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E dopo le feste pasquali, Napoli colora la sua primavera con tanti appuntamenti teatrali tra debutti e spettacoli di successo.

07e90224-3363-464e-8747-d965015dce3eSchifosi
Quando: 29 marzo
Luogo: Teatro Nest Napoli Est
Orario: 21
Autore: Rosario Sparno
Interprete: Luca Iervolino
Trama: Schifosi è uno spettacolo tratto dall’opera omnia di David Foster Wallace, per la regia di Rosario Sparno che ne cura anche l’adattamento teatrale. Sul palco, un unico protagonista, Luca Iervolino, chiamato a ricoprire vari ruoli che “schifosamente” si affastellano e si inseguono, accompagnato dalle “note disturbanti” di Massimo Cordovani, sotto le quali si ascoltano parole inconfessabili.
L’universo quotidiano che il regista analizza scenicamente è violento, mellifluo, fosco, ma soprattutto amorale. Proprio l’amoralità è il tema scomodo che viene affrontato, attraverso le vicende incentrate sulla difficoltà genitoriale e la violenza sulle donne. A questo proposito spiega il regista Rosario Sparno: «Approfondendo la vasta opera di David Foster Wallace abbiamo indagato la possibilità di dire quel che non si può dire perché è amorale. Una madre ambiziosa, decisa, disperatamente, a mostrarsi amorevole; un padre frustrato e moribondo che implora una indecente cortesia; un figlio che smette di recitare il ruolo del figlio perché sa che gli altri sanno che lui sa che gli altri sanno».
Sul palco un solo personaggio che si muove a fatica, cercando un confronto con i componenti della sua famiglia, quell’orchestra vuota, suggerita dal sottotitolo, che rappresenta lo spazio dentro il quale comincia a prendere forma la pièce.
Le storie che vengono presentate al pubblico sono una sorta di catalogazione di un’umanità tanto fragile quanto aberrante. I racconti ironici, buffi e tragici al contempo traghettano lo spettatore in una dimensione visionaria, sebbene restino ancorati alla realtà. Lo scontro che ogni personaggio vive con gli altri e con il mondo che lo circonda, alla fine si risolve nello scontro interiore con se stesso. La lotta personale si trasforma qui in una guerra contro la verità.
Info e prenotazioni: 338 237 6132 – 320 868 1011 – www.napoliestteatro.com – info.teatronest@gmail.com

 

a9a7117d-e163-4403-bc63-4385196aecf8L’uomo di fumo – Debutto
Quando: dal 29 marzo al 3 aprile
Luogo: Teatro Piccolo Bellini
Orario: dal martedì al sabato ore 21:15; domenica ore 18:30
Autore e Regia: Aniello Mallardo
Interpreti: Raffaele Ausiello, Giuseppe Cerrone, Marco Di Prima, Melissa Di Genova, Antonio Piccolo
Trama: Nel Regno di Torlindao, sull’orlo del baratro, il gabinetto di Stato – composto dal Re, dall’Arcivescovo, dal nobile Zarlino e dalla marchesa Oliva di Bellonda – è in riunione permanente allo scopo di realizzare un nuovo Codice di leggi che possa spazzare la crisi in cui versa la popolazione. L’accordo, però, è ben lungi dall’essere trovato e la ripresa appare una chimera irrealizzabile. Giunge, inaspettato, da un luogo sconosciuto e misterioso, uno strano essere, un uomo di fumo, figlio di tre vecchie megere: Pena, Rete e Lama. Chi è e che cosa vuole? Un’iniziale diffidenza si insinua nell’animo dei membri del Consiglio di Stato ma, gradualmente, si trasforma nella ferma convinzione di essere al cospetto di un uomo purificato da ogni immondezza umana, l’unico in grado di risollevare le sorti del Regno, il solo a cui affidare la stesura del Codice. L’eccezionale Ospite viene condotto nel Regno, affinché conosca tutti i meccanismi che lo regolano e ottenga tutte le informazioni necessarie per procedere all’arduo compito che lo attende. I giorni grigi sono ormai un vago ricordo, l’entusiasmo è dirompente, il popolo lo ama e lo acclama ma il suo prestigio aumenta a dismisura, fino a destare le preoccupazioni del Re e dell’Arcivescovo che temono di perdere il loro potere. Una sciagura, intanto, si abbatte sul Regno… È forse l’occasione propizia per sbarazzarsi dell’indesiderato Uomo di fumo?
Info e prenotazioni: 081 549 1266 – www.teatrobellini.it

 

e745ecb2-bff3-452a-a1d9-54a3275777ddOperetta burlesca
Quando: dal 29 marzo al 3 aprile
Luogo: Teatro Bellini
Orario: dal martedì al sabato ore 21; sabato ore 17:30; domenica ore 18
Autrice e Regia: Emma Dante
Interpreti: Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida e Carmine Maringola
Trama: Ancora una volta è il Sud a fare da sfondo all’ultima creazione di Emma Dante, che torna al Teatro Bellini per presentare la sua Operetta burlesca. È nella provincia napoletana, alle pendici del Vesuvio che vive Pietro, un uomo di circa quarant’anni. Pietro abita ancora con i suoi genitori e si divide tra il suo lavoro in una pompa di benzina, le scappate settimanali a Napoli – la grande città che gli consente di uscire, di passeggiare liberamente  e di essere se stesso, in un anonimato che lo rassicura –  e i momenti in cui balla da solo, chiuso nella sua stanza, indossando gli abiti da donna e i tacchi alti acquistati a via Duomo. Pietro, imprigionato nel suo corpo da uomo, nel suo paesino di provincia e nella casa dei suoi genitori, dovrà trovare il modo di gestire l’ingresso nella sua vita di un amore finalmente corrisposto… La vulcanica artista siciliana affronta un tema attualissimo con il suo linguaggio unico fatto di musica, colori, danza e poesia facendoci riflettere e sorridere con uno spettacolo che lei stessa ha definito «uno spogliarello dell’anima». 
Info e prenotazioni: 081 549 1266 – www.teatrobellini.it

 

7a1565fe-1e5d-481c-8b02-c9091db0f5b4L’Inferno di Dante
Quando: 30 e 31 marzo
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: ore 9 – 10:15 – 11.30 – 12.45
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Interpreti: Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale. Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da e poche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

1174d7a7-5ba4-4bb3-a883-056379378febTony Servillo legge Napoli
Quando: dal 30 marzo al 2 aprile
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: dal mercoledì al sabato ore 21; domenica ore 18:30
Regia e Interprete: Tony Servillo
Trama: Un sentito omaggio alla cultura partenopea, che l’attore rende immergendosi nella sostanza verbale di poeti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore. È il ritratto di una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l’estrema vitalità e lo smarrimento più profondo, una città di cui la lingua è il più antico segno, forgiato dal tempo e dalle contaminazioni. “Ho scelto questi testi”, rivela un appassionato Servillo, “perché ne emerge una lingua viva nel tempo, materna ed esperienziale, che fa diventare le battute espressione, gesto, corpo”. Toni Servillo affronta la sostanza verbale di dieci poeti e scrittori, testimoni della città nel passato e nel presente, offrendo attraverso emblematici scritti il quadro sintetico di una realtà impietosa ai limiti del paradosso, tra pulsioni e pratiche, carne e sangue. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura. Accanto a poemetti ormai considerati fra i grandi classici del Novecento come Lassamme fa’ a Dio di Salvatore di Giacomo e De Pretore Vincenzo di Eduardo de Filippo, due liriche di Ferdinando Russo, ‘A Madonna d’‘e mandarine e E’ sfogliatelle, e l’attualissima Fravecature di Raffaele Viviani. Servillo da poi voce alla sanguigna e veemente invettiva de A sciaveca di Mimmo Borrelli e alla lingua contemporanea, colta ed allusiva di Litoranea di Enzo Moscato, tagliente riflessione sulle contraddizioni e sul degrado di Napoli, che, nel 1991, costituiva il finale di Rasoi, spettacolo-manifesto di Teatri Uniti. Assolutamente inedite e composte per la circostanza sono ‘O vecchio sott’o ponte di Maurizio De Giovanni, a raccontare l’inumano dolore per la perdita di un figlio, e Sogno napoletano di Giuseppe Montesano, in cui, dichiarata la dimensione onirica, l’apocalisse lascia il passo ad un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze. Entrambe si infrangono nella successiva sequenza, aspra e feroce, di Napule, crudo ritratto della città scritto da Mimmo Borrelli. “Oltre la lingua – aggiunge Toni Servillo – il filo rosso che attraversa e unisce la serata è il rapporto speciale, caratteristico di tantissima letteratura napoletana, con la morte e con l’aldilà, il commercio intenso e frequente con le anime dei defunti, i santi del paradiso e Dio stesso”. Settanta intensi minuti che l’attore conclude con ‘A livella di Totò, Primitivamente di Raffaele Viviani, ‘Nfunno di Eduardo de Filippo ed infine Cose sta lengua sperduta di Michele Sovente.
Info e prenotazioni: botteghino@teatronuovonapoli.it

 

743c2906-d428-4239-9161-d843c15fa032Frida Kahlo Bailando a la vida
Quando: 31 marzo e 1 aprile
Luogo: PAN Palazzo delle Arti – per la rassegna Vissidarte
Orario: 20
Interpreti: Titti Nuzzolese, Riccardo Polizzy Carbonelli (31 marzo), Nico Ciliberti (1 aprile) e con Laura Tramontano e alla chitarra Sergio Naddei
Autore e Regia: Mirko Di Martino
Trama: L’arte e la vita di Frida dipendono l’una dall’altra: “Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà”, ha più volte ripetuto la grande artista messicana. Lo spettacolo racconta i dipinti di Frida a partire dalle sue lettere, oppure, al contrario, la vita di Frida a partire dai suoi dipinti. Ma parlare di Frida significa parlare anche di Diego Rivera. Frida e Diego si videro per la prima volta nel 1922, quando lei era una ragazzina minuta e ribelle. Si sposarono sette anni dopo, divorziarono nel 1939, si risposarono nel 1940. Tutta la loro storia coniugale è inframmezzata da continui tradimenti e colpi di scena. Frida Kahlo morì nel 1954, poche settimane dopo aver partecipato a una manifestazione politica accanto a Diego Rivera. Dopo la sua morte il pittore scrisse: «il 13 luglio 1954 è stato il giorno più tragico della mia vita: avevo perso per sempre la mia amata Frida. Ho capito troppo tardi che la parte più bella della mia vita era il mio amore per lei». 
Info e prenotazioni: 329 185 0120 (anche whatsapp) – info@teatrodellosso.it

 

c9e3ccbc-952b-4ac1-b8f4-fa21260400a6Duramadre
Quando: dal 31 marzo al 3 aprile
Luogo: Galleria Toledo
Orario: da giovedì al sabato alle ore 20.30; domenica ore 18.00
Drammaturgia: Riccardo Spagnulo
Regia: Licia Lanera
Interpreti: Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Marialuisa Longo, Simone Scibilia, voce Rossana Marangelli
Trama: Duramadre è una favola che fa paura è aridità e gelo è una favola che sembra raccontare di un futuro senza futuro è questa terra che vomita e si ribella è la nostra crisi e di tutto quello che c’è intorno.
Siamo schiacciati da una realtà materiale fetida, in cui sono già chiari i segni della dissoluzione della materia. Una realtà cadaverina, putrescente, che si aggrappa con unghie e denti ai nostri corpi e li porta giù nel profondo di un abisso sciocco e tossico. Non abbiamo il benché minimo interesse in tutto quello che accade nel presente, perché tra non molti anni ce ne saremo dimenticati. Duramadre è questa terra che vomita e si ribella. Possiamo solo raccontarla attraverso una vecchia rancorosa, che sputa catarro e sentenze, una matriarca che ama i propri figli fino a volerli vedere morti. La possiamo raccontare solo attraverso un gioco che finisce con la morte. Che rimane? Rimane La Ginestra di Giacomo Leopardi. E qualche superstite. Ci ritroviamo con gli occhi chiusi ad indovinare un’alternativa, ad attuare un’azione di veggenza. A scommettere sull’uomo.
Info e prenotazioni: 081 425 037 – 081 425 824 – galleria.toledo@iol.it

 

7e0a8c82-a4dd-4761-98dd-656d0119ff16Non farmi ridere, sono una donna tragica…
Quando: 1 aprile
Luogo: Duel di Caserta
Orario: 20:45
Testo e Regia: Massimo Andrei
Interpreti: Gea Martire, Massimo Andrei
Trama: “Non farmi ridere, sono una donna tragica” è uno studio sull’amore ‘inutile’ che vede in scena tre personaggi. Lo studioso Carlo Rimetti (Massimo Andrei) analizza l’amore vero, quello da cui non si ricava un utile di sorta, osservando Silvana (Gea Martire), donna tragica eppure comica, e introduce un giardiniere, Carmine, uomo portatore d’amore che, alle persone, preferisce… i cactus. Una ricerca ‘platonica’ alla fine della quale ci si chiede se l’amore sia quella cosa per la quale, o senza la quale, si rimane tale e quale… Si parla dell’amore autentico, quello senza scopo. “Non farmi ridere, sono una donna tragica” è dunque una sorta di studio ‘para- accademico’ che approfondisce un tema universale e risulta in una buffa osservazione scientifica sull’amore vero. Oggetto di questo studio è Silvana, donna che si rivela essere tragica, come suggerisce il titolo, perché – sostiene l’autore – eccede nella sua percezione, tragicamente passionale, che la porta a credere che tutto rappresenti ‘la fine del mondo’. Lo studioso avrà qualche difficoltà con il soggetto in esame… Come già accaduto in precedenza, con il dolore in “Tina, fai presto”, la cucina in “Un Pop antico” e le fiabe nell’opera “Favolare”, spettacolo realizzato per il Teatro di San Carlo, nel suo ultimo lavoro, Massimo Andrei tratta in maniera comica temi importanti della vita quotidiana. “La volontà iniziale era quella di raccontare l’animo umano attraverso un’eroina tragica ma, parafrasando Nietzsche, non c’è niente di più comico della tragedia e si finisce dunque a ridere della vita, osservando le contorsioni, le difficoltà e le lacrime che il nostro essere limitati porta con sé.” (Massimo Andrei)
Info e prenotazioni: 0823 342 503

 

5f57d04b-505b-4935-a14e-fb9ef098d6a4RequiemAPulcinella [RAP]
Quando: 1 e 2 aprile
Luogo: Interno5
Orario: 21
Interprete: Damiano Rossi
Trama: Damiano è uno dei tanti rappers campani, dei tantissimi, parlatori, straparlatori, che dalle innumerevoli crew piantate in città o (come nel suo caso) nei paesi dell’entroterra, continuano a lanciare il proprio grido ritmico, elaborando disagi, inquietudini, desiderio. La particolarità di Damiano è quella di ‘essere sceso dalla crew’, per così dire, e di aver scelto il teatro, portando con sé tutti i suoi ‘chiodi’, le sue ferite, la sua rabbia, i suoi ‘bits’, ma anche una maschera antica. Da questa abbiamo tratto la forza combustiva per un primo studio scenico. Accompagnato dallo scratching di Ivan Alfio Sgroi e dalle incursioni di Tommaso Renzuto Iodice, altro ‘allievo’ della Scuola Elementare del Teatro, questo giovane ‘griot’ contemporaneo, intona qui il suo requiem ostinato e vitalissimo per una terra che non finisce di morire e forse per tutta una generazione. (Davide Iodice)
Info e Prenotazione: 081 551 4981 – interno5start@gmail.com

 

0bac65e6-c57d-46cc-88d8-ab6631d15525Io e te, Dasoli
Quando: dal 1 al 3 aprile
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: 21
Adattamento e Regia: Marcella Granito
Interpreti: Gianluca d’Agostino e Marcella Granito
Trama: La storia si svolge nel salotto di casa Gori, nel giro di poche ore. I protagonisti sono tre.  Una moglie, un marito e un figlio che non vedremo mai. Dirigente di un’impresa edile, lui. Bibliotecaria, lei.  Il figlio ha da poco iniziato il tirocinio presso l’azienda del padre. Scopriremo che il ragazzo, per un incidente gravissimo, si trova in ospedale e la sua uscita è prevista per il giorno successivo all’azione che vedremo rappresentata. Cosa accade? Alla moglie qualcuno racconterà la verità sull’incidente. Una “verità” nella quale è coinvolto anche il marito!  Si apre così, un vero e proprio vaso di Pandora… Al rientro a casa del marito, infatti, inizia uno scontro che fa esplodere rancori, gelosie, risentimenti ed invidie di anni e anni di matrimonio.
Lo spettatore avrà la percezione che i due protagonisti abbiano in egual misura torto e ragione, come se fossero due esseri positivi e negativi al tempo stesso.
Alla fine, però, si mostreranno per quello che sono: due persone con tanti, anzi troppi, scheletri nell’armadio…
Info e Prenotazione: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it – www.nuovoteatrosanita.it

 

138_fPiccoli crimini coniugali
Quando: dal 1 al 3 aprile
Luogo: Theatre De Poche
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18
Regia: Antonio D’Avino
Interpreti: Antonio D’Avino e Gioia Miale
Trama: Quando vediamo un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, dobbiamo veramente chiederci quale dei due sarà l’assassino?  Piccoli crimini coniugali è una brillante commedia nera con una suspense sorprendente, un vero divertimento ma anche una spietata riflessione sulla madre di tutte le guerre: quella dentro la coppia. Dopo aver subito un brutto incidente domestico, Lui torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria, ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, che tenta di ricostruire la loro vita di coppia, tassello dopo tassello, cercando di oscurarne le ombre. Via via che si riportano alla luce informazioni dimenticate, si manifestano delle crepe: sono molte le cose che cominciano a non tornare. In questo giallo coniugale, in cui la verità non è mai ciò che sembra, la memoria, la menzogna e la violenza vengono completamente riviste per assumere dei significati nuovi, inaspettatamente vivificanti. Schmitt gestisce la scrittura con grazia e freschezza, giocando briosamente tanto col metateatro quanto con oggetti ostici quali “la verità”, “la colpa” e, soprattutto, “l’amore”. Una macchina narrativa pressoché perfetta che svela impietosamente i meccanismi della coppia e i più intimi recessi dell’animo umano. Piccoli crimini coniugali è un piccolo gioiello che dettaglia l’inabissamento all’inferno di Lei e Lui.
Nel continuo alternarsi di dramma e commedia, tra soste sentimentali e precipitare delle emozioni, come nel jazz di Amstrong, colonna sonora della messinscena, Lui e Lei scoprono di essere fatalmente Coppia.
Info e Prenotazione: 081 549 09 28 – info@theatredepoche.it

 

7eee0cb1-4073-416b-bd51-109a3381e0a0Casa di bambola
Quando: dal 1 al 17 aprile
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 01-04 ore 21.00; 02-04 ore 19.00; 03-04 ore 18.00; 05-04 ore 21.00; 06-04 ore 17.00; 07-04 ore 17.00; 08-04 ore 21.00; 09-04 ore 19.00; 10-04 ore 18.00; 12-04 ore 21.00; 13-04 ore 17.00; 14-04 ore 17.00; 15-04 ore 21.00; 16-04 ore 19.00; 17-04 ore 18.00
Drammaturgia: Henrik Ibsen
Adattamento: Raffaele La Capria
Regia: Claudio Di Palma
Interpreti: Gaia Aprea, Alessandra Borgia, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini, Autilia Ranieri, Paolo Serra e con Alessandro Cepollaro, Maria Chiara Cossia, Manfredi Lorenzo Di Palma, Riccardo Iaccarino
Trama: Casa di bambola è un testo teatrale scritto da Henrik Ibsen nel 1879 durante un suo soggiorno ad Amalfi, rappresentato per la prima volta il 21 dicembre dello stesso anno a Copenaghen; una pungente critica sui tradizionali ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito del matrimonio durante l’epoca vittoriana. “Bisogna pur vivere, e così si diventa egoisti…”. È applicabile ad ogni personaggio di Casa di bambola questo enunciato morale che Kristine Linde confessa nel corso del I atto? E’ valido per tutti loro il postulato per cui il perseguimento acritico dell’interesse personale consegue la necessità naturale della sopravvivenza? E ancora: la radicalità della scelta finale di Nora di abbandonare marito, casa e figli corrisponde alla rottura del succitato compromesso di coscienza o ne è soltanto una naturale derivazione? L’emancipazione rivendicata da Nora con gesto “scandaloso” e sorprendente, insomma, riguarda la libertà dell’individuo, come con diversa misura segnalano ad esempio Gramsci e Santa Teresa della Croce, oppure è registrabile come strumentale opportunismo di comodo? Ad oggi è possibile per me, nello studio per una messa in scena di Casa di bambola, da un lato elencare interrogativi e dall’altro cercare ragioni, risposte e sintonie nella riscrittura di Raffaele La Capria il cui felicissimo intuito ha già optato per una sintesi linguistica che esalti la controversa morale e la corrispondente modernità dell’opera di Ibsen”. (Claudio Di Palma)
Info e prenotazioni: 081 5510 336 – info@teatrostabilenapoli.it

 

56ad1552-8995-4bec-9302-e30ae8de9162Femminocentrico
Quando: 2 aprile
Luogo: Sala del Capitolo del Complesso di San Domenico Maggiore di Napoli
Orario: 20
Regia: Riccardo De Luca
Interpreti: Carmen Femiano, Tina Femiano, Annalisa Renzulli e Imma Villa
Trama: Narrazioni, canzoni, fiabe, testimonianze, danze
dove sono ammessi e graditi i maschi ma dove i personaggi e le storie sono ad alto tasso «femminocentrico» “Pan Focus periodico per un sovvertimento di una visione del mondo”
Info e Prenotazione: 339 3113514

 

6b406c13-4abc-4d29-b545-7898c9c62766Veloce come il vento o nessun posto in cui nascondersi
Quando: 2 e 3 aprile
Luogo: La Maison du Tango – Napoli
Orario: sabato alle ore 21 e 22 e domenica alle ore 18
Interpreti: Valerio Borga e Toto Galiero
Trama: Dopo L’Easter Swing, La Maison du Tango è pronta ad accogliere un’inedita produzione teatrale. Ad essere portato in scena sarà un testo, finora mai tradotto, di Diao Yinan, la cui regia è stata firmata originariamente da Meng Jinghui, figura d’avanguardia del teatro cinese contemporaneo, fortemente osteggiata nel suo Paese, e nota al pubblico italiano per Rinoceronti in amore.
Veloce come il vento o nessun posto in cui nascondersi, dramma in atto unico del 1991, racconta l’inconsistenza e la frammentarietà della vita attraverso tre giovani personaggi, La La (Toto Galiero), 19enne, A Wei (Marta Bianco), sua sorella di 25 anni, e A Long (Valerio Borga), 26enne ex-detenuto, nei cui assurdi dialoghi troviamo un profondo squilibrio emotivo, un continuo blackout che li distacca e riporta insistentemente alla realtà. Proprio il blackout, con la pioggia scrosciante in sottofondo, è il fil rouge che lega le tre esistenze che, nel microcosmo di una camera di hotel, si troveranno ad affrontare i fantasmi da cui erano sempre scappati, senza trovare altro riparo che nell’apparenza di un domani in cui non sarà più possibile nascondersi.
Info e Prenotazione: m.affuso@alice.it – martabianconapoli@gmail.com

 

Credendino_Smaldone_Palladino-680x365Il Summit di Carnevale
Quando: 2 e 3 aprile
Luogo: Teatro 99posti – Mercogliano (AV)
Orario: sabato alle ore 21:30 e domenica alle ore 18
Autore e regia: Giovanni Meola
Interpreti: Luigi Credendino, Alessandro Palladino e Ferdinando Smaldone
Trama: In terra di conquista e spoliazione, Marione e Giuseppone sono il ‘potere’ e si sfidano da anni. Uccidendo, sgominando, tendendo trappole.  Ma il tempo passa e sfidarsi è sempre più pericoloso e così, ecco… un pranzo.  Per sancire una tregua, un’alleanza, una spartizione, per ingrandirsi.  I due boss pranzeranno bene, rutteranno bene e verranno serviti bene dal giovane Elia, fidato braccio destro di Giuseppone. Ma non è Pasqua e non c’è l’agnello sacrificale. O meglio, non dovrebbe esserci… E così il ‘giuoco delle parti’, sempre quello, si annida ovunque: crudo, crudele, estremamente paradossale, antico e moderno. Perché a Carnevale può davvero capitare di tutto. Il cinismo è divertente, il grottesco fa anche ridere, ma quando due boss si sfidano immaginando di avere a portata di mano lo scacco al re, senza avere nemmeno più la scacchiera su cui giocare, il divertente diventa tragico e a ridere resta solo chi rimane in piedi, l’ultimo, quello crudo, quello crudele, quello paradossale.
Info e prenotazioni: 0825 164 2751 – 328 414 3794 – info@teatro99posti.com – 348 2924 555 – virusteatrali@gmail.com

 

44b115ca-62f8-40fb-b0c3-4d566d7b8fe1Risorgimento pop
Quando: 2 e 3 aprile
Luogo: Teatro Civico 14 – Caserta
Orario: sabato ore 21; domenica ore 19
Drammaturgia e Regia: Daniele Timpano, Marco Andreoli
Interpreti: Daniele Timpano, Valerio Malorni
Trama: L’Italia non risorge. L’Italia non c’è. La Storia non c’è. Perché è sempre inattendibile, la Storia. Nella ricostruzione dello storico, come nei ricordi dei testimoni, nelle fiction, come nei romanzi, negli spettacoli dei Baliani e dei Paolini, dei Timpano, degli Enia e dei Celestini, così come nella Tv di Alberto Angela. E allora bisogna prendere tutto con le pinze perché tutto, ahinoi, dev’essere interpretato, aggiornato e discusso. Le cinque giornate di Milano, l’impresa dei Mille, Porta Pia e Pio IX, Garibaldi e Mazzini: altrettanti momenti e figure che propaganda, vulgata e retorica hanno appiattito, sbiadito e incastrato in quel mito di fondazione forzato, immaginario e falsamente concorde che chiamano Risorgimento. Con almeno un risultato di rilievo: che la parola Risorgimento, con buona pace di leghisti, neoborbonici e papisti, ci piace tanto. Come ci piace la pizza Margherita, tanto per restare in tema, e Garibaldi che comanda, e il panorama del Gianicolo, e le due chiacchiere a Teano, e Nino Bixio, uno dei mille, e persino l’inno di Mameli.
Perché tutto questo è pop. Non semplicemente popolare. Popolare è Pippo Baudo, popolari sono Albano e Miss Italia, Gigi D’Alessio e la Tatangelo, popolare è il partito di Casini. Ma Sergio Leone, cavolo, è pop; il Bacio Perugina è pop; Madonna, Battisti, Caparezza e Rey Mysterio sono pop. E Britney Spears: anche lei è pop. Anzi; la sua giovinezza è quasi neogaribaldina, così come le sue resurrezioni, i suoi rutti post-glamour, la sua retorica virginale.
E l’Italia? Con tutte le sue recrudescenze, con lo splendore millantato, con le mafierie del quotidiano, che cos’è oggi l’Italia?
Risorgimento pop è uno spettacolo sull’Italia che non c’è, sull’Italia che non sorge, che se è risorta, è rimorta, uno spettacolo sul Risorgimento, sui quattro padri della patria, Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele, e sul suo antipapà, Pio IX. Due attori, risorti e rimorti, immortali cadaveri, soli in scena, in mancanza di Italia. Per un risorgimento pop.
Info e prenotazioni: 0823 441 399 – info@teatrocivico14.it

 

71de8790-47b0-48f8-bde6-f265c640de00Come Alice…
Quando: 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23 e 24 aprile
Luogo: Real Orto Botanico – Fiabe di Primavera
Orario: 11
Autrice e Regia: Giovanna Facciolo
Interpreti: Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni e Diego Pasquinelli
Trama: Un viaggio nel mondo di Alice, incontrando personaggi che assomigliano molto, ma proprio molto, a quelli incontrati nella famosissima storia, ma che non sono esattamente come loro… sarà perché stanno in un Orto Botanico, tra alberi e piante curiose… A proposito, che ci fanno in un Orto Botanico? Ma sì, qualcuno ha lasciato un libro su una panchina… e qualcun altro lo trova, e nel momento in cui lo apre… ecco che arriva uno strano tipo, veramente strano, che assomiglia ad un coniglio, e poi… una banda sgangherata ci conduce alla ricerca di Alice. Ma Alice dov’è? Si fanno incontri con personaggi insensati e surreali, proprio “come Alice nel paese delle meraviglie”… Ma Alice dov’è? Alice non c’è. Ma siamo proprio sicuri?
Lo spettacolo presenta una struttura itinerante. Il giovane pubblico seguirà il percorso interagendo con i famosi personaggi del non-sense che qui acquistano caratteri nuovi legati a questo luogo affascinante dove la natura si impone mescolandosi agli eventi teatrali.
Info e prenotazioni: 081 0330 619 – info@iteatrini.it – www.iteatrini.it

 

79286320-5577-441d-81f0-22c626cca613Il mastino di Baskerville
Quando: dal 2 al 10 aprile
Luogo: Il Pozzo e il Pendolo
Orario: 21
Autore: Sir Arthur Conan Doyle
Interpreti:  Antonello Cossia, Paolo Cresta, Marco Palumbo, Lucia Rocco
Trama: Quattro attori  per un grande giallo d’autore, e una messa in scena che punta tutto sulla voglia di trasformare una serata in un’esperienza. L’idea di partenza è quella di regalare suggestioni d’altri tempi. Un tuffo nella Londra di fine ‘800.    Provate a immaginare: voci calde ,effetti sonori stupefacenti, e la possibilità di vedere uno spettacolo con gli occhi della mente. Ecco noi questo spettacolo ce lo siamo immaginati così: poltrone, e mascherina sugli occhi. Per provare a vedere con gli occhi dell’immaginazione. Gli attori saranno lì, potrete vederli all’opera se vi piace, ma sarebbe bello se riusciste a vincere la tentazione di sbirciare e  ascoltaste il nostro consiglio. Mettete su la mascherina e, senza la affidarvi alla vista, scoprirete che è possibile vedere quello che nemmeno gli effetti speciali della più avveniristica delle scenografia riuscirebbe a regalarvi!  Noi proveremo intanto a coccolarvi più di sempre, affinché la vostra serata possa trasformarsi davvero in caleidoscopio di sensazioni da godersi ad “occhi chiusi”.
Info e prenotazioni: 0815422088 – 347 4287910 – www.ilpozzoeilpendolo.it

 

San-Francesco-di-paola1Stabat Mater
Quando: 3 aprile
Luogo: Basilica San Francesco di Paola
Orario: 19
Interpreti: Francesco Di Vito – soprano, Rosa Montano – mezzosoprano, Egidio Mastrominico – violino di concerto
Trama: In occasione della IV edizione della Giornata Europea della Musica Antica promossa dal Rema, lunedì 21 marzo alle ore 19.00 presso la Basilica Reale e Pontificia di S.Francesco da Paola Area Arte presenta lo Stabat Mater di Nicola Sala affidato alle voci soliste d’eccezione di Francesco Divito – soprano e Rosa Montano – mezzosoprano ed all’Ensemble Barocco Le musiche da camera di Napoli.  La sequenza Stabat Mater, testo sacro del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi , è una meditazione sulla sofferenza di Maria Madre di Cristo. Lo Stabat di Nicola Sala, maestro insigne della scuola napoletana del ‘700 di origini sannite, benché costruita nell’ambito delle convenzioni di quello che era una forma-testo della musica sacra e della scuola napoletana del settecento, presenta caratteristiche di originalità tali da farla annoverare tra i capolavori del genere. L’opera per due soprani, archi e basso continuo, è costituita da 10 numeri, presenta cinque arie solistiche e cinque duetti e l’ultimo termina con una complessa fuga costruita sull’ “Amen” finale. Lo Stabat e stato eseguito per la prima volta dall’ Ensemble Le musiche da camera nel 2011. Il concerto è inserito nelle proposte della European Day of Early Music, promossa dal REMA che celebra proprio nella data del 21 marzo la Musica Antica ed il patrimonio musicale Europeo.
Il concerto è una anteprima di “Convivio Armonico” 2016 stagione concertistica giunta alla XV Edizione, che anche quest’anno a partire dal 2 aprile si dividerà in vari sezioni e luoghi tra “Suoni in Basilica ed Luoghi Sacri” e “Musica Nel Corpo di Napoli” presso MUSEUM di Piazzetta Nilo, singolare ed affascinante location nel cuore del centro storico di Napoli, luogo principe della copiosa produzione musicale settecentesca, offrendo in tal modo una nuova opportunità di spazio di ascolto.
Info: https://www.facebook.com/events/1658774747709167/

 

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Quando: 3 aprile
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: 18
Interprete: Roberto Del Gaudio, voce, rielaborazione testi, Federico Odling, violoncello, rielaborazioni musicali, Vittorio Ricciardi, flauto, Francesco Solombrino, violino e viola, Carmine Terracciano, chitarra
Trama: I Virtuosi presentano per la prima volta un concerto di covers, cioè di note canzoni che, a vario titolo, fanno parte della storia della cosiddetta “musica leggera”. Dalle piccole romanze all’italiana al rock progressive, da Kurt Weill ai Pink Floyd, dai Clash a Rino Gaetano, dai Police a Piero Ciampi, i Virtuosi rivisitano alla propria maniera una pioggia estremamente eterogenea di canzoni, tradotte forzatamente o per gioco in una sala da concerto, raccolte forse dalla radio, o dal perenne rumore di sottofondo imposto dalla nostra epoca, dai diffusori degli aeroporti, dei bar, dei negozi, come a sottolineare l’identità-differenza tra il rumore e la musica di consumo, il silenzio e il contrappunto. Un viaggio verso la decostruzione divertita della imponente e sorvegliante colonna sonora del nostro tempo: il primo, nella storia dell’Uomo, col suo rumore specifico, col suo suono, col suo ritmo distinto e frenetico di produzione di nulla. 
Info e prenotazioni: 081 585 1096 – 340 109 8705 –  liberascena1@gmail.com – teatriassociatinapoli@gmail.com –www.liberascenaensemble.it – www.teatriassociatinapoli.it – www.interno5teatro.it

 

af652474-6c70-4ba3-a385-e5d34008a0fePe’ Devozione – liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni
Quando: 3 aprile
Luogo: Spazio comunale Piazza Forcella – Napoli
Orario: 20
Interpreti: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Antonella Esposito, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo
Trama: Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli a “Piazza Forcella”  a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni da ottobre a dicembre 2014, e vincitore del premio Apollonio per il Festival I Teatri del Sacro 2915, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti… La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le diciassette donne coinvolte (dai 34 ai 78 anni) sono tutte non professioniste. Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014. In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia
Info: https://www.facebook.com/pages/Fpl-femminile-plurale/225496364223400

 

0ca52ea3-2029-42b5-bf42-f31ed302901fGiuseppe Moscati. Un lampo nell’eterno
Quando: 16 aprile
Orario: 18:30 e 19:30
Luogo: Complesso degli Incurabili
Produzione: Nartea
Autore e Regia: Febo Quercia
Interpreti: Raffaele Ausiello, Annalisa Direttore, Chiara Mazza e Peppe Romano con la partecipazione di Gennaro Rispoli
Trama: “Oggi Napoli ha perduto un grande medico, ma i poveri hanno perso tutto”. Viene accolta così la notizia della morte di Giuseppe Moscati, uomo di fede e di scienza, esempio di carità cristiana e grande innovatore nel campo della medicina e della ricerca. Moscati verrà proclamato santo nel 1987 per il coraggio mostrato non solo nelle circostanze eccezionali, come l’eruzione del Vesuvio e l’epidemia di colera, ma soprattutto per quanto dimostrato nelle sfide di tutti i giorni, nella dedizione disinteressata verso malati e poveri.
Prenotazione obbligatoria: 339.7020849 – 334.6227785

Gabriella Galbiati

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