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Nuovi allestimenti, ritorni, spettacoli per grandi e piccini, Premi Ubu, tra le proposte in scena questa settimana a Napoli e non solo.

16178809_749020651923035_9170995136932155028_oMal’essere
dall’Amleto di William Shakespeare
Quando: dal 1 al 12 febbraio
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 7 e 10 febbraio ore 21.00; 8 e 9 febbraio ore 17.00; 11 febbraio ore 19.00; 5 e 12 febbraio ore 18.00
Ideazione, drammaturgia e regia: Davide Iodice
Interpreti: Salvatore Caruso, Luigi Credendino, Veronica D’Elia, Angela Garofalo, Francesco Damiano Laezza, Marco Palumbo, Antonio Spiezia e con i rapper attori Gianni ‘O Yank De Lisa, Vincenzo Oyoshe Musto, Paolo Sha One Romano, Damiano Capatosta Rossi, Peppe Oh Sica
Sinossi: Amleto, la tragedia shakespeariana forse più conosciuta e citata, è tra le opere più frequentemente rappresentate, ed è considerata un banco di prova cruciale nella carriera di un attore. “Covo da anni il sogno di un Amleto – dichiara Davide Iodice – studiato più volte, più volte apparso come fantasma, ricacciato sempre per pudore e per paura, nell’attesa di una giusta distanza dalle grandi lezioni dei padri, appunto; perché Amleto è l’emblema stesso del fare teatro ed è questione di maturità. Ritrovo questa necessità ora, come ritrovo la necessità di dire tra tante, una parola mia su Napoli. In questo tempo di “paranze d’‘e criature” e di criature morti ammazzati, di padri che mandano – ancora –  i figli alla strage, nell’Elsinore dove vivo, tra Forcella e Sanità, qui mi riappare l’ombra di Amleto, qui sento che non è tanto questione di essere o non essere ma di mal’essere, nel senso doppio della nostra lingua che dice insieme di persona cattiva ma anche di un profondo scoramento, esistenziale: essere o non essere il male, piuttosto. Nessuno più e meglio dei numerosissimi rappers dei nostri territori sa esprimere, a parer mio, questo malessere oggi”.
Info e prenotazioni: 081 292030 – 081 291878 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

unnamed (3)Elvira
Di: Brigitte Jaques da Elvire Jouvet 40
Quando: fino al 12 febbario
Luogo: Teatro Bellini
Orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Regia: Toni Servillo
Interpreti: Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
Note di regia: Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio.
Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere ad una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta. Louis Jouvet formula a proposito dell’attore la famosa distinzione comédien/acteur e dice precisamente: “il comédien è per così dire il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno”. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

16195814_1316355888434384_3207373301676118454_nL’Ispettore Drake e il delitto perfetto
Di: David Tristram
Adattamento e regia: Sergio Assisi
Quando: fino al 12 febbraio
Luogo: Teatro Diana
Orario: 7, 8, 9, 10 e 11 febbraio ore 21.00; 5 e 12 febbraio ore 18.00
Interpreti: Luigi Di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci, Beatrice Gattai
Sinossi: Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore.
Ma è anche a prova di idiota? L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci. Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto?
Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta. Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica. La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio!
In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa magicamente plausibile.
Note di regia: Lo spettacolo nasce dalla volontà di rappresentare qualcosa di nuovo e di classico nello stesso momento. Una commedia inglese dall’inconfondibile humor surreale, che si amalgama con la comicità nazional popolare.
L’idea è quella di dar vita a personaggi dichiaratamente eterogenei per dialetto. Dal napoletano al milanese, passando per il romano. Una sorta di spettacolo multietnico, che prova a sfruttare le comicità regionali, sulla base di una provata e internazionale ironia british.
Protagonista della storia non è un “semplice” delitto da risolvere, ma il gioco complesso e matematico del teatro nel teatro, l’abbattimento della quarta parete, e finzione che si mischia a realtà. Attori che escono fuori dal personaggio e personaggi che giocano ad essere attori.
L’ambientazione classica di un salotto inglese, ma ricco di elementi folli, porta lo spettatore fin dall’inizio in una nuova dimensione, resa confortevole dalle più classiche trovate sceniche. Una prima esperienza di regia teatrale, ambiziosa ma non troppo, con la quale provare a creare un nuovo stile identificativo.
Può la stupidità vincere sul genio del male? Può il genio prendersi gioco del comune essere umano senza pagare le conseguenze della propria vanità?
Info e prenotazioni: 081 5567527 | 081 5784978 | www.teatrodiana.it

 

Bruno Leone - Ph Cesare AbbateVita, morte e resurrezione di Policinella Cetrulo
Quando: 6 febbraio
Luogo: Napoli Vomero – per la rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: 18:00
Scritto e diretto da: Bruno Leone
Interpreti: Bruno Leone
Sinossi: Pulcinella dopo averci raccontato la storia della sua nascita scopre un mondo che non gli piace, perché distrutto dalle guerre e dall’inquinamento. Cerca pertanto di aggiustarlo entrandoci dentro e creando il mondo di Pulcinella. Un mondo fatto di fantasia che ci racconta le storie classiche delle guarattelle, dove si combattono ingenue guerre che fanno ridere di cuore. Pulcinella è talmente orgoglioso delle sue avventure e del suo successo che decide di guardarsi nello specchio. Incontrerà così una morte misteriosa che lo farà ritornare alle sue origini, diventando vecchio, diavolo, rettile, uovo e morte.
Riuscirà Pulcinella a rinascere per ancora farci ridere e continuare ad amare la vita a dispetto di guerre e inquinamenti?
Lo spettacolo è realizzato con una tecnica sperimentale che prevede in scena un Pulcinella attore che gioca con una grande palla nella quale entrerà trasformandola in teatro uovo, e dal quale magicamente spunteranno piccole guarattelle realizzate con radici di canne raccolte sulla spiaggia di Stromboli e misteriose maschere di stoffa.
Si tratta di uno spettacolo popolare adatto per tutte le età, per tutte le classi sociali e per tutte le nazioni del mondo con differenti culture e religioni.
Info e prenotazioni: 334 3347090 | info@ilteatrocercacasa.it

 

pagodaTony Pagoda – Ritorno in Italia
Di: Paolo Sorrentino (tratto dal romanzo Hanno tutti Ragione)
Quando: dal 7 al 12 febbraio
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: feriali ore 21:15 – domenica ore 18:30
Regia: Iaia Forte
Interpreti: Iaia Forte, Francesca Montanino
Sinossi: Ne L’uomo in più Paolo Sorrentino raccontava la vita di un cantante, Tony Pisapia, a cui ha dato il volto Toni Servillo; successivamente, nel suo romanzo Hanno tutti ragione, ci presenta Tony Pagoda, una altro cantante che ci appare come una sorta di alter ego su carta di Tony Pisapia. Iaia Forte, ha deciso di dare corpo anche a Teatro alla figura di «questo cantante cocainomane, disperato e vitale – perchè, spiega l’attrice – è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. Mi piace immaginare che il ghigno gradasso di Pagoda nasconda un anima femminile, una “sperdutezza”, un anelito ad un’ “armonia perduta”». Iaia Forte debutta, nel 2014 in veste di regista e protagonista, con Hanno tutti ragione, interpretando Pagoda mentre si esibisce a New York a un concerto del Radio city music hall. Dopo un grande successo di critica e pubblico, sceglie di raccontare con Tony Pagoda – Ritorno in Italia un’altra tappa della carriera del cantante. Ora è ad  Ascoli Piceno e interpreta, in un concerto di Capodanno, i suoi cavalli di battaglia insieme a degli standard americani, in una sorta di autocelebrazione del recente successo d’oltreoceano. Tra fiumi di champagne, delusioni amorose, battute fulminanti e riflessioni malinconiche, l’ironia e la complessità di questo personaggio si delineano con ulteriori sfaccettature, regalandoci “perle di saggezza” e una disperata, calda vitalità.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

16427592_1854932531421917_2120156247941855402_nZELDA / Vita e Morte di Zelda Fitzgerald
Quando: dal 10 al 12 febbraio
Luogo: Sala Ichos
Orario: venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 19:00
Di: Giorgia Cerruti e Davide Giglio
Interpreti: Giorgia Cerruti
Note: Un lavoro intimo, poetico e vivo, avvolto da un nauseabondo odore di rose rosa. Con questo spettacolo Piccola Compagnia della Magnolia approfondisce ulteriormente la propria ricerca teatrale nella sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, affidando alla figura controversa di Zelda Sayre Fitzgerald la metafora di un’inesausta ricerca del sublime. Artista poliedrica e moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati Zelda Sayre è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista, oltreché un’icona della nuova “Età del Jazz” e la protagonista di una straziante storia d’amore. Sull’ultimo giaciglio di Zelda, sola e convalescente per congestione d’idee nel letto di un oscuro ospedale psichiatrico della provincia americana, Giorgia Cerruti ripropone le parole di una donna in attesa della morte, a distanza di otto anni da quella del compagno.
Info e prenotazioni: 3357652524 | promozione@ichoszoeteatro.it

 

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Di: Mirko Di Martino
Quando: dal 10 al 12 febbraio
Luogo: Ridotto del Mercadante
Orario: 7, 9 e 12 ore 21:00, 8 e 10 ore 18:00, 11 ore 17:00
Regia: Mirko Di Martino
Interpreti: Titti Nuzzolese, Pino L’Abbate
Sinossi: Mirko Di Martino con il suo spettacolo racconta le storie di tre coppie impegnate nella dolorosa ricerca di qualcosa che sempre sfugge, tre diverse relazioni che hanno la stessa consistenza di altrettante illusioni ottiche. Due attori interpretano i sei personaggi in un gioco di specchi che moltiplica i piani della visione: attori che interpretano personaggi che fingono, che mentono, che ingannano. Realtà e finzione si confondono fino a scambiarsi l’una con l’altra, le certezze svaniscono lasciando il posto all’ambiguità, la cifra che unisce teatro e verità, amore e sogno. E come in tutte le illusioni ottiche, anche nell’amore, quando alla fine si scopre la vera realtà delle cose, la visione non cambia: l’inganno vince.
Info e prenotazioni: 081 551 3396 – fax 0814206196 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

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Di: William Shakespeare
Quando: dal 8 al 19 febbraio
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 8, 10, 14 e 17 ore 21:00; 12 e 19 ore 18:00: 11 e 18 ore 19:00; 9, 15 e 16 ore 17:00
Regia: Alex Rigola
Interpreti: Michele Riondino, Maria Grazia Mandruzzato, Stefano Scandaletti, Michele Maccagno, Silvia Costa, Margherita Mannino, Eleonora Panizzo, Pietro Quadrino, Riccardo Gamba,  Raquel Gualtero, Beatrice Fedi, Andrea Fagarazzi
Note: William Shakespeare scrisse Giulio Cesare nel 1599, ispirandosi in parte a fatti storici e in parte alla traduzione di Sir Thomas North delle “Vite dei nobili greci e romani” di Plutarco. L’opera comprime i tre anni che vanno dalla vittoria di Munda nel 45 a.C. al suicidio di Bruto nel 42 d.C. per farli durare meno di sei giorni. Questa compressione degli eventi fa sì che l’intera narrazione sia un unico, ininterrotto conflitto, sia a livello personale che politico. Un conflitto che attraversa anche la nuova versione del più celebre dramma storico shakespeariano, affidata dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale allo spagnolo Alex Rigola, e che trova in Michele Riondino, apprezzato attore di cinema, teatro e televisione, l’interprete ideale per il ruolo del nobile Marco Antonio.
Direttore della Biennale Teatro di Venezia, Rigola realizza la sua prima regia italiana tornando all’opera che lo fece scoprire a livello internazionale. Un testo epico, intenso ed appassionante, che ruota intorno all’esercizio del potere, in questa versione impersonato da una donna, Maria Grazia Mandruzzato, nel ruolo di Cesare.
In lei si raccolgono le tante espressioni di “donne al comando” che al giorno d’oggi, nella politica come nell’economia, gestiscono le leve del potere con la stessa inflessibile determinazione dei loro omologhi uomini, se non di più. È la dimostrazione che, al di là delle questioni di genere, tutta l’umanità è per sua natura soggiogata dalla fascinazione che esercita il predominio dell’uno sull’altro. Del resto chi incarna il potere ha gioco facile nel condizionare un’umanità alienata, immobile, ferma sulle proprie posizioni, quasi rassegnata, riluttante a mettersi in gioco per cambiare lo stato delle cose.
Vivere appesi ad un filo, in uno stato di precarietà, di contraddizione continua, di violenza pervasiva e latente: da questa condizione umana prende avvio la strada che Rigola ha scelto di percorrere per guidare il lavoro dei 12 attori in scena. Come si può gestire la violenza che divide gli uomini? Come si fa a chiedere a qualcuno, anche se solo per finzione, di uccidere un proprio simile? Quali sono i presupposti da cui partire per organizzare una rivoluzione?
Info e prenotazioni: 081 551 3396 – fax 0814206196 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

unnamedAmore
Di: Spiro Scimone
Quando: dal 8 al 12 febbraio
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: mercoledì, giovedì e sabato ore 21:00; venerdì e domenica ore 18:30
Regia: Francesco Sframeli
Interpreti: Gianluca Cesale e Giulia Weber
Sinossi: Quattro vite al tramonto si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero. La scena è, infatti, composta da due tombe a due piazze, il tempo è sospeso e, forse, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Due coppie comuni, senza nome: il “vecchietto” e la “vecchietta”, il comandante e il pompiere. Moglie e marito i primi, clandestini i secondi.
Amore, oltre che titolo della creazione di Scimone e Sframeli, è anche l’appellativo con cui, quasi ossessivamente, la donna si rivolge al marito: un modo che è tipico del gergo degli affetti, in cui le parole si logorano fino a perdere il significato originario, per diventare qualcosa d’altro.
Entrambe le coppie si abbandonano ai ricordi, creando un universo parallelo abitato da memorie e rimpianti, giocose affettuosità, dimenticanze e amari sorrisi.
“Queste due coppie – spiega Spiro Scimone – sono vicine alla morte, ma con leggerezza infantile parlano di quello che hanno provato da giovani e di ciò che forse non è ancora perduto. Alla fine di tutto, il senso della vita si può trovare solo nell’amore”.
L’intimità scorre lungo un tempo sospeso, al ritmo di parole ripetute e ossessive, che evidenziano dettagli di intimità domestica, ormai trasfigurate dalla nebbia della vecchiaia.
Il testo, come tutti i lavori di Spiro Scimone, è costruito su dialoghi surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni quotidiane e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. Scimone prosegue il suo percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e dove l’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.
La compagnia Scimone Sframeli, con Amore, costruisce un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro, non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

16299137_10212355515313975_2853598553658511573_nUnalampa
Quando: dal 9 al 12 febbraio
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: giovedì, venerdì  e sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Roberto Azzurro
Interpreti: Roberto Azzurro, Fabio Brescia
Note: L’unico dubbio che ancora sussiste, stavolta, è se – in riferimento a questo progetto che nasce in solitaria e si apre all’accoppiata (sì, accoppiata è perfetto) sia più giusta la parola sodale o la parola complice, nel momento in cui bisogna immaginare che il progetto UNALAMPA vede accostarsi all’invettore Roberto Azzurro il novello invettore Fabio Brescia. Insieme, stavolta, inveiscobno appunto, polemizzano, urlano, cantano, e si/ci divertono, correndo insieme da una sponda all’altra di rabbie appassionate, di clamori sussurrati, di esplosioni inevitabili, per raccontare, commentare, odiare, e poi amare, e poi sfinire, e poi inveire rabbiosamente e appassionatamente, contro questo posto straordinariamente bello e straordinariamente impossibile che fu chiamato Napoli. E di Teatro in Teatro, questa invettiva sta viaggiando esplosiva, pronta a dimostrare che molti sono disposti ancora a indignarsi e ad alzare la voce per farsi sentire con parole forse nuove, forse inusuali, ma accorate e prepotenti, sincere, amorevoli e dolorose, seppur rabbiose e minacciose. Questa invettiva è divisa in sette canti. Sette urli, sette dolori, sette anche comici sberleffi. Insomma sette momenti di rabbiosa riflessione anche, punteggiati da musicalità note, da memorie imprescindibili di una napoletanità onorata ma ormai vecchia e stantia, che si crogiola e annega in una oleografia ormai soltanto nociva e deleteria. Centrale, poi, è il terzo canto, in cui convergono tutte le parole e i versi dei grandi scrittori che hanno fatto viaggiare Napoli nel mondo attraverso le loro opere di volta in volta teatrali, letterarie, poetiche e meravigliosamente musicali. Per finire nell’incendio/incubo/sogno, nell’auspicato martirio di liberazione, tra le lacrime e il comico sberleffo che ritorna imprescindibile. Questa volta Unalampa avrà due voci, due urli che si intersecheranno, sovrapporranno, incroceranno, in un unico tornado verbale, in una giostra impazzita e trascinante, in un delirio lucido e furente. Ci sono illustri predecessori che hanno al loro attivo prestigiose invettive, ci perdonino se ci infiliamo in punta di piedi – ma mica tanto – in un elenco di grande rilevanza, ma è irrinunciabile: è frutto di un giuramento, fatto una volta mentre ero imbottigliato nel traffico, a un incrocio, dove sono rimasto per circa un’ora e mezza – e non a Zurigo, chiaramente, ma a Napoli.
Info e prenotazioni: 081 410 44 67 | www.nuovoteatrosancarluccio.it

 

unnamed (3)Nostra Italia del miracolo
Di: Giulio Costa
Quando: dal 9 al 12 febbraio
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: giovedì, venerdì  e sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Giulio Costa
Interpreti: Maura Pettorusso
Sinossi: Le parole di Camilla Cederna, giornalista di costume e società dal fascismo in avanti, sono il punto di partenza di un insolito giro d’Italia dalla guerra alla Liberazione, dal boom economico agli anni di piombo, dalle televisioni commerciali alle piogge acide.
Racconta una società che cambia a velocità impressionante: col suo occhio attento la registra, la descrive, la svela, attraverso immagini vivissime, spiazzanti e incredibilmente reali. E con un’ironia pungente e quanto mai scontata ci svela l’essenza profonda dell’Italia e degli italiani.
Camilla è una giornalista di “Costume e società”, scrive di cocktail, arrampicatrici sociali, alta moda, scandali, intervista quelli che contano: da Fellini a Montale, da Celentano a Wanda Osiris, e un giovanissimo Berlusconi.
Attraverso le sue parole ironiche e pungenti affiora qualcosa di più profondo, di più concreto e universale: è l’Italia, l’italiano, quello che corre sfrenatamente verso il gradino più alto, una volta. Quello che raccatta i suoi entusiasmi, si rimbocca le maniche e torna al gradino più basso, oggi.
Nostra Italia del miracolo ha vinto l’edizione 2016 del Premio Cassino Off “per aver dato voce alla prima grande e moderna giornalista italiana, Camilla Cederna, una donna che con la sua penna affilata e tagliente ha saputo raccontare i cambiamenti dell’Italia, dal fascismo agli anni di piombo, senza mai rinunciare all’indignazione e a uno sguardo critico sul mondo”.
Info e prenotazioni: 081296640 (pomeriggio), 3491925942 (mattina) | promozionelicantropo@libero.it

 

avaroL’avaro
Di: Molière
Quando: dal 9 al 12 febbraio
Luogo: Teatro Cilea
Orario: giovedì, venerdì  e sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Ugo Chiti
Interpreti: Alessandro Benvenuti, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda, Desirée Noferini
Sinossi: Arpagone, classica figura del vecchio taccagno incallito protagonista della commedia, usa tutto e tutti, figli compresi, per accumulare e moltiplicare il suo danaro. Avremo dunque progetti di matrimoni (mal) combinati, equivoci a non finire, amori segreti, prestiti al limite dello strozzinaggio, un furto clamoroso di ben diecimila ducati d’oro e un lieto fine dove amori e denari troveranno i rispettivi, più giusti, destinatari. Se la storia critica de L’avaro vede commenti divisi tra coloro che considerano la commedia un’opera comico farsesca con un buffone al centro della vicenda e quelli che vi leggono una componente seria che con Arpagone sfiora quasi il tragico, l’adattamento di questa messinscena guarda L’avaro occhieggiando a Balzac senza dimenticare la commedia dell’arte, intrecciandone ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux. Contaminazioni a parte, Arpagone resta personaggio centrale assoluto, mantenendo quelle caratteristiche che da sempre hanno determinato la sua fortuna teatrale. Semmai qui si accentuano alcune implicazioni psicologiche, si allungano ombre paranoiche, emergono paure e ossessione assolutamente “moderne”.
Amaro e irresistibilmente comico, L’avaro molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.
Info e prenotazioni: 0817141801 | 0817141508 | botteghino@teatrocilea.it

 

photogallery_366Polvere. Dialogo tra uomo e donna
Di: Saverio La Ruina
Quando: 10 febbraio
Luogo: Teatro Civico 14 (Caserta)
Orario: ore 21:00
Regia: Saverio La Ruina
Interpreti: Saverio La Ruina e Cecilia Foti
Note: Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco. (da un’operatrice di un Centro antiviolenza). 
Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce. (Saverio La Ruina)
Info e prenotazioni: 0823441399 | info@teatrocivico14.it | www.teatrocivico14.org

 

16586949_1662894817342483_3237731713686891275_o84 gradini
Di: Giuseppe Mortelliti
Quando: dal 10 al 12 febbraio
Luogo: Teatro Tram
Orario: venerdì e sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Giuseppe Mortelliti
Interpreti: Giuseppe Mortelliti
Sinossi: 84 gradini è la storia di un uomo che ha vissuto la sua vita sempre di corsa. Nasce in campagna e viene a vivere in città. Qui trova lavoro, si fa grande, costruisce una famiglia, amicizie, vive il dolore di una perdita, continua a lavorare… Nasce e cresce, come tutti. Alcune persone gli lasciano molto, altre gli passano accanto senza segni apparenti. Con i suoi genitori ha un rapporto che si distacca sempre più con gli anni. Conosce l’amore, vive la chiamata ad essere padre. Pensa, ragiona sulle sue azioni. Assapora il lutto, che necessariamente fa parte della vita; e nel salire i suoi gradini, non rallenta mai la sua scalata. Questa sua vita è una scalata verso cosa? “84 Gradini” è la corsa di chi è in fuga perenne senza vivere una vita spericolata.
Info e prenotazioni: 081 18752126 (ore 16.00 – 20.00) | whatsapp 342 1785930 | info@teatrotram.it | www.teatrotram.it

 

unnamed (4)Ceneré
Da: La gatta Cenerentola di Basile da Cenerentola dei fratelli Grimm e Perrault
Quando: 11 e 12 febbraio
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Rosario Lerro e Luigi Imperato
Interpreti: Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria, Valeria Impagliazzo, Claudia Gilardi
Sinossi: Di quanto aiuto ha bisogno Cenerentola? Dove può arrivare con le sue forze, con la sua caparbietà e grazie alla costanza dei suoi desideri? Ha veramente bisogno della fatina o deve imparare a credere in se stessa? Sono queste le domande che ci siamo posti pensando alla riscrittura di questo classico della narrazione fiabesca. La nostra Cenerentola è sì succube del trio sorellastre/matrigna, ma non si sottrae alla sfida che rappresenta per lei continuare a sognare nonostante tutto appaia grigio, color cenere appunto. I colori sono ancora là basta impegnarsi a fondo, crederci e spazzare via tutta quella cenere. Pur tra pasticci, errori e momenti di paura o indecisione, la nostra sguattera riesce a farsi carico del suo destino, salire tutti i gradini del castello e conoscere il figlio del re. Quando poi sarà costretta a scappare, lascerà qualcosa alle sue spalle.
Info e prenotazioni: 3396666426 | info@nuovoteatrosanita.it

Irene Bonadies

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