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Spettacoli per grandi e piccini per queste festività pasquali da trascorrere in città in compagnia del teatro, tra debutti, musica e divertimento.

a210d968-857e-4a38-a98c-b30b579420b9Il tesoro dei pirati
Quando: 21 marzo
Luogo: Teatro dei Piccoli
Orario: 10
Interpreti: Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni e Diego Pasquinelli
Trama: Con l’ironia propria del teatro di figura e di animazione, nota caratteristica della storica compagnia di Jesi, i burattini e i pupazzi sono questa volta protagonisti di una surreale e divertente avventura di mare e terra, incentrata sulle imprese di due buffi pirati alla ricerca del proverbiale tesoro leggendario. Azioni e gags si succedono serrate nel compiuto racconto scenico, incrociando nello sviluppo dell’azione molteplici spunti tratti dalla copiosa letteratura di genere: leggende ed imprese, più o meno titaniche, di questi “padroni del mare, uomini senza paura alla continua ricerca della ricchezza e della libertà”.
“Nelle vecchie casse dei burattini – aggiungono gli autori – non poteva mancare il personaggio del  Pirata, per tutto ciò che esso evoca, dai miti del mare ai racconti delle gesta di questi uomini leggendari e misteriosi. E alla fine si scopre un tesoro ancora più grande: quello della solidarietà, della fratellanza, della necessità di spezzare le catene alla conquista della libertà, bene primario e valore assoluto nella comunità dei Pirati, e non solo”.
Lo spettacolo tratta con la leggerezza propria del Teatro d’Animazione, temi importanti, ancor più se riferiti ad un pubblico di bambini, quali l’amicizia e la solidarietà in contrapposizione all’avidità, alla ricerca della ricchezza e all’egoismo.
Info e prenotazioni: 081 239 5653 (feriali 9:00/17:00) – www.teatrodeipiccoli.it  – info@teatrodeipiccoli.it

 

947347_1166169243394292_4613224243513294666_nStabat Mater
Quando: 21 marzo
Luogo: Basilica San Francesco di Paola
Orario: 19
Interpreti: Francesco Di Vito – soprano, Rosa Montano – mezzosoprano, Egidio Mastrominico – violino di concerto
Trama: In occasione della IV edizione della Giornata Europea della Musica Antica promossa dal Rema, lunedì 21 marzo alle ore 19.00 presso la Basilica Reale e Pontificia di S.Francesco da Paola, Area Arte presenta lo Stabat Mater di Nicola Sala affidato alle voci soliste d’eccezione di Francesco Divito – soprano e Rosa Montano – mezzosoprano ed all’Ensemble Barocco Le musiche da camera di Napoli.  La sequenza Stabat Mater, testo sacro del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi , è una meditazione sulla sofferenza di Maria Madre di Cristo. Lo Stabat di Nicola Sala, maestro insigne della scuola napoletana del ‘700 di origini sannite, benché costruita nell’ambito delle convenzioni di quello che era una forma-testo della musica sacra e della scuola napoletana del settecento, presenta caratteristiche di originalità tali da farla annoverare tra i capolavori del genere. L’opera per due soprani, archi e basso continuo, è costituita da 10 numeri, presenta cinque arie solistiche e cinque duetti e l’ultimo termina con una complessa fuga costruita sull’ “Amen” finale. Lo Stabat e stato eseguito per la prima volta dall’ Ensemble Le musiche da camera nel 2011. Il concerto è inserito nelle proposte della European Day of Early Music, promossa dal REMA che celebra proprio nella data del 21 marzo la Musica Antica ed il patrimonio musicale Europeo.
Il concerto è una anteprima di Convivio armonico 2016 stagione concertistica giunta alla XV Edizione, che anche quest’anno a partire dal 2 aprile si dividerà in vari sezioni e luoghi tra ” Suoni in Basilica ed Luoghi Sacri” e “Musica Nel Corpo di Napoli” presso Museum di Piazzetta Nilo, singolare ed affascinante location nel cuore del centro storico di Napoli, luogo principe della copiosa produzione musicale settecentesca, offrendo in tal modo una nuova opportunità di spazio di ascolto.
Info: https://www.facebook.com/events/1658774747709167/

 

8ca5d322-f1cb-4e02-a32f-5e659c475e11Testimone oculare – DEBUTTO
Quando: 21 marzo e da 23 a 27 marzo
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: lunedì, mercoledì, venerdì e domenica ore 20.45; giovedì e sabato ore 19
Autore: Joshua Sobol
Regia: David Jentgens
Interpreti: Emanuele D’Errico, Rebecca Furfaro, Antonio Grimaldi, Ettore Nigro, Monica Palomby, David Power, Teresa Raiano, Dario Rea, Margherita Romeo, Arturo Scognamiglio
Trama: Il cittadino austriaco Franz Jägerstätter si rifiutò, dopo l’Anschluss (annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938), di svolgere il servizio militare quando fu convocato nel 1943. Venne per questo arrestato e processato, sebbene l’esito fosse fin dall’inizio chiaro: la condanna a morte. Questi sono i fatti storici.
Nello spettacolo Testimone oculare vengono rivissuti gli ultimi giorni della vita di Franz J. in una prigione militare di Berlino, quando la morte gli è costantemente davanti agli occhi. Gli amici, i familiari, i giudici, il prete e la dottoressa tentano di convincerlo ad accettare almeno il ruolo di paramedico nell’esercito, ma Franz J., dopo aver visto con i suoi occhi treni carichi di bambini portatori di handicap diretti ai campi di concentramento, non può accettare di indossare l’uniforme di coloro che hanno preso parte a questo massacro.
Info e prenotazioni: 081 544 2616 – http://www.teatrobolivar.com/

 

b08a84d5-9ffe-4fb2-9583-a4b4b52ba0f9L’Inferno di Dante
Quando: 22, 23, 26, 27, 30 e 31 marzo
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 22, 23, 30 e 31 marzo alle ore 9 – 10:15 – 11.30 – 12.45; 26 marzo ore 18:30; 27 marzo ore 11
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Interpreti: Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale. Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da e poche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

10370420_10208882977817644_4833233831073177934_nMisura per misura
Quando: 22 e 23 marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: martedì ore 20.30; mercoledì ore 18.00
Drammaturgia e Regia: Laura Angiulli
Interpreti: Stefano Jotti, Giovanni Battaglia, Alessandra D’Elia, Agostino Chiummariello, Michele Danubio, Federica Aiello, Gennaro Maresca, Luciano Dell’Aglio, Vittorio Passaro e l’allieva Maria Scognamiglio
Trama: La storia prende spunto con il volontario allontanamento di Vincenzo, Duca di Vienna, dalla carica che gli è propria, e il conseguente passaggio di ogni potere all’irreprensibile Angelo che, ispirato a rigidi principi, impronta l’amministrazione della giustizia secondo regole di spietata ferocia. Al centro la vicenda di Claudio – condannato a morte per avere resa incinta Giulietta sua sposa segreta – e l’intervento della di lui sorella Isabella, “eroina casta e apocalittica”, la cui bellezza accende di passione Angelo: s’innesca qui il sovvertimento morale di colui che della morale avrebbe dovuto essere garante, con la ricattatoria richiesta di adesione ai suoi “sconci” desideri. Al puritanesimo di Angelo – ormai tradito nei fatti – corrisponde nella ragazza l’incrollabile difesa della propria illibatezza, insistentemente protesa verso la castità della vita monastica. Segue un complesso sviluppo di azioni, e in conclusione il lieto fine, col ritorno del Duca al ruolo di comando, la conseguente salvezza di Claudio e le nozze riparatrici. Tutt’intorno un popolo di prostitute, ruffiani, beoni, praticanti del sesso illecito, che alla rozza e sfrontata sopraffazione delle regole affida il proprio “tirare a campare” nell’abbattimento di ogni confine etico e giuridico; né vengono sottolineati con minore brillantezza il degrado e l’incompetenza della burocrazia, di cui l’eccellente Gomito si fa interprete. (Laura Angiulli)
Info e prenotazioni: 081 425 037 – 081 425 824 – galleria.toledo@iol.it

 

d11de89d-ab65-44b7-821b-691c85524e51Tanta miseria e poca nobiltà
Quando: dal 24 al 26 marzo
Luogo: Teatro Troisi
Orario: giovedì, venerdì e sabato ore 21
Interpreti: Fabio Brescia, Stefano Ariota, Nicola Vorelli, Rosario Ippolito, Mattia Grillo, Salvatore Catanese, Mariano Grillo, Gregorio Del Prete, Armando Iodice, Ciro Sannino, Rosario Ippolito, Giorgio Sorrentino, Giosiano Felago, Rino Grillo, Carmine De Luca
Regia e Drammaturgia: Fabio Brescia
Trama: La vicenda è ambientata ai giorni nostri in un popolare quartiere di Napoli, a ridosso di piazza Dante. I protagonisti dello spettacolo Pasquale e Felice, sono rispettivamente un gommista e un idraulico e quali caduti in miseria a causa della crisi, decidono di condividere un basso napoletano. La storia è quella classica di “Miseria e nobiltà” ma i personaggi parlano un linguaggio un po’ più moderno di quello che scrisse Scarpetta.
Info e prenotazioni: 081 62 99 08 (dal martedì al sabato ore 10/13.30 e 16/20) – info@teatrotroisinapoli.it

 

128cb81f-1813-4cee-af2f-90a7a33d4600Una coppia da definire
Quando: dal 24 al 27 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario:  giovedì, venerdì e sabato alle ore 21:00 e domenica alle ore 19:00
Interpreti: Ernesto Lama e Rosaria De Cicco
Trama: “Una coppia da definire” nasce dal bisogno di comunicare pensieri con mezzi moderni, attuali che si intrecciano con il sentimento più antico del mondo: l’amore.  Innovazione tecnologica e poesia si fondono in un caleidoscopio di travestimenti, cellulari, chat e incontri al buio. Da questo vortice fuoriescono l’insicurezza e l’ingenuità dell’uomo che non riesce più a socializzare e a comunicare. Le lettere d’amore vengono sostituite da messaggi e chiamate e si perdono nel groviglio della grande rete invisibile che ogni giorno diventa sempre più grande. La storia di Anna e Vittorio (due single cinquantenni) racconta di come si senta la necessità di scappare, di evadere da questa rete che ci tiene prigionieri, in bilico fra l’essere e l’apparire… Questa sfida viene portata avanti nell’ironia e nella comicità di due interpreti che con la loro esperienza riescono ad unire la tradizione teatrale con la quotidianità, fra lazzi e chat.”
Fin dove la tecnologia può sostituirsi ai cari e vecchi modi per approcciarsi al prossimo?
Questa la domanda alla quale si tenta di rispondere con la messa in scena di questo spettacolo. Nell’approcciarsi alla rappresentazione di questo testo si è voluto creare un contrasto netto tra lo spasmodico utilizzo della tecnologia e la semplicità/umanità delle atmosfere “familiari” delle balere anni ’60/’70. Queste ultime, commentando i cambi di scena e i momenti “romantici” dello spettacolo, trascinano lo spettatore in un mood vintage/nostrano.
La trama viene snocciolata attraverso continue trovate da situation comedy a tratti surreali  e da comicità no sense. Le situazioni nelle quali i due protagonisti si trovano, danno libero sfogo alla straordinaria capacità dei due attori capaci di rendere lo spettacolo molto divertente pur affrontando una tematica apparentemente “impegnata”.
Info e prenotazioni: 081 410 4467 – 081 544 8891

 

de62b3e0-dc34-45b3-b2ea-1b31c209d07dHai appena applaudito un criminale
Quando: dal 24 al 27 marzo
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: dal giovedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Regia: Alessandro Minati
Autrice e Interprete: Daniela Marazita
Trama: Nel gelo di una cappella dedicata alla celebrazione della messa, si tengono i primi incontri. All’inizio ci sono un uomo e una donna ma presto lei rimarrà l’unica a condurre il gruppo di dodici uomini verso quello che appare l’irraggiungibile traguardo del palcoscenico.
Un’altalena di sentimenti e contraddizioni – dalla diffidenza alla paura, dallo scoramento al riscatto, dalla seduzione al tradimento, dal giudizio morale al dolore, dall’impotenza al rigore, dalla violenza alla finzione – va a disegnare la cronaca dell’ incontro straordinario della protagonista con un mondo di uomini reclusi ancora più “diversi” per aver commesso reati che scuotono la coscienza collettiva, che fanno orrore.
Un’esperienza – trasfigurata grazie all’azione teatrale – che penetra inconsapevolmente il sommerso che è in ognuno di noi, un incontro impossibile tra le sbarre che diviene realtà da condividere tra “liberi” e “detenuti”: l’accettazione della contraddizione come strumento di sopravvivenza che solo il teatro sa cogliere.
Nel luogo della privazione della libertà e di tante altre cose ancora, attraverso il teatro, si apre dunque una riflessione senza limiti anche sulle prigioni interiori, sul senso della “detenzione” come pena da infliggere, sul bene, sul male, sul valore della diversità di genere, e di ogni genere.
Si semina senza aspettative e qualche volta il miracolo accade: la conferma che il teatro è un doveroso atto di civiltà dell’uomo verso se stesso.
Prenotazioni: 349 1925 942 – 081 296 640

 

732f6d67-9601-4dc4-b470-dd2a544ebd60Semiinazione – Se il seme non muore, non può dar frutto. Atto II: Primavera
Quando: 25 marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20.30
Interpreti: Agnese Viviana Perrella e Gino Sansone
Trama: “Semi-in-azione: se il seme non muore, non può dar frutto” ci riconnette al ritmo delle stagioni in cui le energie della Natura muoiono e rinascono circolarmente in abbondanza di forme. Per questo motivo lo spettacolo si propone in quattro date diverse nel corso dell’anno, una per stagione, aggiungendo ad ogni rappresentazione un continuum. L’ azione scenica come un rito si svolge all’interno di un cerchio dipinto, detto Enso, il Grande Vuoto, che genera le diecimila cose, semi di ogni vita. In questa data di Primavera, in cui coincidono l’Equinozio e il Plenilunio con la Pasqua di Resurrezione, il lavoro teatrale, che nasce dal Mito di Kore-Proserpina, esprime le energie di germinazione e fioritura della Natura che si risveglia dal sonno meditativo dell’Inverno attraverso la risalita ciclica di Proserpina dal Regno di Ade sulla Terra. La Regina di Plutone si svela di nuovo la divina Fanciulla alla cui danza tutta la Terra si risveglia e sboccia a nuova verdeggiante Vita. Il ritmo del damaru (tamburello himalayano legato alla danza di Shiva-Dioniso) accompagna l’Inno Orfico a Géa, la Madre Terra, nello svelamento del Cerchio vivente dei Semi in Germi-in Azione. Il suono dei campanelli e del tamburo invoca e sostiene la danza, come un rifiorire del corpo in cui la Terra sboccia e germoglia di nuova vita. La danza ne esprime la gioia fino a divenire Donna-Uccello nella stirpe della Sirena Parthenope. Le Sirene Donne-Uccello dal canto in-cant-evole, sono Spiriti Guida nel loro culto autoctono tra la costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina, sino a Napoli, originariamente fondata come Parthenope.
“Semi-in-azione: se il seme non muore non puo’ dar frutto” vuole essere anche un contributo al risveglio dell’Anima della nostra città.
L’azione creativa di “Semi-in-azione: se il seme non muore non puo’ dar frutto” con quattro appuntamenti nel corso dell’anno, evoca i quattro elementi vitali: la Terra, l’Acqua, il Fuoco, l’Aria contenuti nel Grande Spazio.
Info e prenotazioni: 081 425 037 – 081 425 824 – galleria.toledo@iol.it

 

124ab629-f96e-4501-8bfc-6b3fd970c021La terza comunione 
Quando: 25 marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: 21
Autore e Regia: Mario Gelardi
Interpreti: Carlo Caracciolo, Luigi Credendino e Ciro Pellegrino
Trama: La terza comunione descrive un mondo che forse resiste solo nei ricordi dei nostri genitori o di noi da bambini e, come relitto di un’umanità superata, forse in qualche paese del profondo Sud. Si tratta della voce ancestrale di quella comunità di donne che una volta affollava le chiese. Unite come un solo popolo, una sola entità, il gruppo di donne che dicevano il rosario, come una nenia cantilenante o che cantavano le canzoni sacre, è un’immagine indelebile nella memoria di ognuno. Ed è un’immagine che resiste al tempo, basta gettare uno sguardo distratto tra i banchi di una chiesa prima che cominci qualsiasi celebrazione. Mario Gelardi cerca di ricreare questo mondo unendo le donne come in un’unica voce, un unico pensiero, che poi può dividersi in due, tre, quattro, infinite voci. Il testo è insieme monologo e dialogo. La preghiera qui si fa ancor di più rito, ma rito teatrale. A questo proposito racconta l’autore e regista dello spettacolo: «Ho creato una storia decisamente sopra le righe, paradossale: l’impossibilità di una bambina di ricevere la prima comunione, la sua difficoltà ad ingoiare l’ostia, il corpo sacro di Cristo viene rigettato dal corpo altrettanto sacro di un’anima candida e innocente». Attorno a questa vicenda che appare al nucleo comunitario, parrocchiale e umano, come simbolicamente negativa, si crea un mondo fatto di voci, di pettegolezzi, di frasi masticate e non dette, di parole sputate di nascosto, che determinerà lo svolgersi della vicenda: la parola si fa azione come nella preghiera e lo sguardo, la visione di chi assiste alla celebrazione del sacramento, si amplifica. Le parole si fanno preghiera che uccide, preghiera sbagliata, ostinata, musica mortale.
Info e Prenotazione: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it – www.nuovoteatrosanita.it


spettacolo_30212Parastasi Kitsch 

Quando: 25 e 26 marzo
Luogo: Teatro Civico 14 – Caserta
Orario: 21
Adattamento: Fabiana Fazio
Regia e Interpreti: Fabiana Fazio e Irene Grasso
Trama: Lo spettacolo, liberamente ispirato a La morte della Pizia, racconto ironico di Friedrich Dürrenmatt pubblicato nel 1976, vive nel contemporaneo adattamento di Fabiana Fazio. Le due giovani artiste, la Fazio e la Grasso, hanno lavorato a quattro mani per una regia che vuole restituire l’irriverente spirito dell’autore. Sulla scena si disegnano simbolicamente i luoghi sacri abitati da due Miti in decadenza, interpretati dalle due attrici che vestono rispettivamente i panni della Pizia e dell’oracolo di Apollo. E se i due miti greci, supremi detentori della verità, entrassero in crisi? Se i vaticini fossero in realtà solo visioni nate dalla loro fervida fantasia? Cosa accadrebbe ai personaggi che, timorosi  ed impauriti, si alternano al loro cospetto in cerca di certezze e rassicurazione? Da qui parte lo snodo dell’intera vicenda e insieme la denuncia dello scrittore svizzero, tradotta teatralmente dalla coppia Fazio-Grasso che gioca, in forma di satira, sulle corde della parodia tra le sfere religiose e politiche e l’ ambito “umano troppo umano”. Nella narrazione i due archetipi, ridotti a farsesche caricature, s’interrogano sugli uomini, si fanno beffe delle loro debolezze e delle loro credenze, scoprendo la vacuità, ma al contempo, l’importanza di quel loro mistificatorio commercio di verità. Qui il divino, da sempre abituato ad analizzare l’universo umano, si scopre e indaga se stesso, in un dissacrante e divertente gioco delle parti che è un gioco eterno, o meglio fuori dal tempo, come il mito, ma in fondo questo è anche e soprattutto il gioco del teatro.
Info e prenotazioni: 0823 441399 – 339 1873346 – info@teatrocivico14.it

 

9ad756e3-1fea-4ff3-9478-2d84115caed2La meccanica del cuore
Quando: dal 25 al 27 marzo
Luogo: Il Pozzo e il Pendolo
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18:30
Autore: Mathias Malzieu
Trama: Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. L’amore, innanzitutto.
Una favola dolce e spietata sul potere salvifico o fatale delle emozioni
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

0ca52ea3-2029-42b5-bf42-f31ed302901fGiuseppe Moscati. Un lampo nell’eterno
Quando: 26 marzo e 16 aprile
Orario: 18:30 e 19:30
Luogo: Complesso degli Incurabili
Produzione: Nartea
Autore e Regia: Febo Quercia
Interpreti: Raffaele Ausiello, Annalisa Direttore, Chiara Mazza e Peppe Romano con la partecipazione di Gennaro Rispoli
Trama: “Oggi Napoli ha perduto un grande medico, ma i poveri hanno perso tutto”. Viene accolta così la notizia della morte di Giuseppe Moscati, uomo di fede e di scienza, esempio di carità cristiana e grande innovatore nel campo della medicina e della ricerca. Moscati verrà proclamato santo nel 1987 per il coraggio mostrato non solo nelle circostanze eccezionali, come l’eruzione del Vesuvio e l’epidemia di colera, ma soprattutto per quanto dimostrato nelle sfide di tutti i giorni, nella dedizione disinteressata verso malati e poveri.
Prenotazione obbligatoria: 339.7020849 – 334.6227785

 

d605b768-1a5c-4679-aa79-8d25939005c0Franceschiello, un Amleto re di Napoli
Quando: 27 marzo
Luogo: Museo del Sottosuolo – 31SALVITUTTI!
Orario: 20:30
Autore e Interprete: Carmine Borrino
Trama: Francischiello non è un semplice spettacolo, ma un importante studio. È uno spettacolo che nasce come studio. Uno studio affrontato in due anni che ha per protagonista Francesco, ultimo Re di Napoli e del Risorgimento. I fatti, le falsità e le verità storiche, i personaggi, sono stati l’input necessario alla nascita di questo spettacolo ambientato in un periodo storico cruciale per la città di Napoli e per il regno dei Borboni, periodo storico che è stato messo in risalto nell’ultimo periodo anche in seguito alle ormai trascorse celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. Lo spettacolo proposto è basato su un’approfondita ricerca sul personaggio di Francesco II di Borbone; tale studio nel corso del tempo ha rilevato e rivelato analogie e somiglianze storico caratteriali con una figura della letteratura inglese shakespeariana, Amleto, giovane principe di Danimarca. Tante le somiglianze dei due personaggi, tantissimi punti in comune con il testo di Shakespeare. La giovane età del personaggio, il tradimento della corte, un padre che fu un grande Re tradito da un parente, il rapporto d’amore e di odio tra Francesco e Sofia cosi come tra Amleto e Ofelia, la follia che può essere intesa come “scemità” nel giovane Re napoletano e nel giovane Re danese, la calunnia gettata sulla reputazione dei giovani regnanti e anche delle piccole perle nei due racconti: la data del 14 Febbraio che è fondamentale per il giovane Re di Napoli è anche la data che canta Ofelia prima della sua morte, e ancora il primo personaggio che appare nell’Amleto si chiama Francesco, ed è un soldato. L’Amleto è stato smontato e ricomposto, attuando su di esso un intervento di ri-composizione drammaturgica, cambiando, ovviamente, le vicende storiche ma mantenendo l’ispirazione lirica dell’Amleto, un gioco e uno studio che vede una ri-creazione del testo.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

Gabriella Galbiati

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