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Arriva al festival per ragazzi l’attore che interpreta Tommen nel popolare TV show, gli organizzatori promettono: «È il primo di una lunga serie».

 

Mentre i suoi colleghi di Game of Thrones sono impegnati nel panel del San Diego Comic-Con, Dean Charles Chapman, noto ai fan come Tommen Baratheon, è ospite al Giffoni Film Festival.

I tanti appassionati giunti alla Cittadella per incontrarlo si sono mostrati incuriositi dalla carriera televisiva, cinematografica e teatrale di un loro coetaneo – Chapman è nato nel 1997 – che ha, però, già avuto la possibilità di trovarsi al centro della serie-evento degli ultimi anni.

Tutte le domande si sono, infatti, concentrate sul suo ruolo ne Il trono di spade. Nonostante il personaggio di Chapman sia il figlio nato dall’incesto dei gemelli Cersei e Jaime Lannister, è conosciuto dai suoi sudditi come legittimo erede del re Robert Baratheon. Ciò gli ha permesso di salire giovanissimo all’ambito iron throne, il trono fatto di spade intorno a cui tutto ruota da ben sei stagioni.

Tommen, dolce e ingenuo burattino nelle grinfie dei potenti, viene manipolato dalla madre Cersei e dalla moglie Margaery. Una ragazza gli chiede del rapporto proprio con l’attrice che presta il volto alla perfida regina madre, Lena Headey, candidata ai prossimi Emmy. «Sono entrato stabilmente nel cast a partire dalla quarta stagione e Lena mi ha fatto subito sentire a casa», racconta Chapman. Tale legame affettuoso diventa sullo schermo l’amore soffocante di una madre verso il figlio, capace di spingere il re-bambino a togliersi la vita, come mostrato nel season finale

Una scena di Game of Thrones
Una scena di Game of Thrones

Una morte piuttosto atipica per la serie HBO, fanno notare i presenti in sala. In effetti, in Game of Thrones gli omicidi cruenti sono all’ordine del giorno più dei suicidi. «Questa è l’unica vera decisione che Tommen abbia preso per sé stesso», dice Dean Charles. Pur senza arrivare a simili eccessi di libero arbitrio, l’attore consiglia ai suoi fan di essere loro stessi. «Non siate come Tommen, vivete la vostra vita, non quella che gli altri vogliono che viviate», li esorta.

Viste le tematiche forti trattate, alla domanda di un padre neofita che si interroga sulla responsabilità del cast nell’impatto sui giovani, cerca la complicità dei ragazzi: «Se non ha mai visto la serie ha certamente molto da recuperare!», ma poi si fa serio. Più maturo della sua età, l’attore inglese spiega che il telefilm romanza temi crudi che fanno parte del quotidiano, come il potere e la violenza, e che non dovrebbero essere celati ai giovani. Tuttavia, riconosce l’importanza dei genitori nel fare da tramite con certi contenuti. Egli stesso appare molto legato alla famiglia poiché è arrivato a Giffoni in compagnia della madre e della sorella. «Senza di loro non starei neppure facendo questo mestiere!», ammette.

Intanto, la sua carriera è sempre più lanciata. Chapman ha in cantiere diversi progetti: un action movie con Liam Neeson; Breathe, debutto alla regia di Andy Serkis, e una serie TV ispirata a Shakespeare. Al Festival, invece, presenta l’anteprima della miniserie Fungus the Boogeyman, tratta dall’omonimo libro per bambini di Raymond Briggs.

Eppure è ancora Il trono di spade a catalizzare l’attenzione. Tutti vorrebbero conoscere spoiler, ma Dean Charles non si lascia sfuggire niente. Quel che è certo è che non mancheranno altre morti. Come Chapman ha reagito alla notizia della sua dipartita on screen? «Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento, ma non credevo sarebbe successo in questo modo», confessa con una risata rassegnata. «Non mi è andata poi così male, provate a pensare alla fine di Ramsey Bolton!», aggiunge. Perché a Westeros, si sa, tutti devono morire. Valar morghulis.

Stefania Sarrubba

Giffoni Film Festival

contatti: http://www.giffonifilmfestival.it/

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