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Euripide, Bizet, Shakespeare, Dante, Celestini e molto altro ancora in scena questa settimana a Napoli e dintorni, tra festival e rassegne estive.

f5897601-4fb1-4344-9e84-ee3893d49270Frankenstein ‘o Mostro
Quando: 4 e 5 luglio
Orario: 23
Luogo: Piccolo Bellini Napoli – Napoli Teatro Festival
Autrice e Regia: Sara Sole Notarbartolo
Interpreti: Pietro  Botte, Roberto Caccavale, AnneLaure Carette, Valentina Curatoli, Davide D’Alò, Emanuele Esposito, Rosario Giglio, Ivan Virgulto
Trama: In scena una “terrificante” commedia musicale che adatta temi, personaggi ed atmosfere del romanzo di Mary Shelley – e delle sue varianti letterarie, cinematografiche e televisive – alle melodie e alla comicità dei Posteggiatori Tristi. Un esperimento drammaturgico che cuce insieme mito gotico e comicità partenopea, romanzo epistolare e disavventure del teatro di varietà, pop music e canzone napoletana, così da rimandare al corpo del mostro stesso. Il triste Frankenstein assume su di sé anche il senso che il termine ‘o mostro richiama nello slang napoletano: qualcosa di superlativo, un superlativo assoluto. La commedia gioca anche ad esorcizzare con leggerezza alcuni mostri del nostro tempo: la precarietà, lo sfruttamento e l’alienazione nel mondo del lavoro, così come il deprezzamento del ruolo sociale dell’artista, sempre più spesso visto come un fannullone privilegiato o uno sconsiderato che non si preoccupa di essere produttivo e che perciò va relegato ai margini della comunità.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

ef4402a0-da05-4bfe-8a24-a47163de5bef58° Parallelo Nord
Quando: 4 e 5 luglio
Orario: 19
Luogo: Galleria Toledo Napoli – Napoli Teatro Festival
Regia: Lorenzo Gleijeses
Trama: Come nasce uno spettacolo? Quali sono le dinamiche che sottendono a questa creazione? Come la dialettica tra regista/coreografo e performer può plasmare i materiali performativi? È possibile trasformare i momenti di costruzione di uno spettacolo in qualcosa che è già un incontro con il pubblico? Queste le domande da cui prende spunto il “cantiere teatrale aperto” ideato da Lorenzo Gleijeses: non uno spettacolo fatto e finito, ma ciò che precede l’apertura del sipario. Nelle due tappe del Napoli Teatro Festival Italia vedremo due modalità possibili di questa formula di incontro artistico: il 4 luglio andranno in scena dei primi frammenti di «Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa», progetto di spettacolo futuro, esito dell’incontro con Eugenio Barba, che ha scelto di lavorare sull’immaginario di Franz Kafka. A fronte del lavoro presentato, Barba, coadiuvato da Julia Varley, interverrà secondo il dispositivo della lezione-spettacolo per spiegare la sua idea di intervento e trasformazione attorno agli elementi della performance e ai materiali creati nelle precedenti sessioni di prove. Il 5 luglio con «Corcovado» il processo di mutazione sarà al centro della visione stessa proposta al pubblico. Si parte dagli elementi coreografici elaborati assieme a Michele Di Stefano e da un immaginario sonoro che è a sua volta caratterizzato dall’idea di trasformazione: Corcovado è infatti un classico della bossa nova, riproposto qui nella versione elettronica degli Everything But The Girl. Ma il materiale di base passa di mano, al successivo “primo spettatore”, nell’ambito stesso della performance: Luigi De Angelis, che vedrà per la prima volta i materiali insieme al pubblico, attiverà un meccanismo di mutazione attraverso il dispositivo dell’eterodirezione (già sperimentato in diversi spettacoli dei Fanny & Alexander). Se nella contemporaneità iperveloce gli unici elementi del viaggio a sopravvivere sono la partenza e l’arrivo, 58PN riposiziona lo sguardo sui concetti di “percorso” ed “esplorazione”.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

29_NTFI2016_TofTeatre_DansLAtelier_fotoMelisaStein_1HSoleil Couchant / Dans l’atelier 
Quando: dal 4 al 6 luglio
Orario: 19
Luogo: Ridotto del Mercadante Napoli – Napoli Teatro Festival
Ideazione e Regia: Alain Moreau
Trama: Due spettacoli di 35 e 18 minuti per entrare dentro una creazione lirica e fiabesca che mette insieme fantasia e tecnica del teatro di figura più classico. Due momenti scelti dal regista e creatore, Alain Moreau, per fornire al pubblico “la chiave che apre la porta della meraviglia”. Soleil Couchant è un piccolo gioiello fatto di dettagli minimi, luci e suoni che somigliano al movimento lento delle onde del mare: è il momento più dolce, quello della fine del giorno. Il sole sta per tramontare. Un uomo (ovvero un burattino di dimensioni umane animato dallo stesso Moreau) senza dire una parola, ci trasmette il senso del tempo che scorre, di tutto quello che passa e che, inevitabilmente si perde. Il rumore del mare si fa più intenso, si alza il vento e, forse, è in arrivo un temporale e lui – con un ultimo brindisi – saluta la vita e il giorno che muore. Dans l’atelier, invece, in soli 18 minuti ci racconta il mondo delle marionette. Una sorta di visita guidata, un percorso iniziatico, che mostra la costruzione, pezzo per pezzo della marionetta, «perché senza l’artigianato non ci sarebbe il teatro di figura! – annota Moreau – per me le marionette e il teatro sono legate le une all’altro, pertanto è molto divertente partecipare a una ‘iniziazione teatrale’, attraverso le marionette». Ben lontano da uno spettacolo didattico Dans l’atelier cerca di cogliere lo spirito più bizzarro e selvaggio, quasi scomposto e fatto di ‘inciampi” del lungo lavoro della creazione. Tof Théâtre nasce nel 1987 per iniziativa del regista Alain Moreau. Il primo spettacolo è stato Le Tour du Bloc, per adulti e bambini, che ha registrato più di 500 repliche in giro per il mondo.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

Tarall&Wine1Concerto dei Tarall&Wine
Quando: 4 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 20
Trama: Nato dall’unione tra Gnut (Claudio Domestico) e il cantante dei Foja Dario Sansone, il progetto T&W è un’interessante unione di sonorità rock e suoni tipici della cultura musicale napoletana. I due artisti provengono da progetti molto differenti, che tuttavia hanno saputo unire e integrare, arricchendosi a vicenda e arricchendo i fruitori del loro lavoro.La canzone dalla quale prende il nome l’album, L’importante è ca staje bbuono, è un inno a tutti quei napoletani che hanno avuto il coraggio, spinti da necessità, voglia di cambiare, impegni lavorativi, di lasciare Napoli e recarsi lontano da amici e parenti in cerca di fortuna, oltre ad essere, ovviamente, una bellissima dedica alla città stessa. Le dolci note della canzone, commiste alla morbida voce di Domestico e a quella graffiante di Sansone, riescono perfettamente nell’intento di rievocare l’euforia di un saluto a coloro che ci lasciano e la nostalgia nel vederli partire con uno zaino colmo di sogni per il futuro.
Prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

1ee6d69d-fe90-4b7d-8a3e-96815f77ea2fBlack Clouds
Quando: 4 luglio
Orario: 21
Luogo: Teatro Politeama Napoli – Napoli Teatro Festival
Autore e Regia: Fabrice Murgia
Interpreti: Valérie Bauchau, Fatou Hane, El Hadji Abdou Rahmane Ndiaye, Francois Sauveur
Trama: Con questa nuova creazione Fabrice Murgia approfondisce la propria riflessione sulle relazioni tra il Nord e il Sud del mondo: la libera circolazione degli individui, le frontiere (in)visibili che ci circondano, lo spazio virtuale e iperconnesso in cui viviamo. Come accaduto nei lavori precedenti, anche in questo caso il regista si è nutrito di incontri e esperienze: un laboratorio tenutosi a Saly, in Senegal, con gli attori locali; le ricerche sulle truffe online che partendo dalla Costa d’Avorio chiedono denaro all’altra parte del mondo; l’incontro con l’incredibile storia di Aaron Schwarz, giovane informatico americano, pioniere del libero accesso a internet e dell’open source suicidatosi a 28 anni dopo aver sfidato l’FBI e il governo americano. Black Clouds racconta le frodi orchestrate dai pirati del web ivoriani, il turismo sessuale come nuova forma di “colonialismo dei corpi”, la frattura numerica Nord-Sud. Sullo sfondo di tutto, il web, questa Rete che è sia sinonimo di condivisione e di emancipazione, ma anche di dominazione e asservimento. Una corsa vertiginosa in cui la poesia, la musica e le immagini ci conducono in un altrove allo stesso tempo onirico e reale.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

Celestini-internaLaika
Quando, Orari e Luogo: 4 luglio h 23 Teatro Nuovo; 5, 6 luglio h 21.30 a Castello di Gesualdo (AV)
Autore: Ascanio Celestini
Interpreti: Ascanio Celestini e Gianluca Casadei
Trama: Con questa nuova narrazione Ascanio Celestini ci racconta la vita di un improbabile Gesù che «vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente». Questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, all’interno del suo appartamento ma è interessato a ciò che accade fuori: «il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra». In questo nuovo lavoro, Celestini è partito dalla consapevolezza che con la crisi delle ideologie – nate dall’illuminismo e concretizzatesi soprattutto nel ‘900 – anche le religioni (in quanto visioni totalizzanti e dunque ideologiche) hanno subito un contraccolpo. «A distanza di un paio di millenni – leggiamo nelle note – ci troviamo ora a rivivere le incertezze del cristianesimo delle origini, frutto dell’ebraismo e seme dell’islam. Vorrei che queste incertezze passassero in maniera obbligatoriamente grottesca e ironica nel personaggio che porterò in scena: un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere solo sul cuore della terra: vuoi vedere che la trinità è una balla e alla fine salterà fuori che Dio sono soltanto io?».
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13482966_1742750025967111_7000958047930389115_oIl vecchio fango
Quando: dal 4 al 14 luglio (eccetto 8 luglio)
Orario: 21.00; 21.20; 21.40, 22.00, 22.20, 22.40, 23.00, 23.20, 23.40
Luogo: Museo Diocesano Donnaregina Vecchia Napoli – Napoli Teatro Festival
Regia: Susanna Poole
Interpreti: Lidia Arias, Rosaria Bisceglia, Sofia Campanile, Roberta Di Domenico De Caro, Davide Giacobbe, Eleonora Longobardi, Salvatore Margiotta, Carlo Melito, Gabriele Poole, Susanna Poole, Cinzia Romanucci
Trama: «Ciascuno di noi – si legge nelle note di regia – ha impressa un’immagine di che cosa sia la vita in un paese molto piccolo. Ci sono le case raggruppate e da un cortile si passa ad un altro in un confine sfumato fra il dentro e il fuori, fra la vita privata e quella del vicolo. Ci sono gli abitanti che sanno tutto di tutti ed alcuni, dalla presenza più forte, diventano dei “personaggi” dei quali conserviamo una traccia nell’immaginario. Questo fa pensare a quello che doveva essere Vitebsk per Chagall. Chagall dipingeva le case, le mucche, i personaggi del suo piccolo paese – come lo zio violinista o la coppia di innamorati, la capretta e il campanile – ma tutto trasfigurato nelle dimensioni, nei colori e nella collocazione, in un paesaggio fantastico, tutto interiore. Il Vecchio Fango è un lavoro su un’unità minima di vita comunitaria, un minuscolo villaggio immerso nella natura che potrebbe felicemente rappresentare un’immagine idilliaca. Ma l’altra faccia della medaglia è l’isolamento dei suoi abitanti che può far emergere i tratti più gretti, ruvidi e misteriosi dell’umano. C’è un’oscurità che lo sguardo del visitatore riesce appena a cogliere. Per questo, il viaggiatore che si avventuri nelle strade di questo piccolo villaggio, seguendo un odore, un suono, uno sfioramento, non si sentirà sempre al sicuro e dovrà ricorrere alla memoria e all’immaginazione per ricostruire ciò che, da bendato, non potrà che sentire e toccare con le mani».
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

935eb5f2-b933-413c-ae57-816091daefaaRegine
Quando: 5 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario:  21
Autore: Francesca Gerla, Chiara Tortorelli, Arnolfo Petri,  Pino Imperatore, Giuseppe Bucci
Regia: Giuseppe Bucci
Interprete: Rosaria De Cicco
Trama: Si ispira alla simbologia delle carte da gioco francesi Regine, l’opera in quattro monologhi interpretati da Rosaria De Cicco. Nati da una idea delle scrittrici Francesca Gerla e Chiara Tortorelli, i monologhi di Regine sono le voci di eroine all’inverso, in disgrazia, rappresentative della società contemporanea, delle sue nevrosi e contraddizioni, e ne raccontano la quotidianità drammatica, surreale, simbolica, ironica. Scritto da Arnolfo Petri, il monologo Mena rappresenta la regina di Quadri, nuova prostituta, ora boss di camorra, che ha ormai perso memoria della figura umana e poetica di una mamma, come Filumena Marturano. Da Chiara Tortorelli nasce il personaggio di È solo una favola, amore associato alla regina di Picche, nuova adolescente che il mondo dei social network o della emancipazione non mette al riparo da depressione, anoressia e isolamento causate da abusi in famiglia. La donna immaginata da Francesca Gerla, in Io non so nuotare, ha la fragilità e insieme la forza della regina di Fiori, nuova mamma, eroina profuga che ha viaggiato incinta sui barconi e non capisce il rifiuto dell’Occidente a prestare aiuto a lei e al suo bambino. L’amore omosessuale è il tema del monologo La voce di Laura scritto dal regista Giuseppe Bucci e ispirato a La voce umana di Jean Cocteau, per la regina di Cuori, amante abbandonata al telefono, donna lesbica che, in una società ancora omofoba, non può opporsi al desiderio di famiglia e figlio naturale della donna che ama.
Info e prenotazioni: 081 5422 088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

539e51dd-d132-4ed4-acbb-5d02c738973cDavid è morto
Quando: 5 e 6 luglio
Luogo: Teatro Sannazaro Napoli – Napoli Teatro Festival
Orario: 21
Interpreti: Chiara Bersani, Emiliano Brioschi, Alessio Piazza, Filippo Quezel, Emanuela Villagrossi
Trama: David è morto è un lavoro sul lutto che la compagnia veronese affronta con l’intelligente irriverenza che la contraddistingue. «David è morto – scrivono Valeria Raimondi e Enrico Castellani – è il racconto di cinque morti che parlano. Della loro vita e della loro morte. Chi si racconta da morto non ha nulla da perdere né da nascondere. Così sono i protagonisti della nostra storia. Diretti e spietati come lupi mannari alla ricerca di cibo. Alla ricerca di un senso che hanno perduto. David è morto è una storia impalpabile: pretesto per costruire un caleidoscopio di tic, un abbecedario di manie, un carnevale di follie contemporanee. Quello che si compone è un ritratto delle idiosincrasie del mondo in cui viviamo, dove ad essere importante non è l’intreccio quanto la possibilità di dipingere dei tipi umani e dei caratteri, che racchiudono in sé il disagio di abitare questo tempo. David è morto è un epitaffio cantato». Babilonia Teatri alla fine di luglio riceverà alla Biennale di Venezia il Leone d’argento per l’innovazione teatrale, la cui motivazione del direttore Àlex Rigola recita: «Per essere sempre alla ricerca di un messaggio positivo in tempi e situazioni in cui sarebbe facile fare il contrario. Per i loro spettacoli, strumento di sensibilizzazione rispetto alla complessità della nostra società. Per la sensibilità verso i più svantaggiati. Per la sensibilità nel trattare tematiche complesse senza abusare dei drammi reali degli interpreti. Per fare del loro teatro uno strumento di inclusione sociale. Per un teatro che mostra a noi spettatori una realtà che non sempre è visibile. Per la loro umanità. Per essere terapeutici. Per la loro pazienza. Per saperci emozionare. Per la loro bellezza scenica. Perché rappresentano un collettivo teatrale che non sempre è stato considerato come si meritava. Con questo premio vogliamo valorizzare e ringraziare in particolar modo il loro lavoro ma anche tutte quelle compagnie e quegli artisti che ogni giorno si svegliano per dare il meglio di sé a persone più bisognose. Perché sono necessari al mondo del teatro. Perché sono necessari al mondo. Per l’eccellenza della loro ricerca drammaturgica verso nuovi percorsi scenici».
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

4f783ae4-8e56-4070-8e5c-6a42679f4ba3Coito ergo sum
Quando: 6 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario:  21
Interprete: Alessandra D’Ambrosio
Trama: Una personal sexual trainer si cimenta in un breve ma intenso seminario sull’erotismo. Lo spettatore sarà guidato e coinvolto alla scoperta del piacere in ogni sua sfumatura. Grazie ad aneddoti personali, casi storici e dati scientifici, lo spettatore si troverà ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità erotiche. La personal sexual trainer è un avvocato quarantenne che abbandona la freddezza del  Diritto Tributario per l’infuocata ricerca del gemito alla sua massima potenza. Una guru della fellatio, un’accanita dispensatrice di consigli per l’uso ma, al contempo, una donna alla ricerca del proprio perduto piacere. Uomini – e donne – siete sicuri di sapere tutto sul sesso? Siete capaci di rendere schiavo del piacere il vostro partner? Lei, in qualità di personal trainer, testerà le vostre abilità e vi condurrà alla conquista del mondo … o almeno vi insegnerà a fingere dignitosamente!
Info e prenotazioni: 081 5422 088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

blog-una-favola-in-campania-minUna favola di Campania
Quando, Orari e Luogo: 6, 7, 13, 14 luglio h 19.00 Museo Madre Napoli; 18 giugno h 21.00 Villa Rufolo Ravello (SA); 25, 26 giugno 2, 3 luglio h 21.00 Teatro Diana Salerno; 1 luglio h 21.00 Porto di Scario San Giovanni a Piro (SA); 8 luglio h 21.00 Porto di Acciaroli Pollica (SA); 9 luglio h 21.00 Castello dell’Abate Castellabate (SA)
Regia: Fabrizio Arcuri
Interpreti: Umberto Orsini, Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Leo Gullotta, Vincenzo Salemme, Giuliana De Sio, Alessandro Haber, Giancarlo Giannini, Isa Danieli, Giuseppe Battiston
Trama: Il progetto Una favola di Campania nasce dalla volontà di creare una decina di appuntamenti che mirino a costruire una sorta di itinerario che parte da Napoli per arrivare al confine con la Basilicata. Una piccola geografia emotiva che permette di scoprire luoghi ameni ricchi di storia, cultura e tradizione. È stato infatti scelto come tessuto connettivo per queste serate “il Decamerone campano” raccolto da alcuni studiosi, dove sono trascritte 99 storie tra fiabe, leggende, favole e racconti orali. Una vera e propria letteratura che costruisce attraverso primitive diciture, una arcaica struttura mitologica fatta di strani personaggi e vicende surreali. 8 luoghi, 16 serate, 10 storie legate alla regione, 11 grandi interpreti che, insieme all’orchestrina Musica da Ripostiglio, restituiranno la magia alle vicende di una regione piena di fascino.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

2427d41a-9c03-4671-904c-2ed2b65596d2Animali come noi
Quando: 7 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21
Interpreti: Paolo Cresta, Carlo Lomanto, voce e percussioni
Trama: Vi siete stancati di tutte quelle letture “dolciastre” sugli animali? Vi vergognate di aver avuto nella vostra infanzia la passione per gli “orsacchiotti” o i “coniglietti”? Gli animali vi piacciono ancora e siete contrari alla caccia però… vorreste voltare pagina, leggere sugli animali qualcosa di diverso, che ve li faccia sentire vicini, ma senza smancerie? Non lasciatevi sfuggire “Animali come noi” ovvero una sana boccata di realismo animalesco, ironico, pungente, coinvolgente. Capirete cosa passa per la mente di un topo che vive in un laboratorio e prende coscienza della sua intelligenza, o di quanto possa essere complicata la vita di uno scarafaggio che vive nello sterco e si innamora di una maggiolina che ama i fiori. Conoscerete i problemi d’amore e il sesso che affrontano le lumache che scoprono di averne due di sessi e “il” mantide che sa che per riprodursi dovrà morire. Saprete quanto può essere difficile e continuamente fraintesa la comunicazione tra i pesci che hanno solo una comunicazione non verbale. Consigliato a chi non accetta ricette di buonismo preconfezionato, ma vuole guardare con i propri occhi e fare esperienze sulla propria pelle
Info e Prenotazioni: 081 5422 088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

ffd2b143-2263-44f5-b558-7d34b75f36a8Il cielo in una stanza
Quando: 7 e 8 luglio
Luogo: Teatro Bellini (Napoli) – Napoli Teatro Festival
Orario: 23
Autori: Armando Pirozzi e Emanuele Valenti
Regia: Emanuele Valenti
Interpreti: Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella; voce registrata Peppe Papa
Trama: Il cielo in una stanza, scritta da Gino Paoli e interpretata di Mina nel 1960, è la canzone di un amore che abbatte le pareti di una stanza, il racconto di una storia comune, nata in un luogo intimo, privato, come la propria casa. Se però questa casa crolla, cosa resta del sogno romantico, cosa resta della giovane coppia che l’ha sognato e cosa diventa quel luogo che il crollo ha portato via? Se quella che ‘non ha più pareti ma alberi infiniti’ è una stanza del 1960, allora sarà parte di un edificio degli anni immediatamente precedenti, quelli anni ’50, magari a Napoli, in cui, proprio attraverso la costruzione e distruzione di case e parti di città, si avviava un processo di trasformazione sociale, secondo un piano regolatore delle esistenze che guardava al futuro e irrimediabilmente stravolgeva le identità conosciute. Partendo da fonti diaristiche e fatti di cronaca, dall’emigrazione in Svizzera alla speculazione edilizia, viste secondo le logiche dell’evocazione più che la cronologia degli eventi, il nostro racconto si struttura come una rivisitazione allucinata della classica commedia Eduardiana in tre atti e comincia proprio da qui: il cielo, con il crollo, è entrato veramente nella stanza, che ora veramente ‘non ha più pareti’. E guardandoci dentro, incontriamo una comunità di personaggi che negli anni ’90 continua a vivere in questa architettura sbilenca, non riuscendo ad allontanarsi da quel che resta del palazzo. Li incontriamo nel momento in cui vogliono fare i conti con il proprio passato e trovare un modo, costi quel che costi, per archiviarlo e ricominciare a sognare un futuro. Ammesso che questo sogno sia ancora possibile. Ma le posizioni paradossali che, come in una folle sarabanda, si trovano di volta in volta a sostenere o ripudiare, riflettono la confusione in cui turbina ogni loro ideale politico, etico, anche spirituale, e che ricorda molto da vicino il nostro disorientato presente.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

aa36a051-9af4-43b9-a9d2-3624bd769ed3C’era una volta……lo cunto de  li cunti
Quando: 8 luglio
Orario: 20:30
Luogo: Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei – per la rassegna ‘O culore d’e pparole”
Trama: “C’era una volta……lo cunto de  li cunti” un lavoro in cui la fiaba è la protagonista; nasce dalla commistione tra l’opera “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile e “il cuoco prigioniero” di Roberto Piumini. Le prelibatezze culinarie dello chef Antonio Gimbellino, noto a tutti come Totò Sapore, si fondono con le storie dei personaggi della “Gatta Cenerentola” e di altri ‘cunti’ di Basile. Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da “Cenerentola” al “Gatto con gli stivali”, un po’ prima di finire dentro i libri di Perrault e Grimm, dove tutti le scoprimmo da bambini, erano giunte all’orecchio del napoletano Basile, che all’inizio del Seicento le acciuffò e inguainò nella sua lingua, infilandole in quel Cunto de li cunti che fu definito da Croce il «più bel libro italiano barocco» e da Italo Calvino «il sogno d’un deforme Shakespeare partenopeo.
Info: 081 528 9461 – 331 353 2137 – www.accademiavesuvianadelteatro.it

 

07ab9d39-5c9a-44a2-a27e-5edb090195e3Shakespea Re di Napoli
Quando: 8 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21.00
Autore e Regia: Ruggero Cappuccio
Interpreti: Ciro Damiano e Claudio Di Palma
Trama: Shakespeare parla napoletano. Magari un napoletano che suona come una fantasiosa lingua neobarocca, sotto il cielo di una notte di plenilunio. Shakespea Re di Napoli è un bisticcio, un gioco di memorie di fatti ambigui, forse mai avvenuti, ma che assomigliano al vero. Napoli, XVII secolo. Al riparo di una riviera del Golfo di Napoli, scampato di fresco ad una tempesta, Desiderio, ragazzo aggraziato, bisbiglia sognante a Zoroastro, popolano verace, il ricordo di una festa di carnevale di anni addietro: è allora che fra canti e danze, avrebbe conosciuto il grande Bardo, che gli sarebbe apparso  nei panni, mascherati, del Viceré di Napoli. Un incontro denso di sviluppi: Shakespeare vorrà Desiderio con sé, in Inghilterra per farlo diventare l’interprete dei ruoli congeniali a “un guaglione ca de masculo e de femmena la faccia tenesse”. Li separerà più tardi la paura della peste, arrivata Oltremanica, ma soprattutto la nostalgia di Desiderio per il suo Mediterraneo. Il ritmo e la musicalità del teatro di Ruggero Cappuccio (oggi il più interessante talento del nuovo teatro partenopeo), in una magica sospensione fra veglia e sogno e grazie ad una fantasiosa lingua neobarocca, realizzano miracolosamente una visionaria equazione con la lirica di Shakespeare che ritorna sulla scena con una nuova, inattesa potenza espressiva.
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

aa36a051-9af4-43b9-a9d2-3624bd769ed3Serata Eduardiana
Quando: 9 luglio
Orario: 20:30
Luogo: Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei – per la rassegna ‘O culore d’e pparole”
Trama: “Gennariniello”: La commedia breve, apparentemente inconsistente nella trama e leggera per le figure comiche di Tommasino e della sorella zitella di Gennaro, è invece intrisa da una profonda melanconia dell’autore nei confronti di quegli uomini che, sempre attratti dalle grazie femminili e dalle lusinghe della giovinezza, non si rassegnano al passare del tempo e vivono in una famiglia che, essi pensano, non li circonda dell’amore e della considerazione che desidererebbero. Essi si sentono, ancora gennarenielli, ma senza reali speranze per l’avvenire, non si rendono conto, o non vogliono, di essere diventati, quello che forse sono sempre stati, dei poveri gennari. “Quei figuri di trent’anni fa” : L’atto unico racconta una serata nel “Circolo della caccia”, nome fittizio che serve da copertura per una casa da gioco clandestina, gestita da don Gennaro Fierro fidanzato di Peppinella (da lui chiamata “Sciù Sciù”), una donna che vive, insieme alla madre, Assunta (la “marchesa madre”), nel Circolo. Filomena è la cameriera del Circolo e delle due donne, disperata per i modi rozzi di come la trattano. Mentre fervono i preparativi per una serata di gioco, arrivano don Gennaro Fierro e un altro uomo, Luigi Poveretti. Quest’ultimo viene istruito dal gestore del “circolo” per fare il nuovo “palo”, per aiutarlo, cioè, a vincere passandogli opportunamente le carte, sollecitato da opportuni segni concordati tra i due. Tanti i personaggi che agiscono in questa opera.
Info: 081 528 9461 – 331 353 2137 – www.accademiavesuvianadelteatro.it

 

7c6c7f5b-8e7f-4066-bab9-8e8d50d522b9L’Inferno di Dante
Quando: 9 luglio
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 20:30
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Interpreti: Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale. Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da e poche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
Info e prenotazioni: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

b2b4861e-d78d-46bf-a014-a1a46d786a25Jack lo squartatore 
Quando: 9 e 10 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21
Regia: Annamaria Russo
Interpreti: Marco Palumbo, Lucia Rocco, Fabio Rossi, Sabrina Silvestri
Trama: In una Londra di fine ottocento, in uno squallido quartiere, vive una coppia di coniugi dal passato equivoco e dal presente laido. Pochi soldi per mangiare, pochissimi per riscaldarsi nella loro casa, e un futuro di patimenti incombente. L’unica soluzione possibile: affittare camere e tentare di sopravvivere con questo modesto provento. Ma le camere per ora restano vuote. Nel frattempo, dall’esterno giunge l’eco di una serie di fatti criminali, più esattamente omicidi, commessi in tempi molto ravvicinati, con modalità analoghe e addirittura “firmati” su pezzetti di carta grigia da un assassino seriale. Il marito pare interessato e coinvolto dai discorsi, dai commenti, dal procedere delle indagini; la moglie, viceversa non ne vuole sapere nulla e questo è un ulteriore motivo di discussione tra due coniugi già resi nervosi e irritabili dagli eventi privati. Tutto, insomma, procede nella consueta direzione: verso la catastrofe economica e personale. Finché arriva una svolta: qualcuno bussa alla porta.
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

d2ae6b77-b8e4-4b09-83ce-2ee47e3a5489Ubu and the truth Commission
Quando: 9 e 10 luglio
Luogo: Teatro Mercadante – Napoli Teatro Festival
Orario: 21
Regia: William Kentridge
Autore: Jane Taylor
Interpreti: Dawid Minnaar, Busi Zokufa e con Gabriel Marchand, Mandiseli Maseti, Mongi Mthombeni
Trama: Lo spettacolo nasce dallo studio dei verbali della “Commissione per la verità e la riconciliazione” (istituita nel 1960) incaricata di catalogare le testimonianze sull’apartheid ma prende anche spunto dall’Ubu Re di Jarry, i cui protagonisti sono un tiranno brutale e stupido e una sposa perfida e spregiudicata. La coppia Ubu immaginata da Jarry nel 1896 viene trasportata, un secolo dopo, in Sudafrica dando vita a uno spettacolo in cui grottesco e burlesco si mescolano in nome del dovere della memoria. L’azione drammatica si struttura attorno a una metaforica storia di tradimento per approdare alla devastante complessità dell’apartheid portata in scena dai pupazzi della Handspring Puppet Company.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

1525578_10202644254656528_299026530_nAnimali notturni
Quando: 9 e 10 luglio
Orario: 23
Luogo: Teatro Sannazaro (Napoli) – Napoli Teatro Festival
Autore: Juan Mayorga
Regia: Carlo Cerciello
Interpreti: Lello Serao, Imma Villa, Luca Saccoia e Sara Missaglia
Trama: Animali notturni nasce come elaborazione di un testo breve, su commissione del Royal Court di Londra, che aveva proposto a Mayorga di trattare un tema di carattere politico nel contesto spagnolo. La scelta si concentra sul problema, di straordinaria attualità, dell’integrazione dei cittadini stranieri. L’autore recupera e sviluppa una questione già affrontata nella sua opera precedente Himmelweg: la visione del rapporto tra carnefice e vittima, oltre l’esplicitazione della violenza, con l’accento sui sistemi delle gerarchie di potere all’interno della vita quotidiana. I quattro personaggi del testo, due coppie, devono agire nell’ombra come “animali notturni”: la dissimulazione e il “non detto” sono gli strumenti di cui si servono per difendere il proprio spazio vitale. Le due coppie protagoniste abitano nello stesso condominio, appartengono a classi sociali differenti e sono antitetici nella caratterizzazione fisica: l’Uomo alto (Luca Saccoia) colto traduttore senza permesso di soggiorno e la Donna alta (Sara Missaglia) sua compagna di vita e di lavoro; l’Uomo basso (Lello Serao), cittadino medio e mediocre, frustrato dalla distanza che lo separa dal mondo delle lettere e la Donna bassa (Imma Villa), casalinga teledipendente devota al marito. Ognuno ha il proprio segreto da nascondere. I personaggi femminili sognano una vita parallela, alla ricerca di un’alternativa alla solitudine del presente, rifugiandosi nelle fantasie di amanti misteriosi o dentro la visione di programmi televisivi notturni. I personaggi maschili, invece, occultano alle proprie compagne il gioco meschino che li assoggetta l’un l’altro, in un esercizio indiscriminato di potere, che li rende complici e rivali al tempo stesso.
Info: www.napoliteatrofestival.it

d321e51c-3879-4410-bc3e-c6aff43ea2b3Carmen Suite
Quando: 10 e 11 luglio
Orario: 19
Luogo: Teatro Politeama (Napoli) – Napoli Teatro Festival
Coreografia: Alberto Alonso
Interpreti: Svetlana Zakharova, Denis Rodkin, Mikhail Lobukhin
Trama: Carmen Suite – sulla musica di Georges Bizet, rielaborata dal compositore russo Rodion Šèedrin, nel 1967 – è una celebre coreografia di Alberto Alonso, fondatore del Ballet Nacional de Cuba e cognato di Alicia Alonso concepita per Maja Plisetskaja, leggendaria étoile del Teatro Bol’šoj di Mosca.
Ancora oggi, a quasi cinquant’anni dalla creazione, è considerata uno dei capolavori del coreografo cubano. Nel 2005, due anni prima di morire, Alberto Alonso, ha ricreato Carmen Suite per Svetlana Zakharova, stella riconosciuta della danza mondiale, sempre per il Teatro Bol’šoj di Mosca. Paladina della libertà e della seduzione senza regole, Carmen è una delle grandi eroine della storia della letteratura, creata da Prosper Mérimée nel 1845: donna volubile e coraggiosa, spirito libero che va inesorabilmente incontro al suo tragico destino. Una storia appassionata, classica e moderna, allo stesso tempo, in cui i movimenti coreografici, a volte semplici e di chiara lettura, risaltano in contrapposizione alla forza espressiva e drammaturgica, resa perfettamente dalla danza eloquente e carismatica dell’étoile ucraina. La danzatrice, nota per il carisma che la contraddistingue, indossa in questo allestimento il fatidico fiore rosso: “la fleur” che nella trama dell’opera è l’arma con la quale Carmen seduce Don José, simbolo e allegoria, a rendere immediatamente identificabile il temperamento focoso e spregiudicato della protagonista. Oggi la coreografia – ripresa da Sonia Calero – continua ad incantare le platee di tutto il mondo con il groviglio di amore, tradimento e morte che si susseguono nello spazio di un atto unico, dando vita ad una vicenda incalzante e senza tempo.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

2015121005505734134Verso Medea
Quando, Orari, Luogo: 10, 11 luglio h 21.00 Teatro Bellini; 12, 13 luglio h 21.30 Villa D’Ayala a Valva (SA) – Napoli Teatro Festival
Testo e Regia: Emma Dante
Interpreti: Elena Borgogni, Carmine Maringola, Salvatore D’Onofrio, Sandro Maria Campagna, Roberto Galbo, Davide Celona
Trama: “La casa di Bernarda Alba”, ultima opera di F. G. Lorca in cui i personaggi sono tutte donne, è un raro esempio di sensibilità e poesia nel raccontare il mondo femminile da parte di un autore teatrale. Il suo dare voce alle ingiustizie, la sua denuncia di una mentalità antica, inadeguata, “borghese”, l’attenzione al teatro popolare rendono attuale il testo, anche a ottant’anni anni di distanza dalla sua scrittura e dalla sua morte tragica. Bernarda, le cinque figlie dalle diverse personalità, le serve e la nonna sono motivo di approfondimento scenico per quel mondo femminile che ancora oggi viene costretto a vivere nei condizionamenti che lasciano poco spazio alla vitalità. La chiesa, le case attorno, le strade da cui provengono voci e storie, gli uomini e le donne che alle figlie non è concesso di vedere e frequentare, la curiosità e la dissomiglianza del vicinato, la vita che ha un ritmo diverso… sono elementi che consentiranno all’ambiente esterno di dialogare con la “casa” e viceversa. La residenza: saranno coinvolte una trentina di persone del posto, per realizzare il mondo intorno alla casa e per avvicinarci all’esperienza di Lorca con La Barraca: “per salvare il teatro la prima cosa è darlo al suo pubblico. Questo pubblico esiste già: è il popolo.”(F.G.L.)
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

agrippinaAgrippina. La fisionomia del potere
Quando: 14 luglio
Luogo: Museo del Sottosuolo
Orario: 11
Adattamento e Regia: Eduardo Di Pietro
Trama: Come tra fantasmi si svolge il percorso di Agrippina minore, un personaggio incarnato dai rapporti politici, dall’immagine pubblica, dall’influenza decisionale. «Nasceva con una strada tangente decessi, abusi, violenze, ma dall’inizio orientata al potere» riflette Atte, amante del figlio Nerone e cerimoniera del rito che dà corpo alla storia. Con un ritmo che agevolmente corre dall’epoca di Tiberio a quella di Nerone, passando per la tirannia di Caligola, i vizi di Messalina e i continui intrighi che decidevano gli equilibri di corte, si scopre il declino di Agrippina. La sua storia sommata alla degenerazione del figlio al governo, segnò la fine della gloriosa dinastia che determinò le sorti della Roma imperiale – vale a dire del mondo. In un’alternanza di prosa e versi in rima di Racine (di cui nel 1670 un critico riconosceva: “è evidente che il ‘Britannico’ contiene i più bei versi che sia dato di scrivere”), la performance avrà luogo negli spazi sotterranei del Museo del Sottosuolo e sarà, inoltre, accompagnata da una visita guidata al Museo Archeologico Nazionale poco distante, dove la guida abilitata si focalizzerà sui principali busti della Collezione Farnese con l’intento di sottolineare il ruolo tutt’altro che marginale che la donna ricoprì nell’antica Roma, cui seguiranno opportuni approfondimenti sulla storia romana.
Prenotazione obbligatoria: www.tappetovolante.org/prenota – 081 863 1581 – 339 18 88 611

 

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Quando: 15 luglio
Orario: 21.30
Luogo: Santa Croce del Sannio (BN) – Napoli Teatro Festival
Autore e Regia: Aristides Vargas
Interpreti: Lucas Achirico, Gonzalo Callejas e Alice Guimaraes
Trama: MAR è costruito come un’allegoria poetica sul senso della perdita e sul mare come metafora di un orizzonte ampio e sconosciuto, specialmente nell’immaginario dei boliviani. La storia è quella dei tre fratelli Juana, Miguel e Segundo che decidono di compiere un viaggio per esaudire l’ultimo desiderio della madre in fin di vita: poter morire tra le onde del mare, dove non è mai stata, e lì potersi abbandonare. I fratelli partono deponendo la madre su una porta della loro casa, come se fosse una lettiga, ma quel viaggio diventa la metafora dei loro rapporti più segreti e la “porta” si rivela come l’ingresso del loro inconscio segreto nutrito da un immaginario di storie e apparizioni, fantasmi di personaggi scomparsi nella guerra del Pacifico.
Info: www.napoliteatrofestival.it

Gabriella Galbiati

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