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Presentato il cartellone della XXXII stagione teatrale della sala trasteverina, con 20 spettacoli più eventi speciali, workshop e progetti formativi.

unnamed-4Associa due diverse declinazioni temporali, questo 2016/2017 teatrale dell’Argot di Roma, che suggerisce un titolo – “La felicità è una cosa semplice” – in sé speranzoso e rivoluzionario (umanamente e artisticamente), soprattutto in un contesto culturale come quello romano particolarmente distratto, difficile, scoraggiato nell’agire produttivo, aggravato dai (cronici) mancati sostegni delle istituzioni: «Questa città si è impoverita – hanno ricordato i direttori artistici Tiziano Panici e Francesco Frangipane -, ma non economicamente, i soldi ci sono. S’è impoverita di pensiero, di coraggio, di seria volontà di fare». E la risposta della piccola sala capitolina, sempre attiva e reattiva alle nuove proposte drammaturgiche, alle compagnie indipendenti, ai nuovi talenti emergenti, senza rinunciare a ricoprire classici e firme consolidate, concepisce ora un programma scandito in “stagione large”, con 7 titoli a lunga permanenza, e una “small”, con 8 lavori in scena nei week-end, comprensivi di 3 nuove produzioni Argot e 6 debutti nazionali.
Quindi, da ottobre, repliche plurisettimanali per il “Misantropo” di Molière, adibito, nell’adattamento e regia di Frangipane, a vernissage d’artista con dj set e personalità snob; per la “Tempesta” del Bardo diretta da Maurizio Panici; per la maschile resistenza fisica ed esistenziale della “Maratona di New York”, con debutto nella scrittura di Edoardo Erba e regia di Maurizio Pepe; per “É un processo irreversibile” di Arcangelo Iannace, in scena, sotto la guida di Francesco Zecca, con Pier Giorgio Bellocchio dinnanzi a una catastrofe planetaria, alle prese con disperate riflessioni su se stessi; per “Senza glutine”, scritto e diretto da Giuseppe Tantillo, che spinge i suoi protagonisti sull’insicura strada della ricerca amorosa. E per le testualità contemporanee internazionali di Michel Marc Bouchard, che con “Le muse orfane”, diretto da Paolo Zuccari, c’inserisce in una famiglia lacerata da perdite insanabili e menzogne perpetrate; e Neil LaBute per “Dall’altra parte del bosco”, regia di Marcello Cotugno, con due fratelli alla resa dei conti tra ossessioni, verità nascoste, attrazioni e toni dark.
Durata “small” per Occhisulmondo che tornano con il loro mondo queer di “Alice Dragstore”, cui segue “Al palo della morte”, per ideazione di Alessandra Ferraro e Pako Graziani che s’ispirano al testo di Giuliano Santoro per analizzare il rapporto Roma-migranti partendo dalla cronaca. “Codice nero”, di e con Riccardo Lanzarone, significa dar voce a un corpo costretto a immobilità ospedaliera, mentre “Le città invisibili” impegneranno Tiziano Panici in un volo (in compagnia) dentro il romanzo di Calvino, e  “Cerimonia d’addio”, il cui sottotitolo recita “Atto unico per famiglia senza padre”, nella fatica autoriale di Giovanni Bonacci e Matteo Quinzi, metterà a dura prova le relazioni parentali di tre fratelli neo-orfani. Interessante “Tiergartenstrasse 4 – Un giardino per Ofelia”, con drammaturgia di Pietro Florida e regia di Daniele Muratore, che preleva i femminili personaggi amletici per ricollocarli nella Germania anni ’40 tra disagi psichiatrici e terapie naziste; mentre Katia Ippaso, per regia condivisa di Stefano Vetrano e Enzo Randisi, è autrice di un’indagine che titola “Non domandarmi di me, Marta mia”, sul rapporto tra Pirandello e la sua musa Marta Abba. Infine, la penna britannica di Chris Thorpe incontra la regia di Jacopo Gassmann in “Confirmation”, per porci di fronte ai nostri pregiudizi di conferma che qui daranno accesso a un dialogo, reale o meno, con l’estremismo politico.
Da segnalare poi, a ottobre, “Niente panico” di e con Luca Avagliano in versione “poeta solo” (in pigiama) per un lavoro “disperatamente comico” che svela un proprio sé folle e umano (e vagamente schizofrenico). E va ricordata anche l’importante sezione dedicata a eterogenei laboratori formativi (dalla recitazione alla regia, dalla scrittura creativa al design tecnico, alla masterclass cinematografica) che prevedono la presenza, tra gli altri, di Armando Punzo, Filippo Dini, Davide Carnevali, Marco Risi, Daniele Vicari.

Nicole Jallin

Teatro Argot Studio
via Natale del Grande, 27 – Roma
contatti: 06 5898111 – info@teatroargotstudio.com – teatroargotstudio.com

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