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Dal 15 maggio al 28 giugno le regie di Moni Ovadia, Federico Tiezzi e Paolo Magelli affrontano la tragedia greca tra modernità e sperimentazione.

2015-manifestoIn odierni tempi di crisi, tra piogge di tagli alla cultura e fondi negati in nome del dio spending review il teatro parla l’antico, il dramma antico, quello del 51° ciclo di spettacoli classici che dal 15 maggio al 28 giugno nella suggestiva cornice del Teatro Greco di Siracusa ospiterà Le Supplici di Eschilo, Ifigenia in Aulide di Euripide, e Medea di Seneca.

Il progetto dell’Istituto nazionale del dramma antico, che festeggia ben un secolo di vita, è stato presentato lo scorso 29 aprile alla conferenza stampa romana presso sede del MiBACT, presenziata dal ministro Dario Franceschini, il quale ha confermato il concreto impegno del ministero a sostegno dell’Inda che, oltre a essere globalmente riconosciuto come simbolo italiano del teatro e della tragicità antica, “è un’eccellenza non solo di Siracusa ma dell’Italia intera, un’eccellenza da valorizzare allungando e incrementando la stagione perché divenga un’opportunità del sistema-Paese. Vogliamo rendere il finanziamento triennale e non più annuale – ha aggiunto il ministro – per consentire una maggiore possibilità di programmazione all’istituto perché la Fondazione è una grande opportunità per tutto il paese che deve sapere individuare e valorizzare nel mondo le proprie eccellenze”.

Presente anche il presidente della Fondazione siciliana Giancarlo Garozzo che ha spiegato le scelte tematiche e registiche: “Con gli spettacoli di quest’anno – ha affermato il presidente Garozzo – affronteremo ancora una volta temi di grande attualità come quello dell’accoglienza che ha colpito in maniera particolare la Sicilia e Siracusa. Abbiamo scelto tre registi di grande spessore anche a livello internazionale proprio perché vogliamo puntare in maniera forte sulla qualità dei nostri spettacoli, com’è nella tradizione dell’Istituto. Condivido con il ministro lo sforzo per assicurare all’Inda un futuro ancora più florido”.

“Assoluta dinamicità” sono state invece le parole scelte dal consigliere d’amministrazione Walter Pagliaro per descrivere “un festival del Mediterraneo capace di radunare i migliori teatri a Siracusa; un evento non retorico né celebrativo, ma fatto perché Siracusa possa diventare la capitale transcontinentale del teatro”. L’obiettivo principale è quello di portare in tournée sui palcoscenici nazionali e internazionali uno dei tre drammi degli spettacoli classici della stagione 2015; prospettiva condivisa dal sovrintendente della Fondazione Gioacchino Lanza Tomasi: “Vogliamo portare i nostri spettacoli nel mondo e allo stesso tempo portare il mondo a Siracusa. Nessuno spazio teatrale è comparabile per peso storico al Teatro Greco di Siracusa che era ed è un luogo magico ma anche uno spazio elettivo perché spettacoli innovativi rinnovino la riflessione sulle nostre origini”.

Centrale anche il confronto fra teatro, istituzioni scolastiche e universitarie espresso dal consigliere Arnaldo Colasanti che ha indicato la necessità di difendere l’importanza sociale e culturale che tale sinergia ha per l’intero paese, e da Pagliaro che prevede un programma di rilancio della scuola d’arte “Giusto Monaco”, dedicata esclusivamente agli spettacoli classici, perché diventi un fondamentale punto di riferimento a livello europeo: “Ne ha tutte le potenzialità, in vista di un cambio generale di indirizzo che trova sulla stessa linea non solo il ministero dei Beni culturali ma anche il nuovo consiglio d’amministrazione dell’Inda”.

Oltre un mese di repliche sarà il banco di prova dei tre registi che debuttano sulla scena siracusana immergendo la classicità dei drammi in sguardi innovativi e sperimentali: grande scommessa per le Le Supplici diretto da Moni Ovadia e scritto con Mario Incudine che si preannuncia come una vera e propria sfida: “E’ un’opera sconvolgente perché ha un esito sconcertante – ha detto Ovadia -. E per me, che mi batto per i diritti umani, è una grande occasione per amplificare la mia voce: con un’opera che è una cantata radicata nella profondità delle nostre maggiori ricchezze, ciò che è il siciliano con innesti di greco moderno”.

Federico Tiezzi parla della sua Ifigenia in Aulide con un occhio alla Linea d’ombra di Conrad: “L’ambientazione – ha dichiarato il regista toscano – sarà indiana perché ho voluto allontanare la scena e mettere una certa distanza tra il testo euripideo e l’interpretazione che lo stesso Euripide ha inteso dare al suo ultimo dramma nella chiave di uno sgretolamento del mito degli eroi”.

Moderna ed eroica Ulisse al femminile è invece la Medea senecana diretta da Paolo Magelli che la ritrae come una: “donna che ha aperto la via del mare e si avventura per amore alla scoperta del nuovo mondo e che Seneca ha fissato nel canone della madre che uccide i figli per non lasciarsi a una società corrotta e sbagliata”.

Nicole Jallin

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