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Commedie, drammi, musica, favole e molto altro ancora per una ricca e festosa settimana teatrale.

Bello di papà
Quando: dal 25 Dicembre al 15 Gennaio
Luogo: Teatro Cilea
Orario: 26 Dicembre ore 18:00 e 21:00, dal lunedì al sabato ore 21:00, domenica ore 18:00
Regia: Vincenzo Salemme
Interpreti: Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo
Trama: La commedia narra di una coppia, in cui il protagonista maschile non vuole avere figli, mentre ne desidera la sua compagna. La loro vita viene trasformata dalla necessità di accogliere in casa il miglior amico del protagonista, che crede di essere un bambino di sette anni e che progressivamente, nel giro di un mese, cresce fino a diventare maggiorenne. Si tratta di un inganno della compagna del protagonista, attraverso il quale si è proposta di dimostrare la bellezza dell’avere un bambino.
Info e prenotazioni: tel. 0817141801 / 0817141508 – botteghino@teatrocilea.it

 

Il giro del mondo in 80 minuti
con l’Orchestra di Piazza Vittorio
Quando: 25 e 26 Dicembre
Luogo: Teatro Bellini
Orario: Domenica ore 20, Lunedì 0re 18:00
Direzione artistica: Mario Tronco
Trama: Il giro del mondo in 80 minuti è un concerto scenico in cui l’Orchestra si racconta attraverso il suo modo di fare e pensare la musica. Tutto inizia con un annuncio affisso nei pressi del Colosseo: “Alle 21 di oggi parte una barca per un lungo e meraviglioso viaggio dalla meta sconosciuta. Il biglietto è gratuito, l’unica condizione per potersi imbarcare è portare con sé una canzone. E un solo bagaglio è consentito”. In molti si imbarcheranno, un giovane cubano con una valigia alta due metri, da cui verrà fuori un musicista; due arabi che cercano di corrompere il capitano per imbarcare più valigie; un improbabile cantante di tango; uno scettico indio; un africano con la sua piccolissima valigia magica grazie alla quale riesce a cantare in qualsiasi lingua. Partiremo insieme a loro e scopriremo storie e melodie di luoghi lontani in un giro del mondo fatto di ritmi ed emozioni dal quale non vorremo più tornare.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

unnamed-2Niente fiori ma opere di bene
Quando: dal 28 al 30 Dicembre
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: ore 21
Autore e regia: Mario Gelardi
Interpreti: Carlo Caracciolo, Luigi Credendino e Ciro Pellegrino, e con Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Salvatore Nicolella
Trama: Dopo il successo de La terza comunione, le tre cattivissime signore tornano, impegnate in un’altra funzione religiosa.
Non più un evento gioioso, perché purtroppo il povero Don Giovanni ha lasciato il suolo terreno per volare nelle schiere degli angeli e le tre signore non possono perdere l’occasione per seguire questa ascesa, in tutta la sua liturgia sacra ma comunque terrena.
Si recheranno prima a casa della vedova, in un segmento che teatralmente parlando è ispirato al terzo atto di Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo; successivamente parteciperanno al corteo funebre, per finire poi davanti alla lapide del compianto al cimitero.
Ma come è morto Don Giovanni? Perché sua moglie l’ha trovato mezzo nudo rientrando in casa?
Questi interrogativi non potranno rimanere inevasi se sono prima di tutto domande che si fanno le tre bizzoche.
Info e prenotazioni:  339 6666426 – info@nuovoteatrosanita.it – www.nuovoteatrosanita.it

 

maxresdefaultSlava’s Snowshow
Quando: dal 28 Dicembre all’8 Gennaio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: da martedì a domenica 1 Gennaio ore 21:00, giovedì 29, venerdì 30, venerdì 6 e sabato 7 ore 17:30, tutte le domeniche ore 18:00
Autore e regia: Slava
in collaborazione con SLAVA e Gwenael Allan
Trama: In sala cadono dal cielo coriandoli, neve silenziosa, ragnatele, nebbia, palloni colorati… e tanta poesia. Slava’s Snowshow torna per la terza volta al Teatro Bellini: torna diverso, perché la sua natura è quella di uno spettacolo in continua evoluzione, ma torna con la sua immutata capacità di incantare e sorprendere tutti, adulti e bambini. Perché è un viaggio magico, una festa che alterna gag esilaranti e malinconica poesia, una festa guidata da dei clown teneri e un po’ strampalati che mentre ballano e fingono di cantare, giocano tra di loro e con il pubblico con maestria e un pizzico di improvvisazione. «È un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe», dice lo stesso SLAVA che, nato in una piccola città russa, affascinato da grandi artisti come Chaplin e Marcel Marceau, ha dato una nuova valenza al ruolo del clown, sdoganandolo dal mondo circense e portandolo nei più grandi teatri del mondo. Un evento imperdibile, per sognare, per emozionarsi, per tornare bambini….
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

Li Nipute de lu Sinneco
Quando: dal 28 Dicembre all’8 Gennaio
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: da martedì a sabato 21:15, domenica ore 18:30
Autore: Eduardo Scarpetta
Regia: Pino Carbone
Interpreti: Rino di Martino, Antonella Morea
Trama: Eduardo Scarpetta fu il più importante attore e autore del teatro napoletano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Creò il teatro dialettale moderno. Ciò che più ha caratterizzato la sua produzione, è stata, secondo Eduardo, la capacità di introdurre grandi innovazioni non solo nella composizione drammaturgica delle sue commedie, ma anche in tutti gli aspetti dell’arte scenica: dalla recitazione ai trucchi, dalle scene ai costumi. Qui, l’idea è quella di bambini che giocano a essere li nipute de lu sinneco. Sono i bambini che, con i loro giocattoli, danno vita a quest’opera come se la stessero immaginando sotto gli occhi del pubblico. Le loro bambole, i loro giocattoli, diventano i personaggi; i trucchi della mamma, i vestiti troppo grandi del padre, servono ad creare e ricreare una storia, assecondando l’intreccio principale che vede nel  travestimento in scena e nell’equivoco che ne scaturisce, il filo centrale della narrazione. Una grande opera di un grande autore, interpretata da attori adulti che, come bambini, giocano nel piccolo teatrino della loro immaginazione.
Info e prenotazioni: 081 551 33 96 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

peppe-barra-01La Cantata dei Pastori
Quando: dal 25 al 30 Dicembre
Luogo: Teatro Trianon
Orario: 21:00, mercoledì 28 ore 17:30
Autore: Peppe Barra e Paolo Memoli
Regia: Nunzio Areni
Interpreti: Peppe Barra, Salvatore Misticone, Maria Letizia Gorga, Chiara Di Girolamo, Patrizio Trampetti, Giacinto Palmarini, Francesco Viglietti, Giuseppe De Rosa, Fabio Fiorillo, Andrea Carotenuto, Ciro Di Matteo
Trama: La Cantata dei Pastori narra le vicissitudini di Maria e Giuseppe nel loro viaggio verso Betlemme, le insidie dei Diavoli che vogliono impedire la nascita del Messia, la loro sconfitta ad opera degli Angeli e l’adorazione di personaggi presepiali quali pastori, cacciatori e pescatori. Vi figura, inoltre, il personaggio comico di Razzullo, uno scrivano inviato in Palestina per il censimento della popolazione, popolano affetto da fame atavica e incapace di svolgere un lavoro stabile. Verso la fine del ‘700 venne introdotto, a furor di popolo, un altro personaggio comico, Sarchiapone, barbiere matto, in fuga per aver commesso due omicidi. Negli ultimi decenni la Cantata è stata più volte ripresentata con molto successo: le due componenti dell’opera, quella sacra e quella profana, si fondono nel corso della rappresentazione fino alla scena finale dell’adorazione del Redentore.
Info e prenotazioni: 081 2258285, interno 1 – boxoffice@teatrotrianon.org

 

15542184_1644533212511977_6499291845251472943_nSquarcio
tratto da Uscita d’emergenza di Manlio Santanelli
Quando: 25/26 Dicembre
Luogo: Teatro Tram
Orario: 21:00
Regia: Salvatore Mincione Guarino
Interpreti: Giovanni Gazzanni, Salvatore Mincione Guarino
Trama: Due uomini sul confine tra incomunicabilità e disperato bisogno di contatto umano. Due uomini alla ricerca di se stessi nel confronto scontro a cui fa da sfondo scenico una casa rudere. Sospetti, dubbi, insoddisfazioni, accuse, recriminazioni serpeggiano nei discorsi e nelle azioni quotidiane dei due protagonisti sull’orlo del crollo, metaforicamente espresso dal fenomeno del bradisismo. Strappati alla vita, lacerati dentro, esprimono il tentativo di ricucire le proprie esistenze attraverso l’unico contatto umano possibile. Lo spettatore assiste allo svolgersi di un’apparente tranquilla quotidianità da cui emergono, in crescendo, la desolazione, l’incompiutezza del vivere, la nostalgia di quel che è stato e che avrebbe potuto essere, la minaccia del crollo definitivo, unito al desiderio di rivalsa. Una vicenda drammaticamente attuale, ma piena di ironia e divertimento. Due solitudini senza una via d’uscita.
Info:  342 1785 930 –  081 1875 2126 – info@teatrotram.it

 

15590561_1644971919134773_4480159864475842337_nCorpi nudi
tratto da Le Prenom di Matthieu Delaporte
Quando: 27/28 Dicembre
Luogo: Teatro Tram
Orario: 21:00
Regia: Gianluca Ariemma
Interpreti: Ivan Graziano, Giulia Navarra, Marcello Gravina, Maddalena Serratore, Gianluca Ariemma
Trama: Cinque personaggi. Due donne. Tre uomini. Si spogliano. Restano nudi. Si rivestono. Lo spettacolo inizia così, un prologo che simboleggia il voler mettere a nudo. Scoprire. Svelare. Un fratello e una sorella con i relativi coniugi, e in più un amico dai modi femminei – l’artista del gruppo, sospettato di essere omosessuale. Una sera conviviale come tante altre, tra amici storici. I padroni di casa sono professori, il fratello di lei un man in Business e sua moglie avvenente e in carriera. Quella sera, però, accade qualcosa di speciale. Mentre tutti aspettano l’arrivo della moglie, il fratello annuncia alla compagnia che diventerà padre. Momenti goliardici. Poi le domande di rito: sarà maschio o femmina, e come si chiamerà? Il futuro papà non ha dubbi che sarà maschio; ma lo sconcerto nasce quando comunica il nome che hanno deciso di mettere al figlio. Il gioco degenera creando momenti di conflitto, che saranno genitori di verità. Quelle verità nascoste, omesse, taciute, portate segretamente con sé nel corso degli anni. Senza mai crescere.
Info:  342 1785 930 –  081 1875 2126 – info@teatrotram.it

 

15697890_1645364389095526_938501338653341683_nUnigeniti figli di Dio
scritto e diretto da Valerio Vestoso
Quando: 29/30 Dicembre
Luogo: Teatro Tram
Orario: giovedì 29 ore 21.00, venerdì 30 ore 18.00 e ore 21.00
Interpreti: Alfredo Calicchio, Matteo Cecchi, Flavio Francucci, Lorenzo Parrotto
Trama: Tre uomini, praticamente identici, si presentano dinanzi al letto di morte della Madonna, asserendo di esserne figli. Ognuno, infatti, prova a convincere l’altro di essere il vero Messia, provando così a beneficiare della misteriosa eredità lasciata dalla genitrice. I caratteri dei tre, decisamente contrastanti, scatenano una serie di incomprensioni irriverenti, a malapena gestite dal notaio chiamato a supervisionare l’atto terminale.
Nel secondo atto, in un’aula di tribunale, un giudice, un pubblico ministero, e naturalmente un imputato, Giuda Iscariota, adagiato al suo microfono e alla sua sigaretta infinita, come i pentiti di camorra che fanno del tradimento un vanto. L’eco della sua voce si diffonde monotona nell’aria, mentre lamenta, con infantile vittimismo, l’umiliazione di sentirsi capro espiatorio di tutti e tutto. Da millenni a questa parte.
Infine, nel terzo atto, i quattro evangelisti, radunati attorno a un tavolo, gettano le basi per il Libro Sacro. Col piglio sarcastico e il nervosismo degli sceneggiatori americani, provano a rendere le storie di cui si sono resi testimoni un po’ più accattivanti di quanto non lo siano state realmente, dando vita al più celebre best seller di sempre.
Info:  342 1785 930 –  081 1875 2126 – info@teatrotram.it

 

15665435_1831072583800460_4326584643465447754_nCechouf Fiata – Che cosa non si farebbe per una matrioska
Quando: dal 25 Dicembre al 15 Gennaio
Luogo: Teatro il Primo
Orario: Turno Rubino (venerdì 30/12 ore 21) Turno Smeraldo (sabato 07/01 ore 21); Turno Diamante (Domenica 08/01 ore 18)
Regia:Rosario Ferro
Interpreti: Rosario Ferro, Maria Teresa Sisto, Pino Pino
Trama: Immaginate due atti unici del grande Anton Cechov e la sagace penna di Rosario Ferro che li traduce in napoletano; immaginate, poi, la Compagnia Stabile Bianca Sollazzo ed il gioco è fatto! Un susseguirsi di gag , battute e situazioni paradossali vi allieterà nelle feste di Natale. Assolutamente da non perdere!
Info e prenotazioni: segreteria@teatroilprimo.it – 342 8306707

 

i-virtuosi-di-san-martino_ph-carmine-luino_03Rumors. Settanta jukebox
Quando: dal 26 al 30 Dicembre
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: 21:00
Autore: Carlo Goldoni
Adattamento e regia: Stefano Sabelli
Interpreti: I Virtuosi di San Martino Roberto Del Gaudio (voce, testi originali), Federico Odling (violoncello, rielaborazioni musicali), Vittorio Ricciardi (flauto traverso, ottavino), Francesco Solombrino (violino, viola), Carmine Terracciano (chitarra)
Trama: è la nuova “creazione” firmata I Virtuosi di San Martino, l’eclettico ensemble di musicisti che lavora sulla rivisitazione di materiale di repertorio, attingendo alla tradizione della canzone popolare, in una formula che occhieggia alla musica “colta” e al teatro, tra avanspettacolo e opera.
Artefici di un teatro musicale intriso di dissacrante ironia e raffinata ricerca culturale, che li ha resi unici nel loro genere e apprezzati in tutta Italia, I Virtuosi di San Martino presentano, per la prima volta nella loro carriera, un concerto di “cover”, in un viaggio giocoso e irriverente nel mondo della canzone degli anni Sessanta e Settanta. Decenni di grande spinta rivoluzionaria e profezie utopiche, accompagnati da una variegata colonna sonora fatta di canzoni, di rock, di disco, di “impegno”.
Proprio intorno ai più celebri brani di quegli anni, i Virtuosi elaborano un trattamento chirurgico, in stile dottor Frankenstein, innestando brandelli musicali e testuali su partiture di altri.
Sarà, dunque, possibile scoprire Rino Gaetano che incontra Erik Satie, John Lennon che sposa gli Squallor, Bob Dylan convocato allo Zecchino d’Oro, i Pink Floyd in salsa 007 o l’inno al femminismo militante degli Abba.
A presentare questo concerto-spettacolo è il manager dei Virtuosi – un nuovo personaggio, una nuova invenzione – in una rocambolesca serie di racconti e curiosità legati a quei mitici anni, ai gruppi, alle storie.
Una rilettura paradossale proposta da violoncello, flauto traverso, ottavino, violino, viola, chitarra classica, con voci e sensazioni rivolte alla parodia di alcune icone della musica contemporanea, da Blondie a Renato Zero, da Pino Daniele a Sting.
Per info e prenotazioni: botteghino@teatronuovonapoli.it – 0814976267

 

15622572_619475971587216_6055781397458163225_nCanti e suoni all’ombra del Vesuvio
Concerto di Romeo Barbaro
Quando: 26 Dicembre
Luogo: Teatro Sancarluccio
Orario: 19:00
Sinossi: Canti e suoni all’ombra del Vesuvio vuole essere un omaggio alla cultura contadina in principal modo alla Tammurriata come forma musicale che ancora oggi è presente nelle aree vesuviane grazie al racconto e alla diffusione di alcuni figli di questa tradizione. Le antiche feste contadine, i pellegrinaggi scanditi da ritmi dei tamburi e dalle voci rituali, sono stati radicalmente trasformati nei loro significati spesso diventando così complesse forme di cultura urbana in queste trasformazioni, uno dei più interessanti segnali è rappresentato dal fatto che si è registrato una sorta di allargamento di queste musiche e danze dal mondo contadino arcaico al mondo giovanile; c’era e c’è evidentemente in questi ritmi e in queste musiche una forza, una passione, una espressività che pur essendo nate in un altro mondo, adesso in questo nostro mondo hanno trovato una vitalità imprevedibile. Questo excursus etnomusicale si snoda passo passo, fino ad arrivare attraverso un sentiero puro e scarso di forme e metriche musicali, nelle mura della palepolis, Neapolis, trascinando l’ascoltatore all’ascolto delle melodie napoletane piu’ rinomate attraverso il canto il suono e la danza… con le canzoni più immortali del grande patrimonio della canzone napoletana.
Info e prenotazioni: 081 4104467/ 081 5448891

 

cenere-1Cenerè
Quando: dal 16 al 28 Dicembre
Luogo: Teatro Civico 14 (Caserta)
Orario: 19:00
Autore: Luigi Imperato
Regia: Luigi Imperato e Rosario Lerro
Interpreti: Roberto Solofria, Ilaria Delli Paoli, Claudia Gilardi e Valeria Impagliazzo
Trama: Di quanto aiuto ha bisogno Cenerentola? Dove può arrivare con le sue forze, con la sua caparbietà e grazie alla costanza dei suoi desideri? Ha veramente bisogno della fatina o deve imparare a credere in se stessa? Sono queste le domande poste alle base della riscrittura del classico della narrazione fiabesca. La Cenerentola nella versione proposta Mutamenti/Teatro Civico 14  è succube del trio sorellastre/matrigna, ma non si sottrae alla sfida che rappresenta per lei continuare a sognare nonostante tutto appaia grigio, color cenere appunto. I colori sono ancora là basta impegnarsi a fondo, crederci e spazzare via tutta quella cenere.  Pur tra pasticci, errori e momenti di paura o indecisione, la nostra sguattera riesce a farsi carico del suo destino, salire tutti i gradini del castello e conoscere il figlio del re. Quando poi sarà costretta a scappare, lascerà qualcosa alle sue spalle…
“Cenerentola è una fiaba cruda, che tratta temi importanti, che indaga nei rapporti familiari e affronta il tema dell’abbandono, dell’esclusione, della diversità”. Spiegano i due registi Rosario Lerro e Luigi Imperato. “È una storia che però racconta anche di speranze, di desideri, di sogni.  E se nelle versioni più note il desiderio di realizzazione di Cenerentola si concretizza attraverso la magia, nella nostra Cenerè invece il tema del magico è accantonato e Cenerentola si ritrova sola, senza topini che diventano cavalli, senza zucca, senza abito ma con la voglia di crescere e di uscire dalla condizione di orfanella bistrattata da sorellastre e matrigna. Perché in fondo ci si può realizzare anche senza l’aiuto di una fata, basta soltanto avere il coraggio di attraversare una porta e mostrarsi al mondo per quello che si è. Senza finzioni, senza abbellimenti, contando soltanto sulle proprie forze”.
Info e prenotazioni: 0823 441399 – info@teatrocivico14.it

 

giacomo-rizzo-2É successo a teatro
Quando: 25 e 26 Dicembre, 1, 6, 7 e 8 Gennaio
Luogo: Teatro Totò
Orario: 25 e 26 Dicembre, 1 Gennaio  ore 21:00, venerdì 6 gennaio ore 21, sabato 7 gennaio ore 17:30  e ore 21,domenica 8 gennaio ore 18
Regia: Gennaro Silvestro
Interpreti: Giacomo Rizzo, Ciro Esposito, Rosario Minervini, Daniela Ioia, Peppe Sannino, Felicia Del Prete, Francesco Pirozzi, Carmen Nappo, Alessandro Coccorese
Trama: Napoli, 1929. La scena è un piccolo teatro di provincia gestito da don Ciccio Scarone (Giacomo Rizzo), cavaliere appartenuto a una famiglia nobile decaduta, e proprietaria del teatro anch’esso decaduto. Anzi… decadente! Scarone ha un’unica possibilità per risollevare le sorti del
teatro: quella di mettere in scena uno spettacolo di successo. Per far questo, Scarone si affida alla strampalata drammaturgia di Saverio Savio Pier Savelli, regista, nonché autore, nonché primo attore, a cui propone un cast “stellare”, composto da Nereo Rardi, ex divo del cinema muto col vizietto della cocaina; Bufalina Relli, regina della sceneggiata abituata ad alzare un po’ troppo il gomito; Viola Crisantemi, caratterista, rumorista e depressa; Paolo Castroni, filodrammatico raccomandato dal potere clericale; Diana Dei, detta Putipù, una peripatetica in arrivo dalla Germania, raccomandata dal Podestà di Casalnuovo e lo scalcinato tuttofare Gennaro Iovine. A questo punto, al pubblico non resta che scoprire cosa, in quel non proprio lontano 1929, è successo a teatro!
Info e prenotazioni: 081 5647525 –  info@teatrototo.it

 

unnamed-20Nummerre Scostumatissima Tombola napoletana
Autore: Gino Curcione
Quando: dal 25 al 28 Dicembre
Luogo: Galleria Toledo
Orario: 20:30
Interpreti: Gino Curcione
Trama: “I sogni e gli accadimenti vengono tradotti in numeri che si giocano al lotto, una operazione inversa e complementare avviene con la tombola, dove ai numeri estratti si attribuiscono dei significati, le ‘ strologature numeriche’; infatti chi estrae dal ‘panariello’, prima dice il significato del numero, ‘morto che parla’, poi il numero 48.
I numeri, a Napoli – sembra ovvio ma è vero – sono tutto: realtà ed irrealtà, sogno e sofferenza, destino e casualità; quando si gioca con i numeri e con la tombola si mescolano filosofia, divinazione, interrogarsi sul futuro del mondo e ricerca della propria piccola fortuna.
Ma quello che rende simpatica l’operazione teatrale è la naturalezza, priva di ogni compiacimento cerebrale, della celebrazione di un rito-gioco dove l’attore e il pubblico si divertono insieme con la vecchia tombola dal sapore antico.
L’idea straordinaria è stata quella di teatralizzare il gioco della tombola e di farne uno spettacolo con l’ausilio degli spettatori. In Nummere, una procace popolana napoletana un po’ maliarda, intesse intorno ai numeri estratti un’inesauribile fantasmagoria d’invenzioni e trovate. Il suo è un vero happening linguistico che parte dalla neutra astrattezza dei numeri, per tradursi nel più palpitante vissuto dei vicoli (a Natale, soprattutto nei Quartieri Spagnoli): spettacolarizzazione di vita vera e ripetuta. Gli spettatori, vincitori di ambi, terni, etc., sono convocati sul palcoscenico e sottoposti ad una serie di provocazioni, sberleffi affettuosi, simpatia, travolti dall’esuberanza allegra e malinconica di quest’attore napoletano.
Info e prenotazioni: 081425037 – galleria.toledo@iol.it

 

15541635_1162741817108246_3889472044070586907_nLa Cantata dei Pastori in forma di Concerto
a cura di Carlo Faiello
Quando: dal 25 al 27 Dicembre
Luogo: Domus Ars
Orario: 26 ore 19:00, 27 ore 20:30
Interpreti: Franco Javarone e Antonella Morea, con  Fiorenza Calogero, Massimo Masiello, e il Quintetto Domus Ars, con Arcangelo Caso, violoncello, Lello Ferraro, voce e tamburi, Martina Mollo, fisarmonica, Edo Puccini, chitarra, Arturo Sica, violino
Trama: “Da cinque anni alla Domus Ars proponiamo per il Natale La Cantata, ogni anno, però, sempre diversa” – spiega Carlo Faiello – “Quest’anno ho scelto un allestimento più minimale e essenziale optando per la forma concerto, e visto che la facciamo in una chiesa, trovo che alleggerita da scene e costumi restituisca uno spettacolo più suggestivo”. Pochi segni, quindi, per caratterizzare un personaggio. Ma l’essenzialità non è l’unico tratto distintivo di questa Cantata, Faiello giocando con la tradizione trasforma Belfagor in un Mefistofele di goethiana memoria, interpretato da Franco Iavarone. Munito di libretto rosso, è pronto ad annotare i nomi di chi gli vende l’anima. Vestito in doppio petto si ispira dichiaratamente a John Milton, de L’Avvocato del Diavolo, con citazioni dalla Divina Commedia, proprio come nel film di Taylor Hackford. Torbido e malefico interrompe, provoca la voce narrante, interpretata da Antonella Morea, che ignora la presenza demoniaca e continua a raccontare la storia di Maria e Giuseppe in viaggio da Nazareth a Betlemme, ostacolati dal demonio e protetti dalla spada divina dell’Arcangelo Gabriele. Tra lazzi, parti recitate in italiano, la musica di De Simone, le canzoni tradizionali, l’Ave Maria di Fabrizio De Andrè, a essere narrata è sempre l’eterna lotta tra il bene e il male. Fanno capolino in quest’allestimento anche i personaggi di Razzullo, lo scrivano inviato in Palestina per il censimento, affetto da una fame atavica, e Sarchiapone, il barbiere in fuga per evitare la galera. Una connotazione contemporanea e un linguaggio originale per una delle rappresentazioni più antiche del teatro napoletano.
Info e prenotazioni: 081 3425603  www.domusars.it

Irene Bonadies

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