giuseppe Bertolucci
Interprete: Sonia Bergamasco
Trama: Un autentico caso di personaggio in cerca del suo autore.  Anna non è un’invenzione, ma un’ossessione: un fantasma che si insedia nella mente di Tolstoj, lo costringe a interrogarsi sul suo significato, lo attira e lo respinge con l’ambivalenza tipica delle esperienze supreme. Non si tratta di “mettere in scena” un testo narrativo, ma di mostrarne la genesi, facendo risuonare tra loro tutte le testimonianze, a partire dai primi appunti disarticolati, per arrivare ad alcune sezioni particolarmente significative dell’opera compiuta. Dunque, Anna prima di diventare Karénina. Karénina prima di incontrare Tolstoj.
Karénina è un congegno sofisticatissimo: si svolge in un buio intimo, intorno e su un pianoforte a coda, e vive sulla fisicità morbida di Sonia Bergamasco. A piedi nudi, un esile abitino, si dà con leggerezza, innocenza, forte di una sapiente tecnica vocale e musicale (suona anche il piano), guidata dalla regia del compianto Giuseppe Bertolucci (1947-2012) con la delicatezza di un cerimoniale. Un gioiellino: che restituisce allo spettatore sentimenti che si ripresentano a noi intatti.
Info: 345 7643 068  -botteghino@fondazionesalernocontemporanea.it

 

unnamed (2)Quintetto
Quando: 9 e 10 aprile
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20:30
Produzione:Teatro Instabile di Aosta con il sostegno del MIBAC Assessorato Istruzione e Cultura Regione Valle d’Aosta in collaborazione con Korper
Regia: Marco Chenevier e Smeralda Capizzi
Coreografo e Interprete: Marco Chenevier
Trama: Entrata, semibuio, accende da solo una luce, ha una borsa di plastica. Al pubblico è stato dato un retorico foglio di sala zeppo di neologismi con spiegato un concept incentrato sull’“essenzializzazione” della partitura, sull’eliminazione del superfluo e sulla ricerca dell’essenza del corpo e dell’arte.
Così inizia “Quintetto”. Un solo attore, quattro fari sulla scena, il mixer luci ed audio vuoti. Il quintetto che apriva lo spettacolo di repertorio del TIDA “Montalcini tanz”, uno spettacolo del 2009 sulle connessioni tra arte e scienza e dedicato alla ricercatrice premio Nobel Rita Levi Montalcini, che dovrebbe andare in scena, non può essere realizzato come previsto a causa dei tagli ai finanziamenti teatrali. Il resto della Compagnia è infatti misteriosamente scomparso dopo aver avuto la proposta di lavorare per metà paga.
Info: 081 425 037 – 081 425 824 – http://www.galleriatoledo.org

 

unnamed (19)Variazioni enigmatiche – DEBUTTO
Quando: dal 9 al 12 aprile
Luogo: Teatro Arcas
Orario: dal giovedì al sabato alle ore 21 e la domenica alle ore 18
Produzione: Archivio Futuro
Autore: Éric-Emmanuel Schmitt
Regia: Peppe Carosella
Interpreti: Aurelio De Matteis e Peppe Carosella
Trama: Il giornalista Erik Larsen si reca a trovare Abel Znorko, premio Nobel per la Letteratura, nell’isola sperduta nel mare di Norvegia dove vive in solitario ritiro da diversi anni. La primissima accoglienza di Znorko non potrebbe essere più ostile: l’uomo spara due colpi di pistola in direzione del giornalista. Situazione paradossale ma plausibile radicata nell’ego dell’uomo la cui misantropia è direttamente proporzionale alla sua dedizione per la letteratura. L’intervista si concentra sull’ultimo romanzo di Znorko, un epistolario tra un uomo e una donna che, pur amandosi, hanno deciso di vivere isolati e comunicare solamente tramite lettera. La curiosità giornalistica di Larsen viene frustrata quando Znorko nega che la storia del romanzo abbia una base biografica mentre alcuni comportamenti di Larsen (non ultimo il registratore a cassette portato per l’intervista privo di batterie e di nastro magnetico) insospettiscono lo scrittore che inizia a dubitare Larsen sia lì per intervistarlo. È a questo punto che, quasi per caso, scaturendo semplicemente dalla conversazione, viene fatto il nome di Hélène Metternach la cui assenza-presenza illumina di una verità sempre nuova e diversa la vita dei due uomini e le loro relazioni con lei.
Info e prenotazioni: 081 595 5531

 

unnamed (13)Live in the Kitchen
Quando: dal 9 al 12 aprile
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: 21, tranne la domenica alle ore 18
Interpreti: Letti Sfatti e Fausto Mesolella
Trama: Canzoni cantate e suonate con strumenti a corde (chitarre, dulcimer, bouzouky, tres e altri strumenti a corde inventati), una sezione ritmica creata con l’utilizzo di attrezzi da cucina (pentole in rame, pentoline in acciaio, pentole in alluminio, forchette, cucchiai di legno e griglie..) ed una vera e propria batteria da cucina questi sono i Letti Sfatti. Questi particolarissimi musicisti rivisitano in una dimensione “insolitamente acustica” brani inediti e non con un “atipico” ma raffinatissimo uso di strumenti che li ha portati fino all’incisione di diversi album. In the Kitchen, infatti, non mancheranno brani estrapolati dalle loro produzioni discografiche tra cui quelli tratti dall’ultimo cd\dvd “…e se il mondo somigliasse a Piero Ciampi…”.
Info: 081 410 4467 – 081  544 8891

 

unnamed (3)#LAVOROVER40 – DEBUTTO
Quando: dal 9 al 12 aprile e dal 16 al 19 aprile
Luogo: Theatre De Poche
Orario: da giovedì a sabato ore 21|domenica ore 18|giovedì 16 aprile ore 18
Produzione: Le Pecore Nere
Regia: Bruno Tramice
Interpreti: Bruno Tramice, Ettore Nigro, Lorena Leone e Clara Bocchino
Trama: #Lavorover40 è la nuova produzione delle Pecore Nere con la regia di Bruno Tramice che si lascia ispirare dal testo di Michel Vinaver, “La domanda di impiego”, che racconta la storia densa e cruda della frantumazione interiore di un uomo qualunque – Fage, 43 anni, dirigente di azienda, interpretato dallo stesso Bruno Tramice – rimasto senza lavoro. Attraverso le relazioni con gli altri personaggi, Fage tenta di reagire e ricostruire i cocci di quel che resta della sua vita, rivendicando la sua dignità umana e professionale.
Info: 081 549 09 28 – 333 7999718

 

Gea Martire - Son tutte belle le mamme del mondoSon tutte belle le mamme del mondo?
Quando: 10 aprile
Luogo: Portici – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  20:30
Autore: Manlio Santanelli
Interprete: Gea Martire
Trama: Testo dalla struttura poco ortodossa ‒ si tratta infatti dell’alternarsi di due monologhi che, come due rette parallele, non si incontrano se non all’infinito ‒ Son tutte belle le mamme del mondo? mette in scena lo sfogo sincero di due madri devote del patrono di Napoli, di due oranti che, ciascuna dal suo punto di vista, non hanno alcun dubbio di essere nel giusto. Ma, essendo la giustizia unica per definizione, è giocoforza che una delle due donne sia nel torto. E, tuttavia, si tratta pur sempre di una madre che esprime una pena sincera e che, anche se non può aspirare minimamente alla nostra giustificazione, merita comunque una certa dose di comprensione. Questi, in due parole, gli intenti dell’autore. Se poi, dietro le argomentazioni delle due madri qualcuno vorrà intravedere le contraddizioni di una città come Napoli, che al pari delle devote, non conosce mezze misure, chi scrive non può che uscirne ulteriormente gratificato. (Manlio Santanelli)
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

unnamed (7)Pulcinella e compagnia bella. Un racconto a due voci
Quando: 10 aprile
Luogo: Napoli – Rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: 20
Autrice: Paola Ossorio
narrato, recitato e cantato da Giovanni e Matteo Mauriello
musiche di Germano Mazzocchetti
Trama: Pulcinella e compagnia bella nasce come pièce teatrale intorno alla figura di Pulcinella come personaggio contemporaneo e quotidiano. La maschera di Pulcinella è quella che alcuni di noi, forse più di quanti crediamo, indossano per difesa: allegria, compiacenza, competenza, spavalderia, all’esterno, e sotto la maschera il contrario, malinconia, insicurezza, inadeguatezza, paura. A Napoli se si dice di qualcuno “chillo fa ’o pullecenella”, è per critica negativa, ma quasi sempre la persona in questione è una persona problematica, uno che non sta bene con se stesso, uno che si vuole nascondere. La pièce è stata adattata a racconto non tanto per “adattarla”, in senso restrittivo, quanto per tirarne meglio fuori il suo carattere di “racconto di formazione”. L’arco temporale della vicenda, infatti, va dal momento in cui il figlio appena nato incontra il padre fino a quello in cui, una volta cresciuto, se ne distacca. Ed è il figlio a fornire la sua prospettiva soggettiva della vicenda, intrecciando il racconto del tempo passato al dialogo diretto con il padre, con il quale si scontra e si incontra, chiacchiera, litiga e canta. Tutti i loro contatti col mondo esterno si situano in una zona ambigua, tra la realtà oggettiva e la dimensione interiore: vissuti, sognati, immaginati, o temuti, quel che conta è il cammino del rapporto fra i due e l’affrancamento dalla paura del mondo esterno, a prescindere dal mezzo con cui lo hanno conquistato. Oltre al padre single e al figlio stravagante almeno quanto il padre, compaiono anche altri personaggi: una madre assente la cui assenza è molto presente, alcuni colleghi artisti che non parlano ma di cui si parla e alcuni animali che neppure vediamo ma che sicuramente sentiamo aggirarsi intorno a noi. Non è uno spettacolo, è un racconto, e ascoltare un racconto può essere un’esperienza affascinante, specialmente se i personaggi, oltre a essere raccontati, sono anche lì presenti e chiacchierano, litigano e vivono la loro vita. Figurarsi poi se cantano una decina di nuove canzoni napoletane, orchestrate in modo fantastico, in una colorita panoramica di generi musicali fra tradizione e modernità.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

unnamed (4)Scarrafunera – poemetto lurido/iastemma cantata
Quando: dal 10 al 12 aprile
Luogo: Te.Co. – Teatro di Contrabbando
Orario: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Produzione: La Compagnia Del Futuro
Autore e regista: Cristian Izzo
Interpreti: Luigi Credendino, Alessandro Langellotti, Diego Sommaripa con le musiche originali dal vivo di Salvatore Torregrossa
Trama: Scarrafone, non ha nulla di straordinario. Non è superiore agli altri, non è migliore, né ha una coscienza maggiormente sviluppata, per una qualsiasi ragione. E’ uno dei 1300 scarafaggi, che abitano il suo buco, gettato al mondo in mezzo ad altri 200 disgraziati, che non lo riconoscono come fratello e che, come lui, non hanno mamma, poiché non la conobbero mai. Come gli altri scarafaggi, si dimena e dibatte dalla mattina alla sera, tutta la vita, mischiandosi e scavalcandosi continuamente con tutti gli altri, in maniera frenetica ed improduttiva, molto spesso accoppiandosi involontariamente, nel frenetico muoversi del suo nido, con altri scarrafoni e subendo, a sua volta, involontarie violenze da chi tenta di superarlo. Ma scarrafone, non ne può più! Non ha più voglia di fare quella fatica immane e non tollera gli altri scarafaggi: odia, con tutto sé stesso, quel buco. Fino a che una luce, probabilmente un mozzicone di sigaretta, penetrando nel buco comincia ad abbrustolire tutto e tutti: quella stessa luce, che è motivo di disperazione, gli consente di guardare per la prima volta e vedere con chiarezza il luogo ed il modo in cui ha vissuto per tutta la sua vita, insieme agli altri.
Info e prenotazioni: teatrodicontrabbando@gmail.com – 334 214 2550

 

unnamed (16)Il mago dell’aria e il baraccone delle ombre
Quando: dal 10 al 26 aprile
Luogo: ZTN
Orario: venerdì e sabato alle ore 21 e domenica alle ore 19
Autore e Regia: Gennaro Monti
Interpreti: Enzo Attanasio, Marjo Berasategui, Tonia Carbone, Manuela Cerbone, Gennario D’Alterio, Sonia De Rosa, Gennaro Monti, Vittorio Passaro e Gabriella Vitiello
Trama: Tra pupi e pupari, tradizione e avanguardia, una parabola moderna, metafora dello stato dell’arte al giorno d’oggi. Mi sono ispirato a “Il baraccone delle marionette meccaniche” di Petito ed  ho sviluppato una favola strana, tutta mia. Come nel testo del grande “Pulcinella”, giunge a Napoli una famiglia di pupari “meccanicamente” all’avanguardia, che minacciano i teatranti di figura locali. La famiglia “Cuomo” si organizza e cerca di resistere alla foga dei conquistatori nordici con un baraccone da quattro soldi e con trovate al limite della “saltimbancheria”. Pulcinella, macchinista svogliato, teme per la sua “pancia”  ed i suoi compagni di viaggio, con a capo Marco e Asdrubale, hanno  poche idee e insufficienti risorse per resistere al “moderno che avanza”. Intanto, piomba nella compagnia Don Felice Sosciammocca, convinto di poter conquistare la bella Meropea, figlia di don Marco. Pulcinella lo convince ad arruolarsi come macchinista, ma nessuno sa che Donna Disgrazia, madre di Felice, è sulle tracce del figlio scapestrato, decisa a punirlo per questa sua fuga d’amore. È notte e ci si prepara! L’alba vedrà la sfida con i pupari del nord. Proprio in questa notte …..avviene una magia.  Giunge da un mondo sconosciuto un Mago: il Mago dell’Aria. Il Mago decide di aiutare la famiglia di artisti senza fama e fornisce loro un copione magico, donatogli dal grande W. Shakespeare.  Ne nasce una farsaccia mal recitata, che coinvolge il pubblico e la signora Disgrazia, che era riuscita ad intrufolarsi a teatro.  Da qui il registro cambia, ma svelare il finale sarebbe un peccato.. mortale…
Una favola che non fa morale né lezioni, una favola artigiana, semplice, magica, fatta di piccoli ingranaggi e di una compagnia di attori unici.
Info e prenotazioni: 346 698 8968

 

unnamed (6)Qualcuno volò sul nido del cuculo – DEBUTTO
Quando: dal 10 al 19 aprile
Luogo: Teatro Bellini
Orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato alle ore 21; mercoledì, sabato 11 aprile e domenica alle ore 17:30
Produzione: Fondazione Teatro di Napoli
Regia: Alessandro Gassman
Adattamento: Maurizio de Giovanni
Interpreti: Daniele Russo, Elisabetta Valgoi, Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito e Giulia Merelli
Trama: Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano; racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di un ospedale psichiatrico statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Sarà il talento registico di Alessandro Gassmann, con la sua inconfondibile cifra stilistica elegante ma al tempo stesso appassionata, a portare in scena in prima assoluta al Teatro Bellini la forte carica emotiva e sociale di Qualcuno volò sul nido del cuculo,con una messinscena personalissima ma, contemporaneamente, fedele alle intenzioni dell’originale.
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamed (10)Statue unite – DEBUTTO
Quando: dal 10 al 19 aprile
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: 21, tranne domenica alle ore 18
Produzione: Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Festival Benevento Città Spettacolo
Regia: Eduardo Tartaglia
Interpreti: Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza e Giuseppe De Rosa
Trama: Statue unite vede protagonisti Raffaele e Adelaide, due scapestrati artisti di strada, chiedono l’elemosina a Napoli, nella famosissima via Toledo. Si esibiscono come statue viventi, sperando di attirare l’attenzione dei passanti di ritorno da teatri, cene e uscite mondane, grazie alla particolare posizione di Adelaide che si trova sospesa nel vuoto, sopra la testa di Raffaele il quale sorregge, in maniera inspiegabile,  il corpo della donna attraverso un’asta di legno.
Un “brevetto”, così denominato dal protagonista, che spera un giorno possa essere preso in considerazione, cambiando le sorti economiche della propria esistenza. L’obiettivo principale dei due artisti è destare curiosità e attenzione negli occhi del passante, che purtroppo è distratto da altro.
Ma la strada rimane deserta, pervasa da una tristezza disperata, affogata nel buio e nel silenzio, rotto solo dalla voce di un brigadiere, che tormenta i due artisti minacciandoli sistematicamente di multarli. Una rappresentazione sconsolata e desolante di una Via Toledo, che ormai nulla ha a che vedere con la ‘gaia e popolosa’ via decantata da Stendhal, ma che per il pubblico (napoletano e non) è riconoscibilissima.
“Parto. Non dimenticherò mai la Via Toledo: la via più popolosa e gaia del mondo” scrisse Stendhal nel 1817. Sono passati quasi duecento anni, da quando il grande scrittore francese lasciava la nostra città con la morte nel cuore.
Info e prenotazioni: 081 411 723 – 081 418 824 –  info@teatrosannazaro.it

 

Morea… Io la canto così!
Quando: 11 aprile
Luogo: Napoli – Rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: 18
Interpreti: Antonella Morea, Franco Ponzo, chitarra, Vittorio Cataldi, fisarmonica e violino
Regia: Fabio Cocifoglia
Trama: Nel suo romanzo Opinioni di un clown Heinrich Boll scrive: “Sono un clown e faccio collezione di attimi.” Questa frase si accende tutte le volte che penso a Gabriella Ferri, artista inimitabile e quasi impossibile da raccontare. Se chiedi agli amici di Gabriella Ferri, a chi l’ha conosciuta e a chi ha lavorato con lei un aggettivo per raccontarla ti rispondono: «Uno solo? S’incazzerebbe!» Dicono di lei: Era un pagliaccio straordinario, un pagliaccio di razza…Veramente l’amica ideale, ti dava tutto… Dove cantava, ecco, lì era il centro del mondo… La disperazione degli autori… Un po’ un pazzariello… Uno sguardo dolce e disperato che non si può sfuggire… Era la maschera con cui lei nascondeva tutto, tutto quel macello … Molto sensibile, molto ansiosa… Molto severa con se stessa… Impegnativa… Ogni sua frase era un urlo lanciato al mondo… Donna bellissima che non aveva paura di imbruttirsi… Eccentrica… Feroce… Anticonformista… Libera… Rivoluzionaria… Troppo in tutto… Una grande madre, una grande moglie, una grande amante… (Fabio Cocifoglia) “Un giorno passeggiavo per le strade di Roma – racconta Antonella Morea – entro in un negozio e vedo lei, Gabriella Ferri, il mio mito da ragazzina. Piena di bracciali, collane, anelli, tutta colorata… come sempre. Ma quasi non la riconoscevo. Sembrava non riuscisse nemmeno a parlare. Com’è possibile? Stavo quasi per andarle incontro, come ad una persona di famiglia, come ad una sorella più grande che non vedi da tanto tempo. E mentre sto per andare mi vedo riflessa in uno specchio del negozio. Ora siamo in tre. La mente è volata a quando mi vestivo tale e quale a lei, capelli rigorosamente biondi con la frangia, trucco da trincea, sacchi di trucco, il rimmel sugli occhi due linee di filo spinato, il fondotinta un campo minato. E voglio vedere quando mi espugnano, sono come Gabriella Ferri, io!, così dicevo. E così mi chiamavano per gioco gli amici la Gabriella Ferri napoletana. Erano per me, quelli, anni duri, di trasformazione, di battaglia. E lì mi sono resa conto che per Gabriella Ferri la battaglia non era ancora finita. Manteneva la posizione eroicamente. Confusa, forse, ma sempre in piedi”.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

unnamed (11)La scelta – beati pauperes in spiritu – eckhart project
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20:30
Produzione: Teatro Instabile di Aosta con il sostegno del MIBAC Assessorato Istruzione e Cultura Regione Valle d’Aosta in collaborazione con Korper
Regia e Coreografo: Marco Chenevier
Trama: Il performer, ingabbiato nella realizzazione di uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difficoltà dell’operazione quando ha accettato l’incarico. La ricerca dell’interiorità, secondo il mistico domenicano del XIV secolo, dev’essere perseguita nella dissoluzione dell’egoità, nella solitudine interiore, distaccato dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio. Con atteggiamento intellettuale e analitico, il performer ne riprende i fondamenti; tenta di tradurne almeno uno in  spettacolo di danza. Nell’autocensura dei tentativi, l’analisi si perde dentro la vana ricerca di un’idea drammaturgica che pare continuamente fallire. Il malessere e le riflessioni sono condivise con il pubblico in modo leggero, in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi se non sia sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere domandarsi quale sia il senso di Eckhart oggi e se l’accusa di eresia che subì sette secoli fa non palesi il confitto atavico tra potere e interiorità. La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, filo conduttore che lega quadri, coreografe e scene. La vita del mistico e la ricerca del distacco s’intrecciano con la riflessione sul ruolo dell’arte nella società odierna e sui modelli di propaganda del consumismo. Oggi Eckhart verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, ma dal Mercato.
Info: 081 425 037 – 081 425 824 – http://www.galleriatoledo.org

 

unnamed (12)Il segno dei quattro
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Il Pozzo e il Pendolo
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 19
Autore: Arthur Conan Doyle
Interpreti: Paolo Cresta, Antonello Cossia, Rosalba Di Girolamo, Antonio Perna
Trama: Holmes sta attraversando una delle sue terribili crisi depressive. Rintanato nel suo appartamento di Backer Street si è lasciato andare all’ abulia più totale e trova conforto solo nelle iniezioni di cocaina. Gli succede sempre così quando non ha casi da risolvere, quando gli manca l’ opportunità di mettere al lavoro la sua formidabile mente intellettiva. Ma ecco che l’ arrivo di una leggiadra fanciulla, Mary Morstan, lo desta dal suo sonno passivo: il padre della ragazza, ufficiale dell’ esercito britannico, è scomparso…
Info e prenotazioni: 081 542 2088 – www.ilpozzoeilpendolo.it

 

unnamed (18)Anime dannate
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Nuovo Teatro Sanita’
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 18
Autore e Regia: Riccardo De Luca
Interpreti: Tina Femiano e Francesca Fedeli
Trama: Lo spettacolo si propone di entrare nelle pieghe di temi delicati come la maternità, il dolore, l’amore. E De Luca lo fa attraverso i testi di Luigi Pirandello e di Eduardo De Filippo, in un serrato confronto tra i personaggi di Mariagrazia de L’altro Figlio e Filumena Marturano, le cui parole si frizionano poeticamente tra loro, in un continuo rincorrersi di rimandi lirici. A questo proposito spiega De Luca: “Come non scorgere Pirandello, dietro i funambolici, machiavellici giochi di Filumena Marturano. E come lei, anima dannata e potente madre è Maragrazia de L’altro figlio. Entrambe, prima come donne e poi come madri, sono in epico scontro con l’inferno”.
La figura di Maragrazia de L’altro Figlio è un’esistenza tormentata, fragile e spietata al contempo, non vuole accettare quell’unico figlio che le sta accanto, perché frutto di una violenza carnale. D’altra tempra è invece Filumena Marturano. Forte, calcolatrice, imbrogliona, in Filumena è talmente forte e centrata la sua condizione di madre, da non esitare ad ingannare, senza scrupoli, Domenico Soriano, pur di proteggerli e garantire loro un futuro accettabile, un destino diverso dal suo. Due donne diverse che si riconoscono nella sofferenza: Maragrazia e Filumena sono accomunate da una vita di stenti, in cui hanno patito molto e dalla loro condizione di esser madri, che le rende capaci di tutto. In Anime Dannate le parole di una diventano quelle dell’altra, fino a confondersi, e le loro vicende si specchiano e si capovolgono.
E sono ancora le parole di De Luca a raccontare quel nucleo di poesia e verità su cui si costruisce il suo racconto scenico: “La povertà delle due donne unita alla povertà dell’ambiente e degli uomini che le circondano è forza devastante e condizionante al massimo per le due esistenze. Nessuna delle due sarebbe stata quello che poi sarà, se non perché costrette da altrui volontà anch’esse dipendenti da altre costrizioni. L’inferno, dunque, sono gli altri”. E continua, in riferimento alla messinscena: “In scena questi personaggi sono soli e a volte dialogano con altri personaggi che non vediamo e che sono dalla parte del pubblico. Questo crea un voluto isolamento dei personaggi e della loro personale storia che vorremmo si scrutassero come attraverso una lente d’ingrandimento e che dall’inferno di queste acrobate dell’esistenza arrivasse un umano segnale.”
Il racconto dolente è scandito dai canti di Sergio Bruni, che interagiscono drammaticamente con le protagoniste, le quali si alternano nel parlare con una voce fuori campo, con personaggi immaginati e con Ninfarosa, quasi un ironico alter-ego di Maragrazia, anche lei espressione di quell’universo di sconfitti, che il lavoro di De Luca intende raccontare e rappresentare.
Prenotazione obbligatoria: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it

 

unnamed (17)L’archivio delle anime. Amleto
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Nostos Teatro
Orario: sabato ore 21 domenica ore 20
Una creazione di Massimiliano Donato e Naira Gonzales
Interprete: Massimiliano Donato
Produzione: Centro Teatrale Umbro
Trama: La tragedia si sta per compiere e Amleto dedica al pubblico la sua morte, di lì a poco il suo corpo verrà portato sul palco e i cannoni annunceranno al cielo che un nobile uomo è caduto. A Orazio il compito di non lasciarne il nome ferito, di raccontarne le gesta: che se solo ne avesse avuto l’occasione avrebbe dimostrato al mondo tutto il suo valore, peccato… peccato che la morte lo abbia privato del suo nobile destino e gli abbia riservato un posto tra i miti. Il suo dolore, come quello di Jim Morrison o Kurt Cobain rimarrà eternamente giovane: diventerà leggenda e i suoi affezionati ammiratori, nei più diversi adattamenti, potranno riascoltare i suoi pensieri che come una creatura gli divorano il cuore, per sempre. Ma quando della morte rimane solo il silenzio e l’odore, quando i personaggi hanno compiuto il loro tragico destino, quando il pubblico ha consumato il suo pasto e sazio dell’eroe che pensa ha lasciato il teatro per rientrare nella sua quotidianità lasciandosi alle spalle l’artificiosa morte, chi si occupa di seppellire i sogni perché il giorno dopo rifioriscano? E’ davanti ad una platea vuota che prende forma la figura della nostra riscrittura scenica, quella del becchino. Una figura dal trucco marcato, pallido di cipria, l’ombretto che marca le occhiaie, con una barba finta di vecchio in un cappotto nero… ohibò il becchino del teatro non può essere che pieno di finzioni. A lui il compito di cancellare le tracce della tragedia, di raccogliere i feticci dei personaggi, di seppellire i loro desideri, i loro pensieri, i loro sogni, di cancellare i segni del loro passare perché la sera dopo li lascino come se non avessero mai percorso quella strada. Sfortunatamente per il becchino, non può esserci teatro senza pubblico dunque per quanto abbia deciso di conoscersi nel silenzio e nella solitudine di un teatro vuoto, di servire un cimitero che accoglie e custodisce enigmi, questa sera l’Amleto lo celebra lui. Lui da solo, come burattini nelle mani di un demiurgo compassionevole e ironico,animerà i personaggi, ricordandone le battute. Potrebbero essere quelle o altre, poco importa, bastano a se stesse. Celebrerà lui questo dramma intessuto di domande e di dubbi, di risposte contraddittorie, di lacune che ha un’unica certezza: la morte. Quella dei personaggi ma forse anche quella degli uomini condannati a rivivere sempre uguale il loro destino, presentandoci quel pensiero sincero e crudo che cerca il senso dell’esistenza… ma pensare è un’audacia, un privilegio riservato a Dio soltanto, i cuori degli uomini sussultano s’agghiacciano e spaccano. A questa tragedia del disincanto non c’è cura o soluzione se non quella per il becchino di vivere in un cimitero fatto di trucchi e artifici in cui forse è ancora possibile lasciarsi incantare. Forse.
Info e Prenotazioni: info@nostosteatro.it – 081 19 169 357 – 389 24 714 39

 

unnamed (21)Psyco Killer – Quanto mi dai se ti uccido?
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Nest
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 18
Produzione: compagnia La Luna nel letto Ass. Cult. Tra il dire e il Fare in coproduzione con Nasca Teatri di Terra
Autori: Ippolito Chiariello e Walter Spennato
Interpreti: Ippolito Chiariello, Raffaele Cesarano (sax), Michelangelo Volpe (chitarra)
Regia, scene e luci: Michelangelo Campanale
Trama: Uno “scherzo teatrale”, per burlarsi con il sorriso della morte e per denunciare, tra le righe, la facilità dell’uomo contemporaneo a servirsi dell’assassinio per risolvere anche le piccole nevrosi quotidiane. Denunciare l’assoluta inconsapevolezza con cui ci stiamo abituando alla violenza, sempre più normale, nel mondo e nel nostro Paese, dove l’omicidio diventa “show televisivo”, business per avvocati catodici, vetrina per falsi criminologi, meta per gite dell’orrore: un Paese che vede il sangue in tv scorrere da un canale all’altro, senza soluzione di continuità. Lo spettacolo è ispirato al libro “Quanto mi dai se ti uccido?” di Walter Spennato (ed. Besa), una mitragliata di micro-storie pulp in cui spetta all’ironia il difficile compito di raccontare il nostro tempo: tra colpi di pistola e ricercate atmosfere jazz lo spettatore è chiamato a partecipare emotivamente, fino alla catarsi finale che si realizza in un “umano, troppo umano” desiderio d’amore. Impossibile rimanere indifferenti, a ritmo di jazz lo spettatore si scopre solidale, nemico e allo stesso tempo complice del protagonista, con cui condivide un immaginario ricco di citazioni cinematografiche e musicali. Uno “scherzo teatrale” che sa far riflettere anche sulla funzione del teatro oggi come ieri: celebrazione di un rito che restituisca alla collettività l’occasione di indagare insieme il proprio tempo. Una festa collettiva che ci riporta a casa forse divertiti, forse increduli, ma di certo meno soli.
Info e prenotazioni: teatronest@gmail.com – 349 781 8580 – 338 237 6132

 

unnamed (20)Quegli angeli tristi AZ n. 9
Quando: 11 e 12 aprile
Luogo: Teatro Civico 14
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 19
Regia e Interprete: Salvatore Cantalupo
Trama: Quegli Angeli Tristi  Azione N° 9  è un dare luce alla vita di un uomo poeta e profeta. Il lavoro è dedicato ai diari di Andrej Tarkovskij,  che sono raccolti col titolo ‘Martirologio’ (1970-1986), ma ad essi sono accostati versi di Arsenij Tarkovskij (padre di Andrej), di James Joyce e Gustav Meyrink per affinità elettive.
I Diari raccontano del tormentato percorso dell’artista alla ricerca della libertà, la fatica di portare avanti il suo impegno, la difficoltà di resistere alla mercificazione della propria arte di fronte alle ristrettezze economiche. Grande è la sua tensione verso la bellezza e verso il divino. In esilio dal suo paese, l’amata Russia, lontano dal figlio che cresce, con coraggio commovente, continua ad elogiare la vita con speranza e fede. A suo figlio dice: ‘l’uomo non è stato creato per essere felice, vi sono cose ben più importanti della felicità. La ricerca della verità è quasi sempre un percorso doloroso. Imparare ad accettare la sofferenza, trasformandola nella nostra anima in conoscenza, è l’unico mezzo necessario al raggiungimento della verità.”.
Info e prenotazioni: 0823 441 399 – 339 1873 346 – info@teatrocivico14.it

 

Foto Cesare Abbate 1… da questo tempo e da questo luogo… 25 rose dopo…
Quando: 12 e 13 aprile
Luogo: Napoli – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  18
Autori e Interpreti: Cristina Donadio, e Luca Trezza
Regia: Cristina Donadio
Trama: … Non pensavo che sarebbe stato tanto difficile mettere in scena se stessi… Quando ho cominciato a lavorare a questo spettacolo dedicato ad Annibale Ruccello e Stefano Tosi a 25 anni dalla loro scomparsa, non ho avuto dubbi: quello che volevo era incontrarli  di nuovo, per una sera, in un teatro, o per meglio dire, su di un palco, luogo familiare  a tutti e  tre, dunque dovevo creare il pretesto perché ciò potesse accadere… Sono partita da un triangolo, figura geometrica che rispecchia il senso del nostro stato: tre individui, legati tra loro indissolubilmente da una linea immaginaria… da qui ho cominciato a mettere insieme ricordi, immagini, pensieri, frammenti di vita vissuta tra il prima… e il dopo… per  tessere una drammaturgia dentro cui infilare il nostro bizzarro incontro anniversario… Facendo ciò mi sono dovuta calare completamente in un  passato lungo 25 anni e man mano che scendevo più giù, ho trovato colori, sentimenti e stati d’animo che credevo rimossi e che invece ora sono lì, messi in scena e raccontati proprio a loro due in quella che è diventata una specie  di amorevole confessione…
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

3106testamento_di_pietraIl testamento di pietra
Quando: 18 aprile e 20 giugno
Luogo: Museo Cappella Sansevero
Orario: ore 19 e ore 20
Produzione: Associazione Culturale Nartea
Autore: Febo Quercia
Interprete: Antimo Casertano,Raffaele Ausiello e Antonio Perna
Trama: Il percorso teatralizzato, attraverso monologhi e dialoghi, farà rivivere la figura del principe Raimondo Di Sangro, insieme ad altre importanti personalità legate alla storia del Museo, esaltandone la genialità e il modo di schernire l’ignoranza, senza tralasciare le leggende che da sempre lo riguardano. Un vero e proprio viaggio nel passato, tra mistero e alchimia, racconti e studi scientifici, attraverso quella ragione che permette all’uomo di raggiungere il disinganno e liberarsi dalle false verità. Gli ospiti parteciperanno alla “lotta” fra il genio di un uomo e l’ignoranza dei più, nel coinvolgente format teatralizzato di NarteA.
Prenotazione obbligatoria: 339 702 0849 – 334 622 7785

Gabriella Galbiati

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