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L’avamposto culturale diretto da Carlo Cerciello festeggia la ventesima stagione di attività tra novità e storici allestimenti.

Carlo Cerciello. Fonte foto web

Carlo Cerciello. Fonte foto web

È Carlo Cerciello, creatore e direttore artistico del teatro Elicantropo, a fare gli onori di casa in occasione della presentazione della nuova stagione 2015/2016: Elicantropo, Venti Anni Dopo. È trascorso un bel po’ di tempo da quando lo stesso Cerciello, insieme a pochi altri temerari, diede vita a quest’idea di teatro, clandestino, “barricadero” e ribelle. Idea che tutt’ora ha intenzione di perseguire. E con maggiore forza. Soprattutto quando, un decreto ministeriale ne ha cancellato addirittura l’esistenza. Nello stesso anno in cui, l’Elicantropo vince con una sua produzione, Scannasurice di Enzo Moscato, interpretato magistralmente da una entusiasmante Imma Villa, il Premio della Critica 2015 come miglior spettacolo della scorsa stagione. E chi, come chi scrive, ha potuto goderne e raccontarne, potrà comprendere la gravità della “lieve” incongruenza. Contraddizioni nostrane, barbarie italiane. Tipiche di questa “Italietta”.
Carlo Cerciello sceglie di segnare la nuova stagione con il filo del ricordo, intessendo un cartellone tra memorie ed affetti. «Ogni anno abbiamo dedicato la stagione a una personalità di rilievo,  e questa, per noi così particolare, la dedico al mio Maestro Gennaro Vitiello, grazie al quale ho appreso “tutto». Sottolineando l’importanza degli affetti che hanno contribuito alla sua crescita culturale, il direttore artistico dell’Elicantropo, racconta gli esordi di uno spazio-embrione, fermento in nuce, che è stato alimentato negli anni solo da grande energia passione e studio. «Trovai il locale, su Bric a Brac, un opuscolo di inserzioni pubblicitarie, che, molti giovani non conoscono nemmeno – racconta Cerciello. In quello spazio, dapprima, ci vendevano bare. Da qui, sono passate le proposte più interessanti del teatro nazionale, allora sconosciute al grande pubblico ma che ora sono divenute tra le voci più autorevoli di un teatro di qualità.»
Ed è nel solco di questa mai sopita vivacità creativa, che l’Elicantropo desidera continuare a lavorare non richiudendosi nell’autoreferenzialità, bensì, continuando ad essere attento a tutto ciò che lo circonda, sempre in stretto rapporto con la realtà. “Parlare indipendente” è stato da sempre un concetto che ha accompagnato la fucina di pensiero di via Gerolamini. Come corpus di combattenti attivi, si schiera contro il volere becero di chi dirige i fili, di chi vuole uccidere il teatro autentico per trasformarlo in una fabbrica-culturificio, spettacolificio, con addetti ai lavori “impiegati piccoli piccoli”, di un “supermercateatro-borderificio”. «Il problema dei tagli – continua il regista – non ha colpito solo piccole realtà come la nostra, ma è divenuto, ormai, un problema cardine anche per grandi imprese, basti citare, una per tutte, quella di Teatri Uniti, fondata da Servillo. E Napoli, punto di riferimento teatrale nel mondo, vista come magma vivo ed incandescente, vera forza d’urto che pullula di proposte di vario genere, subisce i tagli maggiori. L’intento palese è quello, di cancellare la storia di chi ha una storia». E di chi ha fatto storia, di chi ha segnato la formazione di molti attori, che si sono distinti nel panorama del teatro nazionale. Purtroppo, oggi, non si riconosce l’evidenza di chi ha dimostrato negli anni di essere coerente con i principi fondanti che animavano un luogo di creazione, definito dai devoti “giardino delle delizie” che, da avamposto culturale competente e libero, ha saputo trasformarsi in una delle scene teatrali simbolo, maggiormente accreditate, sia dai critici che dal pubblico. Un antesignano “luogo-non luogo”, a cui molti hanno potuto guardare, attingere, seguirne i sentieri, distaccarsene, per crearne di nuovi. I percorsi creativi, attraversati da pensieri liberi ed impetuosi, sono come fiumi in piena, non riconoscono dighe. E’ arduo arrestarli in confini prestabiliti. Così come è arduo restare ancorati alle verità in cui si crede. Ma il teatro Elicantropo ha scelto di farlo. Impegnandosi a confermare la sua essenza, ad essere vigore per la nostra epoca oscura e ad asserire, con il medesimo entusiasmo di quel fatidico 1996, che il mondo e la società sono sempre trasformabili e che, affrontare con tenacia e fatica, la traversèe du dèsert contemporanea, sia ancora possibile.

"La confessione", una scena

“La confessione”

Ad inaugurare la stagione VENTI ANNI DOPO, La Confessione (in scena da ieri 22 ottobre), 20 attori x 20 spettatori, di Walter Manfrè, divenuto oramai uno spettacolo-evento, la stessa messinscena che segnò l’incipit nel 1996, a cui seguirono quattro mesi di repliche ed un ritorno nel 2000. Estremamente innovativo, per allora ed attualissimo oggi, La Confessione, è ancora applaudito nei teatri di tutto il mondo. Per la struttura particolare dello spettacolo ed il numero esiguo di 20 spettatori, se ne ricorda la prenotazione obbligatoria.
Dal 10 dicembre Avampostoteatro e Gitiesse Artisti Riuniti, presentano il pluripremiato, Condannato a morte. The punk version di Davide Sacco, che ne cura anche la regia, tratto da “Ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo con Orazio Cerino e musiche dal vivo a cura di Martina Angelucci. Tra i ritorni sulla scena di vico Gerolamini, da giovedì 17 dicembre, ritroviamo l’autrice Letizia Russo: Stefano Mascagni e ACTI Teatri Indipendenti presentano Se ci sei batti un colpo con Fabio Mascagni diretto da Laura Curino. L’anno 2016 si apre con Teatro Elicantropo Anonima Romanza e Prospet che, dal 7 gennaio, presentano Il cielo di Palestina. I ricchi hanno Dio e la polizia, i poveri hanno le stelle e i poeti, progetto ideato e diretto da Carlo Cerciello, tratto da “La terra più amata”, voci della letteratura palestinese, con Omar Suleiman, Imma Villa e gli allievi ed ex allievi del Laboratorio teatrale permanente Elicantropo.
La prima tappa del mese di febbraio, giovedì 18, vede protagonista un testo di un autore poco frequentato a teatro, Giovanni Testori, con Conversazione con la morte, interpretato e diretto da Antonio Ferrante. A seguire, giovedì 25, La Venere dei Terremoti di Manlio Santanelli, che vedrà protagonista assoluto, Roberto Azzurro, che trasformerà la sapiente officina di parole del drammaturgo Santanelli, in parole agite che raccontano del cimento amoroso di Luigi Impagliazzo e Fortuna Licenziati.

"4:48 Psychosis". Foto Pino Le Pera

“4:48 Psychosis”. Foto Pino Le Pera

Dal 3 marzo, Carichi Sospesi presenta Groppi d’amore nella scuraglia di Tiziano Scarpa con Silvio Barberio, miglior attore del Roma Fringe Festival 2014, regia di Marco Caldiron. In linea con l’impegno politico dell’Elicantropo, giovedì 10 marzo, Instabili Vaganti presenta Desaparecidos#43,  interpretato e diretto da Anna Dora Dorno, con Nicola Pianzola e Marta Tabacco che daranno voce ai 43 studenti spariti in Messico, lo scorso anno, inneggiando alla libertà, soprattutto di espressione. Dal 17, Teatro Kismet Opera presenta Piccola Antigone e cara Medea di Antonio Tarantino con Teresa Ludovico e Vito Carbonara, per la regia della stessa Ludovico. Successivamente, il 24 marzo, Hai appena applaudito un criminale, portato in scena dalla Fabbrica dell’attore, di e con Daniela Marazita per la regia di Alessandra Minati. Il 31 Marzo Prospet presenta, Macbeth/La poltrona, tratto da W. Shakespeare, nella rilettura contemporanea tragico-comica di Aniello Nigro con Aldo De Martino, Monica Maiorino, Francesca Pica. Il 7 aprile sarà la volta di un’altra voce amica dell’Elicantropo, Antonella Morea che, accompagnata dai musicisti Franco Ponzo e Vittorio Cataldi, per la regia di Fabio Cocifoglia, darà vita a  … Io la canto così!, personale omaggio al una grande artista come Gabriella Ferri, mentre il 14 aprile Codici Sperimentali presenterà 4:48 Psychosis di Sara Kane con Elena Arvigo diretta da Valentina Calvani, seguito il 21 da una produzione Teatro in Fabula: Il Grigio, il teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini con Antonio Piccolo che ne curerà anche la regia assieme a Giuseppe Cerrone. Si continua, dal 28 dello stesso mese, con Il Catalogo scritto e diretto da Angela Di Maso, con Massimo Finelli, Patrizia Eger e Giuseppe Cerrone.
Per concludere, tre gli appuntamenti di maggio: dal 5 l’Associazione Il Colibrì metterà in scena Dell’Amore e dei Segreti, liberamente ispirato a La Scuola dei Buffoni di Michel De Ghelderode, con Giovanni Arciprete, Salvatore Cammisa, Andrea Iacopino, Raffaele Iavazzo, Luigi Leone, Carmine Losanno e Federica Tornincasa, per la regia di Antonio Iavazzo; dal 12 al 14 spazio al teatrodanza con la rassegna a cura di Itinerarte Oltre la Linea, giunta alla VII edizione, con Akerusia danza e Artgarage/Korpe; infine il 15 maggio, unica data, la scena dell’Elicantropo sarà animata da La sposa, micromonologhi al femminile con Patrizia Di Martino, Giorgia Palombi, Cinzia Mirabella, Cristina Messere, Patrizia Eger, Rosalia Cuciniello, Cinzia Maresca e Raffaella Savastano nel ruolo della sposa, regia di Rosario Liguoro e Pasquale Lanzillotti.
A latere della stagione, iniziative di carattere trasversale, tra cui la presentazione del libro Panta Quadri, (edito da Bompiani), a cura di Renata M. Molinari e Jacopo Quadri, in omaggio a colui che ha segnato la storia della critica teatrale italiana; una mostra permanente, Elicantroscatti, 20 anni, a cura dei fotografi di scena Andrea Falasconi, Enrico Grieco e Orfeo Soldati, la realizzazione di una biblioteca di testi e materiali teatrali, messi a disposizione per la formazione di studiosi e di giovani artisti.

Antonella Rossetti

Teatro Elicantropo
Vico Gerolomini 3, Napoli
Contatti: 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio) – promozionelicantropo@libero.it –  www.teatroelicantropo.com

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