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Petito, Goldoni, Dante, Gogol, De Moraes, Santanelli tra i protagonisti della settimana teatrale in partenza a Napoli e non solo.

ad40aace-3d10-4d94-96b1-a0d4a349e290Gli innamorati
Quando: dal 3 all’8 maggio
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 03-05 ore 21.00, 04-05 ore 17.00, 05-05 ore 17.00, 06-05 ore 21.00, 07-05 ore 19.00, 08-05 ore 18.00
Autore: Carlo Goldoni
Regia: Andrée Ruth Shammah
Interpreti: Marina Rocco, Matteo De Blasio, Roberto Laureri, Elena Lietti, Alberto Mancioppi Silvia Giulia Mendola, Umberto Petranca, Andrea Soffiantini
Trama: Gli innamorati, la commedia di Carlo Goldoini del 1759, della regista Andrée Ruth Shammah arriva al Teatro Mercadante dopo uno straordinario successo di pubblico e critica. Gli Innamorati è uno spettacolo specchio di un oggi fortemente nevrotico in cui cinismo e romanticismo si mischiano e si intrecciano. La regista dopo aver esplorato strade inconsuete della drammaturgia contemporanea italiana, allestendo nelle ultime stagioni i testi di Sgorbani, Cavosi, Tarantino, Trevisan, riprende il suo percorso di ricerca sui classici affrontando con la compagnia del Teatro Franco Parenti un’opera di Carlo Goldoni.
Una divertente storia di due giovani innamorati che si tormentano benché niente si opponga al loro amore. Dalla diatriba tra i due si scatena una tensione vibrante che attraversa tutti i personaggi e fa sì che agli occhi del pubblico risultino così umani da essere vicini alla nostra sensibilità. Un testo che cattura il pubblico in un intreccio dove si ride e ci si riconosce nelle dinamiche che Goldoni ha saputo orchestrare con acume e infinita umanità.
Info e prenotazioni: 0815524214 – www.teatrostabilenapoli.it – 0815513396 – biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

DSC04161Festa in casa de Moraes
Quando: 4 e 5 maggio
Luogo: Napoli – Il Teatro cerca Casa
Orario: 20:30
Interpreti: Simona Boo: voce, Carlo Lomanto: voce e chitarra, Robertinho Bastos: percussioni
Trama: Alla fine degli anni Cinquanta insieme ad Antonio Carlos Jobim e João Gilberto crea uno stile musicale che avrà un successo planetario: la “Bossa Nova”. Vinicius è l’autore dei testi, Jobim scrive la musica mentre João Gilberto inventa il caratteristico tocco di chitarra che mischia il jazz al samba. «Chega de Saudade», del 1958, è considerata la prima canzone della nuova era, ma la fama mondiale arriva con «Garota de Ipanema» (1964). Il testo di Vinicius, scritto secondo la leggenda in un bar del celebre quartiere di Rio, sorseggiando whisky e guardando le ragazze in cammino verso la spiaggia, verrà tradotto in molte lingue. Jobim lo porterà in America, in duetto con Frank Sinatra, e i versi semplici e romantici di Vinicius diventano la poesia popolare brasiliana. Le sue canzoni sono state interpretate dai più grandi cantanti e musicisti di tutto il mondo. Spesso in Italia negli anni settanta collabora con il poeta Giuseppe Ungaretti ed il cantautore Sergio Endrigo, nel 1976 insieme ad Ornella Vanoni ed al suo fido collaboratore Toquinho incide un Album che entrerà nella storia della musica leggera Italiana: La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria.
Carlo, Simona e Robertinho in questo concerto dedicato alla poesia delle sue canzoni, ci faranno viaggiare in Brasile con i brani più famosi della sua innumerevole produzione, tratti dagli album che sono entrati a far parte della storia della musica come: Elis & Tom, La voglia la Pazzia, Getz/Gilberto.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

7c6c7f5b-8e7f-4066-bab9-8e8d50d522b9L’Inferno di Dante
Quando: 5, 10, 14, 15, 18, 28, 29 maggio, 4 e 18 giugno
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 5, 10, 18 maggio alle ore 9, 10.15, 11.30 e 12.45; 14 maggio alle ore 19; 15 maggio alle ore 11; 28 maggio alle ore 20; 29 maggio alle ore 11 e 12:30; 4 giugno alle ore 18:30; 18 giugno alle ore 19
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Interpreti: Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale. Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da e poche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

479f1a21-2d10-4007-9be1-a9db5dd002e1Fobos
Quando: dal 5 all’8 maggio
Luogo: Centro Teatro Spazio – San Giorgio a Cremano
Orario: feriali ore 21; domenica ore 18:30
Autore: Vincenzo Borrelli e Simone Somma
Regia: Vincenzo Borrelli
Interprete: Simone Somma, Cristina Ammendola, Maurizio Tieri, Alessandra Coccia, Marina Billwiller, Martina Liberti, Antonio Tatarella, Tommaso Fichele e con Vincenzo Borrelli
Trama: Fobos è uno studio sul motore. La più importante ragione per la quale si perpetua l’esistenza. Che cos’è la paura? La paura è infine ciò che ci consente di sopravvivere. La paura è la ragione più recondita per la quale compiamo una scelta anziché un’altra, la paura è in fin dei conti ciò che ci permette di sopravvivere scegliendo, per paura di non morire. La paura nel suo significato atavico: la scelta del titolo scritto in greco rimanda ad una tradizione primordiale, della paura come fondamento imprescindibile di questa stessa civiltà, di tutte le civiltà. Ma è una paura che presto non è più solo timore, spirito di sopravvivenza. È una paura che diventa presto panico, una paura degenerata, figlia del trauma. Il trauma fa nascere quindi delle fobie che sono folli, assurde, frutto di convinzioni sbagliate, di ferite mai sopite, che si riaprono e sgorgano sangue senza un perché. I personaggi del dramma si muovono in una regia claustrofobica, di spazi stretti, di movimenti misurati, alcuni personaggi si muovono nel proprio respiro, le loro storie si intrecciano ma la modalità è contorta, spezzata, una ragnatela di insicuri perfetta ma cadente, che con un soffio può essere spazzata via. La paura: il motore vero dell’esistenza, la ragione ultima per cui questa continua.
Info e prenotazioni: 081 574 4936 – 338 740 5819 – unospazioperilteatro@libero.it – centroteatrospazio@libero.ithttp://www.centroteatrospazio.it/

 

36cc1810-d643-4b70-a0f8-be73a2ef89b5Dell’amore e dei segreti – DEBUTTO
Quando: dal 5 all’8 maggio
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: feriali ore 21; domenica ore 18
Adattamento, regia: Antonio Iavazzo
Interprete: Carmine Losanno, Danilo Del Prete, Giovanni Arciprete, Raffaele Iavazzo, Federica Tornincasa, Marcella Martusciello
Trama: “Dell’Amore e dei Segreti”, ispirato alla drammaturgia di Michel De Ghelderode, è il secondo atto di una trilogia che ha come riferimento la poetica e il mondo visionario del grande drammaturgo. In questa feroce e grottesca esigenza della vita a compiersi autenticamente, l’esistenza stessa ha necessità di deformarsi attraverso un emozionante gioco di specchi e rimandi che esaltano la natura demoniaca e al tempo stessa angelicata degli uomini e delle loro parabole. Ovunque regna un atmosfera grottesca e di complotto di tutti contro tutti… Amore – Morte – Mistero, ritornano in ciclo vizioso e demoniaco. Buffoni, Re, Dame rievocate o immaginate, nel bene e nel male, comunque padroneggiati dall’invidia, dall’egoismo e quindi dalla vanità, e tutti propensi al tradimento per l’acquisizione epifanica dell’oggettività che rende potenti e liberi. Ma la verità non sempre è celata dentro i sonagli di un buffone pezzente o regale. La tragedia laica è che spesso la verità è fuori, non dentro, e non sarà mai una sola e incondizionata, e ancor di più, non sarà mai essa a regolare o a regalare il potere assoluto, sconvolgendo così tutti i piani e le regole dinamiche etiche e civili, tutte le idee politiche- partitiche, spirituali e morali! Ecco il ghigno dei buffoni… allievi di Folial, maestro di tutte le bestie pezzenti e coronate, ecco il buffo o meglio ora, lo sbuffo… e poi, solo un angoscioso, crudele ghigno di una sospirata rivelazione attesa da anni, ed anni mai rivelata, o palesata ma non carpita perché di un momento non propizio e erroneamente anacronistica. Ciò che resta di tutto questo è la consapevolezza che si può conoscere probabilmente solo in un modo: con l’amore. Ma l’amore in questo luogo, e in questo tempo, per colpe arcane, è diventata solo una scelta: c’è l’amore per il bene e l’amore per il male. Con il bene la conoscenza si costruisce… con il male la conoscenza si distrugge. Si sceglie il male perché spesso è più comodo, ma è solo per darne un risposta; così la bellezza svanisce, poiché è sinonimo di verità che è diffamata e resa lercia, e del riso non rimane niente… non si ride più; pur provandoci con ogni mezzo, la risata quando esplode, nata dal male, è solo un rumore che cade sul corpo ad una capitolazione di lacrima mancata. Non si sorride nemmeno… Il reale dà solo un tragico grottesco… sbuffato ghigno. Il ghigno della bellezza vive così parallelamente in un presente alternativo, in quella della conoscenza. E se pur qualcosa di bello la si percepisce ancora, si ricordi sempre che è un illusione… è lo spettacolo, perché per quanto la verità sia bellezza, la bellezza non sempre è verità.
Info: 349 192 5942 – 081 296 640

 

6e3ed703-f838-47d1-9246-1b019b53319dBroduei
Quando: dal 5 all’8 maggio
Luogo: ZTN – Napoli
Orario: 21
Regia: Maurizio D. Capuano
Trama: “Broduei, casi umani in teatro” è uno spettacolo ad alto tasso alcomico. Omaggio al genio di Woody Allen e Michael Frayn, narra le vicende di una sgangherata compagnia teatrale durante la prova generale di uno spettacolo musicale. Tra strani sabotaggi, mancanza di talento, voglia di celebrità, problemi personali e un certo gusto per le droghe leggere, il regista Sam Allen farà di tutto per non incorrere nelle ire di Nick Soprano, produttore teatrale e noto mafioso. Le vicende di Broduei, casi umani in teatro, sono arrivate in Francia, partecipando all’edizione 2011 del FESTIVAL D’AVIGNON OFF, divertendo anche il pubblico d’oltralpe.
Info e prenotazioni: 340 666 8946 – navigantiinversi@gmail.com

 

08a88b59-bded-482b-b4cc-c42b23229b97Suoni dal Sottosuolo
Quando: 6 maggio
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 22:30
Trama: Fabrizio Somma è K-Conjog, compositore, polistrumentista e produttore di musica elettronica. Nel 2009 esce il suo disco d’esordio, Il Nuovo è al passo coi tempi, edito per Snowdonia Dischi/Audioglobe.Nel 2010 esce per l’etichetta inglese Dirty Demos un ep electro/folk intitolato Le Storie che invento non le so Raccontare. Il disco in questione diventa anche, con l’ausilio del regista Francesco Lettieri, un progetto video vincitore di numerosi festival tra cui anche Il Napoli Film Festival. Il 2012 è l’anno di Set Your Spirit Freak!, secondo disco uscito per l’americana Abandon Building Records con cui ha realizzato anche il disco di remix degli Origamibiro (Shakkei) con la partecipazione di Plaid, ISAN e Melodium. Con Set Your Spirit Freak! Il giovane compositore miscela a suo piacimento la migliore lezione del minimimalismo e la riadatta, avvicinandosi alle intenzioni di grandi maestri come Yann Tiersen, John Adams, Wim Mertens. Il disco, infatti, contrariamente alle produzioni precedenti, mette in luce le capacità compositive dell’autore che gioca continuamente con la classicità delle sonorità orchestrali, passando senza troppi problemi a quelle della più moderna folktronica. Il videoclip del brano QWERTY, diretto da Francesco Lettieri, ha vinto il PIVI 2012.
Ha inoltre collaborato con Valerio Berruti nel 2010 sonorizzando la sua personale Una Sola Moltitudine, presentata al Palazzo delle Stelline di Milano e l’installazione video E più non dimandare presentata al tina b. di Praga. A Marzo 2014 è uscito l’EP Dasein rinnovando la collaborazione con l’etichetta americana Abandon Building Records. Ad Aprile 2015 è uscito l’EP “Fermati,O Sole!” in collaborazione con Trovarobato,Fresh Yo! e Bad Panda Records,progetto audio video in collaborazione con Valerio Berruti.
Nel gennaio 2016 partecipa con il brano Pure Pare ad Explorer 2, una compilation per l’etichetta francese Infiné (Apparat, Rone, Murcof, Arandel).
Info e prenotazioni: 081 863 15 81 – 338 752 2563 – 393 231 0181 – www.tappetovolante.org

 

e99b243f-d527-4943-b998-66e3da3c7846Non farmi ridere, sono una donna tragica…
Quando: 7 maggio
Luogo: Teatro Ateneo – Casoria (NA)
Orario: 21
Testo e Regia: Massimo Andrei
Interpreti: Gea Martire, Massimo Andrei
Trama: “Non farmi ridere, sono una donna tragica” è uno studio sull’amore ‘inutile’ che vede in scena tre personaggi. Lo studioso Carlo Rimetti (Massimo Andrei) analizza l’amore vero, quello da cui non si ricava un utile di sorta, osservando Silvana (Gea Martire), donna tragica eppure comica, e introduce un giardiniere, Carmine, uomo portatore d’amore che, alle persone, preferisce… i cactus. Una ricerca ‘platonica’ alla fine della quale ci si chiede se l’amore sia quella cosa per la quale, o senza la quale, si rimane tale e quale… Si parla dell’amore autentico, quello senza scopo. “Non farmi ridere, sono una donna tragica” è dunque una sorta di studio ‘para- accademico’ che approfondisce un tema universale e risulta in una buffa osservazione scientifica sull’amore vero. Oggetto di questo studio è Silvana, donna che si rivela essere tragica, come suggerisce il titolo, perché – sostiene l’autore – eccede nella sua percezione, tragicamente passionale, che la porta a credere che tutto rappresenti ‘la fine del mondo’. Lo studioso avrà qualche difficoltà con il soggetto in esame… Come già accaduto in precedenza, con il dolore in “Tina, fai presto”, la cucina in “Un Pop antico” e le fiabe nell’opera “Favolare”, spettacolo realizzato per il Teatro di San Carlo, nel suo ultimo lavoro, Massimo Andrei tratta in maniera comica temi importanti della vita quotidiana. “La volontà iniziale era quella di raccontare l’animo umano attraverso un’eroina tragica ma, parafrasando Nietzsche, non c’è niente di più comico della tragedia e si finisce dunque a ridere della vita, osservando le contorsioni, le difficoltà e le lacrime che il nostro essere limitati porta con sé.” (Massimo Andrei)
Info e prenotazioni: 081 737 2000 – 333 571 5077

 

13036538_10209365067513357_625897394_oLa Venere dei terremoti
Quando: 7 e 13 maggio
Luogo: 7 maggio Napoli (zona Fuorigrotta); 13 maggio Portici (NA) – Il Teatro cerca Casa
Orario: 20:30
Autore: Manlio Santanelli
Interprete: Roberto Azzurro
Trama: Dopo anni di frequentazioni con il teatro e la narrativa di Manlio Santanelli, Roberto Azzurro decide di portare in scena “La Venere dei terremoti”, sfida davvero audace, trattandosi di un lungo racconto nato per la pagina scritta, la cui storia, sottotitolata come Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati, si svolge a Napoli, tra le impervie e suggestive strade di una città vivace e coinvolgente, così come suggestiva e allo stesso tempo coinvolgente è la scrittura che l’autore utilizza per questo racconto. Iperboli linguistiche da montagne russe, costruzioni sintattiche da fuochi d’artificio. Un racconto di parole spericolate, di acrobazie verbali, di atmosfere reali eppure oniriche. Di immagini di donne vagheggiate, di musiche e immagini familiari e sconosciute, accorate e pericolose. Un piccolo viaggio nella suggestione del racconto come forma di comunicazione, la più antica, la più contemporanea, la più rischiosa, la più seducente. Il racconto si snoderà attraverso la parola che si fa senso e suono e immagini verbali che a tratti ci lasceranno intravedere il protagonista della storia, il vivace eppur malinconico Luigino Impagliazzo, proiettandoci quasi nella sua testa, nella sua immaginazione, a tu per tu con il turbolento circo colorato e un po’ folle che si scatena nella psiche di un piccolo uomo innamorato di una fin troppo bella “femmina”. Lo spettacolo si colloca nell’ambito della progettualità di Azzurro relativa alla parola scritta che diventa parlata, dunque alla letteratura che diventa teatro. L’incontro tra il Narratore e il protagonista della storia Luigi Impagliazzo avviene sotto gli occhi degli spettatori, mentre un caleidoscopio di immagini verbali, come fuoriuscite dalla psiche del protagonista, lo investono e lo rivestono di continuo.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

b1d436ee-d6ec-4b00-896e-f285ac113630Il miracolo
Quando: 7 e 8 maggio
Luogo: Officina Teatro San Leucio (CE)
Orario: sabato ore 21, domenica ore 19
Regia: Michele Pagano
Interpreti: Antonia Alberico, Marica Palmiero, Enrico D’Addio, Francesco Ruggiero, Gianluigi Mastrominico, Pierpaolo Ragozini, Concetta Del Vecchio, Martina Cariello, Cristina Alcorano, Eugenio Sorgente, Martina Esposito, Maria Macri, Andrea Di Miele
Trama: Tredici sono gli abitanti di quel derelitto palazzo. Sarebbero gli unici se non fosse ancora viva la Signora Fiorenza. Una lotta interna per decretare un unico vincitore. Un unico prescelto. Ramazze come armi, sedie volanti e sgambetti a farne da padrona. C’è chi la butta sulla simpatia e chi sulla scelta dello smalto; chi prova a lucidare la casa e chi la distrugge; chi si nasconde e chi viene trovato. Una sola cosa è certa, ora che il Napoli lotta per lo scudetto, “la squadra dei Rivetti andrà a sinistra e quella dei Crispino a destra”, si scorciano le maniche pronti per il loro derby.
Info e prenotazioni: 0823 36 3066 – 349 101 4251 – info@officinateatro.com – www.officinateatro.com

 

215159c4-cd3e-42a1-be24-baf9fc678f92L’ispettore generale – DEBUTTO
Quando: 7 e 8 maggio
Luogo: Teatro San Ferdinando – Arrevuoto 2016
Orario: sabato ore 21 e domenica ore 18
Regia: Pino Carbone, Alessandra Cutolo, Anna Gesualdi, Christian Giroso, Nicola Laieta, Giovanni Trono, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella
Interpreti: Cristina Dell’Anna e Enrico Ottaviano
Trama: Arrevuoto, il progetto teatrale curato da Maurizio Braucci, dedicato agli adolescenti del centro storico della città e delle periferie, giunge al suo undicesimo movimento. Durante tutto l’anno, nelle scuole coinvolte, si svolgeranno laboratori e percorsi di studio del testo, il cui allestimento finale verrà presentato nella primavera del 2016. “Per l’undicesima edizione di Arrevuoto andremo in scena con una riscrittura collettiva de L’ispettore generale di Nikolaj Gogol”, ci anticipa Maurizio Braucci. “Per seguire la drammaturgia del reale intorno a noi e parlare alla città e agli adulti di argomenti concreti e scottanti, abbiamo scelto questa volta il tema della corruzione e dell’inganno mettendo in scena la madre di tutte le commedie degli equivoci, uscita dalla penna di uno dei più grandi scrittori russi. Saremo esilaranti ma anche graffianti, tutti in scena appassionatamente”. Info: http://www.teatrostabilenapoli.it/?p=content&id=368&t=contatti

 

58f9e4b1-e020-4db2-a24d-aa8729b722cdSin Aire
Quando: 7 e 8 maggio
Luogo: Nostos Teatro Aversa
Orario: sabato ore 21; domenica ore 19
Ideazione e Regia: Silvana Pirone
Interpreti: Giovanni Granatina, Sara Scarpati e Maria Teresa Vargas
Trama: Il racconto si sviluppa per immagini, ma si allontana dal teatro danza: in scena gli attori interpretano i personaggi in modo fisico, con il proprio corpo, senza però essere danzatori. Il titolo dello spettacolo è provvisorio e rispecchia l’idea iniziale che lo vedeva legato a più linguaggi, un concetto venuto meno con il tempo, che ha reso più auspicabile “Assenza d’aria”. Il lavoro si compone di diverse tappe, quella del Nostos, a fine marzo, sarà la seconda. “Sin Aire” rappresenta uno studio in evoluzione, nato a dicembre 2014, quando Silvana Pirone è stata insignita di un premio al Festival Internazionale di regia “Fantasio Piccoli”, presentando uno studio di 10 minuti su “Aspettando Godot” con due attrici. Questo lavoro, assieme al testo di Metterlich, dal titolo “I ciechi”, ha ispirato l’idea registica di “Sin Aire”, slegata dai precedenti, ma con suggestioni provenienti da entrambe. Di queste, attraverso i tre attori in scena, si mantiene la malinconia, il rapporto con il tempo che non passa, con la cecità, il non vedere. Il tempo è rappresentato simbolicamente da un’enorme clessidra, ispirata all’albero che Giacometti realizzò per “Aspettando Godot”. Per il suo Godot, la regista Silvana Pirone ha sostituito l’albero con una corda, in “Sin Aire” l’ha trasformata in un filo di sabbia, ovvero il tempo atteso. Altra suggestione è nelle due anime di una stessa donna, cieche/bendate, riprese da luci, realizzate da Paco Summonte, che riportano il concetto di vedo/non vedo e avvolgono lo spettatore nelle azioni che avvengono in scena. Attraverso immagini e quadri visivi, lo spettacolo racconta emozioni. Ultima suggestione e fonte di ispirazione è la foresta dei suicidi in Giappone, un luogo che si stenta a credere reale, dove vita e morte coesistono, un non- luogo di gesti estremi che racconta un’assenza… “Sin Aire”.
Prenotazioni: info@nostosteatro.it – 081 19 169 357 – 389 24 714 39

 

353b7244-e146-4acb-b1f4-65b92bd356b8Le statue movibili 
Quando: 7 e 8 maggio
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: 21
Produzione: Libera Scena Ensemble
Autore: Antonio Petito
Regia e adattamento: Lello Serao
Interpreti: Ciro Esposito, Daniela Ioia, Daniele Marino, Niko Mucci, Biagio Musella, Ciro Pellegrino, Nunzia Schiano
Trama: L’attualità, ne Le statue movibili, funziona come fattore decisivo a fare della pièce un arguto e agile vaudeville in cui circola quasi un’aria parigina, ma dove sono presenti anche dei veleni propri alle atmosfere della città moderna. Il tema centrale è del giovane di relativamente agiata famiglia rustica che viene in città a cercarsi un altro destino, ma che non riesce, per indolenza e lentezza di indole, se non a indebitarsi col padrone di casa e a vivere  di  espedienti  e  di  dolce  far niente. A questo punto inizia la commedia, con l’ingresso in scena di un signore, ricco e supponente proprietario di case, che viene a proporre al protagonista, Felice Sciosciammocca e al suo servo Pulcinella, plebeamente e sanguignamente irridente ai tic e alle presunzioni del parvenuentrato di sua iniziativa   in casa, di dargli in fitto gratuitamente per un po’ di mesi un appartamento: con la presenza del giovane e del suo servo il signor proprietario vuole sfatare la leggenda che la casa sarebbe abitata da spiriti. (E’ la premessa di una situazione che più tardi maturerà, con implicazioni interiori, in Questi fantasmi di Eduardo)… Il testo de “Le Statue movibili” (attribuito ad Antonio Petito) è uno dei tanti tasselli che hanno segnato il percorso della cosiddetta “mutazione”, ovvero l’inarrestabile processo che terminerà con Scarpetta e che vede la definitiva affermazione del “Felice” a dispetto della storica maschera di Pulcinella, che per secoli aveva segnato le scene. La  sensazione,  in  questo testo,  è  che siamo ancora in una fase interlocutoria di questo  processo,  Felice è  un  giovane scanzonato studente  e Pulcinella ancora un servitore scaltro, capace di risolvere, con le sue trovate, le disgrazie a cui la miseria e la costante mancanza di denaro condanna i due. Lo spirito è quello allegro e  vivace  che  regna nelle case degli studenti squattrinati, per i quali l’amore, il gioco,  il divertimento e il mangiare a sbafo costituiscono le uniche preoccupazioni della giornata.
Prenotazioni: 081 411 723 – 081 418 824 – info@teatrosannazaro.it – http://www.teatrosannazaro.it/

 

f75d28d2-5bed-4e76-b37f-3e86fe75d260Maestri
Quando: 8 maggio
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: 21.00
Interpreti: Joe Barbieri e Tony Canto
Trama: “Maestri” è un ammirato percorso d’amore, non tanto verso gli interpreti della canzone italiana quanto tra gli autori (in alcuni casi le due figure coincidono) che hanno reso nobile la via italiana alla composizione leggera.
In questo concerto “spudorato”, accanto a Joe Barbieri (alla chitarra e alla voce) l’amico Tony Canto (alla chitarra 7 corde e al guitalele). I due spoglieranno fino al loro nocciolo alcune tra le pagine più affascinanti del repertorio del nostro Paese, danzando sul sottilissimo filo della bellezza delle armonie e dei versi di maestri (da qui il titolo del progetto) come Alberto Testa, Giorgio Conte, Luigi Tenco, Sergio Bardotti o Lucio Dalla. Tanto per citarne alcuni.
“Maestri” è un concerto popolare e sofisticato al tempo stesso. Un fuoco di fila di canzoni indimenticabili e di perle nascoste. In una parola: imperdibile.
Info e prenotazioni: 081 544 2616 – http://www.teatrobolivar.com/

 

a0f0f358-88bc-4d74-a1df-c54cbfa1c96dRegine sorelle
Quando: fino al 29 maggio
Luogo: Chiesa di San Gennaro all’Olmo (pressi di San Gregorio Armeno) – Napoli
Orario: ogni venerdì alle 21.00, ogni domenica alle 19.00
Autore e Regia: Mirko Di Martino
Interprete: Titti Nuzzolese
Trama: Maria Antonietta e Maria Carolina d’Asburgo: le figlie di Maria Teresa d’Austria, le due mogli del re di Francia Luigi XVI e del re di Napoli Ferdinando di Borbone. Due regine, due mogli, due figlie. Ma forse, soprattutto, due sorelle. Da piccole, Antonietta e Carolina erano fortemente legate l’una all’altra, ma vennero ben presto divise dal corso della storia e dalle necessità della politica. Vissero da protagoniste inconsapevoli durante uno dei periodi più cruenti e importanti della storia: Maria Antonietta venne ghigliottinata in piazza a Parigi, Maria Carolina morì vecchia e sola. Lo spettacolo racconta queste due figure eccezionali utilizzando una chiave pop, moderna e colorata, divertente e giocosa, con un pizzico di nostalgia e di fascino per un mondo irrimediabilmente scomparso. Intorno alle dure regine si muove una folla numerosissima di personaggi pittoreschi e intriganti, famosi e sconosciuti, a cui dà vita la straordinaria versatilità di Titti Nuzzolese, interprete unica di uno spettacolo ricchissimo di comicità e dramma, di storie e di voci, di emozione e fascino.
Info e prenotazioni: 329 1850120 (anche whatsapp) – info@teatrodellosso.it

Gabriella Galbiati

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