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Dal 7 al 18 settembre, 5 location per 57 spettacoli e 150 artisti coinvolti nella XI edizione della rassegna capitolina dedicata alla scena contemporanea internazionale.

Short theatre

Short Theatre

È interazione di arti, di pensieri, di interrogativi sulle criticità del presente, del mondo, della comunità, questo agitato ensemble multidisciplinare che vedremo dal 7 al 18 settembre nell’undicesima edizione di Short Theatre diretto da Fabrizio Arcuri. Un festival che, lo si legge già dal titolo “Keep The Village Alive”, è volontà comune di spettatori, artisti e organizzatori di mantenere vivo e vitale lo spettacolo dal vivo, mission ardua e quanto mai necessaria per un panorama tendenzialmente apatico e confuso (e assai instabile in ambito di finanziamenti) come quello di Roma.
Tanti i titoli da vedere nei dodici giorni che legano prosa (con, da segnalare, la presentazione di tre inedite testualità imputabili ad Alessandra Di Lernia, Industria Indipendente, Zuabi-Darlasi-Scarpetti-ivanov), danza, performance audio/video, concerti, laboratori, incontri, workshop negli spazi della Pelanda, Teatro India, Palazzo Venezia, Villa Medici e la Biblioteca Vallicelliana. Vedremo all’opera 16 compagnie straniere e 34 italiane, con lavori (molto) consigliabili quali il mix illusionistico sonoro-visivo di “Phantasmagorica” firmato da Theo Teardo e MP5; “Aminta” di Luca Brinchi e Daniele Spanò, con proiezioni distorte e personaggi lirici e mitici di Tasso; l’inarrestabile sperimentazione stilistica e testuale di Ivana Müller, presente con “Edges” e “Partituur”; “By Heart” del portoghese Tiago Rodrigues, che pensa alla parola come fonte d’unione umana (e invita gli spettatori a imparare un sonetto del Bardo), mentre le relazioni d’individui rischiano di crollare se calati in contesti violenti, come quelli contemporanei ai quali si rivolge l’artista brasiliana Christiane Jatahy che guida l’École des Maîtres in “Cut, frame and border”.

“Five Easy Pieces”

“Five Easy Pieces” – Fonte foto Ufficio stampa

Da non perdere “Five Easy Pieces” di Milo Rau, con la vicenda del Mostro di Marcinelle raccontata dall’alta sensibilità conoscitiva ed espressiva di un corpo attoriale di bambini. Stesso discorso per la doppia proposta di Muta Imago, ovvero la prima assoluta di “Polices!”, spettacolo-documentario su abusi e sevizie della polizia francese nelle banlieue“, e Antologia di S”, dove Riccardo Fazi – artefice insieme a Claudia Sorace – ripercorre un inventario sonoro frutto di passata ricerca identificativa e autobiografica intorno a un’antica voce in cerca di volto. Seguirà César Brie con la prima assoluta di “Prima della bomba”, testo di Roberto Scarpetti, chiedendosi/ci cosa spinga un giovane (aspirante) kamikaze europeo verso l’ingannevole attrazione e fatale conversione all’Islam. Non mancheranno la coreografia del “Pinocchio leggermente diverso” disegnato da Virgilio Sieni e interpretato dal danzatore non vendente Giuseppe Comunello; mK, prima con “Hey”, ultima fatica disegnata nel movimento da Michele Di Stefano su spazi tagliati da posture, gesti, incontri e discorsi in relazione costante, inevitabile; poi con “Venerdì (les autres)” che ospita l’incontro restauratore con l’”altro” di un Crusoe ormai disabituato all’umanità.

“Trahisons” - Foto Paul De  Malsche

“Trahisons” – Foto Paul De Malsche

Ritroveremo il duo Frosini/Timpano e i loro dialoghi/discussioni metamorfici (di una vegana vs un onnivoro) sulla “Carne”, e assisteremo al debutto italiano dei belgi tg STAN, che in “Trahisons” s’ispirano ai “Tradimenti” di Harold Pinter per osservare senza filtri sinceri rapporti amorosi, tra superbia, brama, falsità; vedremo  Oscar De Summa in “Stasera sono in vena”, con racconto d’adolescenza coetanea alla Sacra Corona Unita e al suo proficuo business della mala che inietta spessi introiti nel PIL statale; e avremo le Fibre Parallele con “Licia legge le fiabe” (prima nazionale), il che significa Licia Lanera versione lettrice (dentro un letto) di tempi notturni e inquieti provenienti dai racconti dei Grimm e Andersen; mentre Bluemotion con Giorgia Pilozzi regista della “Caffetteria Blu” di Caryl Churchill, ci mostrerà come l’unità familiare scricchioli sotto una progressiva ansia di parole e convenzioni, in direzione di distruttiva incomunicabilità. Ci saranno poi, imperdibili, Anagoor alle prese con “L’italiano è ladro. Una transazione imperfetta”, nell’incontro col cuore pulsante della scrittura e della teatralità di Pasolini attraverso la vita comune di due giovani divisi da una tragedia sismica; e Mariangela Gualtieri con la sua commovente poesia raccolta in “Bello Mondo”.

Nicole Jallin

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