Manlio Boutique

Dal 15 giugno al 15 luglio, 37 spettacoli internazionali per decine di spazi coinvolti, più focus e progetti di formazione e sostegno delle compagnie off locali.

Franco Dragone

Franco Dragone

Un mese di repliche da metà giugno a metà luglio. Quest’anno l’estate teatrale partenopea prevede un mix artistico d’interesse mondiale, con 37 lavori complessivi (17 dei quali italiani) presentati giovedì 5 maggio nella sede romana dell’AGIS, alla presenza del Presidente e del Consigliere Fondazione Campania dei Festival, rispettivamente Luigi Grispello e Cristina Loglio, e del Consigliere regionale per la Cultura Sebastiano Maffettone. Grande assente Franco Dragone, direttore artistico del festival, appena eletto lo scorso ottobre che, si legge nel comunicato, sottolinea l’importanza del festival quale luogo di scambio e confronto per le attuali tendenze artistiche tradizionali e contemporanee, e ribadisce le sue responsabilità nei confronti dell’evento, delle compagnie rappresentate e del territorio con l’impegno concreto di sostegno e promozione. Parole seguite però da un’assenza dello stesso Dragone alla conferenza stampa di presentazione della rassegna, con conseguente “sconcerto” degli altri relatori non al corrente del motivo del posto vuoto (cui si aggiunge quello del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha anch’esso optato per un dribbling preventivo). Un “colpo di teatro”, come lo ha definito lo stesso Grispello, che rende ancora più tangibili i malumori in essere – da mesi ormai – fra Dragone e l’amministrazione della Fondazione, riconducibili soprattutto alle clamorose proposte artistiche avanzate dal direttore (su tutte quella della costosa partecipazione al festival di Al Pacino), più volte arginate dal CdA in favore della promozione di produzioni autoctone: «Devo difendere la mia dignità – si è difeso Dragone -, ho cercato di dialogare, di farmi capire, ma è stato inutile».
Tuttavia, tra querelle e fratture, ripicche e conseguenti ritardi d’avvio della manifestazione (che lasciano anche spazio al presentimento di precoci dimissioni con il rischio, come la scorsa edizione, di rendere il festival orfano di direttore) il programma è stato presentato. E si annunciano (per i circa quaranta spazi coinvolti, tra sale napoletane e location campane) produzioni nostrane e proposte internazionali, un Bus Theatre itinerante, quattro residenze artistiche tra Salerno, Benevento e Avellino, un format (“Castegiovani”) con lavori di giovani compagnie off sui luoghi ospitanti, uno special dedicato ai migranti, e una “Factory” per talenti emergenti locali con attività pensate in collaborazione con i Centri di Produzione napoletani e regionali: «Quest’anno – ha dichiarato Grispello – il Festival si pone l’obiettivo di estendere il proprio ruolo a laboratorio creativo culturale permanente, di promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle realtà artistiche e creative territoriali, e aumentare le possibilità di impiego nel settore teatrale: non solo quindi un luogo di incontro, ma anche di crescita culturale, professionale ed economica».

Joël Pommerat

Joël Pommerat

Si partirà il 15 e 16 giugno con due appuntamenti: la creazione collettiva di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael “Kiss & Cry”, per fusione, in un ensemble poliglotta di interpreti, di cinema, danza e teatro; e “Aspettando il tempo che passa (e mentre passa nuje ce facimmo viecchie)”, composto da detenuti del carcere minorile sotto la direzione di Emanuela Giordano. Seguiranno il “Macbeth” diretto da Luca De Fusco (19 e 20); “Le Olimpiadi del 1936” (dal 20 al 23) di Federico Buffa, Emilio Russo (anche regista), Paolo Frusca, Jvan Sica; lo spettacolo/festa di Sara Sole Notarbartolo “La danse des amantes”, con movimenti coordinati da Marina Rippa (il 20 e 21 a Villa Pignatelli; poi, il 27 e 28 a Valva); “ST/LL” del giapponese Shiro Takatani (20 e 21); “Money!”, per drammaturgia collettiva e regia di Françoise Bloch; “Pinocchio” (dal 23 al 25), ovvero creazione scenica ispirata al testo di Collodi concepita da Joël Pommerat.

Un secondo “Macbeth”, questa volta con adattamento musicale dall’opera di Verdi, vedrà (il 24 a 25) Brett Bailey impegnato nella direzione di dieci cantanti sudafricani su melodie della No Borders Orchestra; mentre, il 26 e 27, il siriano Omar Abou Saada porterà in scena, in prima assoluta, “Mentre aspettavo”; e il 27, i Foja suoneranno al San Carlo lo spettacolo concerto “Cagnasse tutto”, su idea di Franco Dragone. Il 28 sarà tempo per le variazioni su “Romeo e Giulietta” condotte da Katia e Marielle Labèque nello show musicale “Love Stories”, e se Laura Angiulli (il 28 e 29) ha in serbo un lavoro e un cast ancora da svelare, il 29 e 30, Robert Lepage sarà alle prese con “Les aiguilles et l’opium”, con sue rivisitazioni testuali della “Lettre aux Americains et Opium” di Jean Cocteau; la compagnia ispanica del Teatro de Los Andes si dedicherà invece a un particolare viaggio in “Mar”, e Daniele Salvo (30 giugno, 1 e 2 luglio) guiderà Andrea Giordana e Giuseppe Zeno ne “Il Funambolo” di Jean Genet.

Eugenio Barba

Eugenio Barba

Toccherà poi alle “Troiane” di Euripide, regia di Valery Fokin e Nikolay Roschin, e alle contorsioni di coreografie e sonorità di “La grenouille avait raison” (1 e 2); all’interpretazione con marionette di Alain Moreau per “Soleil couchant” e “Dans l’atelier” (dal 2 al 6), e alla danza statunitense di “Flexn” (2 e 3) concepita da Reggie (Regg Roc) Gray e Peter Sellars. Da non perdere “Laika” di Ascanio Celestini (3 e 4 al Teatro Nuovo); “David è morto” dei Babilonia Teatri (5 e 6),  freschi vincitori del Leone d’argento per l’innovazione teatrale alla Biennale di Venezia; “Verso Medea” di Emma Dante, che sarà il 10 e 11 al Bellini, e il 12 e 13 al Castello di Gesualdo; la dimostrazione (il 4) di “Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa”, di e con Eugenio Barba e Lorenzo Gleijeses, insieme a Julia Varley, e “58° Parallelo Nord” (4 e 5), progetto dello stesso Gleijeses per un Cantiere Teatrale Aperto che richiamerà nuovamente Barba e la Varley, oltre a Luigi De Angelis, Michele Di Stefano e Mirto Baliani; “Animali notturni” diretti da Carlo Cerciello, con recitazione di Imma Villa, Lello Serao e Sara Missaglia, e “Il Servo” (13 e 15) dal romanzo di Robin Maugham per regia di Pierpaolo Sepe.

Intanto, il 3 e 4, Fabrice Murgia darà vita alle sue “Black Clouds”; i già citati De Angelis e Gleijeses saranno protagonisti (il 5) di “Corcovado #1”; Emanuele Valenti si misurerà nella regia e nella scrittura (con Armando Pirozzi) ne “Il cielo in una stanza” (7 e 8); il sudafricano William Kentridge sarà artefice dell’animazione “Ubu and the Truth Commission” (9 e 10). Ci sarà poi il balletto in un atto di “Carmen Suite”, per linee di Alberto Alonso (10 e 11); l’adattamento di Riccardo De Luca alla “Madre di pietà” di Beatrice Cecaro (11 e 12); l’inedita commedia di Maurizio de Giovanni “Ingresso indipendente”, con regia di Vincenzo Incenzo (12 e 13), e l’unione scenica di danza, musica e circo firmata da Ali e Hèdi Thabet in “Nous sommes pareils à ces crapauds qui” e “Ali”; fino all’ideazione del greco Blitz Theatre Group per “Late Night”, e quella cilena de “La dictatura de lo cool”, diretta da Marco Layera (13 e 14), che chiuderanno il calendario.

Nicole Jallin

Napoli Teatro Festival
contatti: napoliteatrofestival.it

Print Friendly

Manlio Boutique