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Pinter, Moscato, Mascia e ancora il violoncello di Luca Signorini, tra i protagonisti di questa settimana da trascorrere felicemente seduti in platea.

unnamed-3Lui, il figlio
Un progetto di: Mario Gelardi
Testi diSara Bilotti, Mario Gelardi, Antonio Menna, Antonella Ossorio, Eduardo Savarese, Emanuele Tirelli
Quando: 2 Novembre – Nell’ambito della manifestazione “Vivi nel ricordo 2016″ (II edizione), In ricordo di Ermanno Rea
Luogo: Chiesa di Maria SS. del Carmine – Cimitero delle Fontanelle
Orario: 20:00
Regia: Mario Gelardi
Interpreti: Carlo Caracciolo, Riccardo Ciccarelli, Roberta De Pasquale, Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Irene Grasso, Gennaro Maresca, Sasi Nicolella
Trama: Ispirato all’opera di Khail Gibran Gesù, figlio dell’uomo, Lui, ilfiglio ne riprende la struttura monologica nella riscrittura di sette autori contemporanei. A proposito del suo lavoro teatrale, il regista Mario Gelardi racconta: «una serie di testimoni arrivano, come a deporre davanti ad un pubblico-tribunale, spiegando in che modo Cristo ha influito nella loro vita, a volte esaltandolo altre volte rinnegandolo. È una riscrittura contemporanea che immagina che la morte di Lui sia avvenuta pochi giorni prima delle testimonianze, cercando di rendere ancor più universale la passione, la condanna e la morte di un Uomo».
Gelardi ritrova nella struttura dell’opera di Gibran, dove a prendere la parola per ultimo è un uomo del Ventesimo secolo, la possibilità di ricreare il discorso su una persona storica raccontata nei secoli come leggenda e mito della Cristianità. La parola dell’uomo va qui a tratteggiare l’immagine di un dio che aspirò ad essere uomo e viceversa. Ed è su questa ambiguità che i racconti si fondono e si confondono: in ogni visione di Lui la dimensione morale travalica continuamente i limiti in direzione di una visione di eccezionalità “umana troppo umana”.
Info: ingresso gratuito

14666039_1252259934796413_5639643200198120034_nBordello di mare con città
Di: Enzo Moscato
Quando: fino al 6 Novembre
Luogo: Teatro Bellini
Orario: Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato ore 21:00, Mercoledì 26 e Sabato 12 ORE 17:30, Domenica ore 18:00
Regia: Carlo Cerciello
Interpreti: Fulvia Carotenuto, Cristina Donadio, Ivana Maione, Enzo Moscato, Sefora Russo, Lello Serao, Imma Villa
Trama: Napoli, per le abitanti di un ex-bordello è una giornata particolare: si attende la visita del Cardinale che dovrà verificare per conto della Curia se quel luogo di peccato potrà essere consacrato come luogo di culto. Pare, infatti, che Assunta, la proprietaria nonchè ex-maitresse della casa chiusa, sia in grado di fare miracoli, precisamente, di guarire gli ammalati dai “mali moderni”.
È la scaltra Titina l’organizzatrice della nuova attività della casa, poiché, con grande spirito imprenditoriale, ha fiutato le potenzialità economiche dell’industria dei miracoli.
C’è poi Betti, la figlia dodicenne di Titina, già avviata alla prostituzione e c’è una giornalista che intervista le ex meretrici. Ci sono pozioni magiche e segreti, passioni e vendette, c’è la religione senza spiritualità e c’è Napoli, in un costante bilico tra il sacro e il profano…
Dopo il grande successo di Scannasurice, il nuovo allestimento di Carlo Cerciello attinge di nuovo all’universo di Enzo Moscato che sarà, sulle scene ideate da Roberto Crea, insieme a un nutrito gruppo di attrici e darà vita a uno spettacolo dalla cifra onirica ma, al tempo stesso, dalla forza dirompente e intensamente terrena.
Info e prenotazioni: 081.5499688 – botteghino@teatrobellini.it

 

unnamedLe cose sono cambiate
Quando: fino al 6 Novembre
Luogo: Teatro Piccolo Bellini
Orario: Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato ore 21:15 – Domenica ore 18:30
Regia: Cetty Sommella
Interpreti: Biagio Musella, Marco Montecatino
Trama: Francesco è un ragazzo mite e sensibile che soffre per amore. Fiorella, la sua fidanzata, l’ha improvvisamente lasciato con un laconico bigliettino che recitava «Le cose sono cambiate. Ti darò un spiegazione. Aspettami.» Disperato, si consola con la sua passione per la floricoltura, che coltiva con tale dedizione da essere riuscito a creare nuove forme di fiori. Fabio è il suo migliore amico, solare, scanzonato e indomito donnaiolo: ha una concezione della vita e dei rapporti sentimentali in totale antitesi con quella di Francesco, e le prova tutte per convincere l’amico a essere più leggero e superficiale con le donne. Le loro diversissime visioni sono oggetto di gustosi battibecchi, animati dalle teorie dell’invadente portiera Annunziata, lesbica e dominatrice, che non si esime dall’esprimere la sua opinione sull’argomento. A movimentare la situazione, l’avvento di due prostitute invitate da Fabio per distrarre l’amico –  che, però, è talmente ingenuo che neanche capisce la professione delle signore – e l’arrivo di Fiorella che irrompe a casa sua per dargli la promessa (e incredibile) spiegazione… Una commedia acuta e mai volgare che, esplorando l’annoso tema “sesso VS amore” con intelligenza e umorismo, ci fa riflettere su quanto oggi il sesso condizioni la vita di tutti noi.
Info e prenotazioni: 081.5499688 – botteghino@teatrobellini.it

 

macbeth-blogMacbeth
Quando: fino al 13 Novembre
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 26, 28, 01/11, 04, 08, 11 ore 21:00, 27, 02/11, 03, 09, 10, ore 17:00, 30, 06/11, 13 ore 18:00
Regia: Luca De Fusco
Interpreti: Luca Lazzareschi, Gaia Aprea, Fabio Cocifoglia, Paolo Cresta, Francesca De Nicolais, Claudio Di Palma, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Alfonso Postiglione, Federica Sandrini, Paolo Serra, Enzo Turrin
Trama: Questa edizione del Macbeth si pone come ideale prosecuzione del lavoro già avviato con Antonio e Cleopatra e Orestea, due spettacoli che si sono fortemente connotati nel senso della sperimentazione e della contaminazione tra linguaggi. Anche in questo caso il teatro si mescola con le installazioni video in modo ancora più complesso e variegato rispetto ai lavori precedenti. Lo spettacolo si collega ad Orestea per il rapporto tra teatro, musica e danza, proseguendo la collaborazione con gli artisti israeliani Ran Bagno e Noa Wertheim. Si richiama invece più ad Antonio e Cleopatra per l’analogia testuale, per il ritorno della coppia Lazzareschi – Aprea, per la stimolante collaborazione col traduttore Gianni Garrera, per i rapporti tra trasparenze scenografiche, video e luci, sempre più essenziali nel mio modo di fare scrittura scenica e che trovano nella collaborazione con Marta Crisolini Malatesta nuovi fecondi spunti.
Ho cercato di lavorare ad uno stile meno monumentale e più visionario rispetto ai lavori precedenti assecondando la natura fantastica del testo che vede i suoi momenti fondamentali (apparizione delle streghe, visione del pugnale, fantasma di Banquo, apparizione dei Re, delirio del sonnambulismo di lady Macbeth) tutti fortemente contrassegnati dal tema del sogno, del delirio, insomma dell’irreale.
Non abbiamo ambientato lo spettacolo in un’epoca precisa ma in un clima sospeso tra Medioevo e primo Novecento.
La letteratura critica sul Macbeth è sterminata e si potrebbero riempire pagine di citazioni che il regista deve fare però con la scrittura scenica e non con quella delle note. Basti perciò dire che non abbiamo dimenticato lo scritto di Freud che parla di Macbeth e Lady Macbeth come di un’unica persona e che lo spettacolo parte dall’intuizione di Bloom: il grande critico shakespeariano sostiene che il Macbeth è ambientato nella testa del protagonista. Potrà quindi sembrare curiosa la centralità di una camera da letto in una storia di guerra e morte, ma io credo che in realtà questo sia un testo psichiatrico, teologico, filosofico e non una pura e semplice lotta per il potere.
Nel quattrocentesimo anniversario della morte di uno dei maggiori scrittori di tutti i tempi, mi piace dedicare questa regia a mio figlio Giacomo che inizia quest’anno il primo passo nella carriera della scrittura.
Info e prenotazioni: 081 551 33 96 – biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

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Quando: 1 Novembre
Luogo: Teatro Madrearte (Villaricca)
Orario: ore 20:30
Regia: Antonio Diana
Interpreti: Antonio Diana con la partecipazione di Alessio Spirito
Trama: Una teatreria poetica musicale, con Il teatro e la danza che s’incontrano e percorrono un viaggio attraverso la poesia, la prosa e la musica in una cornice di danza aerea, tip tap e danza moderna dove narrazioni dialettali di opere edite e inedite, brillanti e drammatiche, immaginarie e surreali vivono nelle diverse maschere di personaggi bizzarri e storici.
Frammenti di  Nino Taranto, Totò, De Filippo, Troisi con frammenti che attraversano il Cafè Chantant ed il varietà fino ad arrivare all’esecuzione di brani, monologhi e poesie in musica dello stesso Antonio Diana.
Informazioni: 3450762152 – 3348255591 – info@madrearte.it – www.madrearte.it – botteghino on line qui  http://www.madrearte.it/teatro/stagione-teatrale-2016-2017/favolosamente/

 

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Quando: 3 – 6 Novembre
Luogo: Teatro Diana
Orario: 3, 4, 5 ore 21:00, 6 ore 18:00
Regia: Angelo Pintus
Interpreti: Pintus
Trama: Come cambia la vita a 40 anni? Cambia che non più mangiare quello che mangiavi prima…cambia che sei ancora troppo giovane per fare alcune cose, ma sei già troppo vecchio per farne altre. La vita a 40 anni raccontata e vista con gli occhi di chi si sente sempre quel bambino che quando vedeva gli amici quarantenni dei propri genitori diceva: “mamma mia che vecchi! Pazzesco quanto possono vivere i grandi” e che ora guardandosi allo specchio pensa: “ mamma mia sono sempre più in forma…diciamolo…anche se ormai sono un uomo, un uomo? Una signora! Anzi…ormai sono una milf!”
Info e prenotazioni: 081 5567527 – 081 5784978

 

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Di: Harold Pinter
Quando: 4 – 6 Novembre
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: 4, 5 ore 21:00, 6 ore 18:00
Regia: Nello Mascia
Interpreti: Franco Iavarone, Nello Mascia, Francesco Paolantoni
Trama: Scritto nel 1959 e andato in scena nel 1960, II guardiano segna il primo vero successo che Pinter riscuote con il suo teatro. Una metafora limpida e efficacissima di ciò che investe ognuno di noi oggi. La trama in breve: un senzatetto viene ospitato in casa propria da un individuo ai limiti dell’autismo, che gli proporrà in seguito di occuparsi dello stabile in qualità di guardiano. Stessa proposta gli verrà fatta dall’altro fratello, che è invece visibilmente accelerato nelle azioni e nella loquela. Il clochard accetta di buon grado il trasferimento sotto un tetto, ma non perde occasione per lamentarsi degli spifferi, delle perdite d’acqua dal soffitto, delle nuove scarpe che gli vanno strette, il tutto senza aver intenzione di accettare un incarico che comporti un lavoro. In più, la sua presenza diventa man mano elemento di rottura dell’equilibrio fra i due fratelli, i quali non comunicano mai (addirittura, non sono quasi mai contemporaneamente in scena). “Il guardiano” è un archetipo cristallino di conflittualità pinteriana, delimitata in un ring ma resa folle perché non è possibile rintracciare neanche l’oggetto della contesa. I tre personaggi sono tutti egualmente chiusi e determinati, e tutti illusi di comunicare e affermarsi sugli altri.
Info e prenotazioni: 339 6666426 – info@nuovoteatrosanita.it

 

280_0_4463900_85951Gran Cafè Chantant
Quando: dal 4 Novembre
Luogo: Teatro Augusteo
Orario: ore 21:00, domenica ore 18:00
Regia: Tato Russo
Interpreti: Tato Russo e Clelia Rondinella, Katia Terlizzi, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio, Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella, Antonio Romano, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino e con l’Orchestra Gran Cafè Chantant
Trama: Siamo ai primi del ‘900, nel cuore della belle époque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti. Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro, detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza. Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Eduardo Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, chiudendo un secolo, l’800, e proponendone  un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che, pur apparendo come un’epoca di splendori, portava in sé un periodo di miseria e decadenza. Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale, come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento del one man show da cabaret. I luoghi teatrali si trasformavano: chiudevano molti teatri storici, altri per  sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di  quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente. E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata  dall’aggressione del café chantant, nel finale termina con quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che oscillano tra tipi macchiette. Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di  stili recitativi e di drammaturgia. Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di  Scarpetta. Da una parte Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni. Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nel modo personale di fare teatro: ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri. Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti.
Info e prenotazioni: 081 41 42 43 – 405660 – info.teatroaugusteo@libero.it

 

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Quando: dal 4 al 20 Novembre
Luogo: Teatro Bracco
Orario: giovedì, venerdì ore 21:00, sabato ore 18:00 e ore 21:00, domenica ore 19:00
Regia: Rosario Ferro
Interpreti: Caterina De Santis e Rosario Ferro
Trama: Lo spettacolo va inserito in quel filone di teatro dell’assurdo che regala comicità allo spettatore attraverso il paradosso. Siamo in una casa alto borghese, i suoi occupanti sono “nouveaux riches”, arricchitisi con una vincita al superenalotto. Il padrone di casa ha sognato i numeri da giocare, datigli in sogno da Mike Bongiorno, il quale, però, gli ha dato anche la data della sua morte. Tutto si svolge, quindi, intorno a questa attesa: di chi attende la sua morte con timore e non riesce a godersi la ricchezza portata dalla vincita, e del resto della famiglia, che, troppo impegnata a godersi la nuova condizione sociale, poco pensa che ciò che il “morituro” ha sognato possa accadere sul serio. Una girandola di personaggi assurdi ed un finale a sorpresa condiscono questa divertentissima commedia.
Info e prenotazioni: 081 5645323 – 348 1012824 – info@teatrobracco.it

 

biglietti_da_camere_separate5_foto_di_raffaellacavalieriBiglietti da camere separate
Di: uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli
Quando: 4 – 6 Novembre
Luogo: Teatro Nest
Orario: sabato ore 21:00, domenica ore 18:00
Regia: Andrea Adriatico
Interpreti: Alberto Baraghini in Camera 1, Stefano Toffanin in Camera 2
Trama: Un romanzo intimo che racchiude il Tondelli segreto di fronte ai misteri dell’amore e della morte. È Camere separate, storia bruciante e autobiografica, pubblicato due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991. E proprio a 20 anni dalla morte di Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ’80, Adriatico gli rende omaggio con uno spettacolo che nasce da quel suo romanzo. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza. Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle. Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.
Info e prenotazioni: 320 868 10 11 / 338 237 61 32 – info.teatronest@gmail.com

 

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Quando: 5 e 6 novembre
Luogo: Sala Assoli
Orario: Sabato 5 novembre ore 21 – Domenica 6 novembre ore 18
Autore e Regia: Giuseppe Miale Di Mauro
Interpreti: Gennaro Di Colandrea, Giuseppe Gaudino, Stefano Jotti, Adriano Pantaleo, Giampiero Schiano, Andrea Vellotti
Trama: Perché Love Bombing? Perché parlare di Stato Islamico, di jihad, di resistenza, di sopravvivenza? Partiamo col dire che il collettivo Nest ha nel suo dna utilizzare il teatro come mezzo artistico per denunciare con feroce concretezza le malattie di cui è affetta la nostra società, con un occhio sempre vigile sulle problematiche universali di un mondo, geograficamente parlando, sempre più in difficoltà. Tenta di esprimere attraverso il linguaggio teatrale, un deciso dissenso verso chi cova il desiderio di lobotomizzare la massa per indurla più facilmente al proprio tornaconto personale. L’attenzione all’attualità, alla cronaca, alle problematiche che attanagliano il nostro spazio vitale e creativo, sono da sempre spunto di riflessione per il collettivo Nest, e molto spesso diventano gli argomenti degli spettacoli che si decide di portare in scena. Sottoporli all’attenzione di un pubblico che ha voglia di sapere, di scoprire, di riflettere, di accendere la luce su quello che troppo spesso è volontariamente tenuto al buio da altri mezzi di comunicazione, diventa per noi una mission cui tendiamo, linfa vitale che ci fa sentire in grado di toccare l’animo umano troppo spesso costretto ad assopirsi di fronte al “niente” proposto. Ecco, la messa in scena di Love bombing va esattamente e precisamente in questa direzione, un progetto che punta il faro su quella che è la minaccia dello Stato Islamico, ma soprattutto immagina quello che potrebbe essere in futuro. Utilizzando il teatro come luogo di ragionamento e approfondimento, immaginando quello che non c’è ma che potrebbe esserci. Sperando di aver francamente toppato qualsiasi tipo di previsione.
Info e prenotazioni: promozione.salaassoli@gmail.com – 3394290222

 

signorini-ph-luciano-romanoNon solo Bach
Quando: 7 novembre
Luogo: Napoli – per la rassegna Il Teatro cerca Casa
Orario: 18:00
Interpreti: Luca Signorini, viloncello
Trama: Non solo Bach è un viaggio che parte dalle sonorità dei primi decenni del Settecento, tra lo stile austero tedesco di Johann Sebastian Bach e quello più libero e cantabile italiano di Domenico Gabrielli, e prosegue col tardo romanicismo di Max Reger per approdare, poi, su un brano del compositore contemporaneo siciliano Salvatore Sciarrino, celebrato in Europa per le sue impalpabili e straordinarie sonorità. In conclusione, adottato ormai come standard jazz, una delle musiche più note di George Gershwin, la ninna nanna Summertime.
Raccontato da Luca Signorini e dal suo violoncello ‒ costruito quando Bach era ancora un fecondo compositore ‒ il concerto celebra l’evoluzione della musica, che è poi l’evoluzione del mondo, consapevole che in ogni brano ascoltato, in ogni nota suonata e in tutto il repertorio della nostra musica occidentale, c’è qualcosa di Johann Sebastian Bach.
Prenotazioni: 334 3347090 – 081 5782460 – info@ilteatrocercacasa.it

Irene Bonadies

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