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Salti nel tempo tra passato e futuro, ricordi e speranze, nell’anteprima nazionale in Umbria della commedia E… se il tempo fosse un gambero? diretta da Saverio Marconi. A raccontarci curiosità e dinamiche è Francesco Pannofino che, sulle note della musica di Armando Trovajoli, canterà e ballerà nel ruolo di protagonista. 

Francesco Pannofino

Francesco Pannofino

Debutta in anteprima nazionale al Teatro Lyrick di Assisi, questa sera alle ore 21 (in replica domani alle 17) E… se il tempo fosse un gambero? Scritta nel 1986 da Iaia Fiastri e Bernardino Zapponi, la commedia arriva nella città serafica in una versione diretta da Saverio Marconi. Nei panni che al Teatro Sistina di Roma furono di Enrico Montesano e di una giovanissima Nancy Brilli troviamo oggi Francesco Pannofino ed Emy Bergamo, accompagnati da  Maurizio Pepe, Daniela Ferreri, Lucianna De Falco,  Fabrizio Corucci e dodici ballerini. Nella storia Adelina, ottantenne nubile, venderebbe l’anima al diavolo pur di tornare indietro nel tempo, a quando aveva vent’anni, e cambiare il corso della sua vita. Scopo primario: sposare quel principe la cui proposta di matrimonio aveva rifiutato. Fato vuole che il Re delle Tenebre l’ascolti ed esaudisca il suo desiderio. Dopo trent’anni dalla prima messinscena, “l’attualità del testo – ci spiega Francesco Pannofino – è l’argomento sempre verde dell’amore” qui declinato sottoforma della migliore commedia musicale italiana grazie alle splendide musiche di Trovajioli.
Cosa cambia rispetto alle precedenti versioni?
L’abbiamo un po’ adattata ai nostri giorni. Siamo nel 2016, l’epoca della tecnologia, di cui si vedono testimonianze in scena come, ad esempio, i nipoti che parlano con i nonni via skype. Nella versione originale si torna indietro fino al 1936 circa, in questa torniamo al 1956 e raccontiamo, quindi, una Roma di quest’epoca.
Come arriva ad interpretare il ruolo?
Non me la sono andata a cercare – sorride -. Alessandro Longobardi, il produttore dello spettacolo, con cui collaboro ormai da molti anni, ha proposto a Saverio Marconi di occuparsi della regia di questo spettacolo da me interpretato. Saverio è stato d’accordo e io sono veramente onorato di lavorare con lui che è uno dei grandi maestri del nostro tempo. È colui che ha portato in Italia la tradizione del musical americano tradotto in italiano e anche della commedia musicale italiana. Con lui sto imparando tantissimo e non posso esserne che felice.
Detto da un’artista con una carriera come la sua alle spalle…  
Non si finisce mai di imparare. Considera che la commedia musicale non è generalmente nel mio repertorio classico. In Esercizi di stile, spettacolo che ho interpretato per vent’anni, c’erano elementi di canzone, operetta e quant’altro ma, naturalmente, quella era un parodia, qui si fa “sul serio”.
Canto, ballo e recitazione. Richiedono grande impegno…  
Quand’ero molto giovane ho interpretato una commedia musicale e anche lì c’era da cantare, ballare… insomma – ride -, due passi insieme li so mettere. Poi, ovviamente, ad aiutarci abbiamo una coreografa e un regista. Naturalmente, immagino, che la gente che verrà a vedere lo spettacolo non si aspetterà da me un “do di petto” che arriva chissà dove, ma cerco di fare del mio meglio. Sono intonato, le canzoni sono bellissime, ed è una goduria  interpretarle.
Doppiatore di grandi attori americani, ha una voce di grande effetto. Ci regala un aneddoto legato a questa caratteristica del suo lavoro?
Qualche anno fa George Clooney era ad una prima con un mio amico, il regista Giulio Base, alla quale io non ero potuto andare. Alle 23 mi è squillato il telefono. Era Clooney. Mi ha detto: “You are a very good actor. Grazie tante veramente per tua voce”. Ho risposto: “George ma stai imparando l’italiano?”. “Poco, non ancora bene”, mi fa lui. Ed io: “Ecco non lo imparare troppo bene sennò non c’è più bisogno del doppiatore!”.
Nello spettacolo Adelina venderebbe l’anima al diavolo pur di tornare a quando aveva vent’anni. Il tempo, purtroppo o per fortuna, nella realtà, non è però un gambero. Guardiamo avanti. Cosa vede nel futuro?
Sinceramente spero, perché sono una persona positiva, che le cose vadano meglio e che nel nostro Paese tutto si sistemi, soprattutto per chi è più bisognoso. Ho un figlio di diciannove anni e il futuro lo guardo attraverso i suoi occhi. Spero che lui abbia l’opportunità di fare una vita serena, anche se poi la vita non è sempre rose e fiori. Ci sono dei momenti brutti da superare e vanno superati.
E il suo futuro?
Ora sono concentrato su questo spettacolo. Nel 2017 uscirà un film sul grande schermo, La banda dei tre, che interpreto con Marco Bocci e Aldo Marinucci. Ovviamente noi siamo i tre della banda. Una storia molto bella che parla di sentimenti, di amicizia e molto altro.

Francesca Cecchini

Teatro Lyrick
Viale Gabriele D’Annunzio,  Santa Maria degli Angeli (Pg).
Informazioni e prenotazioni: 075.8044359 – www.teatrolyrick.com

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