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Per questa seconda settimana di gennaio, il 2017 offre al suo pubblico teatrale tante anteprime, musica, nuove drammaturgie e rivisitazioni di classici e della tradizione con particolare attenzione all’opera di Ruccello.

unnamed-1Molière – La recita di Versailles
novità di Paolo Rossi e Giampiero Solari su un canovaccio di Stefano Massini  
Quando: dal 10 al 15 gennaio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00; mercoledì e sabato ore 17.30; domenica ore 18.00
Regia: Giampiero Solari
Interpreti: Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi
Sinossi: Molière: la recita di Versailles è un anarchico viaggio nel tempo scandito da folgoranti estratti di tre capolavori di Molière: Il Misantropo, Il Tartufo e Il Malato immaginario tradotti e adattati per l’occasione dal drammaturgo Stefano Massini. Il Teatro e la biografia di Molière sono raccontati attraverso la storia del “dietro le quinte” di una compagnia in prova, costretta ad allestire uno spettacolo in fretta e furia. Paolo Rossi “sdoppiato”  interpreterà sia Molière, che sé stesso, mentre, da capocomico, è intento a capitanare la sua compagnia e ci trascinerà in un serratissimo gioco di rimandi e parallelismi. Realizzeremo quanto  fosse stretto il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere mediante il geniale accostamento del lavoro e della vita del capocomico Molière a quelli del personaggio capocomico Rossi. Partendo dal un canovaccio di Stefano Massini, autore apprezzatissimo in Italia e all’estero, del quale ricordiamo Lehman Trilogy, il testo dell’ultimo magnifico allestimento di Luca Ronconi, Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’”attore”, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della “persona stessa”: una compresenza scenica che permetterà un’improvvisazione rigorosa, che si traduce in uno spettacolo “irriverente, caustico e veritiero” creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e dalla sua agguerrita compagine di attori e musicisti.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

unnamed-2Peperoni Difficili – La verità chiede di essere conosciuta
Di: Rosario Lisma
Quando: dal 10 al 15 gennaio
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: martedì, mercoledì giovedì, venerdì e sabato ore 21.15; domenica ore 18.30
Regia: Rosario Lisma
Interpreti: Rosario Lisma, Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Andrea Narsi
Sinossi: Rosario Lisma regista, ma anche autore ed interprete, sceglie la strada del realismo e della commedia umoristica, ispirandosi ad Eduardo e Pirandello, e la percorre con originalità, ma soprattutto con audacia. Regala infatti al pubblico una commedia all’italiana, intrisa di tematiche attualissime, ma rese con comicità e una poetica toccante. La commedia, ambientata nella cucina di un giovane parroco di provincia, indagando il rapporto tra verità e fede, si chiede se è meglio dire la verità anche a costo di ferire chi ci sta di fronte oppure mentire a fin di bene. La vicenda ispirata ad una storia vera, ha per protagonisti un giovane parroco, sempre vicino a tutti quelli che possono aver bisogno di lui, e sua sorella, una missionaria, rientrata all’improvviso dall’Africa. Il conflitto deflagrerà durante una cena alla quale prende parte un’altra coppia di fratelli, Filippo, un bidello, allenatore della squadra della parrocchia abbandonato dalla moglie, e Pietro, un bancario colto, ironico e spastico, apparentemente inconsapevole, del proprio handicap. Durante la cena tutti si confrontano, criticando gli uni il comportamento degli altri, mettendo a nudo grettezze, idiosincrasie, gelosie e difficoltà, grazie ad un testo scritto mescolando ironia, irriverenza e un’inquieta aspettativa.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

unnamed-3Cassandra – Variazione sul mito n. 2
Quando: dal 10 al 14 gennaio
Luogo: Galleria Toledo
Orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.30; mercoledì ore 16.30
Drammaturgia e Regia: Laura Angiulli
Contributi al testo: Enzo Moscato
Interpreti: Alessandra D’Elia  Caterina Spadaro; interpretazione in canto:  Caterina Pontrandolfo
Sinossi: Cassandra è la più bella tra le figlie di Priamo, amata da Apollo e per non avere corrisposto il suo amore dotata di inascoltata capacità profetica. Attraverso un richiamo ai testi tratti da Eschilo, Euripide, Licofrone fino a Christa Wolf e al generoso contributo di Enzo Moscato ne deriva un’opera autentica, dalla scrittura autonoma e originale, volta a far emergere una figura di donna, forse la meno celebrata e più sfuggente immagine del grande affresco della Troia all’epilogo, che secondo le parole della regista, «si impone sul suo popolo e sugli eventi per lucida capacità di interpretare i fatti e valutarne l’esatta entità delle forze contrapposte. Essa si sottrae alla massa dolente dell’ampia schiera al femminile che popola lo scenario offerto dalla famiglia di Priamo e si afferma con controversa personalità in un ruolo che, a ben vedere, è innanzitutto politico››. Cassandra osserva lucidamente, penetra la verità dei suoi giorni, mai ripiegata, più che altro furente, e va incontro allo spietato destino di schiava e vittima mentre Troia consuma tra le fiamme la sua dolente epopea.
Note di regia: “Cassandra, donna soprattutto donna, intelligente, acuta, percettiva, dunque veggente. Giusto un’ora prima della fine, desolazione dello spazio vuoto estraneo, sospensione dell’attesa senza tempo che già s’attesta sull’estremo limine del giorno. Guerra di pensieri e parole, suoni, anche disarticolati ferocemente coerenti. Sola come sempre. La guerra l’attraversa, lutti e rovina, macerie di umanità – lei dice – e dall’alto delle mura vede – solo lei – vede il nulla che avanza, ingoia, cancella; macelleria di corpi e sentimenti – ahi la terribile fertilità di Ecuba! La morte non è solo presagio, le si manifesta, le si fa compagna, è nucleo e sostanza di un decadere senza rimedio. Genitori, fratelli, sorella, tutti assolutamente tutti. Achille la bestia, Achille dalla mortifera lancia, Achille cui non sarà dato sottrarsi; Achille – l’impotenza dei vincitori!Tutto ciò che devono conoscere si svolgerà davanti ai loro occhi, ed essi non vedranno nulla: è così, è l’orrore della vittoria – Achille, anche lui tenuto in pugno dal destino, come Agamennone, Clitemestra, come quei tanti senza nome che la guerra cancella. Tre donne per Cassandra: poesia, soprattutto poesia, parole che sgorgano in largo flusso e si consumano nel ritmo andante del riportare alla mente, o suono sgretolato, soffocato nel fondo della gola, tratto fuori dalla cavità oscura del ventre in un dissonante fluire della coscienza”.
Info e prenotazioni: 081425037 | 081425824 | galleria.toledo@iol.it

 

unnamed-4Ferdinando
Autore: Annibale Ruccello
Quando: dal 10 al 15 gennaio
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 10, 11 e 13 gennaio ore 21.00; 12 gennaio ore 17.00; 14 gennaio ore 19.00; 15 gennaio ore 18.00
Regia: Nadia Baldi
Interpreti: Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca
Sinossi: Nadia Baldi firma la regia di Ferdinando, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.
Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.
Info e prenotazioni: 081 292030 – 081 291878 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

una-giornata-particolare-valeria-solarino-giulio-scarpati-foto-di-lanzetta-capasso-236Una giornata particolare
Di: Ettore Scola e Ruggero Maccari
Adattamento: Gigliola Fantoni
Quando: dall’11 al 22 gennaio
Luogo: Teatro Diana
Orario: 11, 12, 13, 14, 17, 19, 20 e 21 gennaio ore 21.00; 15 e 22 gennaio ore 18.00; 18 gennaio ore 17.45; 14 e 21 gennaio ore 17.30
Interpreti: Valeria Solarino, Matteo Cirillo, Paolo Giovannucci, Anna Ferraioli, Paolo Minnielli, Federica Zacchia, Giulio Scarpati.
Regia: Nora Venturini
Sinossi: 6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell’EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica. È rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell’incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l’una nell’altro condividendo la solitudine delle loro anime. Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza ovvero che le donne possano affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.
Note di regia: Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.
Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.
Info e prenotazioni: 081 5567527 | 081 5784978 | www.teatrodiana.it

 

maxresdefaultVoci-studi sul dialogo interiore– per la rassegna B-Author danza contemporanea
Quando: 12 gennaio
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: ore 20.00
Scrittura e Regia: Serena Bergamasco, Carlo Roselli
Interpreti: Natalia Cristofaro De Vincenti, Francesca Pica, Serena Bergamasco
Sinossi: Voci è un progetto sui dialoghi interiori, sulla relazione tra storia personale e il nostro tempo; è un’indagine in forma di teatro e danza sulla matrilinearità come storia fondante e oscurata storia umana, la cui comprensione può smuovere continenti, cambiare il presente. Si va nelle profondità della memoria, lontano, a ritrovare ciò che pensavamo impossibile da ritrovare; è un lavoro sulla perdita e rinascita che deve seguire. Il nostro passato parla dei suoi auspici in attesa di giungere nel presente. Da qui parte la nostra ricerca, verso il silenzio necessario a che tutto possa essere sentito e agito fino in fondo, con coraggio, con gioia.
Info e prenotazioni: 081 5442616 | www.teatrobolivar.com/

 

unnamed-6Toledo Suite
Di: Enzo Moscato
Quando: dal 12 al 15 gennaio
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: giovedì e sabato ore 21,00; venerdì e domenica ore 18.30
Regia: Enzo Moscato
Composizioni originali ed eleaborazioni musicali: Pasquale Scialò
Interpreti: Enzo Moscato, Claudio Romano (chitarra), Paolo Sasso (violino), Paolo Cimmino (percussioni)
Sinossi: Drammaturgo, poeta, scrittore, regista e attore, Enzo Moscato si presenta in questo spettacolo nelle vesti di cantante, ma il suo è un canto dell’anima, una forma espressiva particolare e unica che è anche teatro, poesia, arte.
La sua voce sottile dolente, crea atmosfere di struggente bellezza, in cui l’immagine di Napoli, costantemente evocata, si confonde in quella di altre città europee, e il presente si confonde con il ricordo del passato.
Le canzoni napoletane si alternano a brani di scrittori e musicisti come Bertolt Brecht, Kurt Weill, Marguerite Duras, Lou Reed, Jacques Prevert, dove la fantasia viaggia in un caffè fumoso nella Parigi degli esistenzialisti, in un cabaret della Repubblica di Weimar, in un café-chantant napoletano, volando sulle ali della poesia e della musica.
“Io non sono un cantante – spiega Moscato – non lo sono mai stato. Quello che in scena sembra canto è solo un’altra forma della mia scrittura. Il canto, come la sintassi, come lo stile, come la recitazione, come la danza, il movimento sono tutte declinazioni del desiderio dell’anima di esprimersi. Parto dai suoni (genetici) napoletani, dai grandi autori musicali nostrani: Viviani, Gill, Taranto, Trovajoli, o anche da hit canore notissime (Scalinatella, Cerasella, Anema e core etc.), per poi ‘crudelmente spaesarli’, dislocarli e, così, facendoli lambire il mondo intero, l’internazionalità del graffito vocale, come direbbe Artaud, facendoli incontrare/scontrare con autori quali Brecht, Eisler, Weill, Marguerite Duras”.
Toledo Suite non è un semplice recital, ma una descrizione accurata della Napoli dei vicoli, del popolo, di quella gente che possiede come unico mezzo per essere liberi la musica, strumento per narrare, raccontarsi, condividere.
Moscato, in scena, girovaga come un folletto, facendosi spazio tra i musicisti, e, rievocando spiriti antichi e moderni, porta in scena nient’altro che la propria stessa potente scrittura, cui conferisce forma rinnovata.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

unnamed-7Aspettando che spiova
Quando: dal 12 al 15 gennaio
Luogo: TRAM teatro
Orario: giovedì, venerdì e sabato ore 21,00; domenica ore 18.00
Scritto e diretto da: Gianluca d’Agostino
Interpreti: Gianluca d’Agostino e Luigi Credendino
Sinossi: Lo spettacolo vuole essere una denuncia del lato oscuro e degenere del teatro. Non si tratta di una polemica che nasce dall’insoddisfazione lavorativa dell’uomo da palcoscenico, né dal mancato riconoscimento al valore di una prestazione attoriale o alle capacità registiche, né tanto meno del ruolo sociale dell’artista.
Stavolta, al centro del palco c’è la trappola più subdola e insidiosa in cui possa cadere un attore: il rischio di essere risucchiato dal personaggio, di piombare nel vuoto della finzione, rimanendo incastrato nel ruolo che riveste. La realtà fuori dal palcoscenico diventa qualcosa di estraneo, di sconosciuto, di folle ed alienante; le storie, le più grandi storie mai raccontate, sono invece l’unica verità concepibile, un rifugio, una certezza, mentre l’esistenza di personaggi fuori dall’ordinario, da Otello ad Arlecchino, non sono più l’abito di un artista, ma la sua epidermide.
Come lo raccontano Credendino e d’Agostino, con quei toni leggeri e sarcastici che caratterizzano Aspettando che spiova (la ventesima replica), il disagio pare quasi un paradosso, volto ad infrangere lo scudo impercettibile della quarta parete, quello scudo invisibile che si erge tra il pubblico e il palco ed è compromesso necessario per la resa tradizionale di una messa in scena.
Ma nonostante le parentesi ludiche, che vertono divertenti sul gioco dei ruoli, dando vita ad un doppio piano narrativo su cui si svolgono due storie differenti (quelle dei personaggi da copione, e quelle dei teatranti inviluppati nella finzione delle storie che raccontano), è inevitabile per lo spettatore lo spunto riflessivo.
Info e prenotazioni: 081 18752126 (ore 16.00 – 20.00) | whatsapp 342 1785930 | info@teatrotram.it | www.teatrotram.it

 

unnamed-8Mamma – piccole tragedie minimali
Di: Annibale Ruccello
Quando: dal 12 al 15 gennaio
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: giovedì, venerdì e sabato ore 21,00; domenica ore 18.00
Diretto e interpretato da: Eva De Rosa
Sinossi: Annibale Ruccello è senza ombra di dubbio la voce più interessante della seconda metà del XX secolo, i suoi drammi, possono ricollegarsi a Genet, Beckett, ossia al teatro della malattia e del malessere, ma è sicuramente nel teatro di Viviani che compaiono i primi sintomi di questa devianza, ed è per questo che benché le sue opere sono presentate come teatro dopo Eduardo, è da sottolineare che è con Viviani, e non solo, che Ruccello costituisce uno dei primi gradini del suo consistente substrato culturale.
“Mamma” piccole tragedie minimali, è l’ultima opera messa in scena da Ruccello nel 1986, sono tre donne, tre mamme per l’appunto che non riescono a confrontarsi con l’esterno perché “ingabbiate” in un mondo che le rende uniche protagoniste. Come Viviani è definito un “grande conoscitore della psicologia femminile”, anche nel teatro di Ruccello si tracciano dei profili psicologici molto analitici in cui l’universo femminile è centrale nella rappresentazione dei drammi. Entrambi nati a Castellammare di Stabia, questi autori sembrano attingere dai vicoli e dai personaggi partenopei, l’umore e l’humus sanguigno che li caratterizza.
Le tre microstorie si intervallano con musiche e poesie tratte dal Viviani, che per scelta sono contestualizzate ai monologhi di Ruccello, così da creare una forte sinergia tra i due autori. Sotto ogni storia si nasconde un elemento tragico, talvolta amaramente ironico, tale da rende queste madri ancora più complesse di quanto si possa percepire nell’immediatezza teatrale.
Tutto lo spettacolo ruota in torno ad un elemento scenico fondamentale, un albero a forma di donna da un’idea geniale che il sua regista Lello Pirone ha realizzato. La scelta non è casuale, ma dettata da due elementi importantissimi: esigenza scenica su cui adagiare i costumi dei tre personaggi interpretati e creare una scenografia, minimale come lo stesso Ruccello amava. L’albero, è il simbolo archetipo dell’individuazione nella vita che cresce e quindi risponde alla tematica di “Mamma”, una Madre Selvaggia, visione sicuramente pagana, ma proposta al pubblico, in contemporanea con l’ascolto di una dolcissima preghiera cristiana in latino dedicata alla Madonna, la Mamma delle mamme. Ogni microstoria inizia e finisce dall’albero, tre donne, tre mamme, tutte interpretate da un’unica attrice Eva De Rosa, che al di là del costume indossato, racconterà attraverso, mimica, gesti e parole, i singoli drammi che a tratti potranno risultare anche amaramente ironici.
Info e prenotazioni: 081 410 44 67 | www.nuovoteatrosancarluccio.it

 

unnamed-9Jazz & Baccalà:  Alfredo Di Martino Jazz Tango con Simona de Rosa
Quando: 13 gennaio
Luogo: Teatro Summarte – Somma Vesuviana (Na)
Orario: ore 21.00
Interpreti: Alfredo Di Martino,  Lello Cannavale (pianoforte), Gianpiero De Honestis (basso), Franco Gregorio (batteria)
Sinossi: Nell’ambito della III Edizione della rassegna Jazz&Baccala’ Alfredo Di Martino presentera’ il suo “Accordion Project” accompagnato, nell’occasione, da Lello Cannavale al pianoforte, Gianpiero De Honestis al basso, Franco Gregorio alla batteria e la partecipazione straordinaria di Simona De Rosa.
Info e prenotazioni: 081 362 9579

 

roberto-latiniMetamorfosi – 13 Gennaio: SIRENE + ECUBA + NARCISO con Ilaria Drago; 14 Gennaio:
ARACNE + IL SONNO con Alessandra Cristiani; 15 Gennaio: METAMORFOSI Scatola Nera con Roberto Latini
Da: Ovidio
Quando: dal 13 al 15 gennaio
Luogo: Sala Ichos
Orario: 13 e 14 gennaio ore 21.00; 15 gennaio ore 19.00
Adattamento e Regia: Roberto Latini
Interpreti: Ilaria Drago, Alessandra Cristiani, Roberto Latini
Note di regia: Ho scelto di lavorare su Metamorfosi di Ovidio per l’evidente impossibilità a farlo. È un materiale talmente vasto e ricco e traboccante, che quanto preparato per la scena ha avuto da subito il sapore del non finito, non finibile. Mi interessa quindi moltissimo. Dal primo sipario ho cercato di assecondare questa apertura e tenermi, tenerci, in una forma in mutamento. Coi miei compagni di lavoro e nella loro eccezionale disponibilità, abbiamo costruito materiale cangiante, mutante, mai replicato nella stessa forma e condizione. Abbiamo lavorato sulla possibilità dell’indefinire sulla precarietà stessa del percorso creativo e i suoi processi. Vado ripetendo che ci siamo permessi di metterci nella condizione di un lavoro in trasformazione continua senza le regole del ben fatto dell’acquisito conquistato, ma regolato sulla sensazione scenica della costruzione. Ho stabilito un punto di partenza, non cronologico, non drammaturgico, non contenutistico, ma ho scelto di lavorare su quanto mi attrae sull’attrazione quindi non sull’astrazione. C’è forse ora una drammaturgia di ritorno prodotta dallo stesso materiale e sono nella curiosità dell’appuntamento scenico per ulteriori riflessioni.
Info e prenotazioni: 3357652524 | promozione@ichoszoeteatro.it

 

15941106_10210458333808641_2559048390172886364_nQuei ragazzi del 96
Di: Claudio Finelli
Quando: dal 13 al 15 gennaio
Luogo: Grand Hotel Parker’s in collaborazione col Nuovo Teatro Sanità
Orario: 13 e 14 gennaio ore 21.00; 15 gennaio ore 18.00
Regia: Fabio Rossi e Carlo Caracciolo
Interpreti: Riccardo Ciccarelli, Fabiana Fazio, Gennaro Maresca, Alessandro Palladino, Fabio Rossi
Sinossi: Torna “Do not disturb” il fortunato format teatrale ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli, che trasforma in veri palcoscenici, le camere d‘albergo. Il format si rinnova proponendo un’unica storia. E’ la primavera del 1996 e a Napoli soffia un vento nuovo. Un vento di liberazione. Un vento arcobaleno. Forse qualcosa sta per cambiare. Un cambiamento lento ma inesorabile. A pochi giorni dal primo Gay Pride convocato a Napoli, un gruppo di amici si riunisce per festeggiare il compleanno di uno di loro. Ma la festa si trasforma in un ironico “gioco della verità”. Tra silenzi, paure e rancori, un affresco intenso e commovente di un’umanità che iniziava a sperimentare l’euforia e la difficoltà di uscire alla luce del sole.
Info e prenotazioni: 3396666426 |  info@nuovoteatrosanita.it

 

lina-sastriMi chiamo Lina Sastri – Spettacolo in musica e parole in sette quadri
Quando: dal 13 al 19 gennaio
Luogo: Teatro Trianon Viviani
Orario: 13, 14 e 19 gennaio ore 21.00;  15 gennaio ore  18.00;  18 gennaio ore 17.30
Scritto e diretto da: Lina Sastri
Direzione musicale e arrangiamenti: Maurizio Pica
Interpreti: Lina Sastri con Filippo D’Allio (chitarra), Gennaro Desiderio (violino), Salvatore Minale (percussioni), Gianni Minale (fiati) Salvatore Piedepalumbo (fisarmonica e tastiere), Antonello Buonocore (contrabbasso)
Sinossi: Mi chiamo Lina Sastri, il nuovo «spettacolo in musica e parole», scritto, diretto e interpretato dalla popolare artista, che si è ispirata per il titolo alla risposta che è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome. Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Sastri torna così felicemente alla musica, che ha finora presentato solo al Quirino di Roma nello scorso mese di ottobre, riscuotendo un notevole successo.
Con lei sei musicisti che da sempre la accompagnano nel suo viaggio artistico. La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni, seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui la esegue – le suggeriscono. Le parole sono suoi “pensieri all’improvviso”, poesie, monologhi, immagini e una sola citazione di teatro di tradizione che, insieme alla musica che mai tace e che si snoda, diventa teatro. Un racconto sul filo delle emozioni, della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento.
Un viaggio nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta, di incontri indimenticabili con le eccellenze artistiche del nostro paese, brani poetici e di drammaturgia di grandi autori e registi, brani musicali della grande tradizione classica napoletana e internazionale, tutto liberamente e semplicemente proposto da Lina, accompagnata in scena dai suoi musicisti pronti a seguirla a ogni invito o suggerimento musicale. Un viaggio nell’anima che ogni sera si rinnova liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica.
Info e prenotazioni:  081 2258285 |  boxoffice@teatrotrianon.org

 

unnamed-10Homicide House
Di: Emanuele Aldrovandi
Quando: 14 e 15 gennaio
Luogo: NEST – Napoli est Teatro – San Giovanni a Teduccio (Na)
Orario: sabato ore 21,00, domenica ora 18.00
Regia: Marco Maccieri
Interpreti: Marco Maccieri, Valeria Perdonò, Luca Cattani, Cecilia di Donato
Sinossi: Indebitato per problemi di lavoro, un uomo si trova a dover ripagare tutto da un giorno all’altro. Non avendo i soldi per ripagare il debito e temendo per l’incolumità della propria moglie e dei figli, l’uomo accetta di entrare in un luogo “dove si incontrano esigenze complementari che il mercato finora non soddisfaceva”: chi vuole uccidere paga una vittima e chi vuole capitalizzare la propria morte riceve dei soldi da lasciare alla propria famiglia. Nella motivazione del premio Tondelli si legge che “La Casa degli omicidi è un meccanismo di sevizie psicologiche che ferisce e uccide con il ragionamento piuttosto che con le sole armi di tortura. Un’idea originale alla base della scrittura e un linguaggio disinvolto e agile nell’alternare isolati e funzionali monologhi a fulminanti e accesi dialoghi fanno del testo un riuscito e promettente esperimento.” Homicide House è una parabola eloquente sui pericoli della nostra società, al proprio interno sono i valori che vengono messi a nudo e ribaltati, gli odierni modelli sociali che vengono portati al loro estremo, e dove la crescita personale, quella che una volta si chiamava ‘delle virtù dello spirito’ viene relegata al caso, se avviene, quasi come un accadimento probabile ma del tutto accessorio, in una vita dedita al successo e alla propria affermazione sopra e verso gli altri. Le scene minimali e irrazionali, firmate da Antonio Panzuto, insieme ai costumi e alle luci, contribuiscono a quella plastificazione dei personaggi che enfatizza ancor più la domanda che corre lungo tutto lo spettacolo: il coraggio e la bellezza di esprimere le proprie debolezze ed emozioni sono la nostra vera natura oppure rappresentano accessorie implosioni in un mondo costruito sempre più artificialmente?
Il lavoro del trentenne drammaturgo emiliano e’ portato in scena grazie alla coproduzione BAM Teatro/MaMiMò e al contributo del Premio Riccione per il Teatro e alla collaborazione del Comune di Correggio e il Centro Documentazione Pier Vittorio Tondelli.
Info e prenotazioni: 3208681011 | www.napoliestteatro.com | info.teatronest@gmail.com

 

unnamed-11Sospiro d’anima- La storia di Rosa
Quando: 14 e 15 gennaio
Luogo: Teatro Civico 14 – Caserta
Orario: sabato ore 21.00; domenica ore 19.00
Di e con: Aida Talliente
Musiche interpretate da: David Cej
Sinossi: Lo spettacolo nasce dopo un lungo ed intenso periodo di incontri con Rosa Cantoni, una delle più anziane partigiane della città di Udine, nata nel 1913. Mi è capitato di incontrare per la prima volta Rosa il 25 aprile di due anni fa, quando l’ho sentita parlare e raccontare la sua storia. Certamente una storia non comune, che abbraccia buona parte del secolo scorso. Ascoltando le sue parole si diventa silenziosi spettatori di tutto ciò che si è consumato nel corso del tormentato ‘900. Ci si muove in mezzo a volti, vicende e luoghi, in mezzo a continue guerre, scoperte, invenzioni straordinarie ed orrori. È proprio ascoltando la narrazione di questa donna semplice e allo stesso tempo straordinaria, che ho riscoperto l’importanza di sapere ciò che è accaduto prima di noi. Penso che conoscere il passato e le “storie” di uomini e donne che ci hanno preceduti ci fornisca uno strumento in più per comprendere il periodo buio che sta attraversando l’umanità. Questa donna è stata protagonista nella lotta della
Resistenza in Italia, subendo la deportazione al campo di Ravensbruk negli ultimi periodi della seconda guerra mondiale e attraversando tutte le vicissitudini del dopo guerra. Rosa è stata testimone e vittima diretta della più grande follia omicida del XX secolo, il nazismo, ma ne parla con calma e chiarezza e dedica la sua vita a raccontare, a scrivere la sua storia attraverso poesie, articoli e testimonianze.
Durante il nostro periodo di interviste, abbiamo scelto insieme alcune sue poesie, vecchie fotografie, immagini, qualche documento, qualche oggetto e abbiamo ritrovato alcune musiche e canzoni del tempo. Le registrazioni dei suoi racconti sono durate molte ore. Il testo dello spettacolo nasce quindi dalle sue parole, ma durante la scrittura Rosa muore. È il 28 gennaio 2009. A lei è dedicato questo “viaggio”: alla poetessa, alla scrittrice, alla donna piena di passione, nata nella mia stessa terra. Attraverso Rosa, ho potuto guardare attentamente ciò che sono diventati ora questi luoghi di confine, e quello che erano un tempo: la bellezza e l’aria di tanti anni fa e il cambiamento così profondo che li ha
trasformati in qualcos’altro e le parole di Rosa in mezzo, come un ponte tra il territorio che fu e quello che è ora.
Info e prenotazioni: 0823441399 | info@teatrocivico14.it | www.teatrocivico14.org

 

unnamed-12Animali Notturni
Di: Juan Mayorga
Quando: 14 e 15 gennaio
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: sabato ore 20.30; domenica ore 18.00
Regia: Carlo Cerciello
Interpreti: Sara Missaglia, Luca Saccoia, Lello Serao, Imma Villa
Sinossi: Juan Mayorga è il drammaturgo spagnolo più rappresentativo della sua generazione. Le sue creazioni denotano sempre una rilettura del passato, alla luce del presente, senza cadere nei canoni del realismo e con un’attenzione rivolta ai valori della parola, al relativismo e alla libertà di interpretazione dello spettatore. Animali notturni nasce come elaborazione di un testo breve, su commissione del Royal Court di Londra, che aveva proposto a Mayorga di trattare un tema di carattere politico nel contesto spagnolo. La scelta si concentra sul problema, di straordinaria attualità, dell’integrazione dei cittadini stranieri. L’autore recupera e sviluppa una questione già affrontata nella sua opera precedente, Himmelweg: la visione del rapporto tra carnefice e vittima, oltre l’esplicitazione della violenza, all’interno della vita quotidiana. I quattro personaggi del testo, due coppie, devono agire nell’ombra come “animali notturni”: la dissimulazione e il “non detto” sono gli strumenti di cui si servono per difendere il proprio spazio vitale.
Note di regia: «Il testo di Mayorga ci pone dinanzi a due coppie che abitano nello stesso condominio: L’Uomo alto traduttore sottoccupato senza permesso di soggiorno e la Donna alta, sua compagna di vita e di lavoro; l’Uomo basso, cittadino medio e mediocre, frustrato dalla propria ignoranza e affascinato dal mondo delle lettere e la Donna bassa, casalinga teledipendente devota al marito. Si tratta di vite compresse, sotto vuoto, incapaci di reali rapporti, confinate all’interno di un’anormale normalità. Ognuno ha il proprio segreto da nascondere. I personaggi femminili sognano una vita parallela, alla ricerca di un’alternativa alla solitudine del presente e si rifugiano nelle fantasie di amanti misteriosi o dentro la visione di programmi televisivi notturni. I personaggi maschili, invece, celano alle proprie compagne il gioco meschino che li lega assoggettandoli l’un l’altro. L’Uomo basso, infatti, costringe l’Uomo alto a farsi carico di un’amicizia forzosa, che sfuma poco a poco in una sottile forma di schiavitù. L’Uomo alto, convinto di poter ribaltare a suo vantaggio la situazione in virtù della sua presunta superiorità culturale, finirà, dunque, per restare imbrigliato nelle maglie dell’elementare pragmatismo dell’Uomo basso. La vita di questi personaggi implode su se stessa, l’esterno e l’interno sono asfittici e negano qualsiasi simbolica apertura, una lampadina difettosa, la luce del televisore sempre acceso, il lampeggiare ossessivo delle luci nel reparto ospedaliero, tracciano la mappa dei piccoli corti circuiti esistenziali delle due coppie e quella di una vita celata alla luce del sole, aberrata, squilibrata e disomogenea. Nelle intenzioni dell’autore, Animali notturni, si configura, come una sottile parabola sull’incapacità dell’intellettuale di ribellarsi al capriccio del potente, al quale l’intellettuale lega per necessità la sua sopravvivenza, finendone, però, schiacciato e annullato nell’identità; ma al di là dell’esercizio seduttivo del potere e del tema tanto caro a Mayorga relativo al rapporto perverso tra vittima e carnefice, Animali notturni propone con estrema lucidità il tema della solitudine esistenziale, malamente riempita dall’abitudinarietà e dall’incapacità di reagire ai ricatti affettivi con i quali puntelliamo quotidianamente la paura della solitudine stessa, al punto da costruire e percorrere una vita basata su rapporti, sostanzialmente, falsi e precari».
Info e prenotazioni: 081 5851096 | info@liberascenaensemble.it

 

unnamed-13DESIDERA – una storia d’amore e di stelle
Quando: 14 e 15 gennaio
Luogo: Nostos Teatro – Aversa (Ce)
Orario: sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Drammaturgia e Regia: Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli
Interpreti: Giuseppe Brancaccio Sebastiano Coticelli Simona Di Maio Amalia Ruocco Dimitri Tetta
Sinossi: Un uomo anziano seduto al tavolo ricorda. Il luogo è quello della memoria, il suo racconto non procede per linee ma per frammenti, rimandi, dissolvenze e immagini. Il desiderio di ritrovare il suo passato, la donna perduta, lo spinge a iniziare una ricerca che, su basi scientifiche, gli consenta di tornare indietro nel tempo e ritrovare il suo mondo perduto.
Ombre e fogli si muovono tra gli oggetti, in mezzo alle cose dimenticate, tra gli incartamenti di motori, il letto bianco e la radio mentre suona un valzer sommesso, come un ricordo portato dal vento e, tra le ceneri del tempo, un aeroplanino di carta vola.
Si legge nelle note di regia: “Sidera in latino significa stelle, il De privativo che lo anticipa sta invece a significare una mancanza, una impossibilità, ma allo stesso tempo indica il moto verso quegli astri, verso ciò che è necessario alla vita. Il desiderio è attesa di raggiungere la propria stella, ma è anche scelta; il fuoco del desiderio va nutrito altrimenti nessuna stella brillerà nel firmamento e nessun volo verso un altrove agognato sarà possibile”.
Info e prenotazioni: 081 19 169 357 | 389 24 714 39 | info@nostosteatro.it

 

morgante-squillanteTe’ conto lo cunto
Quando: 15 gennaio
Luogo: Bagnoli – per la rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: ore 18.00
Interpreti: Francesca Morgante (voce), Mauro Squillante (calascione)
Sinossi: Tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, opera risalente alla prima metà del Seicento, lo spettacolo ha il suo fuoco nella suggestiva relazione tra le parole e la musica.
Attraverso le esecuzioni sul calascione, Mauro Squillante ‒ esperto di strumenti antichi a plettro ‒ traccia una cornice, sulla falsa riga del Pentamerone, entro la quale si staglia il racconto tratto dall’opera di Basile e proposto da Francesca Morgante.
Da lo cunto de l’uerco, il cammino della parola recitata continua incontrando il canto, in un susseguirsi di rievocazioni musicali dello stile dell’epoca mediante lo strumento che la letteratura del tempo considerò  ’o rre de li strumiente.
Info e prenotazioni: 334 3347090 | info@ilteatrocercacasa.it

 

unnamed-15Musica Libera: Luca Amitrano in concerto con l’Orchestra San Giovanni – per la rassegna Terra Mia
Quando: 15 gennaio
Luogo: Teatro Bolivar
Orario: ore 19.00
Sinossi: Il pianista e compositore Luca Amitrano sarà protagonista di un concerto per pianoforte, fisarmonica e orchestra che si terrà sul palco del Teatro Bolivar di Napoli. L’evento nasce in collaborazione con l’Orchestra San Giovanni diretta dal Maestro Keith Goodman.
Intitolato Musica Libera il progetto che è al centro del concerto di Amitrano è nato durante i viaggi del musicista in giro per il mondo, dove la musica ha preso vita libera, senza schemi preordinati. La musica è lì, tra il frastuono delle strade, il vociare delle persone, le emozioni e i silenzi della natura.
Ogni brano racconta la storia di un viaggio o di un incontro
Cosi ci si può trovare sulla riva del mare ad ascoltare il rumore delle onde ”Blu” e, dopo un po’, a “Parigi” sulle rive della Senna mentre un bateau mouche passa a lento sotto i ponti.
Si può ascoltare il vento di “Scirocco” che alza la sabbia del deserto mentre i Tuareg si raccolgono al tramonto sotto le loro tende o le gocce di pioggia che ad Edimburgo cadono sui vetri di una finestra seguendo un ritmo ora calmo ora incalzante.
E poi vedere i sorrisi ed i volti delle persone di tutti i “Sud” del mondo muoversi a passo di tango e, come in un “Sogno”, trovarsi all’improvviso all’alba all’aeroporto di Los Angeles e respirare l’odore della primavera, mentre un tiepido raggio di sole riscalda l’aria fredda del mattino.
Questo progetto – scritto per pianoforte, fisarmonica ed orchestra d’archi – è un autentico viaggio nelle emozioni.
Info e prenotazioni: 081 5442616 | www.teatrobolivar.com/

 

unnamed-16Il piacere dell’onestà
Autore: Luigi Pirandello
Quando: fino al 15 gennaio
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 10 e 13 gennaio ore 21.00; 11 e 12 gennaio ore 17.00; 14 gennaio ore 19.00; 15 gennaio ore 18.00
Regia: Antonio Calenda
Interpreti: Pippo Pattavina, Deborah Bernardi, Valentina Capone, Fulvio D’Angelo, Francesco Benedetto, Marco Grossi, Santo Pennisi, Giulia Modica
Sinossi: Antonio Calenda firma la regia del pirandelliano Il piacere dell’onestà. Scritto nel 1917 e ispirato alla novella Tirocinio, è la storia di Angelo Baldovino, uomo di poco conto, dalla moralità accomodante, che accetta per denaro di sposare Agata, l’amante incinta del marchese Fabio Colli, il quale non può sposarla perché già ammogliato. Un matrimonio di facciata, dunque, che consentirà a tutti di continuare tranquillamente a farsi i fatti propri. Ma le cose prendono una piega inaspettata. Angelo, che per la prima volta si sente investito d’una missione che lo riabiliterà di fronte agli altri e ai suoi stessi occhi, aiuterà la ragazza lasciata sola, darà il suo nome al nascituro e sarà utile anche allo stesso marchese Fabio, vittima d’una moglie che lo tradisce: si batterà per l’onestà rigorosamente, per riscattare finalmente la sua vita con un ideale da seguire che, dice, gli procura «il piacere dei Santi negli affreschi delle chiese». Ma così manda all’aria i progetti di Fabio che, non trovando più accoglienza da parte di Agata, ormai impegnata soltanto ad essere una buona moglie e una buona madre, proverà a sbarazzarsi del “traditore”.
Info e prenotazioni: 081 551 3396 – fax 0814206196 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

saldavinciItaliano di Napoli
Scritto da: Alessandro Siani e Sal Da Vinci
Quando: fino al 15 gennaio
Luogo: Teatro Augusteo
Orario: 12, 13 e 14 gennaio ore 21.00; 15 gennaio ore 18.00
Regia: Alessandro Siani
Interpreti: Sal Da Vinci, Lorena Cacciatore, Lello Radice, Davide Marotta e con un corpo di ballo composto da otto ballerini e una band composta da sei musicisti in scena
Sinossi: “Italiano di Napoli” è il nome di questa nuova commedia musicale di Sal Da Vinci:
una riflessione sulla nostra identità di napoletani, di italiani, di cittadini della Repubblica dei Sentimenti. Che poi in fondo, nei sentimenti la sua canzone ha sempre abitato, proprio lì, tra passione e sentimento.
Affiancato da una variegata compagnia fatta di attori, fantasisti, acrobati, un trascinante corpo di ballo e un’orchestra dal vivo composta da 6 elementi, Sal racconta la sua versione dei fatti: fra i brani dell’ultimo album dal titolo “NON SI FANNO PRIGIONIERI” che esplorerà i temi a lui più cari da un punto di vista nuovo, frutto anche della partecipazione e collaborazione con i più grandi Autori della canzone italiana, tra i quali spicca il grande Renato Zero, con cui Sal ha condiviso molti brani dell’album ed un emozionante duetto, l’artista racconta il suo punto di vista sul sentimento attraverso i grandi pezzi della sua produzione musicale, senza tralasciare sorprendenti incursioni nel repertorio della musica italiana e della canzone napoletana. Ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch. Ogni canzone è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l’essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni.
Uno spettacolo che diverte grazie ai guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice, affascina con la talentuosa Lorena Cacciatore, commuove e fa riflettere.
Un viaggio suggestivo e incantato che, grazie alla prodigiosa voce di Sal Da Vinci fa vibrare, ancora una volta, le corde del cuore.
Note di regia: C’è un mondo dove la poesia e la musica si incontrano: il teatro! Un luogo vibrante e coinvolgente, le sue strade sono vissute da abitanti magici e surreali…le piazze ricche di saltimbanchi acrobati e voci della luna…e poi i vicoli stretti con muri antichi che si aprono verso il mare ossia verso I infinito. In questo infinito si alterneranno le note, le canzoni e i racconti del protagonista ed ideatore Sai Da Vinci. Un italiano di Napoli che attraverso la sua musica ci trascinerà verso un mondo più vero, senza pregiudizi nè differenze, perchè in fondo sono le differenze a renderci speciali. L’Italia non é uno stivale, ma un essere umano.Je città sono gli organi vitali. Milano potrebbe essere il cervello…Roma l’anima e Napoli il cuore, ma tutto è nelle mani del pubblico. Si nelle mani, perché saranno i vostri applausi, i vostri silenzi e le vostre risate a decretare se per due ore avete vissuto una favola o per una volta e dico una volta, la realtà di questo pazzo paese può essere meravigliosa ad occhi aperti!
Info e prenotazioni: 081 41 42 43 | 405660-Fax 400045 | info.teatroaugusteo@libero.it

 

Bello di papà
Autore: Vincenzo Salemme
Quando: fino al 15 gennaio
Luogo: Teatro Cilea
Orario: 12, 13 e 14 gennaio ore 21.00; 15 gennaio ore 18.00
Regia: Vincenzo Salemme
Interpreti: Biagio izzo e con Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo
Sinossi: La commedia narra di una coppia, in cui il protagonista maschile non vuole avere figli, mentre ne desidera la sua compagna. La loro vita viene trasformata dalla necessità di accogliere in casa il miglior amico del protagonista, che crede di essere un bambino di sette anni e che progressivamente, nel giro di un mese, cresce fino a diventare maggiorenne. Si tratta di un inganno della compagna del protagonista, attraverso il quale si è proposta di dimostrare la bellezza dell’avere un bambino.
Info e prenotazioni: 0817141801 | 0817141508 | botteghino@teatrocilea.it

 

15665435_1831072583800460_4326584643465447754_nCechouf FiataChe cosa non si farebbe per una matrioska
Liberamente tratto da “Domanda di matrimonio” e “L’anniversario”  di Anton Cechov
Quando: finoal 15 gennaio
Luogo: Teatro Il Primo
Orario: venerdì e sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Regia: Rosario Ferro
Interpreti: Rosario Ferro, Maria Teresa Sisto, Pino Pino
Sinossi: Immaginate due atti unici del grande Anton Cechov e la sagace penna di Rosario Ferro che li traduce in napoletano; immaginate, poi, la Compagnia Stabile Bianca Sollazzo ed il gioco è fatto! Un susseguirsi di gag, battute e situazioni paradossali vi allieterà nelle feste di Natale. Assolutamente da non perdere!
Info e prenotazioni: 342 8306707 | segreteria@teatroilprimo.it

Antonella D’Arco

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