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Il direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità affida a QuartaParete la sua lettera aperta rivolta ai candidati alle prossime elezioni amministrative, auspicando un rilancio del territorio che parta dalla cultura.

Foto Carlo Carcciolo

Foto Carlo Carcciolo

Scrivo questa lettera aperta ai prossimi candidati alle circoscrizioni e al Comune di Napoli. Mi auguro che possa diventare fonte di dibattito e di spunto. Sono considerazioni di buon senso ed opinioni di cui mi prendo l’assoluta responsabilità.

PROGETTO CULTURALE
Il Comune di Napoli, dovrebbe dotarsi di una legge o di un regolamento per quel che riguarda la politica culturale sul territorio metropolitano.
Per esempio: l’emanazione dei bandi per iniziative come Maggio dei Monumenti, Estate a Napoli, Natale a Napoli, Marzo donna, devono essere pubblicati almeno 90 giorni prima dell’evento.  È pleonastico segnalare che il Natale, l’estate, la festa della donna, ecc, arrivino ogni anno nelle stesse date, appare dunque inspiegabile e ingiustificabile il ritardo nella pubblicazione dei relativi avvisi pubblici.
(Valga ad esempio l’avviso pubblico per  Maggio dei Monumenti pubblicato intorno a metà aprile).

I lavoratori della cultura devono essere trattati con pari dignità degli altri lavoratori, non è possibile più che gli si chieda di lavorare gratuitamente per le iniziative comunali. Per ogni iniziativa in ambito culturale del Comune deve esser chiaro di che budget si dispone e di come usarlo attraverso l’apposito regolamento.

È importante, così come avviene in mezza Europa, che le iniziative non vengano affidate a dirigenti di cui non conosciamo il volto e che, anche in buona fede, non hanno le competenze artistiche per poter scegliere. Auspico che venga designato un direttore artistico, anche unico per le iniziative di interesse generale e che venga affiancato da un dirigente competente in ambito amministrativo (per esempio, il direttore potrebbe cambiare ogni due anni e il dirigente restare lo stesso).

SPAZI
Il comune di Napoli ha molti spazi tenuti chiusi, propongo di farne un veloce monitoraggio (se non è stato fatto) e di mettere questi locali a bando per le associazioni culturali (non privati) che siano disposte ad agire sui territori con iniziative sociali oltre che artistiche, chiedendo loro un affitto simbolico. Magari una cessione solo per 10 anni, in modo da far circuitare i nomi e le persone.
È importante assegnare definitivamente gli spazi spesso promessi.

Palazzo Fuga
Il grande palazzo sito in piazza Carlo III e  anche noto come “Albergo dei poveri” ha sicuramente bisogno di lavori, ma il piano terra e il primo piano sono agibili e semi abbandonati.
All’inizio del mandato del sindaco De Magistris, nel 2012, è stata data la possibilità ad una serie di operatori teatrali, tra cui il sottoscritto, di fare un sopralluogo negli spazi. Oltre a trovare delle aule scolastiche in cui sarebbe dovuta andare un’università privata, in quella occasione trovammo moltissimo materiale del Napoli Teatro Festival. Tra le tante cose, un’intera platea fatta di poltrone di velluto.
Ecco, credo che questi spazi debbano essere messi a regime, e mi chiedo che fine abbia fatto il bando pubblico emanato un anno fa.

Sarebbe auspicabile uno sportello che si occupi di informare e aiutare chi voglia chiedere fondi europei con particolare specificità per le attività culturali.

Ci sarebbero molte considerazioni da fare per il modo in cui il Comune di Napoli e in particolare l’Assessorato alla cultura hanno gestito le querelle intorno al Teatro Mercadante e al Napoli Teatro Festival: è importante che l’Assessorato riprenda quell’autorevolezza che non lo limiti ad organo consuntivo ma anche gestionale.
Non posso entrare nel merito perché personalmente ho pagato ogni mia opinione espressa ad oggi, fatto sta che almeno all’Accademia del teatro Mercadante ritengo dobrebbe essere data una dignità nazionale, o almeno una sede degna di questo nome.

Foto Mario Gelardi

Foto Mario Gelardi

QUALCHE CONSIDERAZIONE SPECIFICA SUL RIONE SANITÁ
Auspico, anche se mi rendo conto della vacuità di queste mie parole, che il Rione Sanità ritorni ad essere al centro della “cosa pubblica”, che possa avere l’attenzione che altri quartieri ritenuti “ a rischio” (come è vecchia e vuota questa definizione!) hanno avuto. Per esempio creare un simil progetto “Arrevuoto” – che attualmente coinvolge principalmente i bambini e i ragazzi del quartiere di Scampia – per un rione che si caratterizza per una elevata presenza di giovani.
Per troppo tempo le associazione del Rione Sanità hanno dovuto costruire in maniera autonoma, possibilità di lavoro e di cultura,  è dignitoso ed auspicabile che finalmente l’assessorato alla cultura, il Napoli Teatro Festival  e il Teatro Nazionale si accorgano di questo tesoro al centro della città.
Trovo molto interessante la possibilità di affidare a cooperative di giovani l’organizzazione di visite guidate nel centro storico e in particolare nelle chiese.
Occorre trovare un accordo con la curia per aprire quei luoghi di culto che possono rappresentare un bene alternativo per la comunità.

Tra i luoghi di recuperare, per esempio nella Sanità, un’attenzione particolare meriterebbe la casa di Totò e il Cimitero delle fontanelle. In particolare, quest’ultimo dovrebbe diventare uno dei luoghi artistici più visitati d’Italia, e ciò può avvenire solo se lo si affida a terzi, ovvero, ad esempio, una cooperativa di ragazzi del quartiere.

Penso, infine, che il Comune debba tornare protagonista della vita culturale e non solo turistica della città. E credo che ciò si possa farlo in due modi: con un’idea di cultura che metta in rete tutte le attività del Comune, e con una rappresentanza forte e autorevole nella gestione degli eventi ormai lasciati solo nelle mani della Regione Campania.

Mario Gelardi

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