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La sala trasteverina festeggia i primi “30 anni di viaggio” con 11 spettacoli, rassegne, eventi e laboratori: “Ecco il nostro folle volo per raccontare il contemporaneo”.

Foto Manuela Giusto

Foto Manuela Giusto

Ha visto nascere e crescere tre decenni di poeticità artistiche, di identità creative, di formazione culturale, il piccolo spazio della romana via Natale del Grande, ed è diventato specchio sociale di una città euforica, statica, inafferrabile, poderosa; è diventato culla e palestra di alcune tra le più incisive presenze dell’odierno teatro di ricerca italiano, luogo di confronto per pubblico e artisti con una realtà in metamorfosi costante: «Il mondo in cui viviamo – hanno affermato i direttori artistici Tiziano Panici e Francesco Frangipane – sembra essere un eterno presente in cui pare difficile rintracciare una possibilità di futuro. L’Argot, nel suo continuo mutare, approda alla trentesima stagione presentando un cartellone “fuori misura” con testi quasi tutti inediti, firmati da alcuni degli autori più importanti della scena italiana: Benni, Massini, Erba, Rappa, Gili, che, come sempre, sono portati in scena da interpreti eccellenti o da giovani talenti emergenti. Molti di questi titoli sono produzioni Argot e questo dato indica una precisa scelta: tornare ad essere un luogo di produzione oltre che di sperimentazione».
Guardare al passato e alle proprie tradizioni per costruire un’offerta presente e futura ricca di nuovi e consolidati progetti (con laboratori di scrittura e lettura, officine musicali e incontri con autori), collaborazioni storiche e percorsi residenti, è dunque la formula di questo nuovo, folle volo teatrale. Il lancio è fissato per il 6 ottobre con la prima delle cinque produzioni Argot, Effimera, scritto e diretto da Stefano Benni per l’interpretazione di Dacia D’Acunto, che ci accompagnerà in un profondo e umoristico incontro di pensiero con il tema dell’apparire. A novembre, Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio, condotti da Mauro Avogadro su testo di Edoardo Erba, saranno i protagonisti di Nove, ovvero il numero delle mini-commedie componenti che, in forma di “esercizi di stile”, trattano eventi quotidiani con recidiva devianza al surreale; mentre, il 1° dicembre, Giampiero Rappa accoglierà la scrittura (autobiografica) di Aleksandros Memetaj in Albania casa mia, nel ritorno ai disordini civili balcani del ’91 e ai conseguenti espatri verso l’Europa, attraverso la testimonianza di un figlio cresciuto lontano, al sicuro, in un luogo che non riesce a chiamare “casa”. E lo stesso Rappa ritornerà anche a febbraio, scrivendo e dirigendo Nessun luogo è lontano, con una vicinanza generazionale inquieta, conflittuale, orgogliosa.
A dicembre, dal 21 al 24, l’atmosfera natalizia avvolgerà prima A Christmas Carol, celebre opera di Dickens che trova la direzione di Tiziano Panici, che ne cura traduzione e adattamento con Alice Spisa; poi, dal 28 al 31, Mi lascio, con Maurizio Panici che dirigerà Giovanna Mori e Rosa Mascipinto alle prese con personali necessità di sosta temporanea dal mondo per ritrovare se stessi, magari intorno a una pista circense. Ancora la Mori, a gennaio, sarà artefice di Prego. Residenza creativa per raccontare il curioso incontro tra una donna e una gallina dotata di parola, mentre Filippo Gili ci renderà voyeurs di due Angeli che avranno fisionomia attoriale di Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace, e Stefania De Santis affronterà un Amleto proveniente da Jules Laforgue carico di dilemmi esistenziali a cavallo tra realtà e recitazione in Amleto. Quali artifex pereo!. Appuntamenti primaverili con gli Uffici Teatrali diretti dallo stesso Gili che presenteranno un Sistema Cechov costituito da Tre sorelle e Zio Vanja, prima di lasciare la scena al memorandum teatrale su Anna Politkovskaja di Stefano Massini curato da Elena Arvigo, successo della scorsa stagione che ripercorre il sacrificio della giornalista russa uccisa per i suoi reportage sull’orrore ceceno.
Tra maggio e giugno ritroveremo anche “Dominio Pubblico. La città agli Under 25”, progetto di stagione congiunta con il Teatro dell’Orologio, e “Scena Sensibile. Rassegna di teatro al femminile” che saranno precedute, ad aprile, dal debutto di “Shakespeare Re-Loaded”, festival curato da Sycamores T Company, Cantina Shakespeare e Kit Theatre, che celebra i 400 anni dalla morte del Bardo con sei classici reinterpretati dalla drammaturgia di altrettanti giovani autori internazionali.

Nicole Jallin

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27 – Roma
Contatti: 06 5898111 – info@teatroargotstudio.com – www.teatroargotstudio.com

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