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Ultimi giorni per il Napoli Teatro Festival che lascia spazio ad altre rassegne estive in programma nei luoghi più insoliti del capoluogo campano.


13612317_596084683903504_6742272880763892477_nIl vecchio fango

Quando: fino al 14 luglio
Orario: 21.00; 21.20; 21.40, 22.00, 22.20, 22.40, 23.00, 23.20, 23.40
Luogo: Museo Diocesano Donnaregina Vecchia Napoli – Napoli Teatro Festival
Regia: Susanna Poole
Interpreti: Lidia Arias, Rosaria Bisceglia, Sofia Campanile, Roberta Di Domenico De Caro, Davide Giacobbe, Eleonora Longobardi, Salvatore Margiotta, Carlo Melito, Gabriele Poole, Susanna Poole, Cinzia Romanucci
Trama: «Ciascuno di noi – si legge nelle note di regia – ha impressa un’immagine di che cosa sia la vita in un paese molto piccolo. Ci sono le case raggruppate e da un cortile si passa ad un altro in un confine sfumato fra il dentro e il fuori, fra la vita privata e quella del vicolo. Ci sono gli abitanti che sanno tutto di tutti ed alcuni, dalla presenza più forte, diventano dei “personaggi” dei quali conserviamo una traccia nell’immaginario. Questo fa pensare a quello che doveva essere Vitebsk per Chagall. Chagall dipingeva le case, le mucche, i personaggi del suo piccolo paese – come lo zio violinista o la coppia di innamorati, la capretta e il campanile – ma tutto trasfigurato nelle dimensioni, nei colori e nella collocazione, in un paesaggio fantastico, tutto interiore. Il Vecchio Fango è un lavoro su un’unità minima di vita comunitaria, un minuscolo villaggio immerso nella natura che potrebbe felicemente rappresentare un’immagine idilliaca. Ma l’altra faccia della medaglia è l’isolamento dei suoi abitanti che può far emergere i tratti più gretti, ruvidi e misteriosi dell’umano. C’è un’oscurità che lo sguardo del visitatore riesce appena a cogliere. Per questo, il viaggiatore che si avventuri nelle strade di questo piccolo villaggio, seguendo un odore, un suono, uno sfioramento, non si sentirà sempre al sicuro e dovrà ricorrere alla memoria e all’immaginazione per ricostruire ciò che, da bendato, non potrà che sentire e toccare con le mani».
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13584844_596386213873351_8266882105932316837_oVerso Medea
Quando, Orari, Luogo: 13 luglio h 21.30 Villa D’Ayala a Valva (SA) – Napoli Teatro Festival
Testo e Regia: Emma Dante
Interpreti: Elena Borgogni, Carmine Maringola, Salvatore D’Onofrio, Sandro Maria Campagna, Roberto Galbo, Davide Celona
Trama: Emma Dante affronta il personaggio classico di Medea, nella riscrittura da Euripide, e sceglie di farle compiere un viaggio che è “un’opera d’amore”. La chiave è il “viaggio verso Medea” come se lei fosse un paese straniero e la sua storia, la sua appartenenza a un gruppo familiare, di classe, nazione o religione limitassero la sua presunta libertà.
«Perché Medea – leggiamo nelle note di regia – si sente straniera ovunque. È una barbara che non riconosce altra autorità se non quella del proprio istinto. Si attacca disperatamente al concetto di libertà e sceglie la sua colpa e il suo destino, spinta da pulsioni primitive. È la sua storia che lo esige».
Il viaggio è come un rituale, inquadrato in uno spazio scenico scuro e nudo che accoglie i sei attori e i due fratelli Mancuso che, dal vivo, suonano strumenti popolari e antichi come l’harmonium, il liuto, la ghironda a bordone traducendo il coro in mito e canto. Gli attori in pepli neri muliebri sono “le donne di Corinto”, città sterile di cui Giasone si è fatto re e ha abbandonato Medea incinta compiendo il delitto fatale di negarle i figli e decidendo, a monte, il destino di una città. La diversità della Medea di Emma Dante – selvaggia e impulsiva – ha a che fare col travaglio del parto, con la sua fertilità devastante e rigogliosa, con la sua innata capacità di generare e di perpetuare la specie in un paese abitato soltanto da un popolo maschile inadatto a sviluppare il seme. Ogni ricerca d’armonia nasconde la coscienza del male e l’atmosfera costruita dai sei attori in scena rileva la drammaticità della storia: la parola di Medea riecheggia forte e chiara, mentre il canto dei fratelli Mancuso riempie il silenzio nei toni dell’amore e dell’odio. Il travaglio è in atto: Medea sgrava la sua tragedia.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13576722_596346780543961_2684957235654807424_oIngresso indipendente
Quando: 13 luglio
Orario: martedì ore 21; mercoledì ore 19
Luogo: Teatro Diana Napoli – Napoli Teatro Festival
Autore: Maurizio De Giovanni
Regia: Vincenzo Incenzo
Interpreti: Serena Autieri, Tosca D’Aquino, Giovanni Scifoni, Biancamaria Lelli, Pierluigi Misasi, Fioretta Mari
Trama: a storia ha come protagonisti Massimo, quarantenne impiegato in un’azienda in attesa di promozione che vive in un appartamentino con ingresso indipendente, spesso dato in prestito al proprio direttore, Alfredo. Quest’ultimo lo frequenta per i suoi incontri segreti con l’amante, Rosalba (interpretata da Serena Autieri). Una sera Massimo – dopo il via libera del direttore – incontra Rosalba che ha deciso di rimanere nell’appartamento per costringere l’amante a lasciare la moglie Corinne. È il modo per sottolineare anni di promesse non mantenute e fare uscire la situazione allo scoperto, ma quella stessa sera sopraggiunge anche la fidanzata di Massimo, Luisa, gelosa e apparentemente moralista che attende con ansia la promozione del fidanzato per sposarlo. Per cercare di risolvere la situazione arrivano Alfredo e successivamente la moglie, Corinne, apparentemente ignara della relazione. Da quell’incontro non previsto si innescano una serie di equivoci, nel più puro stile della commedia “rosa”, che sveleranno ai cinque personaggi – soprattutto a Rosalba – verità sulle proprie vite e le loro relazioni, fino alla svolta imprevista per il loro futuro.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13606838_596387057206600_7815882890817687936_nNous sommes pareils à ces crapauds e Ali
Quando: 13 luglio
Orario: 23
Luogo: Teatro Nuovo Napoli – Napoli Teatro Festival
Trama: I due spettacoli presentati nell’arco di questa serata sono il frutto di scambi artistici tra Hédi Thabet, Ali Thabet, Mathurin Bolze, Artémis Stavridi e Sofyann Ben Youssef. Nous sommes pareils à ces crapauds qui… (Siamo come quei rospi che nell’austera notte degli stagni si chiamano senza vedersi, piegando tutta la fatalità dell’universo al loro grido d’amore) è l’ultimo lavoro della compagnia ed esplora il tema del matrimonio. Due uomini e una donna affrontano, attraverso diversi percorsi, i differenti volti dell’amore. Di fronte a loro un’orchestra suona principalmente il repertorio rébètiko e la musica popolare tunisina. Le voci arabe fanno eco ai canti greci in una sinfonia che racconta dolori, gioie, amori. I fratelli Thabet affrontano questo racconto in maniera elegante, senza mai cadere nello stereotipo che l’argomento potrebbe eventualmente ispirare, e quest’opera assomiglia a un piccolo gioiello cesellato con emozioni universali. La danza è ampia, violenta e sensuale, acrobatica. Incredibili salti, insolite figure di gambe che si confondono o si sostituiscono creando inquietanti illusioni e strane creature, dal mostro alla dea.
Con Ali approdiamo ad un universo più nudo. Si tratta di un piccolo lavoro che vuole comunicare un’urgenza attraverso il linguaggio non verbale: è la storia di un incontro tra due individui, o forse tra un individuo e la sua immagine di sé… Una sedia al centro del palcoscenico, una lampada, due uomini sulle stampelle, a uno dei due manca una gamba. Ali è lo spettacolo che ha riportato Hédi in scena dopo la malattia che gli ha fatto perdere la gamba. Ciò che si respira immediatamente, al di là dell’opera, è una fortissima storia di amicizia.
Nonostante siano stati creati a cinque anni di distanza, questi due spettacoli sono intrinsecamente legati perché affrontano il tema dell’alterità, dell’ambiguità e del desiderio. Il rébètiko, musica dell’inizio del XX secolo nata dalla diaspora dei greci dell’Asia minore, contribuisce a sottolineare questo legame.
Info: www.napoliteatrofestival.it


4a17e933-77cd-4711-8326-caa5cbef0b98ÜBERMOZART
Quando: 13 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario:  21
Autore e Interprete: Roberto Azzurro
Trama: Mozart solleva l’uomo verso gli dei o, meglio, rende Olimpo la Terra. Non con la filosofia, non con il super-uomo, bensì con la musica. Può parlare di servi, di rapitori, di cinici libertini, e saranno sempre meraviglia, come le sue note, scritte da un genio abile, dunque semplici e perfette. L’uomo è seduto ad un unico tavolo da gioco con la vita e con la morte, suoi soli amici. La partita comincia. E una volta seduti bisogna essere degni di Mozart. Certo, per raccontare una storia è necessario decidere il punto di vista da cui raccontarla, insomma da quale parte della scacchiera sedersi. Per raccontare dunque Mozart bisogna decidere se entrare nei panni appunto di Amadeus o del suo antagonista, diciamo, l’altrettanto noto – per ragioni diverse – Antonio Salieri: da quale dei due punti di vista quindi si può osservare meglio il paesaggio di un essere divino, che di umano sembra avesse ben poco? Scegliamo irrinunciabilmente la follia, e dunque Wolfgang Amadeus Mozart. Scegliamo, pure, di voler parlare di un personaggio che già è stato consegnato all’immortalità; e se si vuole riportarlo in terrena vita per qualche ora, per tentare di restituirgli per il tempo di un’evocazione quella esistenza, sconfitta dalla morte che ce lo ha strappato in anzitempo, l’unico modo è di manifestarlo su un palcoscenico di teatro. Solo lì torna la carne vibrante e il cuore pulsante che per magia ci convinciamo siano proprio del personaggio in questione. Ed ecco che, sotto gli occhi attoniti dello spettatore, l’attore scegli di diventare Mozart, e lo fa proprio davanti all’incredulità della spettatore; e come sempre – magia inspiegabile del teatro – ci riesce. Sempre. Certo, nell’immenso epistolario della famiglia Mozart, era inevitabile che qualche lettera – a dire il vero soltanto una – sfuggisse alla famiglia, ai parenti, agli amici, ai suoi contemporanei e anche ovviamente agli storici. Immaginiamo adesso cosa possa essere scritto dentro questa missiva segreta che io vorrò raccontarvi, quale nascondimento impronunciabile, quale dolore straordinario, quali, infine, spiragli di luce che possano aprirci scenari finora ignoti. Mozart parla sempre di vita, di morte, dell’essere uomini, di verità, anche attraverso una fiaba, per esempio, dalla musica leggiadra e piena di divertimenti, teatrali e musicali. Difatti chi sa ascoltare può trovare tutto anche nel Flauto magico. C’è l’accettazione della morte, in lui, come della vita di cui essa è transito. Se tale coscienza non gli rende contentezza, è l’unico modo d’essere felici, se un senso la parola “felicità” lo possa mai avere. È solo un viaggio, il passaggio d’una carrozza, e la sua musica è pietas per il morto; su ogni morto un velo leggero. Niente contro cui scagliarsi, né rabbia o grido che non sia sopito. In realtà, forse, c’è meno Dio in Mozart che nelle note degli altri compositori. È soltanto l’ultima carrozza quella sulla quale lo vedremo viaggiare in questo tratto di vita su cui apriamo appunto scenari inaspettati. Mozart ha amato tutti gli uomini, specialmente gli ultimi. Li ha amati attraverso la musica. L’unica cosa che con essa, ancora oggi, ci chiede, come nel Flauto Magico è “essere uomini”, sopportare sacrifici e sofferenze per amore di verità. Quella che vogliamo raccontare noi.(Roberto Azzurro)
Info e prenotazioni: 081 5422 088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

13620277_598559960322643_6131002840931116644_nIl servo
Quando: dal 13 al 15 luglio
Orario: mercoledì ore 21, giovedì ore 23, venerdì ore 19
Luogo: Teatro San Ferdinando Napoli – Napoli Teatro Festival
Regia: Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe
Interpreti: Tony Laudadio, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Renzi, Lino Musella, Maria Laila Fernandez
Trama: La trama – chiusa dentro una casa – è come una ragnatela che viene lentamente tessuta dal “servo”. Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e conseguente impotenza di un uomo su un altro uomo: Barrett è un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese.
Inizialmente, “il servo” sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli “servo\padrone”. Nel gioco perverso entrano in campo anche l’amico- testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera e la misteriosa Mabel…
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13438994_596094807235825_4880166452416263354_nUna favola di Campania
Quando, Orari e Luogo: 13, 14 luglio h 19.00 Museo Madre Napoli; 18 giugno h 21.00 Villa Rufolo Ravello (SA);
Regia: Fabrizio Arcuri
Interpreti: Umberto Orsini, Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Leo Gullotta, Vincenzo Salemme, Giuliana De Sio, Alessandro Haber, Giancarlo Giannini, Isa Danieli, Giuseppe Battiston
Trama: Il progetto Una favola di Campania nasce dalla volontà di creare una decina di appuntamenti che mirino a costruire una sorta di itinerario che parte da Napoli per arrivare al confine con la Basilicata. Una piccola geografia emotiva che permette di scoprire luoghi ameni ricchi di storia, cultura e tradizione. È stato infatti scelto come tessuto connettivo per queste serate “il Decamerone campano” raccolto da alcuni studiosi, dove sono trascritte 99 storie tra fiabe, leggende, favole e racconti orali. Una vera e propria letteratura che costruisce attraverso primitive diciture, una arcaica struttura mitologica fatta di strani personaggi e vicende surreali. 8 luoghi, 16 serate, 10 storie legate alla regione, 11 grandi interpreti che, insieme all’orchestrina Musica da Ripostiglio, restituiranno la magia alle vicende di una regione piena di fascino.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13614962_596093437235962_3306878303682549115_nLa dictatura de lo cool
Quando: 13 e 14 luglio
Luogo: Teatro Mercadante Napoli – Napoli Teatro Festival
Orario: mercoledì ore 19; giovedì ore 21
Regia: Marco Layera
Interpreti: Benjamin Westfall, Carolina de la Maza, Carolina Palacios, Pedro Munoz, Diego Acuna, Benjamin Cortes
Trama: Il nuovo spettacolo della compagnia cilena La Re-sentida si intitola La dictadura de lo Cool (La dittatura del cool) ed è una riflessione critica allo stile di vita occidentale contemporaneo e in particolare a una categoria sociale oggi dominante, i “bobos” (contrazione di borghesi-bohèmes). Il regista Marco Layera, cosciente di farne lui stesso parte, si interroga sul potenziale e sull’integrità di questo gruppo sociale diventato ormai “classe” che approva senza riserve il capitalismo come stile di vita e di comunicazione, nei rapporti con il mondo e il mercato, ma rivendica un’eredità culturale e dei valori profondamente legati alla contro-cultura. «Parlare di questa classe sociale – afferma il regista – definisce la nostra epoca, un’epoca fredda e indolente che, tuttavia, attraverso il consumo ci permette di considerarci degli individui sensibili, impegnati e politicamente attivi. Sperimenteremo un linguaggio fresco e audace cercando di desacralizzare l’evento teatrale per creare una poetica viva e vicina allo spettatore. Utilizzeremo diversi mezzi come il canto, la danza, il linguaggio cinematografico e la manipolazione di marionette. Questo ci consentirà di realizzare una messinscena provocatoria che farà divertire ma anche riflettere lo spettatore».
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13566968_596387287206577_3494423170834037158_nLate night
Quando: 13 e 14 luglio
Luogo: Piccolo Bellini (Napoli) – Napoli Teatro Festival
Orario: mercoledì ore 23; giovedì ore 19
Interpreti: Maria Filini, Angeliki Papoulia, Christos Passalis, Gina Stavroulaki, Fidel Tabaloukas, Yorgos Valais
Trama: Come rappresentare un mondo che cambia continuamente gettando gli individui nello sconforto? È per rispondere a domande come questa che nel 2004 Yorgos Valaïs, Angeliki Papoulia e Christos Passalis hanno fondato il blitztheatregroup. Fin dal principio Blitz si è impegnato a vivere il teatro come uno spazio di incontro e scambio e non come un luogo di sterili virtuosismi e verità prefabbricate. Oggi considerato come uno dei collettivi più sperimentali della scena ateniese, blitztheatregroup porta a Napoli Late Night. Lo spettacolo evoca la profonda crisi della società europea, che stritola gli individui in una quotidianità sulla quale non hanno più nessun tipo di ascendente.
Nel cuore della notte, in una sala da ballo d’altri tempi, tre donne e tre uomini danzano rivelandoci frammenti di una storia che non sarà mai raccontata. Cercano di ricordare il loro passato, i viaggi attraverso l’Europa, il loro amore perduto, le premesse di una guerra che è scoppiata all’improvviso. Confinati in questa sala da ballo abbandonata, sembrano avere un’unica ossessione: ballare, ricordare, raccontarci la loro storia… come per dimostrare che sono ancora vivi…
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

97c1d530-ec7f-4d83-8d94-150f3814ad19Caravaggio. La vera arte viene da quello che si vede
Quando: 14 luglio
Luogo: PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
Orario: 18
Regia: Roberta D’Agostino
Interpreti: Roberta D’Agostino e Ciro Pellegrino
Trama: Michelangelo Merisi da Caravaggio rivoluzionò l’arte in Italia; spostò il centro di gravità della pittura a Napoli. Le tappe più importanti della sua vita, le opere, la sua importante rivoluzione nella pittura sono raccontate, in forma breve, in questo spettacolo. Un racconto in cui lo stesso pittore narra la sua storia. Ad accompagnare il Maestro nel suo viaggio, con una attenzione particolare agli anni napoletani della sua vita e alla fervida attività di quel periodo, c’è il giullare Rac Contino che traghetta gli spettatori nel mondo del pittore narrando fatti e piatti dell’epoca. Un viaggio tra arte, cibo e divertimento in cui nessuna parte predomina sull’altra, che offre la possibilità di conoscere il vero genio della pittura mondiale e, nel contempo, fa divertire con racconti della tradizione napoletana.
Info: https://www.facebook.com/BoomFeste/

9bdd021a-ace9-4b74-b8c5-248e057ac92cLa morte della bellezza
Quando: 14 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21
Regia: Nadia Baldi
Interpreti: Franca Abategiovanni, Nadia Baldi, Tonia Filomena, Antonella Ippolito, Marina Sorrenti e con Roberta Rossi voce, Andrea Bonioli tastiera e batteria, Renato Salvetti chitarra
Trama: Nella Napoli del ‘43, sotto i bombardamenti incessanti, brucia la storia di due giovani la cui straordinaria bellezza ha come sfondo una città contraddistinta, quaranta anni fa, dallo splendore di Posillipo e del mare…. meglio che i Caraibi. La mimesi linguistica, presentata con grazia ed ironia dalle cinque protagoniste, celebra la consacrazione, da parte di Eugenio e Lilandt, ai sensi del corpo, alla voluttà di un amore tormentato, negato ed in seguito bramato. Ebbe la sensazione che tutta quanta la sua vita, con la rapidità di una fisarmonica che si chiude, si concentrasse per arrivare a questo momento. La morte della bellezza, nel riadattamento, rispetta ed esalta lo “stile d’acqua” di Patroni Griffi che, associato alla capacità da parte delle interpreti nel trattare con una rara attitudine gestuale e vocale un argomento così delicato come la omosessualità, scorre fluente come acqua. La rielaborazione del testo evidenzia una grande abilità femminile a raffigurare con destrezza e maestria l’avvenenza e la riluttanza di un amore maschile. Una nota caratteristica si concentra sull’ironia di pezzi musicali che irrompono prepotentemente sulla scena, adeguandosi alla situazione ambientale concreta di una Napoli sempre sospesa tra farsa e realtà.
Info e Prenotazioni: 081 5422 088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

91b007ea-ee7e-4a6f-92b1-9b276e2ebe92BeQuiet Night
Quando: 14 luglio
Orario: 21:30
Luogo: Museo Madre Napoli – Napoli Teatro Festival
Interpreti: Ciro Tuzzi e gli EPO, Fabiana Martone, Flo, Alessio Arena, Marco D’Anna, Simone Spirito, Simone Riva Morabito, Diversamente Rossi, Bestia Carenne, Sabba e Gli Incensurabili, Giglio, Pierpaolo Iermano, I Vandalia, Pennelli di Vermeer, Alfredo d’Ecclesiis e tanti altri
Trama: Il movimento Be Quiet è nato nel 2012 nell’ambito della scena underground napoletana da un’idea dell’artista Giovanni Block, che ha intercettato l’esigenza di creare attorno alla musica d’autore partenopea un vero e proprio circuito, fatto non solo di pubblico, ma anche di addetti ai lavori e appassionati. Il suo obiettivo è stato portare “alla luce” questo fermento musicale, finora relegato a sottofondo in luoghi poco consoni ad un ascolto attento. Nasce così il Be Quiet, una serata in cui si esibiscono i più interessanti cantautori della scena partenopea. La sua prima location è stato il Cellar Theory di Luciano Labrano, ma, da semplice appuntamento serale, il Be Quiet è cresciuto: oggi può contare su migliaia di appassionati che lo seguono e lo supportano, su un programma a Radio CRC, su un team di videomakers coordinati dal regista Danilo Marraffino. Non solo, dalla scorsa stagione il Be Quiet ha trovato casa, grazie all’ospitalità del Piccolo Bellini dove il pubblico ha potuto ascoltare il meglio dalla musica d’autore campana e l’ha premiata con una lunga serie di sold out.
Info: www.napoliteatrofestival.it

07c67c9d-10ef-4268-bc75-b69922f18d02Golconda
Quando: 15 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21.00
Regia e coreografia: Erminia Sticchi 
Interpreti: Imma Tammaro Annalisa Pistone Ilaria Punzo Vanessa Trulio Amina Arena Chiara Celotto
Trama: A Golconda ti accorgi che la bellezza è ovunque…. Le emozioni, l’arte, la poesia nascono da fiori di fango. A Golconda capisci che solo dal fango si può generare la bellezza, solo dall’abbrutimento la delicatezza, solo dall’indifferenza l’amore. A Golconda la vita scolpisce opere d’arte.
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

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Quando: 15 luglio
Orario: 21.30
Luogo: Santa Croce del Sannio (BN) – Napoli Teatro Festival
Autore e Regia: Aristides Vargas
Interpreti: Lucas Achirico, Gonzalo Callejas e Alice Guimaraes
Trama: MAR è costruito come un’allegoria poetica sul senso della perdita e sul mare come metafora di un orizzonte ampio e sconosciuto, specialmente nell’immaginario dei boliviani. La storia è quella dei tre fratelli Juana, Miguel e Segundo che decidono di compiere un viaggio per esaudire l’ultimo desiderio della madre in fin di vita: poter morire tra le onde del mare, dove non è mai stata, e lì potersi abbandonare. I fratelli partono deponendo la madre su una porta della loro casa, come se fosse una lettiga, ma quel viaggio diventa la metafora dei loro rapporti più segreti e la “porta” si rivela come l’ingresso del loro inconscio segreto nutrito da un immaginario di storie e apparizioni, fantasmi di personaggi scomparsi nella guerra del Pacifico.
Info: www.napoliteatrofestival.it

 

13174049_1891941461032586_2381554976480006714_nLa Voglia La Pazzia L’incoscienza L’Allegria – Omaggio a Vìnicius De Moraes
Quando: 16 luglio
Luogo: Itri (LT) – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario:  20:30
Interpreti: Gerardina Tesauro (voce), Carlo Lomanto (voce e chitarra), Robertinho Bastos (percussioni)
Trama: Alla fine degli anni Cinquanta insieme ad Antonio Carlos Jobim e João Gilberto crea uno stile musicale che avrà un successo planetario: la “Bossa Nova” Vinicius è l’autore dei testi, Jobim scrive la musica mentre João Gilberto inventa il caratteristico tocco di chitarra che mischia il jazz al samba. «Chega de Saudade», del 1958, è considerata la prima canzone della nuova era, ma la fama mondiale arriva con «Garota de Ipanema» (1964). Il testo di Vinicius, scritto secondo la leggenda in un bar del celebre quartiere di Rio, sorseggiando whisky e guardando le ragazze in cammino verso la spiaggia, verrà tradotto in molte lingue. Jobim lo porterà in America, in duetto con Frank Sinatra, e i versi semplici e romantici di Vinicius diventano la poesia popolare brasiliana. Le sue canzoni sono state interpretate dai più grandi cantanti e musicisti di tutto il mondo. Spesso in Italia negli anni settanta collabora con il poeta Giuseppe Ungaretti ed il cantautore Sergio Endrigo, nel 1976 insieme ad Ornella Vanoni ed al suo fido collaboratore Toquinho incide un Album che entrerà nella storia della musica leggera Italiana: La voglia, la pazzia, l’incoscenza, l’allegria.
Carlo, Simona e Robertinho in questo concerto dedicato alla poesia delle sue canzoni, ci faranno viaggiare in Brasile con i brani più famosi della sua innumerevole produzione, tratti dagli album che sono entrati a far parte della storia della musica come: Elis & Tom, La voglia la Pazzia, Getz/Gilberto.
Prenotazioni: http://ilteatrocercacasa.it/site/prenotazioni/

 

a714f69b-ae8f-412a-a3f0-0909369c94c7I Menecmi
Quando: 16 e 17 luglio
Luogo: Real Orto Botanico – Brividi d’Estate
Orario: 21
Regia: Paolo Cresta
Interpreti: Marianita Carfora, Antimo Casertano, Renato De Simone, Andrea De Rosa, Lucia Rocco
Trama: MENECMI è il prototipo della “commedia degli equivoci” di tutti i tempi, che conserva ancora, dopo secoli, un fascino intramontabile. Due gemelli, entrambi con lo stesso nome, separati dalla nascita, si ritrovano, a loro insaputa, nella stessa città: questa combinazione scatena una serie di situazioni comiche ed esilaranti scambi di persona, tra mogli, cortigiane e parassiti. Chissà che questo divertente “gioco del doppio” non celi, in realtà, qualcosa di più profondo…
Info e prenotazioni: 081 5422088 – info@ilpozzoeilpendolo.it

 

94cfa55e-0213-4960-8eab-3e5506911298Aspettando che spiova (la ventesima replica)
Quando: 17 luglio
Luogo: Terme Stufe di Nerone Bacoli – TEATROallaDERIVA
Orario: 21
Autore: Gianluca d’Agostino
Interpreti: Gianluca d’Agostino e Luigi Credendino
Trama: Sono due le storie che raccontiamo contemporaneamente. La prima è quella di due uomini molto diversi,e per estrazione sociale e per animo; i quali durante un acquazzone dalle proporzioni bibliche, si trovano a ripararsi per poco più di un’ora, sotto lo stesso arco di un androne di un palazzo d’epoca. Avranno l’occasione di mettersi a confronto e di conseguenza, scontrarsi. Intanto, la pioggia che incombe, è presagio di qualcosa di misteriosamente funesto. La seconda è la storia parallela dei due attori che interpretano questi personaggi. Uno di loro non riesce più a scindere la realtà dalla finzione ed è per questo imprigionato all’interno del suo personaggio. Il suo collega invece, partner di scena e amico nella vita, prova a svegliarlo dall’incantesimo di cui è vittima, proprio durante lo spettacolo, cercando di fargli capire che quello che sta accadendo tra di loro, è una finzione teatrale e non la vita vera; e per quanto reale appaia, resta pur sempre una finzione. Dunque cosa accadrà? Perché questo attore fugge la propria realtà e si è rintanato nel suo personaggio? Cosa farà il suo collega per riportarlo alla vita? Intanto il tempo scorre and the show must go on, il pubblico non può aspettare che gli attori risolvano i propri problemi personali sulla scena sotto il loro sguardo. Riusciranno dunque a portarlo a termine, nonostante la trappola della quale sono vittime? O dovranno accantonare lo “spettacolo” per concentrarsi su questioni più importanti e profonde? E se così fosse, a cosa porterà questo slittamento?
Info e prenotazioni: infoteatroalladeriva@gmail.com – 081 868 8006

Gabriella Galbiati

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