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Riletture di classici, debutti assoluti, spettacoli musicali e reading drammatizzati tra le proposte teatrali di questa settimana in Campania.

05603da7-e0ff-4daf-bb46-3734df18dc39Pulcinella Cuntanapoli
Quando: 15 marzo
Luogo: Asilo Filangieri
Orario: 19
Autore e Interprete: Bruno Leone
Trama: Lo spettacolo, nato nel giorno di San Valentino al Castel dell’Ovo di Napoli, ci mostra un Pulcinella contastorie con la partecipazione di guarattelle che con lui interloquiscono e la presentazione di alcune musichette pulcinellesche molto “originali”. La messinscena si avvale della lezione del maestro Mimmo Cuticchio, con cui Bruno Leone ha spesso collaborato, e rappresenta una strana evoluzione del lavoro artistico di questo guarattellaro napoletano.
Info: http://www.exasilofilangieri.it/pulcinella-cuntanapoli/

 

649c9b30-60bc-4504-9285-b8dbba32e2d1La maledizione dei puri
Quando: 15 marzo
Luogo: Teatro del Giullare – Salerno
Orario: 21
Autori e interpreti: Francesca Falchi e Guido Maria Grillo
Trama: Lo spettacolo, realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e del Projecte Pasolini – Barcelona, è preceduto lunedì 14 marzo dal laboratorio “Pasolini e De André – la verità, l’utopia, il sogno”, che si terrà presso il Campus di Fisciano dalle 14.30 alle 18.00 presso Aula 11 Ex lingue. Il laboratorio, organizzato dal DipsumGenderLab, OGEPO, Cattedra di Storia Contemporanea – Professoressa M.R. Pelizzari e Associazione Origamundi con il patrocinio del CUG-UNISA, vedrà i due autori-attori raccontare la genesi dello spettacolo. In “La maledizione dei puri – Se Pasolini e De André”, la spiritualità di Pasolini, attraversata dalla nostalgia del mitico, dell’epico e del sacro espressa ne “Il vangelo secondo Matteo” si incontra con la “pietas” laica di De André, che si identifica con un’etica dell’umano, come descritta nell’LP “La buona novella” (1970). Il Gesù di Pasolini-De André accoglie i poveri, i diseredati, gli emarginati e attraverso la sua parola “rivoluzionaria” li incita a prendere coscienza dei soprusi e degli abusi perpetrati dal potere: la sua crocifissione è la crocifissione di una verità scomoda. A partire da questa “idea unitaria di Cristo”  e  dalla  visione  del  reale  espressa  dai  due  artisti,  il  progetto  si  propone  di raccontare una serie di fatti di cronaca avvenuti nell’Italia a cavallo tra il XX ed il XXI secolo, con una drammaturgia in cui il linguaggio poetico si interseca con quello musicale.
Info e prenotazioni: 370 112 4319 – info@origamundi.it

 

0078e35c-34b1-4111-8b7f-a618b0102dcePigmalione
Quando: dal 15 al 20 marzo
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 15-03 ore 21.00; 16-03 ore 17.00; 17-03 ore 17.00; 18-03 ore 21.00; 19-03 ore 19.00; 20-03 ore 18.00
Autore: George Bernard Shaw
Traduzione: Manlio Santanelli
Regia: Benedetto Sicca
Interpreti: Gaia Aprea, Fabio Cocifoglia, Francesca De Nicolais, Gianluca Musiu, Giacinto Palmarini, Autilia Ranieri, Federica Sandrini, Paolo Serra, Antonella Stefanucci
Trama: Una commedia ricca di pensiero, in cui Shaw ci porta a confrontare con le nostre pulsioni, il voler cambiare le persone che amiamo invece che imparare a conoscerne e ad accoglierne le sfaccettature. Un frammento delle Metamorfosi di Ovidio che si trasforma in una commedia inglese; dopo aver dato vita a tanti spettacoli, musical e film, ora questo testo incontra lo sguardo e la lingua di un drammaturgo come Manlio Santanelli: un’opportunità per raccontare in una nuova chiave le avventure del Dott. Higgins, eterno figlio che pretende di farsi Padre senza assumersene le responsabilità, cercando di plasmare la realtà ai modelli in cui è rimasto incagliato, fino al punto di trasformarli in un lavoro e in un’ossessione. Dall’altro lato, un discorso che sembra precorrere di quasi un secolo il tema della società dell’immagine e i condizionamenti che questa impone al corpo delle donne.
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=368&t=contatti

 

d22dd2cb-d582-4f48-a42b-5a0c6010f9ffNovantadue – Falcone e Borsellino 20 anni dopo
Quando: dal 15 al 20 marzo
Luogo: Teatro Piccolo Bellini
Orario: da martedì a sabato ore 21:15; domenica ore 18:30
Autore: Claudio Fava
Interpreti: Filippo Dini, Giovanni Moschella, Pierluigi Corallo
Trama: Claudio Fava, scrittore e autore di teatro, tv e cinema, co-sceneggiatore del pluripremiato I cento passi, torna con un’altra poetica riflessione su una pagina nera della storia del nostro paese. Procedendo per fatti salienti, come per le stazioni di una via crucis, si va dal 1985 in cui Falcone e Borsellino all’Asinara completano l’istruttoria del Maxi Processo al 1992 anno della sua conclusione, della storica sentenza di condanna che lì per lì avrà il sapore di una pietra tombale sulla mafia. Nel frattempo, però, la Mafia si è rimessa in salute: nell’estate dello stesso 1992 i due magistrati simbolo, i cervelli del primo grande processo a Cosa Nostra, vengono uccisi con chili e chili di tritolo. Una messinscena intensa che, come spiega il regista Marcello Cotugno vede «luci scarne e scenografia minimale […] pochi elementi (come già nelle intenzioni dell’autore) – un tavolo, delle sedie – per mettere in scena la tragedia di due uomini comuni, chiamati dalla propria indole testarda a una missione straordinaria quanto impossibile: ripulire la Sicilia (e l’Italia) dalla mafia».
Prenotazioni: 081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

unnamedSviluppo di Donna Lionora
Quando: dal 15 al 20 marzo
Luogo: Ridotto del Mercadante
Orario: 15-03 ore 18.00; 16-03 ore 21.00; 17-03 ore 21.00; 18-03 ore 18.00; 19-03 ore 17.00; 20-03 ore 21.00
Regia: Alessandra Felli
Interpreti: Teresa Saponangelo
Trama: Sviluppo di Donna Lionora racconta, attraverso uno sguardo in soggettiva, l’ingresso di Eleonora de Fonseca Pimentel nella stagione adulta della sua esistenza. Stagione che la vede impegnata tanto nelle battaglie intellettuali e politiche dei suoi tempi, quanto nelle lotte più private e sentimentali, consumate nella reclusione dell’ambiente domestico. Nella seconda metà del Settecento il Regno di Napoli è uno dei principali centri del pensiero illuminista della penisola. Il suo programma di riforme volto al rafforzamento dello Stato e una riduzione dei privilegi, soprattutto ecclesiastici, segue il modello dell’assolutismo illuminato praticato da molti sovrani europei. Accanto ai principi gli intellettuali illuministi rivestono, di volta in volta, i ruoli di consiglieri, collaboratori, critici del loro operato, in favore del cambiamento.
Eleonora incarna pienamente questa funzione di rinnovamento e la esercita non esclusivamente attraverso la sua produzione letteraria. Concluse le tragiche vicende matrimoniali, il suo salotto diventa il luogo di aggregazione delle nuove generazioni di intellettuali. Meno moderati e più progressisti, sono nobili che si lasciano infiammare dal vento democratico e liberale della rivoluzione francese, per inseguire, fino alle estreme conseguenze, il sogno della Repubblica Partenopea. Il romanzo di Enzo Striano e l’adattamento di Maurizio Braucci condividono la volontà di restituire la polifonia dei personaggi storici vissuti nel Regno di Napoli. Coralità che viene percepita e filtrata attraverso lo sguardo di Eleonora. Questa focalizzazione interna segue, inevitabilmente, il filo delle emozioni, dei pensieri, talvolta dei ricordi, spesso dei dubbi della protagonista, secondo un andamento sconnesso rispetto alla storia, che sconquassa la dimensione temporale del racconto. La sensazione prodotta da questa scelta narrativa è quella di assistere a una aberrazione, un depistaggio. Come se qualcosa degli eventi raccontati, sfuggisse alla comprensione, come se una “presunta verità” sulla rivoluzione del 1799, non possa essere, fino in fondo, raggiunta.
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=368&t=contatti

 

10370420_10208882977817644_4833233831073177934_nMisura per misura – DEBUTTO
Quando: dal 15 al 23 marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: feriali (tranne il 16 e il 23 marzo) ore 20.30; mercoledì 16 e 23 marzo e domenica 20 marzo ore 18.00
Drammaturgia e Regia: Laura Angiulli
Interpreti: Stefano Jotti, Giovanni Battaglia, Alessandra D’Elia, Agostino Chiummariello, Michele Danubio, Federica Aiello, Gennaro Maresca, Luciano Dell’Aglio, Vittorio Passaro e l’allieva Maria Scognamiglio
Trama: La storia prende spunto con il volontario allontanamento di Vincenzo, Duca di Vienna, dalla carica che gli è propria, e il conseguente passaggio di ogni potere all’irreprensibile Angelo che, ispirato a rigidi principi, impronta l’amministrazione della giustizia secondo regole di spietata ferocia. Al centro la vicenda di Claudio – condannato a morte per avere resa incinta Giulietta sua sposa segreta – e l’intervento della di lui sorella Isabella, “eroina casta e apocalittica”, la cui bellezza accende di passione Angelo: s’innesca qui il sovvertimento morale di colui che della morale avrebbe dovuto essere garante, con la ricattatoria richiesta di adesione ai suoi “sconci” desideri. Al puritanesimo di Angelo – ormai tradito nei fatti – corrisponde nella ragazza l’incrollabile difesa della propria illibatezza, insistentemente protesa verso la castità della vita monastica. Segue un complesso sviluppo di azioni, e in conclusione il lieto fine, col ritorno del Duca al ruolo di comando, la conseguente salvezza di Claudio e le nozze riparatrici. Tutt’intorno un popolo di prostitute, ruffiani, beoni, praticanti del sesso illecito, che alla rozza e sfrontata sopraffazione delle regole affida il proprio “tirare a campare” nell’abbattimento di ogni confine etico e giuridico; né vengono sottolineati con minore brillantezza il degrado e l’incompetenza della burocrazia, di cui l’eccellente Gomito si fa interprete. (Laura Angiulli)
Info e prenotazioni: 081 425 037 – 081 425 824 – galleria.toledo@iol.it

 

f8998eec-e3c3-4aea-acb4-766bf537d711Candide
Quando: dal 15 al 20 marzo
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 15-03 ore 21, 16-03 ore 17, 17-03 ore 17, 18-03 ore 21, 19-03 ore 19, 20-03 ore 18
Autore: Mark Ravenhill ispirato a Voltaire
Regia: Fabrizio Arcuri
Interpreti: Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Francesco Villano, Matteo Angius, Federica Zacchia e con Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Sconditti, Francesca Zerilli e la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio
Trama: Candide (2013) di Mark Ravenhill non è esattamente una riscrittura dell’omonimo testo di Voltaire, ma una vera e propria trasposizione teatrale con variazioni. Con Candide, ou l’optimisme, Voltaire diede la sua risposta indignata a coloro che si erano convinti che il terremoto, che aveva raso al suolo Lisbona quattro anni prima, fosse parte di un piano divino per il bene dell’umanità, e demolì quella che considerava la più grande follia culturale e ideologica del suo tempo, sulla quale i poteri (la Chiesa e lo Stato, differentemente) si fondano (o simulano di farlo). Candide è un ottimista, un sognatore, che crede che tutto andrà per il meglio; poi all’improvviso il mondo, che ha creduto il migliore possibile, gli comincia a crollare intorno. E l’ottimismo nel nostro secolo che fortuna può avere? Con lo stesso testo ora Ravenhill aggredisce i pregiudizi del nostro presente, le nostre opportunità che non sono altro che illusioni, e il nostro futuro che non è altro se non un presente frustrato, componendo un meccanismo che mette in ridicolo le certezze su cui si fonda il mondo contemporaneo. Un gioco scenico di teatro nel teatro di gusto shakespeariano che permette di avanzare una mossa nel gioco della società e far esplodere il tema del “futuro del nostro presente”.
Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=368&t=contatti

 

3a7bc630-8dde-4a58-a662-f5cf5c8344a3La Repubblica di Utopia
Quando: 16 e 17 marzo
Luogo: Fondazione Banco di Napoli/Archivio storico – via dei Tribunali n. 213 (Napoli)
Orario: 20
Autrice: Stefania Bruno
Regia: Luca Gatta
Interpreti: Angela Dionisia Severino e Paola Maria Cacace
Trama: Due storie d’amore si intrecciano con le vicende tragiche della Repubblica del 1799. Un dialogo impossibile in cui due donne reclamano il loro diritto a costruire uno stato ideale, basato sulla felicità del corpo: la famosissima Luisa Sanfelice e la sconosciuta Serafina Vargas.
Prenotazione obbligatoria: 396 235 295 (anche whatsapp) – coop.enkaipan@gmail.com

 

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©I vicini
Quando: dal 16 al 20 marzo
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: 21
Autore e Regia: Fausto Paravidino
Interpreti: Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Davide Lorino, Barbara Moselli e Sara Putignano
Trama: I vicini è uno spettacolo sulle nostre paure, immaginarie e reali, sulle nostre paure reali che, spesso, sono le nostre paure immaginarie. In un’atmosfera rarefatta e sospesa, due giovani coppie s’incontrano e si scontrano tra le mura domestiche. Lo spettacolo ricalca il tema di tanti thriller, di tanti film del terrore e del mistero. O forse, come dice l’autore, è più semplicemente uno spettacolo sulla paura tout court, la paura di ciò che non conosciamo, inspiegabile, irrazionale, la percezione dell’estraneo come ignota minaccia, che penetra proprio là, dove crediamo di poterci ritenere al sicuro, nel nostro rifugio, nella tana, nella caverna primordiale.
I Vicini è una commedia su un lui e una lei che vivono insieme, e si spaventano quando arrivano i nuovi vicini di casa, che rappresentano tutto quello che è fuori di noi e ci fa paura. Si può ammetterlo o meno, ma, generalmente, siamo spaventati dalla differenza, di qualunque tipo.
Paravidino gioca con grande abilità sugli elementi di suspense, sulle sensazioni di allarme per un pericolo incombente, sulla capacità di suscitare nello spettatore l’impressione, o l’attesa, che in ogni istante possa accadere qualcosa, mescolando ironia e spavento ed elevando la tensione ad ogni azione.
Casa, famiglia, coppia, intrecciate nelle tensioni della nostra realtà quotidiana, sono i temi attorno ai quali si dipana la commedia umana di questo giovane e, allo stesso tempo, maturo uomo di teatro.
Paravidino, con la sua vena inesauribile di autore raffinato e interprete sensibile, riesce a farci ridere e piangere di noi stessi in un rito liberatorio, che ci riporta al senso originario del teatro stesso.
 Info e prenotazioni: 081 497 6267botteghino@teatronuovo.it –http://www.teatronuovonapoli.it/botteghino.php

 

181cebd5-1726-49cc-80a7-91dbd6b78dd2Pisci ‘e paranza
Quando: 17 marzo
Luogo: Asilo Filangieri
Orario: 21
Autore e Regia: Mario De Masi
Interpreti: Andrea Avagliano, Serena Lauro, Fiorenzo Madonna, Rossella Miscino, Luca Sangiovanni
Trama: Una stazione. Luogo di interconnessione fra i luoghi, motore di un movimento incessante di persone e cose. Ciò che i più semplicemente attraversano, da alcuni è abitato. Quello che per molti è un corridoio, per altri è casa. Pochi metri quadrati compendiano l’intero universo delle relazioni umane che abitano fuori, allo stesso modo in cui un acquario, piccolo o grande che sia, riproduce esattamente le dinamiche animali del mare aperto. Come in un acquario, si muovono i pesci di paranza di questa stazione immaginaria. Piccole figure senza qualità se non quella di essere umane. Umanamente vivono l’emarginazione, umanamente ne generano altrettanta. Tanto essi subiscono lo sguardo schifato del mondo di fuori, tanto lo rigurgitano nel microcosmo che compongono. Rifiuti della società che rifiutano a loro volta, in un circolo vizioso di negazione dell’altro da sé. In questo mondo di ultimi trova spazio la bellezza, l’ancoraggio disperato alla vita, la struggente consapevolezza della sua caducità. Acquario dalle pareti a specchio, questa società ai minimi termini non ha né capo né coda. Si nutre delle briciole che il mondo esterno le offre. Vive nei limiti che questo le impone. Il marciapiede è dunque il meraviglioso, terribile limite che è insieme tensione al superamento e divieto di transito, horror vacui e curiosità adrenalinica, insofferenza al presente e paura del futuro. Al marciapiede, significante universale dei limiti soggettivi, si contrappone la platea, luogo del giudizio comune che pretende di farsi oggettività.
Info: http://www.exasilofilangieri.it/pisci-e-paranza/

 

5464ed34-059d-4192-9eef-8b2337d71770Pulcinella e compagnia bella. Un racconto a due voci
Quando: dal 17 al 20 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario:  giovedì, venerdì e sabato alle ore 21:00 e domenica alle ore 18:00
Autore: Paola Ossorio
Interpreti: Giovanni e Matteo Mauriello
Trama: Pulcinella e compagnia bella nasce come pièce teatrale intorno alla figura di Pulcinella come personaggio contemporaneo e quotidiano. La maschera di Pulcinella è quella che alcuni di noi, forse più di quanti crediamo, indossano per difesa: allegria, compiacenza, competenza, spavalderia, all’esterno, e sotto la maschera il contrario, malinconia, insicurezza, inadeguatezza, paura. A Napoli se si dice di qualcuno “chillo fa ’o pullecenella”, è per critica negativa, ma quasi sempre la persona in questione è una persona problematica, uno che non sta bene con se stesso, uno che si vuole nascondere. La pièce è stata adattata a racconto non tanto per “adattarla”, in senso restrittivo, quanto per tirarne meglio fuori il suo carattere di “racconto di formazione”. L’arco temporale della vicenda, infatti, va dal momento in cui il figlio appena nato incontra il padre fino a quello in cui, una volta cresciuto, se ne distacca. Ed è il figlio a fornire la sua prospettiva soggettiva della vicenda, intrecciando il racconto del tempo passato al dialogo diretto con il padre, con il quale si scontra e si incontra, chiacchiera, litiga e canta. Tutti i loro contatti col mondo esterno si situano in una zona ambigua, tra la realtà oggettiva e la dimensione interiore: vissuti, sognati, immaginati, o temuti, quel che conta è il cammino del rapporto fra i due e l’affrancamento dalla paura del mondo esterno, a prescindere dal mezzo con cui lo hanno conquistato. Oltre al padre single e al figlio stravagante almeno quanto il padre, compaiono anche altri personaggi: una madre assente la cui assenza è molto presente, alcuni colleghi artisti che non parlano ma di cui si parla e alcuni animali che neppure vediamo ma che sicuramente sentiamo aggirarsi intorno a noi. Non è uno spettacolo, è un racconto, e ascoltare un racconto può essere un’esperienza affascinante, specialmente se i personaggi, oltre a essere raccontati, sono anche lì presenti e chiacchierano, litigano e vivono la loro vita. Figurarsi poi se cantano una decina di nuove canzoni napoletane, orchestrate in modo fantastico, in una colorita panoramica di generi musicali fra tradizione e modernità.
Info e prenotazioni: 081 410 4467 – 081 544 8891

 

b265388e-d42c-4a91-b8d9-e654d585e50fPiccola Antigone e Cara Medea
Quando: dal 17 al 20 marzo
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: dal giovedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Autore: Antonio Tarantino
Interpreti: Teresa Ludovico e Vito Carbonara
Trama: Rivisitate e ricostruite ma non meno drammatiche, le due storie si avvicinano: una prostituta e il suo cliente che scoprirà essere suo padre Edipo, Piccola Antigone, e un’ex deportata che dopo aver ucciso i suoi figli, raggiunge il suo Giasone, Cara Medea. Le protagoniste creano con le loro storie un viaggio in quella modernità che ci sta lacerando, e che, anche se in modi diversi, ci infligge dolore e ci logora.
Antigone e Medea si liberano con parole feroci e banali per sfuggire, spesso, al dolore di un vivere quotidiano che le stringe in una morsa inesorabile e le paralizza. Il risultato di tutto questo è il continuo interrogarsi con tante domande, una delle quali: l’altro. L’opera rispecchia lo stile drammaturgico di Tarantino, che non risparmia allo spettatore parole forti, dure e pungenti.
Attraverso due donne simbolo della mitologia greca, lo spettacolo propone una vera e propria trasposizione in chiave moderna di un modello di donna contemporanea: disperata, dilaniata e alla fine annoiata.
Una donna che sopperisce al banale con il banale stesso, che si accompagna a un uomo che, al contempo, anela e distrugge, ora Edipo, ora marito; una figura, che, con il proprio “divampare femminino” e discorsi che investono tutto, mette in ombra ogni cosa la circondi, in modo particolare la figura maschile.
L’accostamento tra le figure di Antigone e Medea e la loro collocazione nella storia recente, entro sobborghi di città degradate e distrutte dagli eventi bellici, offre, dunque, un tentativo di decostruzione di una essenza: quella di donne deboli e, allo stesso tempo, forti. Donne che hanno inciso nella storia e nella letteratura, portatrici di antiche ferite mai rimarginate, e che sono rese, attraverso il filtro della modernità, tormentate dalla banalità, affette dall’isteria dell’eloquio, per colmare i vuoti della noia.
Non importa il tempo in cui si trovano, ciò che conta è l’azione del racconto, in cui, la protagonista, su uno sfondo erotico e decadente, è, in entrambi i casi, una donna forte e sfacciata, delusa dalla vita e scettica davanti a qualsiasi possibilità di cambiamento.
Prenotazioni: 349 1925 942 – 081 296 640

 

3a3c1a16-a3b5-4a1a-99d4-ea103e56080eAnimali come noi… 2 (quello che ancora non vi avevamo raccontato) – DEBUTTO
Quando: 18 marzo
Luogo: Napoli (zona Bagnoli) – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  20:30
Interpreti: Paolo Cresta, Carlo Lomanto, voce e percussioni
Trama: Viskovitz con la sua amata Ljuba e gli immancabili Petrovic, Zucotic e Lopez ritornano con le loro divertentissime vite bestiali per una sana boccata di realismo animalesco, ironico, pungente, coinvolgente! Dopo il grande successo del primo adattamento, spettacolo di apertura della prima edizione de Il Teatro cerca casa, questa volta a raccontarsi senza troppe smancerie saranno un ghiro con le allucinazioni, un topo di laboratorio, un camaleonte con crisi d’identità, un pappagallo fedifrago, un pesce alle prese con l’incomunicabilità e un uno scorpione alla conquista del West! Ma dietro l’angolo, pronti a balzare fuori, non mancheranno stercorari, mantidi, lumache, porci, spugne, squali…. Per poter ridere ancora con loro, su di loro e, ovviamente, su di noi!
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

f2b50c3a-a665-4de7-9eb0-a69b5906ca13Preghiera – Il sacro e la Passione nella musica a plettro
Quando: 18 marzo
Luogo: Basilica di San Giovanni Maggiore – Napoli
Orario: 20:30
Interpreti: l’orchestra della Casa del Mandolino; Paola Fiudi (soprano); Mauro Squillante (solista) e Tobias Gonzalez (direttore)
Trama: Gli ensemble mandolinistici del primo Novecento costituirono uno dei veicoli principali di diffusione della musica a tutti i livelli sociali, in un’epoca in cui l’unica maniera di riprodurre brani musicali era eseguirli.
In quel periodo, dunque, il repertorio degli strumenti a plettro trattava tutti i generi musicali in voga: dall’opera alla canzone.
Il multiforme mondo del mandolinismo italiano del primo Novecento aveva più volte offerto piccoli camei alla musica d’ispirazione religiosa, che seppur non possono definirsi in senso stretto musica sacra o liturgica, a questa si ispira.
Di tale produzione, per l’evento in programma, si offrono piccole composizioni di alcuni dei principali protagonisti della letteratura mandolinistica italiana: Carlo Munier, Ernesto Becucci, Giacomo Sartori, Raffaele Calace, Giuseppe Pettine. Ad esse si aggiungono brani di autori sudamericani come Piazzolla e una composizione originale del compositore Tobias Gonzalez, che dirigerà l’orchestra.
Info e prenotazioni: casadelmandolinonapoli@gmail.com

 

8446f4e2-b697-490d-8bb6-d6173f5b154dLa canzone di Filomena
Quando: 18 marzo
Luogo: Il Clubino – Napoli
Orario:  20:30
Autore: Maurizio De Giovanni
Interpreti: Tina Femiano
Trama: Reading teatralizzato del racconto dello scrittore Maurizio de Giovanni “La Canzone di Filomena” (tratto dalla raccolta di racconti “Le Mani Insanguinate”) interpretato dall’attrice Tina Femiano. Sottolineature musicali della violinista Aurora Sanarico. Interverrà l’Autore.
Per info: 081 195 34230 – 328 101 9922 – 347 253 5579 – piera.cimmino@virgilio.it – http://www.ilclubino.altervista.org/

 

4012c4ed-e498-4c00-a143-abefa8f290ffAspettando che spiova (la ventesima replica)
Quando: 18 e 19 marzo
Luogo: 30ennale Sala Assoli
Orario: 20:30
Autore: Gianluca d’Agostino
Interpreti: Gianluca d’Agostino e Luigi Credendino
Trama: Sono due le storie che raccontiamo contemporaneamente.
La prima è quella di due uomini molto diversi,e per estrazione sociale e per animo; i quali durante un acquazzone dalle proporzioni bibliche, si trovano a ripararsi per poco più di un’ora, sotto lo stesso arco di un androne di un palazzo d’epoca. Avranno l’occasione di mettersi a confronto e di conseguenza, scontrarsi. Intanto, la pioggia che incombe, è presagio di qualcosa di misteriosamente funesto. La seconda è la storia parallela dei due attori che interpretano questi personaggi. Uno di loro non riesce più a scindere la realtà dalla finzione ed è per questo imprigionato all’interno del suo personaggio. Il suo collega invece, partner di scena e amico nella vita, prova a svegliarlo dall’incantesimo di cui è vittima, proprio durante lo spettacolo, cercando di fargli capire che quello che sta accadendo tra di loro, è una finzione teatrale e non la vita vera; e per quanto reale appaia, resta pur sempre una finzione. Dunque cosa accadrà? Perché questo attore fugge la propria realtà e si è rintanato nel suo personaggio? Cosa farà il suo collega per riportarlo alla vita? Intanto il tempo scorre and the show must go on, il pubblico non può aspettare che gli attori risolvano i propri problemi personali sulla scena sotto il loro sguardo. Riusciranno dunque a portarlo a termine, nonostante la trappola della quale sono vittime? O dovranno accantonare lo “spettacolo” per concentrarsi su questioni più importanti e profonde? E se così fosse, a cosa porterà questo slittamento?
Info e prenotazioni: botteghino@associazioneassoli.it – 081 195 63943

 

Il labirinto 3Il labirinto
Quando: 18, 19 e 20 marzo
Luogo: 18 marzo Portici; 19 marzo Santa Maria Capua Vetere (CE); 20 marzo Caserta – per Il Teatro cerca Casa
Orario: 18 e 19 marzo ore 20:30; 20 marzo ore 18
Drammatugia: Giuliano Longone
Regia: Lello Serao
Interpreti: Alessia Sirano e Lello Serao
Trama: Il Labirinto è liberamente ispirato al romanzo dello scrittore americano Daniel Keyes Fiori per Algernon, scritto nel 1966, un classico della letteratura in lingua inglese del XX secolo. Lo spettacolo narra la storia di Charlie Gordon, un ritardato mentale che diventa la prima cavia umana dell’operazione ideata dai professori Nemur e Strauss che con lo stesso esperimento hanno già triplicato l’intelligenza di un topo di nome Algernon. Charlie, dopo l’operazione, diventa un genio riuscendo a superare per intelligenza e conoscenza anche i più grandi professori universitari e persino i professori che l’hanno operato, ma questo gli farà fare una drammatica scoperta sul proprio destino e su quello del topo Algernon. La storia è narrata in prima persona da Charlie nei suoi diari. I primi resoconti sono pieni di errori di grammatica ed esprimono una visione del mondo molto ingenua e infantile. La grammatica e la comprensione del mondo di Charlie migliorano di pari passo in una parabola che è poi la trama stessa della drammaturgia. Ma l’improvviso accrescimento della sua intelligenza fa scoprire a Charlie anche la vera natura del mondo che lo ha circondato e che prima viveva inconsapevolmente: un padre rassegnato e una madre violenta e ossessionata dalla “diversità” di suo figlio. Argomento centrale del lavoro è il ruolo dell’intelligenza nei rapporti tra le persone, e gli ostacoli alla comunicazione incontrati da chi ha un intelletto fuori dal comune: il genio allontana dagli altri quanto l’idiozia, e non è detto che la seconda opzione sia la peggiore. Mentre studia il regresso di Algernon, Charlie si accorge che, grazie alla sua cultura enciclopedica, è capace di fare collegamenti con tutti i campi della conoscenza, e questo lo aiuterà enormemente nella sua ricerca e nei suoi studi sull’effetto dell’esperimento “Algernon-Gordon”. (Giuliano Longone)
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

98bc4e7c-8275-4a25-8634-d032598fe9f6Arancia meccanica
Quando: dal 18 al 20 marzo
Luogo: Teatro Bellini
Orario: venerdì e sabato ore 21:00; domenica ore 18
Regia: Gabriele Russo
Interpreti: Daniele Russo, Sebastiano Gavasso, Alessio Piazza, Alfredo Angelici, Martina Galletta, Paola Sambo e Bruno Tramice
Trama: Arancia meccanica, è il romanzo che Anthony Burgess scrisse nel 1962, divenuto un cult grazie alla trasposizione cinematografica che ne fece Stanley Kubrick nel 1971. A distanza di oltre cinquant’anni dalla sua stesura, ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare oltre il suo tempo presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze e all’indottrinamento verso un “pensiero unico”. La messinscena di Gabriele Russo parte dall’adattamento drammaturgico che lo stesso Burgess fece del romanzo e rimane fedele alla volontà del testo originale di porre delle domande e di scuotere le coscienze. Sceglie di farlo attraverso un originale e raffinato racconto per immagini e suoni, dove le scene di Roberto Crea e le musiche di Marco Castoldi, in arte Morgan, sono parte integrante della narrazione, agiscono con gli attori, tasselli di un lavoro dall’estetica mozzafiato e dall’emotività dirompente. Un meccanismo perfetto, che riesce a incantare ma, al tempo stesso che spinge a una seria riflessione sulla libertà di scelta e sul vero significato della parola “libertà”. Dopo il successo delle passate stagioni lo spettacolo è di nuovo in tournèe in Italia e farà ancora una volta tappa nel Teatro che ne ha decretato il successo.
Info e prenotazioni:  081.5491266 – www.teatrobellini.it

 

12064382_10208592105265042_1284822509_nPane. Storia d’amore in tempo di guerra
Quando: dal 18 al 20 marzo
Luogo: Sala Ichos
Orario: venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 19
Autrice e Regia: Luisa Guarro
Interpreti:  Cecilia Lupoli, Ettore Nigro, Omar Suleiman
Trama: Una storia d’amore nata nel bel mezzo della breve guerra di resistenza civile dei palestinesi (1947). Protagonisti una volontaria infermiera e un improvvisato soldato, impegnati in azioni necessarie, rese urgenti dal pericolo di morte, che incombe tutt’intorno e nel contempo presi, miracolosamente, dalla bellezza e delicatezza, che ciascuno riconosce nell’altro, nonostante il freddo, il fragore delle esplosioni, nonostante la paura e la rabbia. La guerra separa i due innamorati e accade, un giorno, che la bella infermiera si faccia carico di portare pane ai soldati in trincea; Questi, privi di provviste da troppi giorni, sono affamatissimi. In questa storia d’amore e guerra, in cui l’amore dà significato alla guerra, si pone una questione contingente, ma immediatamente universale, attuale e quotidiana: mangiare o non mangiare il pane insanguinato, con il quale ogni giorno apparecchiamo le nostre tavole. Questa domanda, dibattuta da sempre, rimanda, nel racconto originale, al concetto religioso dell’Eucarestia.
Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

 

chiromantica_ode_telefonica_agli_abbandonati_amoriChiromantica. Ode telefonica agli abbandonati amori
Quando: dal 18 al 20 marzo
Luogo: Teatro Civico 14 – Caserta
Orario: venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 19
Interpreti:  Roberto Solofria e Sergio Del Prete
Trama: Roberto Solofria e Sergio Del Prete si fanno interpreti di quel mondo disorientante, animato dalle storie di “Streghe da marciapiede”, “Le cinque rose di Jennifer”, “Scende giù per Toledo”, “Ragazze sole con qualche esperienza”, di “Facc’ ‘e San Gennaro” e “Partitura”. Personaggi che triturano pensieri e rigurgitano fantasmi negli angoli di camere da letto, negli angoli di sogni, di abbandoni, di amori e di illusorie telefonate. Un luogo unico e disunito che unisce le anime stracciate di Rosalinda Sprint, Jennifer, Gina, Tuna, Bolero e Grand Hotel in questo viaggio onirico-chiromantico en travestì. Identità possibili di corpi, che indirizzano le loro scelte verso un teatro di narrazione e che agiscono in un grande vuoto di regole, verso una discesa disorientante nelle viscere dell’amore.
Info e prenotazioni: http://www.teatrocivico14.org/wp/contatti/botteghino/

 

245eb707-3955-4f1e-b681-9853e736d819Il testamento di pietra
Quando: 19 marzo
Luogo: Museo Cappella Sansevero, Napoli
Orario: ore 19 e 20
Produzione: Associazione Culturale Nartea
Autore: Febo Quercia
Interprete: Antimo Casertano, Raffaele Ausiello e Antonio Perna
Trama: Il percorso teatralizzato, attraverso monologhi e dialoghi, farà rivivere la figura del principe Raimondo Di Sangro, insieme ad altre importanti personalità legate alla storia del Museo, esaltandone la genialità e il modo di schernire l’ignoranza, senza tralasciare le leggende che da sempre lo riguardano. Un vero e proprio viaggio nel passato, tra mistero e alchimia, racconti e studi scientifici, attraverso quella ragione che permette all’uomo di raggiungere il disinganno e liberarsi dalle false verità. Gli ospiti parteciperanno alla “lotta” fra il genio di un uomo e l’ignoranza dei più, nel coinvolgente format teatralizzato di NarteA. 
Prenotazione obbligatoria: 339 702 0849 – 334 622 7785

 

_70A9702Io, tra di voi
Quando: 19 marzo
Luogo: Napoli (zona Fuorigrotta) – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  20:30
Autori: Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola
Interprete: Massimo Masiello e al pianoforte Mariano Bellopede
Trama: Massimo Masiello sarà interprete di Io, tra di voi, accompagnato al piano da Mariano Bellopede, che firma anche le elaborazioni musicali dello spettacolo scritto a quattro mani da Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola. In scena si racconta la vicenda del giovane croato Goran che, scampato all’assedio di Vukovar, appena quattordicenne, arriva con mezzi di fortuna in Italia, con un sogno nel cuore: cantare, così come faceva nella sua terra, insieme alla sua famiglia di artisti, purtroppo non scampata allo sterminio. Ma lui, rifugiato politico, senza più nemmeno le scarpe per camminare, comincia a lavorare prima nei campi, poi come cameriere, nelle case di ricchi borghesi, quindi in un ristorante, dove fa tanti incontri, con personaggi appartenenti a varia umanità. La musica resta il suo sogno ed anche la sua ancora di salvezza, nelle sere in cui, da solo, racconta a se stesso la sua storia, gli orrori visti e vissuti, ma anche le piccole gioie. Il suo mito, oggi, dopo oltre vent’anni, come allora, è un piccolo uomo, uno che ce l’ha fatta, che veniva come lui da un paese martoriato dalla guerra civile e che grazie alla musica ha riscattato le umiliazioni ed il dolore, diventando il grande Charles Aznavour.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

c7747b92-1070-439d-95b6-642b83c98b35Sottozero
Quando: 19 marzo
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: 21.00
Autore: Sandro Dionisio, Pietro Ioia ed Antonio Mocciola
Regia: Sandro Dionisio
Interpreti: Ivan Boragine, Pietro Ioia, Marina Billwiller, Diego Sommaripa
Trama: “Sottozero”, opera ispirata alla storia vera di Pietro Ioia, è un dito puntato contro il fallimento dello Stato nella missione di rieducazione che un istituto di detenzione dovrebbe avere. Da un’idea di Antonio Mocciola, e scritto dallo stesso con Sandro Dionisio, lo spettacolo, cui i racconti di Ioia hanno offerto lampi di verità, è un viaggio nell’incubo di un ragazzo napoletano, che invecchia in carcere e ne esce dopo 22 anni, trovando la forza di raccontare le vessazioni subite e le ingiustizie patite. La regia di Dionisio non lascia scampo, serrata e spietata disegna tutte le traiettorie di un sistema infame e vigliacco, del tutto simile a quello che, all’esterno, produce la delinquenza quotidiana a cui assistiamo da decenni. In un confronto a due tra un detenuto e un suo aguzzino, “Sottozero” diventa presto, per lo spettatore, un claustrofobico inferno di parole e gesti, di soprusi e violenze ai limiti del sopportabile, fino allo spiraglio di luce finale. Oggi Pietro Ioia è il presidente dell’associazione Ex Detenuti di Poggioreale, ed è attivissimo nella difesa di chi è ancora tra le mura del carcere, e non ha la voce per gridare il proprio dolore.
Info e prenotazioni: 081 544 2616 – http://www.teatrobolivar.com/

 

a6c81c09-7cc2-4c34-b254-1086d29c8322Volgarità gratuite ad un prezzo ragionevole
Quando: 19 e 20 marzo
Luogo: Centro Teatro Spazio – San Giorgio a Cremano
Orario: 21
Autore: Maurizio Capuano e Claudio Buono
Regia: Maurizio Capuano
Interprete: Max Cataliotti, Giuseppe Fiscariello, Emanuele Iovino, Gennaro Monforte, Giuliana Megan Ciucci, Ares Kent, Sandra Carag, Eliana Manvati
Trama: Se dovessimo usare una sola parola, diremmo che dissacrare è quella che meglio descrive questa raccolta di sketch satirico/umoristici. Anche se stiamo ancora cercando il significato di dissacrare”. Così i due giovanissimi – si fa per dire – autori emergenti, Jessica Montessori e Gustavo Lafè (non napoletani, ci tengono a precisare con un limpido accento lumbard, anche se sono calabresi), presentano lo spettacolo Volgarità gratuite a un prezzo ragionevole, la nuova produzione firmata Naviganti InVersi, la giovane compagnia impegnata nella non facile impresa di abbassare ancora di più il livello del teatro napoletano.
Un progetto che mira a realizzare un teatro diverso dal solito, dove la risata non è affidata al semplice gioco di parole, alla banalità priva d’inventiva, alla volgarità usata come fine e non come mezzo, ma alla capacità, propria di chi scrive, di condensare in poche battute le contraddizioni della nostra società.
Questa, la nostra difesa in tribunale. Volgarità gratuite a un prezzo ragionevole: uno spettacolo che vi farà venire voglia di ridere, riflettere, portare in teatro un oggetto contundente.
ps: oh, ragionevole, non significa gratis. No, tanto per essere chiari.
ps2: lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni, 18 anni, ai bigotti, a chi non ha il senso dell’umorismo. Se poi decidete di venire lo stesso, cazzi vostri.
Prenotazione obbligatoria: 340 666 8946 – navigantiinversi@gmail.com

 

47bad112-1e58-4e6b-b2fc-b9d79c4af76aPeli
Quando: 19 e 20 marzo
Luogo: Officina Teatro San Leucio (CE)
Orario: sabato ore 21, domenica ore 19
Produzione: Quattro Quinte
Autrice: Carlotta Corradi
Regia: Veronica Cruciani
Interpreti: Alex Cendron e Alessandro Riceci
Trama: Due donne giocano a Burraco, l’una di fronte all’altra. Un gioco educato, una conversazione formale, quella confidenza propria dei rapporti adulti appesantiti da una vita di non detti. Una è vedova, ha perso il suo uomo, il suo amore, l’altra è vedova pur non essendolo. Le carte seguono, bilanciano, enfatizzano gli attriti. Finché qualcosa interrompe il meccanismo di un dialogo borghese per entrare nella dimensione dell’emozione e dell’istinto.
Per info e prenotazioni: 0823 36 3066 – 349 101 4251 – info@officinateatro.comwww.officinateatro.com

 

c1583d3b-a29f-4edb-9c54-33b75e6d4317Sin Aire
Quando: 19 e 20 marzo
Luogo: Nostos Teatro Aversa
Orario: 21
Ideazione e Regia: Silvana Pirone
Interpreti: Giovanni Granatina, Sara Scarpati e Maria Teresa Vargas
Trama: “Sin Aire” nasce dall’esigenza della regista di sperimentare il proprio lavoro in una veste nuova, diversa rispetto ai propri trascorsi con “Teatro di Legno”, di cui permane il nucleo fondante con Silvana Pirone alla direzione e Luigi Imperato alla drammaturgia.  Il racconto si sviluppa per immagini, ma si allontana dal teatro danza: in scena gli attori interpretano i personaggi in modo fisico, con il proprio corpo, senza però essere danzatori. Il titolo dello spettacolo è provvisorio e rispecchia l’idea iniziale che lo vedeva legato a più linguaggi, un concetto venuto meno con il tempo, che ha reso più auspicabile “Assenza d’aria”. Il lavoro si compone di diverse tappe, quella del Nostos, a fine marzo, sarà la seconda. “Sin Aire” rappresenta uno studio in evoluzione, nato a dicembre 2014, quando Silvana Pirone è stata insignita di un premio al Festival Internazionale di regia “Fantasio Piccoli”, presentando uno studio di 10 minuti su “Aspettando Godot” con due attrici. Questo lavoro, assieme al testo di Metterlich, dal titolo “I ciechi”, ha ispirato l’idea registica di “Sin Aire”, slegata dai precedenti, ma con suggestioni provenienti da entrambe. Di queste, attraverso i tre attori in scena, si mantiene la malinconia, il rapporto con il tempo che non passa, con la cecità, il non vedere. Il tempo è rappresentato simbolicamente da un’enorme clessidra, ispirata all’albero che Giacometti realizzò per “Aspettando Godot”. Per il suo Godot, la regista Silvana Pirone ha sostituito l’albero con una corda, in “Sin Aire” l’ha trasformata in un filo di sabbia, ovvero il tempo atteso. Altra suggestione è nelle due anime di una stessa donna, cieche/bendate, riprese da luci, realizzate da Paco Summonte, che riportano il concetto di vedo/non vedo e avvolgono lo spettatore nelle azioni che avvengono in scena. Attraverso immagini e quadri visivi, lo spettacolo racconta emozioni. Ultima suggestione e fonte di ispirazione è la foresta dei suicidi in Giappone, un luogo che si stenta a credere reale, dove vita e morte coesistono, un non- luogo di gesti estremi che racconta un’assenza… “Sin Aire”.
Prenotazioni: info@nostosteatro.it – 081 19 169 357 – 389 24 714 39

 

20151122-Amleto-FX-VicoQuartoMazzini-Verona-dismappa-951-550x412Amleto FX
Quando: 19 e 20 marzo
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: sabato alle ore 20:30 e domenica alle ore 18
Interprete: Gabriele Paolocà
Trama: Amleto Fx è un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi. Uno spettacolo che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze. Questo non è l’Amleto. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso, banale, scontato ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere? Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e, per farlo, medita il gesto estremo che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca. Sappiamo che c’è un padre, un re, morto e una madre, una regina, che non ha perso tempo e si è risposata col fratello del marito defunto e poi se n’è andata in barca a Forte dei Marmi. Sappiamo che Orazio, il miglior amico di Amleto, ha organizzato una festa e che tutti andranno, compresa Ofelia. Lo sappiamo perché il computer, l’unica “finestra” sul mondo che Amleto tiene ancora aperta, continua a vomitare messaggi.
Info e prenotazioni: 081 585 1096 – 340 109 8705 –  liberascena1@gmail.com – teatriassociatinapoli@gmail.com – www.liberascenaensemble.itwww.teatriassociatinapoli.itwww.interno5teatro.it

 

9ad756e3-1fea-4ff3-9478-2d84115caed2La meccanica del cuore
Quando: dal 19 al 27 marzo
Luogo: Il Pozzo e il Pendolo
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18:30
Autore: Mathias Malzieu
Trama: Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. L’amore, innanzitutto.
Una favola dolce e spietata sul potere salvifico o fatale delle emozioni
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

ab5ab857-e466-42de-ab70-83179cb22f5dIn cerca di Neàpoli, canto inverso per sirenidi e lupi di mare
Quando: 20 marzo
Luogo: Rampe Lamont Young – Napoli
Orario: 11
Produzione: Collettivo LunAzione
Trama: “I marinai mediterranei scoprirono che l’unico mezzo per salvarsi dal canto mortale delle sirene consisteva nel cantarlo al rovescio”, questo appunta Josè Ortega Y Gasset nelle sue Meditazioni sul Chisciotte ponendo in risalto la chiave dello spirito mediterraneo: aguzzare l’ingegno per risolvere il problema del desiderio. Bloccati su di una spiaggia, due uomini greci, un condottiero e il suo marinaio, reduci del saccheggio della Troia omerica, fanno l’incontro di una creatura misteriosa dall’incomprensibile passato. Una figura senza memoria, uomo e donna, vecchia e giovane al contempo, incapace di mostrarsi in un’unica forma. Starà a loro trovare il modo di fare i conti con questa differenza mitologica senza venir condotti alla rovina. Il lavoro è pensato come un percorso itinerante e interattivo per adulti e per bambini. In cerca di Neàpoli è la storia immaginaria della fondazione di una città nuova, un interrogarsi su ogni forma di diversità e sulle possibilità di convivenza in cerca di soluzioni. Vuol essere un gioco tra musica e teatro per esplorare possibilità immaginative che recuperino il principio attivo di temi all’ordine del giorno senza pretesa di fedeltà pedissequa o di comunicazione di messaggi, piuttosto con il desiderio di mostrare qualcosa di cui lo spettatore, bambino o adulto che sia, possa conservare memoria emotiva.
Info e prenotazioni: lunazione@gmail.com – www.collettivolunazione.it – 335 5423 2067 – 334 964 8516

 

39501d77-d047-4d1e-a04f-1675248c3351Io, James Dean
Quando: 20 marzo
Luogo: Museo del Sottosuolo – Napoli
Orario: 19
Autore e Interprete: Antimo Buonanno
Regia: Antonio Vitale
Trama: Divo fragile e vulnerabile ma anche rivoluzionario, James Dean, era un ribelle che amava correre troppo veloce per vivere e troppo giovane per morire.
Tutti coloro che gli sono stati vicini sono scomparsi prematuramente, la sua leggenda continua ancora oggi ad appassionare intere generazioni che riconoscono in lui il precursore dell’insofferenza giovanile. L’impronta dei suoi blu jeans è ancora viva, cosi come i suoi sguardi indirizzati verso quella gioventù bruciata troppo in fretta. Prototipo di ogni Dean-ager, recitò nel modo in cui visse e visse come recitò sul grande schermo.
Un gigante del cinema, che ora, riposa nella Valle dell’Eden. E  se in realtà non fosse morto?
Info e prenotazioni: 081 863 1581 – http://www.tappetovolante.org/ems/scheda.php?idCat=239

 

4094e1d0-1524-4205-b16b-267b176bc1c1Scarpe di Mizan. Traversata sulla fuga e altri fossi
Quando: 20 marzo
Luogo: Teatro Madrearte – Villaricca (NA)
Orario: 20:30
Produzione: Rena Libre
Autori: Daniele Marino e Marina Cavaliere
Regia e Interprete: Daniele Marino
Trama: Mizan ha vent’anni. È scappato dal suo paese con la speranza in uno zaino. L’Europa è davanti: sogno e castigo. Indossare le sue scarpe significa testimoniare il suo viaggio, la metamorfosi del ragazzo che non è più, manichino ormai alla deriva, maschera rinvenuta dal Mediterraneo, distaccandosi per un momento dalla sola immagine che arriva dai media. Lasciarlo sulla scena a tracciare nuove rotte possibili. Pedina estrema di una delle sconfitte della società capitalista. Un confine immateriale ci divide sempre. Tutti migriamo verso qualcosa d’irraggiungibile imparando a saltare fossi. Il teatro forse può ridefinire questa condizione, questa eterna distanza, abbreviarla, dando corpo e nuova voce ad un essere che non vediamo, eppure è seduto accanto a noi. Figura in perenne movimento, in cammino sull’Europa desolata e le parole.
Info e prenotazioni: info@madrearte.it – 334 825 5591 – www.madrearte.it

 

8ca5d322-f1cb-4e02-a32f-5e659c475e11Testimone oculare
Quando: 21 marzo e da 23 a 27 marzo
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: lunedì, mercoledì, venerdì e domenica ore 20.45; giovedì e sabato ore 19
Autore: Joshua Sobol
Regia: David Jentgens
Interpreti: Emanuele D’Errico, Rebecca Furfaro, Antonio Grimaldi, Ettore Nigro, Monica Palomby, David Power, Teresa Raiano, Dario Rea, Margherita Romeo, Arturo Scognamiglio
Trama: Il cittadino austriaco Franz Jägerstätter si rifiutò, dopo l’Anschluss (annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938), di svolgere il servizio militare quando fu convocato nel 1943. Venne per questo arrestato e processato, sebbene l’esito fosse fin dall’inizio chiaro: la condanna a morte. Questi sono i fatti storici.
Nello spettacolo TESTIMONE OCULARE vengono rivissuti gli ultimi giorni della vita di Franz J. in una prigione militare di Berlino, quando la morte gli è costantemente davanti agli occhi. Gli amici, i familiari, i giudici, il prete e la dottoressa tentano di convincerlo ad accettare almeno il ruolo di paramedico nell’esercito, ma Franz J., dopo aver visto con i suoi occhi treni carichi di bambini portatori di handicap diretti ai campi di concentramento, non può accettare di indossare l’uniforme di coloro che hanno preso parte a questo massacro.
Info e prenotazioni: 081 544 2616 – http://www.teatrobolivar.com/

Gabriella Galbiati

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