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Originario di Castellammare di Stabia, ha debuttato al cinema con Nanni Moretti per poi divenire volto noto di fiction di successo, senza dimenticare il teatro, da Pirandello a Shakespeare.

unnamed-24Attore di cinema, teatro e televisione, Antonio Milo non si ferma mai e a breve sarà coprotagonista con Kim Rossi Stuart di un poliziesco su Rai Uno. Dopo Gomorra, Distretto di Polizia e Benvenuto, Presidente con Claudio Bisio, continua a dare valore ed importanza alla formazione tanto da seguire a Napoli, in veste di direttore, una scuola. Ecco cosa ha raccontato a noi di QuartaParete e che consigli dà ai giovani intenzionati ad intraprendere questo percorso:
Quando hai scelto di intraprendere la carriera di attore? E quanto è importante per lei la formazione in questo campo?
A 19 anni ho capito che quello di recitare era ed è la mia passione. La formazione è determinante per mettersi in condizione di poter fare in scena tutto quello che viene richiesto con consapevolezza dei propri mezzi.
Da anni ti divide tra cinema, televisione e teatro. Come cambia il lavoro dell’attore in questi tre ambiti così diversi tra loro?
Cambia il mezzo di comunicazione con il quale devi rapportarti per trasmettere emozioni. Con il teatro hai 40 giorni di prova che ti permettono, con il regista e tutta la compagnia, di preparare il tuo personaggio. Con il cinema e la fiction raccogli le informazioni del regista con una lettura e poi la preparazione la fai tu, seguendo quello che sul set arriva. Ecco perché è necessario strutturarsi attraverso un proprio metodo di lavoro.
Tra i tuoi tanti impegni, dirigi anche La Bottega dell’attore, una palestra in cui si studia a livello teorico e pratico la recitazione. Cosa consigli ai giovani che vogliono fare da grandi gli attori e che tipo di percorso devono affrontare per arrivare preparati?
Io consiglio sempre di scegliere scuole o accademie che forniscano strumenti che tengano conto delle esigenze pratiche che un attore ha quando inizia ad affrontare il mondo del lavoro. Soprattutto strumenti che tengano conto dell’influenza delle nuove tecnologie sul lavoro, che inducono l’attore a sperimentare nuove strade interpretative.
Qual è il metodo utilizzato per la formazione nella Bottega dell’attore?
Un metodo a 360 gradi. Si parte dalla commedia dell’arte fino ad arrivare al metodo Strasberg (ovvero il ricorso alla “memoria emotiva” nella recitazione), ai corsi di fighting (per imparare le tecniche degli stuntman) e alle lezioni di recitazione in inglese. In più per quest’anno organizzeremo workshop con registi e casting per creare momenti di incontro con il mondo lavorativo.
Quali sono i tuoi progetti futuri come artista?
Attualmente sono impegnato sul set del Paradiso delle Signore 2, poi a breve andrà in onda una fiction su Rai uno, Il commissario Maltese. Si tratta di un poliziesco anno ’70, in quattro puntate, ambientato in Sicilia dove sarò coprotagonista insieme a Kim Rossi Stuart per la regia di Gianluca Tavarelli.
E poi ho altri progetti, ma di questi non posso ancora parlare, top secret.

Gabriella Galbiati

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