Manlio Boutique

Classici della tradizione, musica ed anteprime si alternano nella programmazione teatrale di questa seconda settimana di ottobre, tra Caserta, Napoli e dintorni.

abce8151Per disgrazia ricevuta
Autore: Manlio Santanelli
Quando: 10 ottobre
Luogo: Napoli (zona Vomero) – per la rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: ore 18:00
Interpreti: Gea Martire
Trama: Forse il noto detto “Scherza coi fanti e lascia stare i santi” ha una motivazione ben precisa, almeno per quel che riguarda San Gennaro, che ormai non ci sta più con la testa, anche perché in vita gli venne mozzata.
Ne sa qualcosa la protagonista del testo Per disgrazia ricevuta – originariamente recitato da due donne, ma ridotto a monologo per il teatro d’appartamento ‒, la quale inoltra la sua domanda di grazia al suddetto, nella speranza di dare alla sua vita un assetto più tranquillo e invece…
Ma se vale anche l’altro detto “Mal comune mezzo gaudio”, la poverina è costretta a confrontare la propria nuova condizione con quella di un’altra devota (sempre lei), che forse ha ricevuto una grazia anche più scomoda della sua, e – ancora un altro detto – “deve fare di necessità virtù”.
Info e prenotazioni: 334 3347090 – info@ilteatrocercacasa.it

 

14492531_10209347544997622_1131544061776444988_nNoi non siamo barbari!
Autore: Philipp Löhle
Quando: dal 13 al 16 ottobre
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: feriali ore 21:00 – domenica ore 18:00
Regia: Mario Gelardi
Interpreti: Fabiana Fazio, Irene Grasso, Pako Ioffredo, Fabio Rossi
Trama: Una coppia borghese e conservatrice, una progressista, sono vicini di casa.
La coppia di progressisti decide di ospitare uno straniero di pelle nera che dice di essere un rifugiato politico. La convivenza forzata e le confidenze tra amici e amiche, alimentano i sospetti, ma anche un vero scontro di ideologie. Quando la padrona di casa viene trovata morta, ne nasce un “giallo” che diventa anche lo spietato ritratto di una classe intellettuale. Un intrigo di accuse e di sospetti, ironicamente intervallati dai canti di un coro patriottico. Dialoghi taglienti e cinici, un’alternanza di battute feroci e luoghi comuni sullo “straniero”, in un turbine di sentimenti che cambiano con il precipitare degli eventi.
Una produzione ntS‘|nuovo teatro Sanità e Goethe Institut.
Info e prenotazioni: 339 666 6426 –  info@nuovoteatrosanita.it  – www.nuovoteatrosanita.it/

 

filomena-ok-approvata-tagliataFilumena Marturano
Autore: Eduardo De Filippo
Quando: dal 13 al 30 ottobre
Luogo: Teatro Diana
Orario: martedì-giovedì-venerdì ore 21:00 (eccetto 25 e 28), mercoledì ore 17:45 (eccetto 26), sabato ore 17:30 e 21:00 (eccetto 22), domenica ore 18:00 (eccetto 30).
Regia: Liliana Cavani
Interpreti: Mariangela D’Abbraccio, Geppy Gleijeses, Mimmo Mignemi, Nunzia Schiano, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone Riccardo, De Paola Michele, Eduardo Scarpetta, Fabio Pappacena
Trama: secondo la più lunga, meticolosa e bella didascalia mai scritta da Eduardo, la più celebre eroina del suo teatro appare in scena, mentre le ultime luci del giorno dileguano. È in piedi sulla soglia della camera da letto, le braccia conserte in atto di sfida; in camicia da notte, piedi nudi nelle pantofole scendiletto, capelli in disordine, con qualche filo grigio che denuncia tutti i suoi quarantotto anni e un «atteggiamento da belva ferita, pronta a spiccare il salto sull’avversario». Domenico Soriano è nell’angolo opposto della stanza e del palcoscenico, come in un ideale ring di pugilato. È un bel cinquantenne solido e giovale, che s’è goduto la vita grazie ai soldi della pasticceria lasciatagli dal padre. Da giovanotto lo chiamavano don Mimì (come il gaudente figlio di Eduardo Scarpetta) ed era famoso per i cavalli, le donne e i capricci. Ora se ne sta lì, pantaloni e giacca di pigiama sommariamente abbottonati, «pallido e convulso di fronte a Filumena, a quella donna “da niente” che per tanti anni è stata trattata da lui quasi come una schiava e che ora lo tiene in pugno». Agli altri due angoli della stanza, in attesa – sembrano i “secondi” dei pugili che stanno per affrontarsi – ci sono Rosalia Solimene, una donna del popolo che da sempre aiuta Filumena, e Alfredo Amoroso, «che riassume tutto il passato del suo padrone».
Domenico è furente perché Filumena, una ex prostituta che da anni vive con lui come la più paziente e sottomessa delle mogli, è riuscita a strappargli un matrimonio, facendogli credere che era in punto di morte. Poi, dopo quelle nozze in articulo mortis, era balzata dal letto, guaritissima e ferocemente soddisfatta di aver ripreso il suo posto legittimo nella casa che per tanti anni aveva contribuito a far prosperare. A quello stratagemma estremo s’era risolta perché, dopo mille avventure da lei sopportate in silenzio, il suo uomo voleva ora darle il benservito, per sposare una ragazza di vent’anni. E non era tutto, perché con una sorprendente rivelazione aveva raccontato di avere tre figli segreti, già grandi, e per giunta cresciuti a balia grazie ai denari rubati a Soriano. Questi va su tutte le furie, dichiara che il matrimonio gli è stato carpito con l’inganno e ne ottiene l’annullamento.
Allora l’indomabile Filumena ripiega su un altro più sottile espediente: uno dei tre giovanotti è figlio di Domenico. Quale? La donna lascia la casa, la sua casa, portandosi via il segreto. Domenico, attanagliato dalla più angosciosa curiosità, la supplica di rivelargli la verità; ma intanto riscopre tutte le qualità umane di quella donna. E per non lasciarsi sfuggire il figlio, acconsente a liberarsi della fidanzata, a sposare – questa volta davvero – Filumena e a prendersi in casa i tre giovani. Ma nemmeno diventata moglie Filumena svelerà il segreto. Madre di tutti e tre, non accetterà che uno di loro goda di qualche privilegio. Così, alla fine, Domenico li accetterà tutti serenamente, ripetendo le parole di lei: «’E figlie so’ ffiglie… E so’ tutte eguale… Hai ragione Filume’, hai ragione tu!».
Info e prenotazioni: 081 5567527 – 081 5784978 – http://www.teatrodiana.it/

 

unnamed-7Ultimo primo giorno di re Ferdinando e Angelo della gravità (un’eresia)
Quando: 13 ottobre
Luogo: Teatro Bolivar – per la sessione Duetti, 200 grammi di teatro a sera
Orario: ore 20:30
Ultimo primo giorno di re Ferdinando
scritto pensando a “Le memorie di un pazzo” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’
Autore: Cristian Izzo
Regia e adattamento: Ettore Nigro
Interpreti: Anna Bocchino e Raimonda Maraviglia
Trama: Mavra, impiegata comunale, è convinto di essere stato incoronato Re di Spagna – oggi, come ieri, come sempre – e viene chiusa in manicomio. Il disturbo d’identità ogni giorno resetta la sua mente, facendole vivere sempre un solo unico giorno: il primo – e quindi l’ultimo – da sovrano.
Perennemente innamorato, Ferdinando, della sua corona e di una “donna” per cui è impazzito, forsennatamente impegnato nel suo progetto di salvare la luna, Ferdinando trova un amico e un validissimo alleato nel dottore che lo prenderà in cura. Il dottore cercherà di aiutarlo usando metodi diversi da quelli convenzionali, agendo non sul “come” ma sul “perché”, suggerendo all’infermiera di somministrare cure e non bastonate. Attraverso il paziente, che si scoprirà essere paziente e dottore allo stesso tempo, anche l’infermiera vivrà una seconda rinascita.

***

Angelo della gravità (un’eresia)
Autore: Massimo Sgorbani
Regia: Michele Schiano di Cola
Interpreti: Michele Schiano di Cola
Trama: Angelo della gravità è un testo nato in seguito alla lettura di una notizia riportata anni fa sui giornali: negli Stati Uniti un detenuto nel braccio della morte era in attesa che la sua condanna a morte venisse eseguita tramite impiccagione. L’esecuzione, però, era stata sospesa perché il condannato in questione era grasso al punto che il suo peso avrebbe spezzato la corda del boia. Il fatto di cronaca è rimasto un semplice spunto. Angelo della gravità non è la storia di quell’obeso, ma di un obeso, un uomo con evidenti problemi di disordine alimentare e di immaturità psicologica, un animo infantile intrappolato in un corpo cresciuto a dismisura. La sua unica consolazione è il cibo. Il cibo, un tempo ricevuto dalla madre, è il solo, più alto dono d’amore che lui conosca. E proprio inseguendo il cibo l’uomo approda nel paese da favola dove i supermercati sono aperti a tutte le ore e i panini sono come quelli dei fumetti: gli Stati Uniti. Qui, in terra straniera, consuma l’efferato ma candido delitto per il quale viene condannato all’impiccagione. Il monologo è il resoconto che l’uomo fa delle sue vicende mentre attende di essere appeso alla corda del boia. L’obeso approda alla visione celeste degli “angeli della gravità” che, grazie alle loro ali, vincono il peso della materia e si elevano verso Dio.
Info e prenotazioni: 0815442616 – www.teatrobolivar.com

 

maurosquillanteTe’ conto lo cunto
Quando: 14 ottobre
Luogo: Boscorealeper la rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: ore 20:30
Interpreti: Francesca Morgante, voce; Mauro Squillante, calascione
Trama: Tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, opera risalente alla prima metà del Seicento, lo spettacolo ha il suo fuoco nella suggestiva relazione tra le parole e la musica.
Attraverso le esecuzioni sul calascione, Mauro Squillante ‒ esperto di strumenti antichi a plettro ‒ traccia una cornice, sulla falsa riga del Pentamerone, entro la quale si staglia il racconto tratto dall’opera di Basile e proposto da Francesca Morgante.
Da lo cunto de l’uerco, il cammino della parola recitata continua incontrando il canto, in un susseguirsi di rievocazioni musicali dello stile dell’epoca mediante lo strumento che la letteratura del tempo considerò  ’o rre de li strumiente.
Info e prenotazioni: 334 3347090 – info@ilteatrocercacasa.it

 

unnamed-8Pazzo ad arte e Mirari
Quando: 14 ottobre
Luogo: Teatro Bolivar – per la sessione Duetti, 200 grammi di teatro a sera
Orario: ore 20:30
Pazzo ad arte, frammenti di vita che ci ri-guardano
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di William Shakespeare
Autore: Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
Interpreti: Giuseppe Pestillo
Trama: Lo spettacolo, nato per omaggiare il grande drammaturgo inglese in occasione del IV centenario della sua morte, prende vita dopo un lungo periodo di studio dell’Amleto dove sono state di fondamentale importanza, per lo sviluppo della drammaturgia e la comprensione di determinati nodi drammatici, le analisi che Orazio Costa Giovangigli ha avuto modo di lasciare nei suoi anni di insegnamento, regista e maestro di teatro. Ne è venuta fuori una performance per un solo attore che pone gli spettatori faccia a faccia con la contemporaneità delle amletiche vicende e con i sentimenti e le emozioni universali di cui l’opera shakespeariana è portatrice. L’attore diventa, di volta in volta, personaggi diversi del dramma, scegliendo tra il pubblico i suoi interlocutori con lo scopo di accorciare le distanze tra un testo “sacro” del teatro e la nostra vita, immergendolo nel quotidiano della convivialità. «Ci siamo divertiti – spiegano gli autori – a trasformare alcuni dialoghi del dramma in monologhi in cui il personaggio, pur rivolgendosi ad una persona, pare che non ascolti affatto l’altro, come tutti noi sperimentiamo nella quotidianità quando trattiamo il nostro interlocutore come “due orecchie” per i nostri soliloqui e viceversa».

***

Mirari
Autore: Anna Bocchino, Dario Rea, Arturo Scognamiglio
Regia: Arturo Scognamiglio
Interpreti: Anna Bocchino e Dario Rea
Trama: Spesso, sempre più, l’essere umano ha difficoltà ad agire bene con se stesso, ad ascoltarsi e rispettare il proprio sentire reale, interno, e non quello derivante dalle influenze provenienti dall’esterno. Ci si dimentica di noi in quanto essere comprendente una dualità da curare e nutrire equilibratamente. Ne nasce una incapacità di rapportarsi agli altri con coscienza di se, viziando i rapporti con menzogne, inganni, puti di vista distorti sugli accadimenti.
Come è possibile che qualcuno veda chiaro quando non vede nemmeno se stesso, né quelle tenebre che egli stesso proietta inconsciamente in ogni sua azione?”
Si fa di tutto, anche le cose più strane, pur di sfuggire alla propria anima.
Ed è quello che Pietro fa. Occupa il suo tempo per non sentirlo vuoto, senza chiedersi realmente cosa voglia fare, cercando di riempire esteriormente una mancanza che proviene da dentro ed ha origini ben più profonde. Un giorno, tornando a casa incontra Mira. L’incontro armonico che ne verrà, cambierà irreversibilmente il percorso di entrambi.
Info e prenotazioni: 0815442616 – www.teatrobolivar.com

 

flo-ph-cesare-abbate-2Il mese del rosario – house concert
Quando: 15 ottobre
Luogo: Napoli (zona Vomero) – per la rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: ore 20:30
Interpreti: Flo, voce; Ernesto Nobili, chitarra
Trama: Flo, alias Floriana Cangiano, interprete intensa ed autrice originalissima, è stata la vera rivelazione del panorama musicale del 2014, e ad oggi è tre le più apprezzate e premiate protagoniste del mondo cantautoriale italiano.
Con il suo disco di esordio D’Amore e di altre cose irreversibili è stata premiata a Musicultura, al premio Andrea Parodi e al premio d’Aponte.
A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro, dal successo di critica e pubblico registrato e dopo un tour di tappe italiane ed europee, è di recente uscito in Italia Il mese del rosario, il suo nuovo disco (Agualoca Records/Audioglobe), di cui si legge: “È la cronaca di città ed esistenze sospese nel tempo e nello spazio, in perfetto equilibrio tra pietà e disincanto. Canzoni esposte al sole di controre indefinite, ai moti di un vivere spregiudicato, ritmico, pulsante, ma ben nascosto sotto un’imperturbabile quotidianità”.
L’house concert proposto in versione acustica per Il Teatro cerca casa, sarà il fil rouge tra il primo e il secondo album di Flo, e vedrà protagonista accanto alla voce dalle mille sfumature della cantautrice napoletana, la chitarra di Ernesto Nobili, coautore e produttore artistico.
Info e prenotazioni: 334 3347090 – info@ilteatrocercacasa.it

 

unnamed-10Nessuno può tenere Baby in un angolo – Anteprima nazionale
Autore: Simone Amendola
Quando: 15 e 16 ottobre
Luogo: Caserta- Teatro Civico 14
Orario: sabato ore 21:00, domenica ore 19:00
Regia: Simone Amendola e Valerio Malorni
Interpreti: Valerio Malorni
Trama: Un corpo senza testa viene rinvenuto dietro una pompa di benzina. Tutti gli indizi stringono su un uomo che avrebbe potuto fare molte cose nella vita. Siamo di fronte all’ultima possibilità di Luciano Schiamone per poter essere  una  persona in grado di amare come vorrebbe. Simone  Amendola e  Valerio  Malorni  iniziano a collaborare nel  2013 realizzando L’uomo nel diluvio, spettacolo vincitore del Premio In-Box, finalista Scenario e segnalato al Premio Rete Critica. In un linguaggio, che è sintesi di due storie diverse, nasce anche questo secondo lavoro.
«Un giallo ocra». Così Amendola e Malorni, autori della messa in scena di Nessuno può tenere Baby in un angolo, definiscono il loro spettacolo. «Parliamo della storia di un uomo accusato dell’omicidio di una donna. Un uomo. Uno che ha sempre pensato che non devi essere per forza un benzinaio per fare il benzinaio. Gli indizi stringono solo su di lui, che non ha un alibi e potrebbe avere un movente. Forse la conosceva, forse no. Ne ha incontrate tante nell’ultimo periodo. La storia trae spunto da un trafiletto di cinque righe in cronaca, che diventa un racconto in tre atti. Tre scene per una verità. Difficile da  raggiungere. Come difficile è il dialogo nei rapporti. Come difficile è il dialogo in un monologo. Nel primo e nel terzo atto Lucio risponde ad un interrogatorio. Nel secondo al simulacro di un avvocato. In tutti e tre  a se stesso. Il giallo lo costringe ad aprire gli occhi. Perché non si vede un velo finché non si è levato. Nessuno può tenere baby in un angolo è l’ultima possibilità per Luciano Schiamone, detto Lucio, di essere un uomo. Un uomo che non riesce ad amare come vorrebbe».
Info e prenotazioni: 0823.441399 – info@teatrocivico14.it – www.teatrocivico14.org

 

unnamed-11La geisha che danza per amore e Requiem a Pulcinella
Quando: 15 ottobre
Luogo: Teatro Bolivar – per la sessione Duetti, 200 grammi di teatro a sera
Orario: ore 20:30
La geisha che danza per amore
Regia, coreografia e danza: Chiara Alborino/compagnia danza flux
Trama: Si tratta di un solo di teatro e danza contemporanea, ispirato al teatro giapponese, e in particolare alla figura della geisha, al teatro Nō, al Kabuki, ma anche alla ricerca dei significati, delle tradizioni e musiche giapponesi: dall’uso dei Sakura, i tipici fiori nipponici, al suono dello Shakuhachi, il caratteristico flauto dritto. I testi guida sono di Kuki Shuzo, Murakami e Yasunari Kawabata.
Un’ anziana geisha, in un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno, si reca sulla tomba dell’amato defunto per rievocarne la presenza attraverso un rito d’amore e pianto. Dai sentimenti generati dal ricordo nascono delle danze. Poesia, purezza, eleganza, mistero è ciò che la danzatrice evoca attraverso un linguaggio corporeo ricercato nelle movenze, nella gestualità e nella rottura della continuità del movimento attraverso cenni di tribalità ancestrale, superando in questo modo il confine tra la cultura occidentale ed orientale.

***

Requiem a Pulcinella, un percorso di ricerca e creazione a cura della Scuola Elementare del Teatro – Conservatorio Popolare per le Arti della Scena diretto da Davide Iodice
Autore: Damiano Rossi
Interpreti: Damiano Rossi; turntablist, b-boy Ivan Alfio Sgroi; coro, figure, tecnica Tommaso Renzuto Iodice
Trama: Damiano è uno dei tanti rappers campani, dei tantissimi, parlatori, straparlatori, che dalle innumerevoli crew piantate in città o (come nel suo caso) nei paesi dell’entroterra, continuano a lanciare il proprio grido ritmico, elaborando disagi, inquietudini, desiderio. La particolarità di Damiano è quella di ‘essere sceso dalla crew’, per così dire, e di aver scelto il teatro, portando con sé tutti i suoi ‘chiodi’, le sue ferite, la sua rabbia, i suoi ‘bits’, ma anche una maschera antica. Da questa abbiamo tratto la forza combustiva per un primo studio scenico. Accompagnato dallo scratching di Ivan Alfio Sgroi e dalle incursioni di Tommaso Renzuto Iodice, altro ‘allievo’ della Scuola Elementare del Teatro, questo giovane ‘griot’ contemporaneo, intona qui il suo requiem ostinato e vitalissimo per una terra che non finisce di morire e forse per tutta una generazione.
Info e prenotazioni: 0815442616 – www.teatrobolivar.com

 

1-scarfaliettoO’ scarfalietto
Autore: Eduardo Scarpetta
Quando: dal 16 ottobre
Luogo: Teatro il Primo
Orario: venerdì ore 21:00, sabato ore 18:00 e 21:00, domenica ore 18:00
Regia: Rosario Ferro
Interpreti: Rosario Ferro, Enza Iaccarino, Pino Pino, Rino Soprano, Tommaso Tuccillo, Roberta Soprano, Anna Prinster, Ida Carrieri, Enzo Santoro e con la partecipazione di Arnolfo Petri
Trama: Scritta nel 1881, “’O Scarfalietto” è di sicuro una delle opere più note di Eduardo Scarpetta tutta incentrata sui dissidi tra don Felice e sua moglie per causa di un onnipresente scaldaletto. Uno straordinario Rosario Ferro, accompagnato da Arnolfo Petri in una particolarissima interpretazione del Presidente del Tribunale, se ne appropria in una riscrittura esilarante e travolgente.
Info e prenotazioni: 342 830 6707 – segreteria@teatroilprimo.it

 

unnamed-12Gianni Breil e Shakespirando #45#
Quando: 16 ottobre
Luogo: Teatro Bolivar – per la sessione Duetti, 200 grammi di teatro a sera
Orario: ore 18:00
Gianni Breil
Autore: Pietro Tammaro
Regia: Pino Carbone
Interpreti: Pietro Tammaro
Trama: Una storia semplice e assurda, come solo dentro un dipartimento di psichiatria può nascere. In Gianni Brail è concentrata la malattia mentale, le violenze, i rapporti con la famiglia, l’omosessualità, la voglia di maternità, l’arte come unico veicolo di speranza e di salvezza. Un amore salvifico anche quando distorto, piegato, incompreso, urlato, violento.
E così, una volta terminata la mia degenza, ritornato negli strali di questa città allucinante e allucinata, ho cercato il modo per far sì che tutte le idee raccolte prendessero forma. Il monologo raccoglie la necessità di raccontare tutte le implicazioni sociali, emotive e civili dell’essere pazzi in un mondo che ancora oggi contempla le malattie mentali solo da un punto di vista patologico.
In Gianni Brail, un omosessuale bipolare ricoverato per l’ennesima volta, convinto di aspettare un bambino a seguito di uno stupro che lui non riesce a considerare come tale, convivono una serie di domande alle quali la società odierna sembra non voler dare risposte. A cosa serve la verità se non a renderci liberi? A chi possiamo chiedere aiuto, se non riusciamo a pagarne il prezzo? A cosa serve cercare di guarire se il mondo non è pronto ad accettarci così come siamo?

***

Shakespirando #45#
libero adattamento da “Amleto” di William Shakespeare
Autore: Piergiuseppe Francione
Interpreti: Piergiuseppe Francione
Trama: Un viaggio di uomo-attore solo, un tradito Amleto che vede e sente troppo e sceglie la via del folletto pazzariello punk per dire delle scottanti verità, tra cui quella di essere tutti morti vivi in una gran bella prigione a cielo aperto. Senza la maschera il pagliaccio-uomo non trova altra via d’uscita se non quella di credere solo ed esclusivamente alla possibilità che l’arte e, nel caso specifico, l’attore e l’attrice, possano incastrare le coscienze dei malfattori. Quando poi l’uomo osserverà, a posteriori, se stesso-attore non potrà non vedere di essere lui il primo vigliacco. Capisce, così, che solo riuscendo a non essere-non essere ciò che è stato fino ad allora, potrà grazie alla stesso processo che vive l’artista e l’attore, ritornare ad essere ciò che è: un essere umano. L’arte, che è amore e bellezza, forse ci salverà.
Info e prenotazioni: 0815442616 – www.teatrobolivar.com

 

unnamed-13Facimmoce ‘a croce: Napoli e i suoi altarini – Itinerario guidato teatralizzato a cura di NarteA
Quando: 16 ottobre
Luogo: Piazza Dante
Orario: 11:00
Trama: Divenute parti integranti del contesto urbano, le edicole votive (in gergo altarini) rappresentano il bisogno che il popolo napoletano ha di vedere e sentire una presenza superiore, cui chiedere aiuto e protezione.
Un piccolo apparato emblematico dal punto di vista storico, artistico, antropologico, che testimonia la vitalità di un popolo che, sin dai tempi antichi, ha sempre trovato conforto in una religiosità sui generis, stringendo un rapporto confidenziale con santi e madonne.
In nessuna città come Napoli, il sovrannaturale e il misterico trovano il loro locus naturalis tra quelle stradine che custodiscono la memoria di antichi rituali mai scomparsi… ma anche dove prende forma la straordinaria unione tra sacro e profano.
Attraverso un itinerario guidato teatralizzato l’Associazione culturale NarteA porterà a scoprire come tra i vicoli dell’antica Napoli riescano a convivere realtà normalmente agli antipodi come religione e superstizione, cultura e ignoranza… divino e sacrilego, accompagnando gli ospiti in una passeggiata tra alcune edicole votive napoletane nascoste nei vicoli di una città che non smette mai di stupire e impressionare… ed esclamare: «Gesù Gesù, FACIMMOCE ‘A CROCE»
Info e prenotazioni: 3397020849 – 3346227785

 
13516199_10209857822588154_3667225340449495941_nPeccato che fosse puttana
Autore: John Ford
Quando: dall’8 al 23 ottobre
Luogo: Galleria Toledo
Orario: giovedì e domenica ore 18:00; venerdì e sabato ore 20:30
Regia e drammaturgia: Laura Angiulli
Interpreti: Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Gianluca d’ Agostino, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Luciano Dell’Aglio, Gennaro Di Colandrea, Stefano Jotti, Gennaro Maresca, Vittorio Passaro, Anna Savoia, Michele Schiano Di Cola, Maria Scognamiglio
Trama: L’incesto: Giovanni e Annabella fratelli-amanti. La passione al centro dell’azione. Libertà assoluta e sovrana della rivolta. Libertà negativa, pulsioni e desideri irregolari.
Unione con-fusione. Kaos. Alchimia, scienza dei rapporti e delle interazione tra le cose; conoscenza intima delle materie naturali. Mantenersi sul luogo dell’origine, restare-presso, nessuno sradicamento.
Un mondo dove la giustizia non ha luogo, dove lo Stato non ha rappresentanza riconoscibile. Contro il vuoto non resta che il richiamo primigenio della natura.
Materiale aspro, al cui interno altre storie s’innestano; sempre rapporti proibiti e sviluppi non meno luttuosi, nessuna felicità. L’epilogo inevitabile è la morte violenta, cattiva, crudele, quella che discende dalla rabbia e dal bisogno di vendetta, dal desiderio mai appagato, per sottrazione volontaria o necessaria del soggetto amato.
Nel cerchio degli eventi c’è chi cade per malasorte -il giovane Bergetto-, chi per malaccorta gestione dell’inganno -Ippolita e Soranzo-, o ancora per incauto abbandono alla passione, e tutto quello che ne consegue -Giovanni e Annabella-; c’è l’efferatezza di Grimaldi; infine, ultima vittima del massacro la Nutrice, simbolicamente privata degli occhi e poi della vita.
Info e prenotazioni: 081425037 | 081425824 – galleria.toledo@iol.it

Antonella D’Arco

Print Friendly

Manlio Boutique