“Totò, che padre!”, a teatro l’omaggio all’uomo e all’artista [INTERVISTA]

Manlio Boutique

I ricordi della figlia Liliana rielaborati in forma teatrale: nasce così lo spettacolo adattato e diretto da Roberto Giordano, in scena insieme a Federica Aiello domenica 18 giugno al Nuovo Teatro Sanità di Napoli.

La locandina

La locandina

Omaggio ad Antonio De Curtis a 50 anni dalla sua scomparsa, Totò, che padre! ripercorre la vita e la carriera dell’artista simbolo della risata, raccontandone gli esordi, i successi, ma anche il rapporto con le donne così come la sua gelosia, e sceglie uno spaccato familiare quale contesto attraverso cui raccontare l’Attore e l’Uomo, attraverso uno sguardo privilegiato: quello appunto della figlia, i cui occhi – dichiara lei stessa –  sono «gli unici, credo, che abbiano saputo guardare oltre il sipario che nascondeva la sua anima».
Alla vigilia dl debutto, abbiamo incontrato l’autore e interprete del testo – Roberto Giordano – che, come lui stesso ammette, con questo lavoro realizza un sogno custodito da tempo nel cassetto, dopo il felice successo del precedente progetto che lo ha visto protagonista, dedicato alla eroina Irena Sendler, nata anche lei come Totò  il 15 febbraio, «due personaggi straordinari, di una bontà infinità: ”Sono troppe coincidenze che coincidono” , potremmo dire citando il nostro Principe!»
Come è avvenuto l’incontro con la famiglia De Curtis?
Il primo incontro è stato con Elena Anticoli De Curtis, figlia di Liliana, ed è avvenuto in occasione della conferenza stampa di presentazione della Mostra monumentale “Totò Genio”, a Palazzo San Giacomo. In quella occasione mi ha molto “emozionato” vedere “emozionata” la nipote di Totò mentre parlava, le tremavano le mani, la voce…Tutto ciò mi ha colpito molto. E quando a fine conferenza mi sono presentato e le ho illustrato il progetto, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una donna molto sensibile, semplice, buona, proprio come il nonno.
Tra i tanti aspetti e aneddoti della vita di Totò che possono essere raccontati, nella scrittura della drammaturgia quali hai prediletto e perché?
Hai fatto bene a riportare “i tanti” aneddoti! Direbbe Totò: ”Dire tanti è poco, e dire poco è troppo poco!”
Comincio col dirti che il tema portante dello spettacolo sono le donne di Totò, le donne “più importanti” della sua vita. Parliamo quindi di: Liliana Castagnola (la soubrette che si suicidò per amore di Totò); Diana Rogliani, la prima moglie, il suo grande amore (per lei Totò scrisse una delle canzoni napoletane più conosciute al mondo: Malafemmina); Franca Faldini, sua compagna degli ultimi 15 anni di vita, e Liliana De Curtis (la figlia), il tutto condito da sketch, macchiette, canzoni inedite. Lo spettacolo vuole essere un omaggio non solo al nostro amatissimo Totò, ma anche alla figlia che a tratti sarà impersonificata dall’attrice Federica Aiello, che evocherà i suoi ricordi: vuole essere un omaggio a lei che con tanto amore, passione, per anni, ci ha raccontato del suo incomparabile papà sottolineando puntualmente, come faceva Totò, le sue origini napoletane e ribadendo quanto il nostro, sia un popolo meraviglioso, di cui si parla spesso male “per invidia… invidia del sole, del mare, di una città che ha tutto.” Ho prediletto tutto ciò: il ricordo di Liliana e il primo Totò, quando era conosciuto come l’imitatore ufficiale del famoso comico dell’epoca, Gustavo De Marco, suo punto di riferimento.

Roberto Giordano. Foto Cesare Abbate

Roberto Giordano. Foto Cesare Abbate

Antonio Ghirelli scriveva: Totò non è “solo” un attore immenso, ma è anche la figura forse più conosciuta e, per certi versi, insostituibile dell’Italia contemporanea e, con ogni probabilità, vivrà finché sarà viva la tradizione culturale e sociale che l’ha generata.
Rispetto a questa dichiarazione, da regista e attore quanto credi sia, oggi, la figura di Totò importante e rappresentativa per il nostro teatro?
Totò è un punto di riferimento per noi napoletani. Totò rappresenta il riscatto. Ha vissuto nella povertà, ha patito la fame pur di inseguire il suo sogno. Credo dunque debba essere un esempio, non solo per noi adulti, ma soprattutto per i giovani, cha hanno tanta “fretta del successo, della fama, del danaro facile”. Totò è la bontà, la generosità. È la parte pulita di Napoli, quella che tutti noi, con orgoglio, forza e tenacia, cerchiamo di divulgare in tutta Italia, nel mondo intero. Totò, come tanti altri esponenti della nostra cultura, della nostra napoletanità – come Viviani, Eduardo, Scarpetta, Di Giacomo e altri ancora – sono parte di noi, sono inconsapevolmente dentro di noi. Noi parliamo con le loro parole, i loro modi di dire, le loro battute, i loro intercalari, e Totò sicuramente è il primo di questi, quello presente in tutti gli strati sociali. E per questo non verrà mai dimenticato, è immortale! Totò è il fuoco del Vesuvio, l’imprevedibilità del mare (mai monotono), colui che diffonde il calore del nostro magnifico sole.
Dai racconti della figlia, quale il ricordo che più ti ha emozionato ascoltare e poi mettere in scena?
Sicuramente quando Liliana parla del Totò padre (da qui il mio titolo), del loro rapporto tenerissimo “fatto di gioie immense, un grosso peso si, ma anche una delizia”; quando dice: “Mi teneva per mano chiamandomi Lilianuccia”. E ancora il rimorso “che ancora oggi vive in me”, di quando si sposò contro la sua volontà abbandonandolo, nel giro di pochi mesi, “per la seconda volta” come aveva già fatto prima di lei sua madre Diana Rogliani.

Ileana Bonadies

Nuovo Teatro Sanità
piazzetta San Vincenzo 1 – Rione Sanità, Napoli
contatti: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it – www.nuovoteatrosanita.it

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