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Focus sul contemporaneo e attenzione alle giovani compagnie nel cartellone della multisala off romana, con 46 spettacoli, 5 progetti speciali e 4 percorsi formativi.

14566494_1119020691486463_5547307620195929421_oEsordisce con una constatazione realistica (molto realistica, considerando l’attuale situazione capitolina dello spettacolo dal vivo), la presentazione della nuova stagione del Teatro dell’Orologio: “Nessun teatro si salva da solo”. Una necessità – come ha specificato il direttore artistico Fabio Morgan, voce d’instancabile risonanza nelle orecchie poco ricettive delle istituzioni – di sopravvivenza artistica e produttiva: un appello e una tenacia a proseguire il lavoro di creazione, di ricerca, di espressione scenica, a mantenere viva la propria naturale indole d’essere luogo d’unione, d’accoglienza, di stimolo, di ascolto per diverse, molte giovani compagnie locali e nazionali: «Vogliamo continuare – ha spiegato Fabio Morgan – a costruire uno spazio aperto in cui ripararsi, dove incontrarsi con l’altro, dove essere disposti all’attenzione, al sentire, e dove gli artisti possono essere liberi di sporcarsi con il teatro».
Sarà un cartellone, questo 2016/2017, concentrato sul contemporaneo (e non mancheranno riletture di grandi testi e grandi autori), con la messa in scena di 46 lavori di compagnie perlopiù under 35, la presenza di 5 progetti speciali (tra i quali Dominio Pubblico) e rassegne dedicati alla danza e alle nuove identità teatrali, e laboratori formativi di recitazione, scrittura, e management. Il via ufficiale, il 21 ottobre, è affidato a Giacomo Bisordi e alle sue sette umanità “al limite” del molto consigliato Amori e resti umani di Brad Fraser, che poi replicherà (in primavera) con un “tête-à-tête” tra essere umano e robot in UR, da Karel Čapek. Seguiranno un Re Lear versione Gipsy nell’adattamento di Stefano Sabelli; voci di donne tra pressioni sociali e ansiose ambizioni di perfezione, ne Il corpo giusto di Eve Ensler diretto da Marcello Cotugno; e poi, Cannibali di Fiammetta Carena e regia di Maurizio Sguotti, con scontro generazionale nell’esercizio del potere;  Teatrodilina, che con Gli uccelli migratori, scritto e diretto da Francesco Lagi, declinerà il momento dell’incontro in uno spazio-tempo d’attesa condivisa; e Biancofango, ovvero Andrea Trapani e Francesca Macrì in veste di coppia da nevrosi bestiale per Porcomondo. Fibre Parallele mostreranno Licia Lanera in un Due relazionale con lei che fa strage di lui invaghito d’amore omosessuale, tra purezza d’infermità mentale e sanguinaria consapevolezza d’azione; CK Teatro tornerà con Hitchcock, a love story di Fabio Morgan e regia di Leonardo Ferrari Carissimi; Eco di Fondo vedrà Giacomo Ferraù e Giulia Viana dinnanzi a La Sirenetta, con suicidi adolescenziali e incapacità sociale di comprendere e accettare la diversità.
Roberto Rustioni rifletterà sui tentativi di convivere (e combattere) crisi planetarie e personali, nell’Idiota di Jordi Casanovas; César Brie si misurerà con La Mite di Dostoevskij; Esercitazioni Invisibili con The Waste Land di Eliot, e Marine Galstyan con A porte chiuse di Sartre. E mentre Luciano Melchionna riprenderà i personaggi amletici per raccontare il mondo dal frastuono emotivo di Ophelìa, su testo di Giacomo Sette, questioni di migrazione, di mutamenti economici, politici e civili, e di disumanizzazione odierna, saranno struttura narrativa per Emanuele Aldrovandi in Scusate se non siamo morti in mare, regia di Pablo Solari. Ci sarà poi la drammaturgia britannica con le Costellazioni di Nick Payne, dirette da Silvio Peroni, che spiegheranno possibili combinazioni affettuose con la fisica quantistica; Road Movie di Godfrey Hamilton diretto da Sandro Mabellini, dove la paura dell’amore, della perdita e della morte segneranno l’intima umanità di un trentenne gay. Da segnalare anche il canadese Michel Marc Bouchard e il suo Sentiero dei passi pericolosi diretto da Simone Schinocca, con tre fratelli costretti ad affrontare il loro tragico legame parentale, e la scrittura belga di Amélie Nothomb che ci condurrà nello  scenario bellico di Combustibili, tra assenza di libertà e comunione forzata e scelte impensabili.

Nicole Jallin

Teatro dell’Orologio
Via dei Filippini, 17/a, Roma
Contatti: 06 687 5550 – biglietteria@teatroorologio.com –  teatroorologio.com

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