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Dal 6 al 26 giugno, all’Argot Studio di Roma, la XXII edizione de “La scena sensibile”, rassegna di teatro al femminile curata da Serena Grandicelli.

Isabella Carloni - "Viola di mare"

Isabella Carloni – “Viola di mare”

Il coraggio delle donne. Il coraggio di essere donna. Il coraggio di dire, di denunciare, di opporsi ai soprusi, alle ingiustizie (maschili, sociali), alle oppressioni fisiche e psicologiche che ancora oggi conducono spesso allo squallore della violenza. E le “donne coraggiose” sono protagoniste della ventiduesima edizione di “La scena sensibile”, rassegna teatrale ideata da Maurizio Panici e diretta dall’attrice, regista e autrice Serena Grandicelli, che dal 6 al 26 giugno porterà al trasteverino Argot Studio nove titoli che daranno corpo e voce a storie di vita di strada, di sopportazione di percosse (anche mentali), di resistenza a circoli viziosi di uno spietato capitalismo sessista.
E va subito ricordata e riconosciuta l’importanza di tale progetto che, nonostante l’assenza di fondamentali finanziamenti pubblici (e chi vuole sostenere il progetto, può collegarsi a https://goo.gl/IA9hBO), parte anch’essa di un’attuale condizione assai poco felice per i festival e le manifestazioni teatrali italiane, continua tenacemente e rispettosamente la sua presenza storica sulla scena.

Silvia Gallerano - "Murphy”

Silvia Gallerano – “Celia”

Si comincerà dunque il 6, 7 e 8 giugno con “Viola di mare”, monologo di e con Isabella Carloni intorno a identità di gender difese dall’affetto personale e condannate e occultate dal pubblico scandalo siciliano. Mauro Mandolini scrive e dirige (il 9 e 10) “Tana libera tutti”, per recitazione di Livia Lupattelli che sarà una elegante e goethiana dott.ssa Fausta alle prese con una invitante e diabolica proposta di monetizzare un massacrante lavoro d’archivio da svolgersi in un isolato studio/prigione. Seguirà, l’11, “Cleo – storia di una puttana”, con Susy Suarez (anche autrice) e Simone Destrero che, nella regia di Paolo Orlandelli, saranno disinvolte eco (pure ironiche) di un’esistenza drammatica trascorsa nel vortice della prostituzione; così come in “Celia” (il 16), Alessandra Cutolo, con uno sguardo al “Murphy” di Beckett, guiderà Silvia Gallerano, Carmine Paternoster e Marcello Fonte nella reale vicenda di una donna africana che per sfamare i figli lontani si prostituisce in Italia e s’innamora di un cliente. Precedono però, il 12 e 13, “A scatola chiusa / Andante cantabile con slancio” diretto da Chiara Cardea e co-interpretato con Silvia Mercuriali: loro, trattenute in un claustrofobico angolo di mondo (con percezioni da “teatro dell’assurdo”) s’interrogano viziosamente su loro stesse e sul saper vivere, in un vorticoso moto impulsivo verso l’esterno. Il 14 sarà invece tempo per Tiziana Bergamaschi di dirigere Mayil Georgi Nieto, Kalua Rodriguez e Ilenia Veronica Raimo ne “Le rinchiuse” di Elide La Vecchia, per affrontare e comprendere il diritto alla bellezza attraverso il racconto di disagi quotidiani vissuti da badanti.

Elena Arrigo -  “I monologhi dell’atomica”

Elena Arrigo – “I monologhi dell’atomica”

Casi di femminicidio muoveranno poi (il 18) “Ferocia”, trittico vocale alternato riconducibile a Lucia Bendìa, Elisabetta De Vito e Betta Cianchini, che ne compone anche il testo diretto da Gabriele Eleonori. Il 21 incontreremo “Medea e il suo inconscio”, nella presenza scenica e drammaturgica di Esnedy Milan Herrera che, diretta da Serena Grandicelli, trasporterà l’antica tragedia euripidea nei pressi di una moderna passerella, con la madre figlicida ora modella e un Giasone marito e press agent che condivide con lei un mondo, quello dell’alta moda, pieno di crudeli e folli idolatrie di una Bellezza che si fa sinonimo mortale di magrezza, bulimia e anoressia. Chiuderà, il 24, 25 e 26, Elena Arvigo con “I monologhi dell’atomica”, che, partendo dai racconti di Kyoko Hayashi e Svetlana Alekseevich, ci scorterà nel dramma di tre vite minate dal disastro nucleare di Chernobyl, tra radiazioni invisibili che uccidono, da dentro, anche il futuro.

Nicole Jallin

Teatro Argot Studio
via Natale del Grande 27
contatti: 06 5898111 – info@teatroargotstudio.com

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