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Acronimo di Teatro Ricerca Arte Musica, il nuovo spazio di Port’Alba vuole essere luogo dedicato alla contaminazione delle arti ospitando le produzioni più originali del teatro indipendente nazionale e napoletano e molto altro ancora. QuartaParete ha intervistato il direttore artistico Mirko Di Martino.

Lo spazio

Lo spazio

Innovare parlando a tutti: questo l’obiettivo del piccolo nuovo teatro che nel cuore di Napoli inizia la sua avventura cercando stili, linguaggi, generi che se anche apparentemente lontani sappiano dialogare tra loro. Musica, workshop, mostre fotografiche si alterneranno agli spettacoli – che si tratti testi di nuova drammaturgia o di rivisitazione di classici – che calcheranno il palcoscenico, dando così voce a chi fatica a trovare spazio altrove pur meritando attenzione.
Inaugurata la prima stagione lo scorso 7 dicembre con lo spettacolo Lady Oscar di Ferdinando Vaselli, per conoscerne meglio finalità e aspirazioni abbiamo incontrato il direttore artistico, Mirko Di Martino, già autore e regista, che con i soci Antonio D’Avino, Titti Nuzzolese e con il supporto di Angela Silvestre e Claudia Morettiinizia ha dato avvio a questa nuova avventura artistica e imprenditoriale, che come accade ormai quasi sempre, non gode di alcun supporto economico istituzionale.
Al centro storico di Napoli sono presenti vari teatri e spazi off. Il TRAM che novità pensa di portare al territorio e quali sono gli obiettivi che si pone?
Il TRAM ha scelto fin dall’inizio di proporre al pubblico una programmazione originale, creativa, con spettacoli presentati a Napoli spesso per la prima volta. Abbiamo ricevuto diverse proposte da compagnie partenopee, alcune molto belle e interessanti, ma abbiamo selezionato la maggior parte degli spettacoli al di fuori dell’ambito regionale perché il circuito indipendente italiano è ricco di spettacoli eccellenti che faticano a trovare spazio a Napoli. Ospiteremo anche eventi musicali e artistici, puntando all’integrazione delle diverse forme d’arte. Il TRAM sarà un teatro aperto alla città e, allo stesso tempo, un centro culturale nel centro della città.
Quale il filo rosso che tiene insieme gli spettacoli della prima stagione?
Abbiamo selezionato gli spettacoli in base a due principi: l’originalità della proposta e la forza teatrale. Si tratta di pièce che, ognuno a suo modo, uniscono la ricerca dei nuovi linguaggi alla semplicità della comunicazione, che parlano a tutti ma dicono qualcosa in più a chi vuole ascoltare con attenzione. Sono produzioni molto diverse tra loro: monologhi e dialoghi, cabaret e narrazione, classici e moderni, eppure tutti condividono lo stesso desiderio di reinventare l’evento teatrale insieme al pubblico.
Teatro ma non solo nel nome della contaminazione: che novità dovrà aspettarsi il pubblico?
Oltre al cartellone principale, abbiamo in programma due rassegne. La prima si chiama Natale in commedia e propone sette spettacoli durante le feste di Natale, dal 22 dicembre all’8 gennaio. A modo nostro, abbiamo preso la tradizionale commedia del periodo natalizio e l’abbiamo trasformata in un ventaglio di spettacoli giovani e originali. L’altra rassegna è Vissidarte in programma a febbraio: si tratta di un format di successo che presenta al pubblico le vite dei grandi pittori raccontate con i mezzi del teatro. A gennaio partiranno anche le mostre di fotografia e pittura, i workshop professionali, i laboratori di teatro.
Il viaggio del TRAM si farà sempre più interessante.

Prossimi appuntamenti:

– dal 15 al 18 dicembre 2016
GLI EMIGRANTI
di Slawomir Mrozek
regia Giuseppe Amato
con Denis Fontanari, Andrepietro Anselmi
produzione Ariateatro

In una città straniera due emigranti sono costretti a trascorrere la loro vita nella squallida e desolata stanza del sottoscala dove convivono. Non viene definita la città ne lo Stato di appartenenza perché è una storia dedicata a tutti gli Emigranti che, lontani dalla propria terra di origine, cercano riscatto. I due protagonisti della storia, lasciano la loro terra per motivi diversi: uno fugge verso qualcosa e l’altro fugge da qualcosa. Fin da subito si capisce che i due personaggi sono agli antipodi per estrazione sociale, culturale, speranze e stile di vita. L’uno incarna la figura dell’ironico intellettuale socialista, di quelli che rimarcano la propria superiorità rispetto alla massa incolta e ignorante, personificata dal coprotagonista operaio. Qualsiasi avvenimento quotidiano, come la passeggiata pomeridiana, il lavoro, il cibo, le feste, diventa per i due motivo di confronto, discussione e scambio di idee quasi a voler marcare ancora di più la diversa provenienza sociale dei protagonisti. Due mondi che normalmente non si sarebbero mai incontrati vengono così accostati dalla necessità e dalla condizione di emigrante.
Gli Emigranti è sicuramente il testo teatrale più amaro di Slawomir Mrozek, racconta con una vena umoristica alcuni aspetti del mondo delle persone che lasciano la propria terra alla ricerca di una vita migliore. La libertà, la politica, l’uguaglianza, sono i temi che risuonano in tutto il racconto. L’intera opera si svolge in un sottoscala serrato, senza finestre, dove i rumori dei piani superiori e del mondo esterno, che si muove e vive, vengono amplificati e trasmessi attraverso i tubi di scarico, le condutture dell’acqua, i tubi dell’aerazione. Lo spettacolo trasmette il dramma che vive ogni emigrante, quel dramma che annienta l’uomo, lo rende animale da lavoro e gli toglie perfino la capacità di pensare. Uno spettacolo “di ieri”, ma che anche ai giorni nostri trova la sua veridicità. Uno spettacolo senza ambientazione poiché ogni Paese è casa di emigranti.

 

Luigi Credendino e Gianluca d’Agostino

Luigi Credendino e Gianluca d’Agostino

– dal 12 al 15 gennaio 2017
ASPETTANDO CHE SPIOVA
scritto e diretto da Gianluca d’Agostino
con Luigi Credendino e Gianluca d’Agostino

Sono due le storie raccontate. La prima è quella di due uomini molto diversi,e per estrazione sociale e per animo; i quali durante un acquazzone dalle proporzioni bibliche, si trovano a ripararsi per poco più di un’ora, sotto lo stesso arco di un androne di un palazzo d’epoca. Avranno l’occasione di mettersi a confronto e di conseguenza, scontrarsi. Intanto, la pioggia che incombe, è presagio di qualcosa di misteriosamente funesto. La seconda è la storia parallela dei due attori che interpretano questi personaggi. Uno di loro non riesce più a scindere la realtà dalla finzione ed è per questo imprigionato all’interno del suo personaggio. Il suo collega invece, partner di scena e amico nella vita, prova a svegliarlo dall’incantesimo di cui è vittima, proprio durante lo spettacolo, cercando di fargli capire che quello che sta accadendo tra di loro, è una finzione teatrale e non la vita vera; e per quanto reale appaia, resta pur sempre una finzione. Dunque cosa accadrà? Perché questo attore fugge la propria realtà e si è rintanato nel suo personaggio? Cosa farà il suo collega per riportarlo alla vita? Intanto il tempo scorre and the show must  go on, il pubblico non può aspettare che gli attori risolvano i propri problemi personali sulla scena sotto il loro sguardo.
Un temporale, è lo sfondo della performance. Serve a creare il clima, l’ atmosfera di tensione e di malumore di fondo, ancor prima che avvenga tutto. Il diluvio è metafora di un mondo che si avvia verso il capolinea. Il presagio di una catastrofe; di qualcosa, che è più grande di noi e che non potremmo mai gestire.

– dal 19 al 22 gennaio 2017
BUKOWSKI
A night with Hank
produzione Teatro dei Limoni
di D. Francesco Nikzad
diretto e interpretato da Roberto Galano

Vincitore Premio Miglior testo Festival Voci dell’Anima

Io non sono Bukowski. Charles non era Bukowski. E nessuno sarà mai Bukowski. C’è qualcosa nascosto, protetto dai litri di alcol che marciscono nel fegato, dalle scopate, dalle perversioni e l’odio per una mondo pieno di figli di puttana. Qualcosa di così puro che può appartenere solo a un angelo. Ma gli angeli non esistono, e se esistono hanno le ali di carta che si bagnano alla prima goccia di pioggia. Esiste, invece, una notte che divide il mito dello scrittore dal fragile ubriacone perdente. Una notte sola. Soltanto lui e il suo piccolo uccello azzurro nel cuore. Una notte con Hank.

– dal 10 al 12 febbraio 2017
84 GRADINI
scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Mortelliti
musiche Francesco Leineri

Premio special Off Roma Fringe Festival
Premio Solo Performance San Diego Fringe

84 gradini è la storia di un uomo che ha vissuto la sua vita sempre di corsa. Nasce in campagna e viene a vivere in città. Qui trova lavoro, si fa grande, costruisce una famiglia, amicizie, vive il dolore di una perdita, continua a lavorare… Nasce e cresce, come tutti. Alcune persone gli lasciano molto, altre gli passano accanto senza segni apparenti. Con i suoi genitori ha un rapporto che si distacca sempre più con gli anni. Conosce l’amore, vive la chiamata ad essere padre. Pensa, ragiona sulle sue azioni. Assapora il lutto, che necessariamente fa parte della vita; e nel salire i suoi gradini, non rallenta mai la sua scalata. Questa sua vita è una scalata verso cosa? “84 Gradini” è la corsa di chi è in fuga perenne senza vivere una vita spericolata.

– dal 2 al 5 marzo 2017
I CORTEGGIATORI
amore a colpi di poesia
di e con Vito De Girolamo e Carlo Loiudice
produzione Galleria Manfredi

selezione Italian Theatre Festival New York

Una commedia d’autore, fatta di dialoghi serrati e battute coinvolgenti, che riporta alla memoria la migliore tradizione della commedia dell’arte.
Anche stasera lo spettacolo sta per iniziare, ma… … uno spettacolo di poesia tutto dedicato all’amore. Il pubblico e desideroso di ascoltare versi poetici. Vito entra in scena declamando le strofe di un suo componimento, ma… Carlo piomba sul palco deciso a suicidarsi: delusione d’amore! Saranno la poesia, l’amicizia e la complicità maschile a dissuaderlo da questo disperato proposito, insieme alla nuova consapevolezza di poter ritrovare l’amore. E ci riuscirà soprattutto per merito delle “cinque regole del corteggiamento”, fondamento, dogma e pilastro della famigerata fama di latin lover di Vito. In Carlo esplode una ritrovata fiducia, grazie al palcoscenico, al pubblico e alle donne presenti in sala. La lezione ha inizio, tutto sembra filare per il verso giusto, senonché…. Questo l’incipit di uno spettacolo nel quale poesia e umorismo si legano perfettamente in un gioco continuo, ricco di colpi di scena.

– dal 9 al 12 marzo 2017
ANTIGONE 1945
scritto e diretto da Mirko Di Martino
con Titti Nuzzolese, Luca Di Tommaso
produzione Teatro dell’Osso

spettacolo vincitore del “DOIT Festival” 2015, Teatro Due, Roma
menzione speciale al Festival di Resistenza, drammaturgia, Parma

Aprile 1945, in una città dell’Italia del Nord: i fascisti e i tedeschi sono in fuga ovunque, la guerra di liberazione sta finendo, anche se in molte zone si continua a sparare. I partigiani sono riusciti a scacciare i fascisti sotto la guida del valoroso comandante Eteocle, morto in battaglia per mano di suo fratello, il repubblichino Polinice. La carica di governatore della città è stata assegnata al commissario politico Creonte, comunista, il quale, come primo atto della sua amministrazione, dichiara che il corpo del traditore Polinice dovrà essere appeso per i piedi ad un lampione in modo che tutti possano vedere la sua triste fine. E’ la giustizia dei partigiani, spietata ma necessaria, soprattutto quando c’è in gioco il futuro della neonata Repubblica, ancora tutta da inventare e progettare. Ma la giovane Antigone si oppone alla legge dello stato in nome della legge del cuore, che la obbliga a prendersi cura del fratello morto. Antigone cerca di seppellire il corpo ma viene scoperta e arrestata. Il Tribunale speciale militare la condanna alla fucilazione, nonostante gli appelli accorati di sua sorella Ismene. Il suo destino è segnato: la guerra non prevede debolezze, le necessità della pace collettiva obbligano al sacrifico delle ragioni dei singoli. I cittadini assistono allo sviluppo della tragedia con reazioni diverse: c’è la partigiana convinta delle motivazioni delle sue scelte, c’è il giovane contadino che combatte per sfuggire all’obbligo di leva. Su tutto, per tutti, c’è la guerra, dura, crudele, spietata, che condiziona il passato, il presente e il futuro.
L’Italia è nata nel sangue: questa verità ci colpisce con la forza della sua assiomatica semplicità. La strada verso la democrazia è ingombra dei cadaveri di quelli che hanno combattuto per essa o contro di essa, consapevoli oppure no, colpevoli oppure no, ma tutti, in qualche modo, schiacciati dalla violenza della guerra. Il mito di Antigone rinasce ogni volta uguale e diverso perché i suoi temi sono universali: la legge dello Stato contro la legge di Dio, i doveri degli uomini contro i diritti del cuore. Il mito si riscrive continuamente, è questa la sua forza. Ancora oggi.

 

Salvatore Nocera

Salvatore Nocera

– dal 23 al 26 marzo 2017
LETIZIA FOREVER
testo e regia di Rosario Palazzolo
con Salvatore Nocera
coproduzione Teatrino Controverso/T22/Acti Teatri Indipendenti

spettacolo vincitore della Biennale Marte Live 2014
premio Festival Teatri di Vetro 2014

Letizia forever è una donna sgrammaticata, esilarante, poetica, semplice e complicatissima, dal linguaggio dirompente, assolutamente personale, intriso di neologismi, solecismi, e non sense semiotici che diventano caricaturali non appena prendono di mira l’instabile certezza dei luoghi comuni. È una donna che racconta la propria esistenza, un’esistenza fatta di soprusi, di ignoranza, di rocambolesche peregrinazioni emotive. Ed è anche una musica, Letizia forever, quella dei “fabulosi anni ‘80”; una musica che entra in collisione con la storia, o la sollecita, o la sorprende. Ma Letizia forever è soprattutto una distonia della personalità, un accanimento sociale, un rebus irrisolto, e irrisolvibile.

– dal 30 marzo al 2 aprile 2017
LACERAZIONI
con Luigi Credendino, Monica Palomby
testo e regia Fabio Pisano
produzione Liberaimago

Oud, tossicodipendente per passione e professione, dopo una vita di stenti e di delusioni, fa una scelta estrema: rinchiudersi per sempre in una roulotte, ai confini dell’umanità. Senza più giudizi e sentenze del mondo, lontano dagl’occhi di tutti. Accumula cibo e droghe, per dieci anni, come un povero Ulisse, si costruisce la sua Itaca perfetta. E’ solo, quando un pomeriggio, una donna, che lui chiama Amanda, gli sbatte contro la porta di casa, in piena crisi d’overdose da eroina. Lui la trascina dentro, la cura, la rimette in sesto e le fa una proposta: comprare la sua disperazione in cambio di vitto, alloggio, e ogni tipo di droga da lui posseduta. Lei accetta, e lo spettacolo s’apre proprio con i due che sembrano una vera coppia, forse, lo sono. Fanno di tutto, dall’amore, al sesso violento, si sposano e arrivano a darsi da mangiare parti del corpo. Alla fine, però, quando Amanda s’accorge che tutto intorno a lei si sta consumando, decide di andarsene, uscire. I sei mesi di “contratto” non sono ancora terminati eppure lei, da buona opportunista in logica col consumismo, decide di cambiare aria. Oud la minaccia, non è affatto d’accordo, cerca di farle capire che “La libertà non è mai un “fuori”. E’ sempre un dentro.” . Ma ormai è troppo tardi. Amanda se ne va, rivelandogli, sulla porta, il suo vero nome. Linda. Come la madre.
Mito della Caverna; Platone. Schiavi di una società che ci inietta insicurezze, paure. E ci costringe a scelte estreme. Come quella fatta da Oud. E cioè, passare tutta una vita rinchiuso nella sua roulotte; vivendo, e credendo che il tempo lì, non passi. Che il consumo lì non esista. Oud, e poi Amanda. I due si amano, si odiano, si rallegrano e s’intristiscono le esistenze, in una stanza centro del “loro” mondo e al contempo fuor dal mondo vero. Lasciando che il tempo passi e logori tutto. La paura del “fuori” o del “dentro”, la paura di uscire dalla caverna, fa dello schiavo, schiavo prima di tutto di sé stesso. Questo è Oud; uno schiavo di sé. Padrone d’una esistenza tormentata, d’una esistenza ridotta all’osso, esaltazione della essenza stessa del vivere. Questo è “lacerazioni”.

– dal 6 al 9 aprile 2017
YERMA
drammaturgia Gianmarco Cesario
dal dramma di Federico Garcia Lorca
regia/con Daniela Cenciotti
produzione Aries Teatro ed Eventi / Titania Teatro

Federico Garcia Lorca si racconta attraverso le protagonista dei suoi drammi, e non perché, come molti credono, la sua omosessualità lo portasse ad essere in simbiosi con il femminino (o, almeno, non solo per questo) , ma principalmente, secondo noi, per lo stesso motivo che spinsero Euripide, Shakespeare, Pirandello, a tracciare, attraverso i grandi personaggi femminili di cui furono padri, una mappatura dei sentimenti umani netta e dettagliata, perché, libera dai tabù dettati dalla convenzione virile, alla donna è concesso seguire le vie della passione senza il timore di apparire deboli. Medea, lady Macbeth, le donne di Liolà, e quindi Yerma, fanno parte tutte di un campionario di passioni umane, a volte anche non edificanti, ma comunque sincere, sanguigne, che non conoscono mediazione, e proprio attraverso “Yerma” vogliamo raccontare, insieme al suo autore, i sensi negati, la sterilità indotta dall’oscura oppressione sociale, il dolore estremo di chi non è libero di vivere, fino in fondo, le proprie passioni.

– dal 20 al 23 aprile 2017
METAFISICA DELL’AMORE
con Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro
testo Giovanna Donini
produzione Le Brugole

“Metafisica dell’amore” è uno spettacolo comico che parla dell’amore, ed in particolare parla dell’amore di una donna per un’altra donna. L’amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori: lui e lui, lei e lei, lui e lei. Coppie diverse, identiche emozioni. “Metafisica dell’amore” nasce dall’intreccio di storie vissute in prima persona e da altre storie scoperte attraverso un’indagine svolta all’interno del mondo omosessuale per poterne dare voce. Interviste, ricerca web e letteraria ci hanno portate a conoscere storie esilaranti e storie sconsolate, universali, sconosciute. Due microfoni ed il corpo delle attrici sono quanto abbiamo scelto per farle vivere sulla scena. Volutamente non esiste altra scenografia se non due sgabelli ikea e pochissimi accessori per trasformare le attrici nei vari personaggi. Lo spettacolo alterna momenti di dialogo e di cabaret con sketch e scene in quarta parete attraversando parti puramente narrative le due attrici raccontano le differenze che intercorrono tra chi vive in una società dichiaratamente e normativamente eterosessuale e chi invece cerca di farsi largo tra pregiudizi e silenzi. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti. “Metafisica dell’amore” unisce il cabaret fatto in un locale, ed il teatro fatto in un teatro, pensato per essere agito anche in luoghi non teatrali. Dal primo incontro amoroso con una ragazza, al coming out con la mamma, allo scontro con il mondo che non riconosce legittimità in questi amori, i fili intessuti dalle attrici si intrecciano e si allargano per giungere alle donne e agli uomini, etero, omosex, transgender, senza esclusione alcuna e senza distinzione di sesso, di razza, di lingua o di religione.


Chiara Mascalzoni

Chiara Mascalzoni

– dal 25 al 30 aprile 2017
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI
scritto e diretto da Alberto Rizzi
interpretato da
produzione Ippogrifo

spettacolo Vincitore Secondo Premio Festival Teatrale di Resistenza Museo Cervi

E se il prossimo papa fosse donna? Un monologo divertente, intelligente e fantasioso, che attraverso l’inventatissima vicenda di Papa Elisabetta I, la prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il verissimo tema del maschilismo del mondo occidentale. Attraverso una insolita prospettiva, ovvero la storia della Chiesa cattolica, si rilegge il ruolo e la funzione della donna in tutta la storia occidentale. Si ride molto e si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva.
Una metafora, una risata, una poetica fantasia a volte ci raccontano la realtà in modo più chiaro e sorprendente della realtà stessa. Da tempo volevo scrivere uno spettacolo che parlasse della donna, che fosse poeticamente femminista, senza accusare, senza essere una lotta di parte. L’idea di una donna papa, alla fine è servita proprio a questo: un’immagine chiara, semplice, scenicamente forte che racconta duemila anni di maschilismo. Perché alla fine lo spettacolo dimostra che non c’è altra ragione al mondo per non avere una donna papa se non una infinita serie di pregiudizi maschilisti.

RASSEGNE TEMATICHE:

dal 22 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017
NATALE IN COMMEDIA
Rassegna di 7 spettacoli divertenti e originali, rappresentanti della nuova commedia italiana che non dimentica la tradizione napoletana.

dal 16 al 26 febbraio 2017
VISSIDARTE
Per la prima volta nella stagione invernale, viene presentata una rassegna che ha riscosso molto successo durante le recenti programmazioni estive a Napoli. In scena 4 spettacoli che raccontano i pittori e la loro arte,

La Redazione

Teatro TRAM
via Port’alba 30, Napoli
contatti: 342 1785930 –  081 18752126 – info@teatrotram.it – www.teatrotram.it

 

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