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Quasi al termine la stagione teatrale napoletana 2015/16, ma non mancano le buone occasioni per andare ancora a teatro, tra omaggi in musica, commedie, classici e spettacoli per i più piccoli.

5f27af0b-8287-4007-8600-9ffffda8ef66Tre sull’altalena
Quando: dal 19 al 24 aprile
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: dal martedì al sabato ore 21:15; domenica ore 18:30
Regia: Massimo De Matteo, Sergio Di Paola, Peppe Miale
Interpreti: Massimo De Matteo, Sergio Di Paola, Eduardo Tartaglia
Trama:  Un commendatore, un capitano dell’esercito ed un professore, si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il primo per un incontro galante, il secondo per trattare un acquisto di materiale bellico, il terzo per ritirare le bozze di un suo libro. Ma cos’è esattamente quel luogo? Un albergo “discreto”, un luogo di affari, o una casa editrice? È possibile che tutti e tre abbiano avuto l’indirizzo sbagliato? La strana situazione si aggrava per la circostanza di un’improvvisa esercitazione anti-inquinamento che impedisce loro di uscire da questo posto ambiguo, costringendoli a passarvi la notte. I tre cominciano a sospettare che potrebbero trovarsi in un’anticamera per l’aldilà… probabilmente loro sono morti e stanno lì in attesa del Giudizio!
Un succedersi di dialoghi serrati, paradossi ed equivoci, in un contesto che parte dal  vaudeville e sconfina nel teatro dell’assurdo: Tre sull’altalena è un folgorante battibecco sul tema universale della vita e della morte che si dipana con una coinvolgente e disarmante leggerezza e un tono generale di scatenato divertimento.
Info: 081 549 1266 – www.teatrobellini.it

 

74c221a6-9da4-4030-af94-737671e5e45eIl Grigio
Quando: dal 21 al 24 aprile
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: dal giovedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Autore: Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Regia: Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo​
Interpreti: Antonio Piccolo
Trama: Un artista in crisi per la mediocrità della propria vita decide di allontanarsi da tutte le sirene del mondo, in cerca di silenzio e di indipendenza. Trasloca in una casa di periferia tutta bianca, circondata dal verde: l’ideale per rimettere a posto i pensieri e raddrizzare la strada di fronte a sé.
L’isolamento si rivela però un’illusione. Innanzitutto, i suoi propositi sono disturbati dall’osservazione della villetta accanto; in più, è continuamente disturbato dalle visite della compagna, della ex fidanzata, del fratello e di chissà chi altro. E poi, compare un topo. Grigio. Un topolino di campagna? Forse. Ma incredibilmente tenace e intelligente. La sua resistenza a tutte le trappole e tutti i marchingegni ne ingigantisce l’importanza, tanto da trasformarsi da fuggitivo in persecutore.
E i pensieri? Chi li rimette a posto? Dov’è l’isolamento? Dove il sogno di indipendenza?
Il grigio è l’unica opera di sola prosa, senza canzoni, del repertorio teatrale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. È andato in scena per la prima volta nel 1988.
Cerrone e Piccolo, però, sposano l’atteggiamento che Gaber stesso ha avuto per il proprio repertorio dagli anni ’90 in poi e decidono di attuare una lieve commistione con il repertorio del Teatro Canzone: tre brani, ossia “Il dilemma”, “Quello che perde i pezzi” e “C’è solo la strada”, conquistano il loro spazio nella messa in scena senza scavalcare la drammaturgia, ma anzi suggellandone il senso e lo spirito.
Info e prenotazioni: 3491925942 – 081296640


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Quando: dal 21 al 24 aprile
Luogo: Teatro Sancarluccio
Orario: Giovedì, venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18
Drammaturgia: Marco Mario De Notaris
Regia: Marco Mario De Notaris
Interpreti: Marco Mario De Notaris, Pietro Santangelo al Sax, Luca Taiuti in Consolle
Trama: Una riunione di condominio, un attore, un sassofonista, un palco, sei personaggi.
Performance satirico-drammatica ambientata in una segreta e tragicomica assemblea di condomini in un prestigioso palazzo del centro della città. Sei ritratti di personaggi grotteschi eppure ben riconoscibili. Una serata divertente, no dress code, si ride.
Info e prenotazioni: 0814104467, www.nuovoteatrosancarluccio.it

 

49a18798-01da-4b87-a967-98a128943ff8Desidera
Quando: dal 22 al 24 aprile
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18.
Drammaturgia e regia: Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli
Interpreti: Giuseppe Brancaccio, Sebastiano Coticelli, Simona Di Maio, Amalia Ruocco, Dimitri Tetta
Trama: Un uomo anziano seduto al tavolo ricorda. Il luogo è quello della memoria, il suo racconto non procede per linee ma per frammenti, rimandi, dissolvenze e immagini. Il desiderio di ritrovare il suo passato, la donna perduta, lo spinge a iniziare una ricerca che, su basi scientifiche, gli consenta di tornare indietro nel tempo e ritrovare il suo mondo perduto.
Ombre e fogli si muovono tra gli oggetti, in mezzo alle cose dimenticate, tra gli incartamenti di motori, il letto bianco e la radio mentre suona un valzer sommesso, come un ricordo portato dal vento e, tra le ceneri del tempo, un aeroplanino di carta vola.
A proposito del lavoro in scena il prossimo fine settimana al Sanità, nelle note di regia si spiega: «Sidera in latino significa “stelle”, il De privativo che lo anticipa implica una mancanza, un’impossibilità, ma allo stesso tempo indica il moto verso quegli astri, verso ciò che è necessario alla vita. Il desiderio è attesa di raggiungere la propria stella, ma è anche scelta; il fuoco del desiderio va nutrito, altrimenti nessuna stella brillerà nel firmamento e nessun volo verso un altrove agognato sarà possibile.
Ci siamo ispirati alla figura dello scrittore e aviatore Antoine Saint Exupéry e alle storie da lui raccontante. Una storia semplice, quella di un uomo, un uomo che sognava di fare l’aviatore. Una storia d’amore con il volo e con una donna».
Info e prenotazioni:  3396666426, info@nuovoteatrosanita.it, www.nuovoteatrosanita.it

 

 
unnamedLEAR la storia
Quando: dal 20 aprile al 1 maggio
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 20, 22, 26, 29 aprile ore 21 | 21, 27, 28 aprile ore 17.00 | 23, 30 aprile ore 19 | 24 aprile e 1 maggio ore 18
Autore: William Shakespeare, traduzione Masolino d’Amico
Adattamento e Regia: Giuseppe Dipasquale
Interpreti: Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Sebastiano Tringali, David Coco, Filippo Brazzaventre, Silvia Siravo, Giorgio Musumeci, Luigi Tabita, Cesare Biondolillo, Enzo Gambino, Roberto Pappalardo
Trama: «Lear – sottolinea Giuseppe Dipasquale – è un ossimoro vivente. Come Giobbe è tragicamente solo sul cammino dell’espiazione del dolore, ma non potrà né salvare se stesso né tantomeno il mondo che inesorabilmente si è incrinato. Perché la sofferenza di Lear ha il suo opposto nella follia del delirio, nella ricerca del lavacro per la sua Ybris. L’abdicazione inscenata come una sorta di ordalia dell’amore delle figlie, è il fatto, in sé semplice, che inaugura la catastrofe del Re Sacro. Egli compie la più banale delle azioni che determinano l’infezione del suo mondo: apre le porte al male. Un mondo che è il suo stesso corpo divino, che egli divide, smembra, dilania nella libido isterica del potere. Lear è parte del male, tanto quanto lo è del bene. Lear è entrambe le facce di una irrisolta divinità. Già dalle prime battute di Kent e Gloucester abbiamo la visione di un re che agisce per predilezione. Eppure Lear si presenta al suo cerchio familiare come un re equo, che vuole dividere in parte eguali il regno. Salvo chiederne in cambio un atto di fede delle figlie. E’ qui l’ossimoro: saggiamente dispotico; umilmente tracotante, euforicamente tragico».
“Dal niente nasce il niente”, sprona il re la reticente Cordelia. L’inganno è già tutto in quella prima scena, conclude Dipasquale: «Lear ha imposto a tutti il gioco dell’abdicazione, sotto forma di rito che non ammette il vero. In questa situazione Cordelia non può esprimersi con la verità che chiede Lear, ma egli non comprende, anzi ne rimane deluso e strappa il velo dell’armonia. La verità è cacciata e il suo carnefice ripone il senso delle cose sulla finzione interessata delle due sorelle. Quando queste riveleranno la loro vera intenzione per il re sarà il vuoto: nulla da colmare con altro nulla, quello del Matto, quello di Kent, quello di Gloucester con Edmund e Edgar. Perché il Lear è anche una vicenda di padri e figli, dove sempre il tema della verità si consuma per forme tragiche. L’impianto scenico racconterà il determinarsi del vuoto attraverso un muro sacro del pianto che scompare a vista d’occhio».
Info e prenotazioni: 0815524214 www.teatrostabilenapoli.it, Biglietteria 0815513396, biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

 
INFERNO-DanteL’Inferno di Dante
Quando: 13, 14, 16, 17, 20, 21, 25, 27, 28 aprile e 1 maggio
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 20, 21, 27 e 28 aprile alle ore 9, 10.15, 11.30 e 12.45; 25 aprile e 1 maggio alle ore 11
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Interpreti: Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale. Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da e poche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

c6830c85-3a91-4a40-b71c-67fd06c752fdSuoni dal Sottosuolo
Quando: 22 aprile
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 22:30
Interpreti: Gli Scontati (Lorenzo Krugee – Nobraino – & Giacomo Toni), Joseph Foll e Hitesan Djset.
Lorenzo Kruger e Giacomo Toni sono la voce e il pianoforte di questo duo, concerto omaggio a Paolo Conte. Una scelta di brani che traccia un profilo vivace del grande autore astigiano. Canzoni scelte per ritmo, dove una voce e un piano bastano a fare lo spettacolo. Qualche ricercatezza ma perlopiù grandi classici, molto conosciuti, quasi “Scontati”. Una lettura di Conte, che se Conte non fosse Conte, potremmo definire allegra.
Lorenzo Kruger è il cantante dei Nobraino, nota indie-band italiana, molto attiva in questi anni nei circuiti live della penisola. A questa esperienza il nostro deve la maturazione di tutti i suoi aspetti artistici.
La PiccolaOrkestraPerPrestazioniOccasionali è Joseph Foll e Joseph Foll è Giuseppe Follera e Giuseppe Follera è un calciatore mancato,un chitarrista mancato,uno che manca e pure spesso.
Cantautore classe 1984 di una provincia troppo di confine.
Nel 2010, dopo un periodo troppo sbadigliante di prove e di ricerca, partorisce in modo travagliato La PiccolaOrkestraPerPrestazioniOccasionali progetto musicale per accompagnamento a reading.
E questo è un fatto.
Non ancora stanco delle parole degli altri, decide di iniziare a portare nei locali e nei migliori Matrimoni,feste di piazza e locali di provincia ,cover del cantautorato italiano ed internazionale, rivisitato in modo personale ma non troppo e si unisce in comunione a Manuel Zito (pianista,), Linda Supino (voce), Agusuto Bortoloni (batteria).
Nei dopo serata troppo insonni inizia a starnutire le prime NON canzoni, perché spesso sembrano solo fatti, storie simili a canzoni e nascoste dietro una chitarra rauca ma di buon legno.
Iniziano ad arrivare i primi contest e concorsi e tanto gentile e tanto Orkestra pare, da vincere nel 2014 Il premio M.E.I al Meeting del Mare, avendo la possibilità per la stessa Rassegna di aprire i concerti di KUtzo-Foja- e Gogol Bordello.
E questo è un altro fatto, dove metterei un punto per questa storia finita.
La rassegna sostiene la Camilla la Stella che Brilla Onlus per tutti i bambini affetti da malattie rare: www.camillalastellachebrilla.com
Info e prenotazioni: 081 863 15 81 / 338.7522563 – 3932310181 www.tappetovolante.org

 

04764fff-8c5b-40d6-96e8-0643886f0104Mondo rotondo
Quando: dal 17 al 19 aprile
Luogo: Teatro dei Piccoli
Orario: 17 aprile ore 11; 18 e 19 aprile alle ore 10
Progetto e Regia: Rosario Sparno
Interpreti: Loredana Piedimonte, Rosario Sparno
Trama: La regina dorme. Ma dorme male. Come si potrebbe del resto dormire comodi in un mondo quadrato? Il letto quadrato, il trono quadrato, lo specchio quadrato, i vestiti quadrati e forse anche il cuore è quadrato. Un mondo così è certamente scomodo da vivere, figurarsi per dormire. E la regina, dunque, dorme e dorme male. Finché un giorno arriva il viaggiatore. Lui è morbido, rotondo, tondo nei modi e nelle vesti. Un viaggiatore che porta con sé un sogno, un’idea e una richiesta; una barca per fare il giro del mondo e scoprire se è tondo. Una barca per partire, andare, viaggiare, verso luoghi sconosciuti, immaginati, forse solo immaginari. Luoghi lontani di cui si è sentito raccontare, luoghi da scoprire, isole ancora sconosciute alla fine del mondo. Ma il nostro viaggio, così come nel romanzo di Saramago, comincia prima del viaggio stesso, del viaggio vero e proprio, Un viaggiatore si ritrova nella sala del trono del castello. Aspetta che la sua richiesta, appunto una barca, sia accolta dalla regina. Nell’attesa, la regina e il viaggiatore si osservano, si scrutano, si conoscono e soprattutto si confrontano. Un viaggio che è la preparazione del viaggio. Un viaggio che è la costruzione di un’amicizia.
Info e prenotazioni: 081 239 5653 (feriali 9:00/17:00) – www.teatrodeipiccoli.it  – info@teatrodeipiccoli.it

 

113f4c40-6631-4b73-835f-1d31fc0f12e6Il divorzio dei compromessi sposi
Quando: dal 13 al 24 aprile
Luogo: Teatro Diana
Orario: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Autore e Regia: Carlo Buccirosso
Interpreti: Rosalia Porcaro
e Gino Monteleone e Nunzia Schiano
e Antonio Pennarella, Peppe Miale, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Giuseppe Ansaldi ensembleAlessandra Calamassi, Elvira Zingone, Alessia Cutigni, Alessia Di Maio, Sergio Cunto, Mauro De Palma, Matteo Tugnoli, Giancarlo Grosso
Trama: Qui il protagonista è Don Rodrigo, usuraio dell’entroterra campano, emigrato sulle rive del lago di Como, con i propri scagnozzi, per tentare di rivitalizzare la propria attività finanziaria minata ormai dalla crisi crescente e dalla concorrenza di similari organizzazioni locali, si invaghisce di Lucia Mondella, futura sposa di Renzo Tramaglino, giovani di modeste famiglie contadine irrimediabilmente compromesse dai legami di usura intrapresi col suddetto Rodrigo, a tal proposito fermamente deciso a sperimentare, loro malgrado, il primo caso di “separazione prematrimoniale, non consensuale, a tasso di interesse fisso”!
Info e prenotazioni: 081 556 7527 – www.teatrodiana.it

 

9e6b15f7-2c0f-4157-8267-c7ab5be972bfCarmen
Quando: dal 18 al 24 aprile
Luogo: Teatro Bellini
Orario: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Autore: Enzo Moscato
Adattamento e Regia: Mario Martone
Interpreti: Iaia Forte, Roberto De Francesco e con Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva, Houcine Ataa, Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee
Trama: Carmen nelle mani di Mario Martone svela la sua natura più intima e popolare, tra zarzuela e bassi napoletani. Scrive il regista: «Quando ho pensato di dare vita con l’Orchestra di Piazza Vittorio a una Carmen napoletana, secondo i modelli del teatro musicale popolare che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata, ho proposto a Enzo Moscato di scriverne il testo, chiedendogli un copione in cui ci fossero dialoghi e personaggi ispirati alla tradizione, ma guardando alla novella di Mérimée oltre che all’opera di Bizet. Quel che mi ha sempre affascinato della novella è il fatto che la vicenda è rievocata: Mérimée immagina che Don José gliela racconti in prigione, la sera prima di morire impiccato. Enzo ha colto al volo questa indicazione e ha scritto un testo che si muove su due piani, quello del racconto al presente e quello passato dell’azione rievocata. Ne è nato lo spettacolo che vedrete, in cui procedono di pari passo le parole di Mérimée e dei librettisti Meilhac e Halévy completamente reinventate da Moscato e la musica di Bizet trasfigurata da Mario Tronco con Leandro Piccioni e l’Orchestra di Piazza Vittorio. La contaminazione è totale: Napoli si pone come centro di un mondo latino fatto di nomadismi, dalla Spagna alla Francia e, via via trasmigrando, fino a Tunisi. La lingua e la musica sono al centro di tutto, il vortice che tutto attrae: l’amore, la passione, il tradimento, la libertà e la violenza, l’allegria e il dolore, il mistero. Non c’è un’epoca definita (anche se sentiamo balenare tanto la Napoli del dopoguerra quanto quella della criminalità dei nostri giorni), non c’è la Micaela dell’opera (che in Mérimée non esiste, serviva a Bizet per ragioni morali e musicali). Soprattutto, nel testo di Enzo Moscato, la protagonista non muore: a raccontare al “forestiero” (cioè a tutti noi) quanto è successo non c’è più solo Don José, anche Carmen prende finalmente parola».
Info e prenotazioni: 081 549 1266 – www.teatrobellini.it

 

5092e311-cca6-4d22-8390-aecc6e30aaf2Carmen e i suoi fratelli
Quando: dal 21 al 23 aprile
Luogo: Teatro Piccolo Bellini
Orario: giovedì ore 21; venerdì ore 17, sabato ore 16
Una piccola rassegna pensata per offrire al pubblico una panoramica “ragionata” su temi, linguaggi e poetica del lavoro di Mario Martone. Le proiezioni, a ingresso gratuito, saranno introdotte dal regista e sono le seguenti:
– Giovedì 21 aprile, ore 17:00 – Rasoi
– Venerdì 22 aprile, ore 17:00 – Un posto al mondo
– Sabato 23 aprile, ore 16:00 – I dieci comandamenti
Info e prenotazioni: 081 549 1266 – www.teatrobellini.it

b072754d-224c-4859-93e4-ff9237225a01Noi Vivi
Quando: 23 aprile
Luogo: Galleria Borbonica – Napoli
Orario: ore 19:15 e 21
Produzione: Associazione Culturale NarteA
Autore: Febo Quercia
Interpreti: Antimo Casertano, Marianita Carfora, Veronica D’Elia, Simona Esposito, Antonio Perna, Peppe Romano e Serena Pisa
Trama: Una città sotto assedio, bersaglio dichiarato di tutti gli eserciti, più di cento bombardamenti precipitano al suolo. Questa è Napoli nei suoi giorni più difficili, quando i napoletani vivono ore drammatiche in attesa di una liberazione che non sembra arrivare mai. In quel momento, dal 27 settembre del 1943, inizia una vera e propria caccia all’uomo, senza distinzione d’età: diciottomila persone esplodono in rivolta, l’intera città è in prima linea e per quattro giorni i napoletani tengono duro fino a costringere i tedeschi alla resa. La ricostruzione storica di quelle quattro tragiche giornate rivive, ora per ora, nel format dello spettacolo itinerante dell’Associazione Culturale NarteA.
Prenotazione obbligatoria: 339 702 0849 –  334 622 7785

 

018e964d-b324-4312-afb4-82da700a8960Il magnifico animale
Quando: 23 e 24 aprile
Luogo: ZTN – Napoli
Orario: 10
Interprete: Antonello Cossia
Trama: “Gregorio Samsa, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta da letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi. Cosa mi è avvenuto? pensò. Non era un sogno.” Comincia così il più famoso racconto di Franz Kafka, intitolato appunto, La Metamorfosi.
Metamorfosi, mutamento radicale, cambiamento, trasformazione…
Nella sua radice mitologica, la parola indica un cambiamento di forma, la trasformazione di una persona o di una cosa in un’altra di diversa natura, avvento così ben raccontato anche da Ovidio nelle sue Metamorfosi. Cosa compie un attore in scena, se non una alterazione del proprio stato per trasformarsi in qualcosa d’altro, cambiando la sua condizione originaria?
Vesevold Mejerchol’d affermava, in una sua lezione del 1919, che l’attore deve trasformarsi in un magnifico animale. L’animalità è, in questo caso, intesa come atto rivoluzionario. Il concetto di bestialità, non si presta ad alcun equivoco, non esistono di fatto, secondo la sua visione, bestie cattive aggressive. L’animalità tende alla riconquista, da parte del corpo, al rapporto con la natura, con i suoi propri ritmi.
È grazie a tale processo ed alla sua conquista che l’attore può giungere davvero ad emozionare il pubblico. Esiste infatti un radicato, antico rapporto tra movimento umano e animale. L’attore, quando pensa al ritmo, deve ricordarsi di avere ancora dentro l’animale, deve riuscire a riportare a galla il ritmo che ancora conserva. Per questo seminario, la proposta si basa sullo studio e l’approfondimento personale di diversi testi, che spaziano tra Aristofane, Ovidio, Franz Kafka, Tommaso Landolfi, incentrati appunto sul tema della trasformazione animale e del successivo racconto scenico che se ne può trarre. Un periodo di concentrazione e lavoro, in cui attraverso la tecnica vocale, atletica, gestuale, la pratica tende a ritrovare, a scoprire una riunificazione tra l’uomo e la natura. Per terminare proprio con le parole di Vesevold Mejerchol’d: “Definiremo l’attore del quale intendiamo parlare, l’attore per il quale vogliamo costruire questo palcoscenico, “un magnifico animale” che vuole mostrare la propria arte, la propria ferinità, mostrare le movenze stupende, l’abilità, la bellezza, la magnificenza con cui volge il capo, il bel gesto o il magnifico salto o l’entusiasmo che sa esprimere in un sublime movimento. Questo è il compito, questa è l’arte dell’attore.”
Info e prenotazioni: 340 666 8946 – navigantiinversi@gmail.com

 

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Quando: 23 e 24 aprile
Luogo: Te.Co. – Teatro di Contrabbando
Orario: sabato ore 20:30; domenica ore 18:30
Adattamento: Victoria de Campora, Roberto Ingenito, Adelaide Oliano
Regia: Victoria de Campora
Interpreti: Adelaide Oliano e Roberto Ingenito
Trama: Protagonisti sono due coniugi che vivono in una torre su di un’isola. Come ogni sera i due sono impegnati a rappresentare la farsa tragica della loro esistenza, alleviata solo dalla forza delle proprie illusioni, dalla reciproca ammirazione acritica e affettuosa, dalle abitudini che fanno passare il tempo e danno l’illusione di esistere. Ma questa è una serata speciale: i due aspettano degli ospiti illustri, invitati ad ascoltare il messaggio di salvezza che il Vecchio ha deciso di tramandare ai posteri.  In un crescendo sempre più concitato, dunque, fanno il loro ingresso gli ospiti, tanti e tutti invisibili, e la stanza si riempie di sedie, tante e tutte ben visibili. Il deserto dell’esistenza dei due vecchi si e’ popolato con il nulla di invitati incorporei e con l’invadenza delle sedie. Il ritratto dell’umanità che Jonesco offre come ricostruzione grottesca e paradossale di caratteri e situazioni; sostanza impegnativa e tormentosa di una natura che tende all’assoluto attraverso la ricerca di un senso della vita. Un tentativo che si rinnova in tutte le opere proponendo e che regolarmente fallisce poiché nell’autore non c’è risposta. È un’ansia genuina per quanto controllata che costituisce la forza ed il presupposto di questo teatro che stabilisce un contatto tenace e fecondo con il pubblico.
Info e prenotazioni: 334 214 2550 – teatrodicontrabbando@gmail.com – www.teatrodicontrabbando.com

 

6a48c51f-533c-4659-965b-3f4883842324Sconosciuti
Quando: 24 aprile
Luogo: Teatro Il Primo
Orario: 18
Produzione: GAG
Adattamento e Regia: Giuseppe Fiscariello
Interprete: Domenico Carbone, Sara Esposito, Marilia Marciello, Valerio Lombardi
Trama: Un testo davvero potente che sembra parlare al cuore delle persone, che esplora i meandri più nascosti dei personaggi senza avere mai timore di affondare il colpo. Si tratta di un’opera molto complessa, tanto nell’andamento temporale, quanto spaziale, che si incastrano con l’evoluzione dei personaggi e dei rapporti che intercorrono tra di loro. Dodici scene, per complessivi due atti, ognuna in un momento temporale diverso e in un luogo diverso. Piuttosto che una classica rappresentazione di teatro di “parola”, vorremmo provare a percorrere una via diversa, mai (credo) tentata finora. L’obiettivo finale è di portare in scena uno spettacolo che, grazie ad uno studio lungo e impegnativo che smantelli e scarnifichi completamente non solo il testo, ma la totale struttura “classica” dell’opera originale, restituisca allo spettatore una vibrazione sincera, sia essa positiva o negativa, ma sicuramente diversa da quella che si aspetterebbe. Decontestualizzare completamente i quattro personaggi, non più legati alla storia ma solo voce di essa, diventa necessario che la stessa voce diventi corpo con il lavoro attoriale. Nel cercare questa nuova “dimensione” elimineremo completamente la scenografia “tradizionale” in cambio di una scelta essenziale, per una narrazione per simboli altra rispetto a quella che imporrebbe il testo originale. Abbiamo alternato studio del testo e improvvisazioni corporee nella fase preparatoria dello spettacolo per elaborare una via “somatica” con cui esprimere non solo spazio e tempo in una dimensione non reale ma onirica, ma soprattutto emozioni e sensazioni che arriveranno in maniera diretta allo spettatore.
“Sconosciuti” ha la necessaria pretesa, per noi e per chi ci è di fronte, di arrivare come una coltellata, perché non ci sarà alcunché che così potrà frapporsi tra la storia nella sua crudeltà e chi è seduto a guardarci (Giuseppe Fiscariello)
Info e prenotazioni: segreteria@teatroilprimo.it – 342 830 6707

 

9ed92156-b7bd-41f1-8d8b-b061cc2de4f9Gli Echi della Rivolta
Quando: 24 aprile
Luogo: Chiostro del Carmine Maggiore
Orario: 11
Produzione: Nartea
Autore e Regia: Febo Quercia
Interpreti: Antonio Perna, Serena Pisa e Peppe Villa
Trama: Gli Echi della Rivolta, nella sua nuova versione, è un’ itinerario teatralizzato capace di catapultare il pubblico nella storia della rivolta napoletana più grande del Seicento: all’ora il regno di Napoli era un’entità statale pienamente legittima e riconosciuta, che in seguito all’editto del vicerè Rodrigo Ponce de León, Duca d’Arcos, il quale impose una gabella sulla frutta, sulle olive e sui legumi, divenne scenario di rivolte e repressioni. Il 7 luglio, pertanto, nella zona Mercato scoppiò il primo tumulto, subito guidato da un giovane pescivendolo di umilissime origini, chiamato Tommaso Aniello d’Amalfi. I numerosi autori che raccontarono la vicenda di “Masaniello” lo presentano come una figura autorevole e carismatica, capace di affascinare il popolo napoletano, cui nei primi giorni della ribellione fu imposta una ferrea disciplina. La rivolta si estese subito all’intera città ed ebbe come protagonisti i cosiddetti lazzari. Dopo aver radunato una grande folla, la sera dell’11 luglio, Masaniello lesse le condizioni che voleva imporre al Vicerè Duca d’Arcos e si recò al Palazzo Reale. In sostanza, egli voleva che le imposte tornassero ad essere quelle del tempo di Carlo V, che l’importo esatto fosse scolpito nel marmo e pubblicamente esposto al mercato, in modo che fosse di pubblico dominio e che fosse riconosciuto il diritto di resistenza del popolo: infatti, in caso di violazione di quella prassi tradizionale, il popolo avrebbe potuto ribellarsi contro il governatore, senza incorrere nell’accusa di ribellione contro le autorità costituite. Attraverso questo itinerario teatralizzato, ambientato nel 1647, prende vita un’esibizione teatrale che non vuole essere una celebrazione della figura di Masaniello, ma un’esortazione a ricordare quanto forza di un popolo unito può ribellarsi a qualsiasi sopruso.
Prenotazioni:  339.7020849 – 334.6227785

Irene Bonadies

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