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Storie e personaggi si intrecciano nel testo di Bruno Barone con l’intento di raccontare la vita vera partendo da un principio di meccanica quantistica.

Fonte foto Ufficio stampa

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È il principio d’indeterminazione di Heisenberg del 1927, secondo cui non è possibile misurare simultaneamente con esattezza il valore di coppie di grandezze fisiche definite incompatibili, a sottendere il lavoro di Bruno Barone al suo debutto al Napoli Teatro Festival 2015 con lo spettacolo  P.I.A.(il Principio di Indeterminazione di un’Anima) di cui cura regia e testo, e ancora in scena, per la seconda replica, stasera 25 giugno alle 21:30 a Galleria Toledo.
«Come in fisica – afferma l’autore – così nella vita, tanto più guarderemo ai sentimenti secondo il nostro punto di vista, strettamente personale, tanto più ci allontaneremo dalla reale comprensione di essi»: dunque questo il pretesto di partenza per provare ad indagare l’ampio e complesso concetto di “amore”, senza però che effettivamente un nesso motivazionale si riesca a individuare nello sviluppo della drammaturgia tra l’astrattezza del sentimento e quello del postulato scientifico.
Essenziale la trama: lui, Alessio, defunto e fantasma di se stesso; lei, Sara, moglie e madre devota e innamorata del defunto Alessio; l’altro, Diego, anche lui devotamente innamorato del defunto Alessio; Mario, il simpatico ed affezionato vicino, amico un po’ saggio, un po’ impiccione; Lily, sexy escort che non riesce ad accettare l’amore di un pretendente che vorrebbe sposarla.
Attraverso un percorso di flashback il racconto si snoda tra i ricordi arrivando fin al  primo incontro casuale tra i due amanti Alessio e Diego quando galeotto divenne un libro di poesia di Hikmet, ed è così che le vicende dei protagonisti pian piano si ricostruiscono, in un susseguirsi di accadimenti troppo simili però a trame cinematografiche ben note ed anche molto meglio sviluppate, perché lascino il segno.
A questo punto, infatti, nonostante il titolo, di “indeterminazione” nello spettacolo resta ben poco e nonostante l’allestimento registico presenti, in alcuni passaggi, spunti riusciti, grazie anche ad un disegno luci funzionale allo scopo, tuttavia essi non bastano a dare consistenza ad una drammaturgia apparsa troppo poco consistente nell’impianto strutturale e troppo poco originale per incuriosire e accattivare.
Onesta l’interpretazione degli attori non protagonisti (Francesca Bergamo, Ivano Schiavi, Amanda Sanni e Rino Di Martino della cui partecipazione straordinaria la messinscena si avvale), mentre probabilmente di altro spessore ed esperienza avrebbe necessitato quella di Barone nel ruolo di Alessio, perché potesse incidere maggiormente in positivo sul bilancio finale dello spettacolo.
Al termine applausi di “affetto”.

Katia Avino

P.I.A (il Principio di Indeterminazione di un’Anima)
24 e 25 giugno – Galleria Toledo (Na)
Contatti: http://www.napoliteatrofestival.it/

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